Le novità fiscali del 21 aprile 2007



 


 







INDICE:


1) il sostituto d’imposta  deve applicare automaticamente l’esenzione ai fini dell’acconto dell’addizionale comunale irpef


2) ici: dal 1° maggio 2007 versamenti dell’imposta comunale sugli immobili tramite il modello f24 per tutti – gli intermediari della riscossione sono obbligati ad accettare i versamenti effettuati con le modalità del modello f24


3) gestione dei fondi comuni di investimento: esenzione da iva, quando spetta


4) confermata la proroga degli accertamenti dei tributi locali


5) approvati 24 modelli per gli studi di settore


6) processo tributario: divieto di sentenze non definitive nel processo tributario


7) mediazione: i presupposti per il riconoscimento del diritto alla provvigione del mediatore


 


 


 


1) IL SOSTITUTO D’IMPOSTA  DEVE APPLICARE AUTOMATICAMENTE L’ESENZIONE AI FINI DELL’ACCONTO DELL’ADDIZIONALE COMUNALE IRPEF


 


I contribuenti che rientrano nella soglia di esenzione deliberata dal Comune non devono pagare l’acconto dell’addizionale Irpef.


L’Agenzia delle Entrate, ha ulteriormente precisato con la circolare n. 23 del 20/04/2007 che per i redditi di lavoro dipendente e i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, i sostituti d’imposta determinano l’acconto dell’addizionale comunale dovuta per il 2007, utilizzando l’aliquota fissata dal Comune in cui il dipendente ha il domicilio fiscale al primo gennaio 2007, tenuto conto delle esenzioni deliberate dai Comuni.


Il sostituto d’imposta deve, pertanto, applicare l’esenzione in maniera automatica, anche in


assenza di specifica richiesta da parte del contribuente, se il reddito imponibile dell’anno precedente rientra nella fascia di esenzione deliberata dal Comune di residenza.


In caso di cessazione del rapporto di lavoro nel corso del 2007, il sostituto d’imposta deve indicare nelle annotazioni del Cud che non sono state operate ritenute in acconto dell’addizionale comunale in applicazione automatica dell’esenzione.


Qualora siano state trattenute rate di acconto nei confronti di contribuenti che hanno diritto all’esenzione, il sostituto d’imposta provvede alla restituzione nelle mensilità successive e comunque in sede di conguaglio.


Se in sede di dichiarazione dei redditi, o in sede di conguaglio di fine anno o per cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell’anno, il reddito imponibile risulta superiore alla fascia di esenzione, l’imposta viene versata dal contribuente, oppure la relativa ritenuta é operata dal sostituto d’imposta senza applicazione di sanzioni e interessi.


L’Agenzia delle Entrate, inoltre, ha precisato che la base imponibile per il 2007 è costituita dal reddito complessivo determinato, ai fini Irpef, al netto dei soli oneri deducibili, essendo


state sostituite le deduzioni per oneri di famiglia con le detrazioni per carichi di famiglia.


Come è noto la Legge 27.12.2006, n 296 (Legge Finanziaria per il 2007), con i commi da 142 a 144 dell’art. 1 ha modificato l’art. 1 del D.Lgs. n. 360/1998, istitutivo dell’addizionale comunale all’Irpef.


Secondo la nuova formulazione i comuni, con regolamento, possono disporre la variazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale con delibera da pubblicare nel sito delle Finanze. E’, stato, altresì, previsto che con lo stesso regolamento puà essere stabilita una soglia di esenzione in base al possesso di specifici requisiti reddituali.


Inoltre, è stato disposto che il versamento dell’addizionale comunale va effettuato in acconto e a saldo in occasione del saldo dell’IRPEF.


La misura dell’acconto è stata fissata nella misura del 30% dell’addizionale ottenuta applicando al reddito imponibile dell’anno precedente l’aliquota deliberata per l’anno di riferimento qualora la pubblicazione della delibera sia effettuata non oltre il 15 febbraio del medesimo anno.


In caso di pubblicazione della delibera successiva al predetto termine, la misura dell’aliquota da applicare sarà quella vigente nell’anno precedente.


Inoltre, la precedente circolare n. 15/2007, ha chiarito i seguenti aspetti:


1) possibilità per i comuni di aumentare l’aliquota di compartecipazione dell’addizionale comunale attraverso un regolamento da adottare ai sensi dell’art, 52 del D.Lgs 15.12.1997, n. 446;


2) criterio per cui l’addizionale é dovuta al comune nel quale il contribuente ha domicilio fiscale alla data del 1 gennaio (in luogo di quella del 31 dicembre);


3) introduzione del versamento in acconto;


4) individuazione dei nuovi adempimenti a carico dei sostituti d’imposta in riferimento ai redditi derivanti da lavoro dipendente e assimilati.


Altresì, l’elenco dei comuni che hanno deliberato le fasce di esenzione é accessibile sul sito www.finanze.gov.it, (area tematica: Fiscalità Locale, Addizionale Comunale all’Irpef).


Riguardo la determinazione e il versamento dell’acconto, é stato chiarito che si applicano le norme previste in materia di IRPEF, per espresso rinvio.


In particolare, é possibile effettuare il versamento dell’acconto di importo inferiore a quello determinato secondo il metodo storico ordinariamente previsto, o non effettuarlo, se il contribuente ritiene che non dovrà l’imposta per l’anno cui si riferisce l’acconto, a causa del


sostenimento di oneri o della produzione di un reddito inferiore a quello dell’anno precedente.


Peraltro, l’acconto non é dovuto dai soggetti che rientrano nella soglia di esenzione deliberata dal comune.


Per i redditi di lavoro dipendente ed i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, i sostituti d’imposta determinano l’acconto dell’addizionale comunale dovuta per il 2007 utilizzando l’aliquota fissata dal comune in cui il dipendente ha il domicilio fiscale al 1 gennaio 2007 e il sostituto, anche in sede di acconto, deve tenere conto delle esenzioni deliberate dai comuni


Le esenzioni hanno effetto direttamente anche in sede di determinazione dell’acconto se, in base al reddito imponibile dell’anno precedente (2006) il contribuente rientra nella fascia di esenzione deliberata dal comune di residenza.


Anche il sostituto d’imposta, qualora il reddito da lui erogato nel periodo d’imposta precedente sia inferiore alla soglia deliberata dal comune, applica automaticamente l’esenzione, anche in assenza di specifica richiesta da parte del percipiente.


Se in sede di dichiarazione dei redditi, o in sede di conguaglio di fine anno o per cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell’anno, il reddito risulta superiore alla fascia di esenzione, l’imposta viene versata dal contribuente o la relativa ritenuta sarà operata dal sostituto d’imposta senza applicazione di sanzioni e interessi.


Qualora siano state trattenute rate di acconto nei confronti di un contribuente che avrebbe avuto titolo a fruire dell’esenzione, il sostituto d’imposta potrà provvedere alla restituzione nel corso dell’anno e comunque, in sede di conguaglio.


Infine, nel caso di cessazione del rapporto di lavoro nel corso del 2007, nelle annotazioni del CUD il sostituto d’imposta deve indicare che non sono state operate le ritenute relative all’acconto dell’addizionale comunale in applicazione automatica dell’esenzione.


La base imponibile sulla quale calcolare l’addizionale definitiva dovuta per il 2007 è, quindi, costituita dal reddito complessivo determinato, ai fini dell’Irpef, al netto dei soli oneri deducibili di cui all’articolo 10 del Tuir, essendo le deduzioni per oneri di famiglia sostituite dalle detrazioni per carichi di famiglia.


(Agenzia delle Entrate, Circolare del 20/04/2007, n. 23)


 


 


2) ICI: DAL 1° MAGGIO 2007 VERSAMENTI DELL’IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI TRAMITE IL MODELLO F24 PER TUTTI – TUTTI GLI INTERMEDIARI DELLA RISCOSSIONE SONO OBBLIGATI AD ACCETTARE I VERSAMENTI EFFETTUATI CON LE MODALITÀ DEL MODELLO F24


Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di prossima emanazione, dal 1° maggio 2007 sarà possibile effettuare versamenti con modello F24 per pagare l’imposta comunale sugli immobili (ICI) per tutti i Comuni del territorio nazionale.


A tale fine, a partire dal 2 maggio 2007, tutti gli intermediari della riscossione sono obbligati ad accettare i versamenti effettuati con le modalità del modello F24 (compreso la compensazione con crediti di tributi/contributi).


L’elenco dei codici catastali (da indicare nel modello F24) relativi a tutti i comuni del territorio nazionale é già presente sul sito www.agenziaentrate.gov.it per il pagamento dell’oblazione per gli illeciti edilizi, avrà validità anche ai fini del pagamento dell’Imposta comunale sugli immobili.


Inoltre, l’aggiornamento del software di controllo relativo alle rendicontazioni contabili, ad uso degli intermediari, sarà pubblicato entro il 26 aprile 2007; contestualmente verrà reso disponibile, ad uso esclusivo degli stessi intermediari, un archivio contenente i codici tributo ICI associati a tutti codici catastali, con i formalismi previsti per gli archivi di controllo.


(Comunicato Agenzia delle Entrate 20/04/2007)


 


 


 


3) GESTIONE DEI FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO: ESENZIONE DA IVA QUANDO SPETTA


L’art. 10, comma 1, n. 1, del DPR n. 633/72 esenta dall’imposta sul valore aggiunto “la gestione dei fondi comuni di investimento”.


Tale gestione comprende le seguenti funzioni:


– Gestione degli investimenti;


– Amministrazione che comprende:


1. servizi legali e contabili relativi alla gestione del fondo;


2. servizio di informazione per i clienti;


3. valutazione e determinazione del prezzo (anche ai fini delle


dichiarazioni fiscali);


4. controllo dell’osservanza della normativa applicabile;


5. tenuta del registro dei detentori delle quote;


6. distribuzione dei proventi;


7. emissione e riscatto delle quote;


8. regolamento dei contratti (compreso l’invio dei certificati);


9. tenuta dei libri.


– Commercializzazione.


Tali servizi, in base all’orientamento espresso dalla Corte di Giustizia, per essere considerati esenti, ancorché forniti da un gestore esterno, devono formare un insieme distinto, valutato globalmente, che abbia l’effetto di adempiere le funzioni specifiche ed essenziali della gestione di fondi comuni di investimento.


Qualora, invece, tali prestazioni siano configurate come autonome prestazioni di servizi oggetto di un distinto addebito, la relativa prestazione deve essere assoggetta ad IVA ad aliquota ordinaria.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 20/04/2007, n. 75)


 


4) CONFERMATA LA PROROGA DEGLI ACCERTAMENTI DEI TRIBUTI LOCALI


L’Ufficio federalismo fiscale del dipartimento per le politiche fiscali ha diffuso, il 19 marzo scorso, la Nota n. 11159/Dpf con la quale ha fornito chiarimenti sui commi 161 e 171 della Legge Finanziaria 2007, che hanno previsto l’innalzamento del termine decadenziale per la notifica dell’avviso di accertamento dei tributi locali a cinque anni.


Dal 1° gennaio 2007 gli enti territoriali possono rettificare le dichiarazioni relative ai tributi di loro competenza, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o pagamenti, notificandolo al contribuente anche per i rapporti in corso.


 


5) APPROVATI 24 MODELLI PER GLI STUDI DI SETTORE


Approvazione di n. 24 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi alle attivita’ economiche nel settore delle attivita’ professionali da utilizzare per il periodo d’imposta 2006.


(Provvedimento del 27/03/2007Agenzia delle Entrate, pubblicato in G.U. n. 91 del 19/04/2007 – supplemento ordinario)


 


6) PROCESSO TRIBUTARIO: DIVIETO DI SENTENZE NON DEFINITIVE NEL PROCESSO TRIBUTARIO


Nel processo tributario, l’art. 35 D.Lgs. n. 546/1992 non è consentito che la Commissione tributaria pronunci una sentenza non definitiva o limitata solo ad alcune delle domande proposte dal ricorrente.


(Cassazione tributaria Sentenza, Sez. trib., 30/03/2007, n. 7909)


 


7) MEDIAZIONE: I PRESUPPOSTI PER IL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO ALLA PROVVIGIONE DEL MEDIATORE


Per nascere l’obbligo del pagamento della provvigione a carico delle parti contraenti occorre che le stesse (a prescindere dall’avvenuto incarico e, quindi, dalla natura contrattuale o meno) abbiano avuto adeguata cognizione che nell’affare è coinvolto un mediatore.


Pertanto, qualora l’affare si concluda grazie all’opera di tale mediatore, le parti sono obbligate a pagargli la provvigione.


Il rapporto di mediazione non si può configurare (e non sorge, quindi, il diritto alla provvigione) qualora le parti, pur avendo concluso l’affare con l’attività del mediatore, non siano state in grado di conoscere (ed abbiano, pertanto, potuto ignorare incolpevolmente) l’opera di intermediazione svolta dal predetto e non siano state, perciò, messe in condizione di valutare l’opportunità o meno di avvalersi della relativa prestazione.


La prova relativa alla conoscenza incombe, ai sensi dell’art. 2697 c.c., sul mediatore che vuole fare valere in giudizio il diritto alla provvigione.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. III, 15/03/2007, n. 6004)



 


21 aprile 2007                                                                                Vincenzo D’Andò


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