Le novità fiscali del 16 aprile 2007



1) PERDITE DERIVANTI DA OPERAZIONI SU TITOLI NEGOZIATI: MODALITÀ E CONTENUTI DELLA COMUNICAZIONE ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE


Per mantenere la deducibilità delle minusvalenze superiori a € 50.000, realizzate nel 2004 e nel 2005 su azioni o altri titoli negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri, dovranno essere inviati entro il 12.06.2007 i dati necessari per consentire all’Amministrazione finanziaria l’accertamento in base all’art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973.
Lo ha disposto il provvedimento del 29.03.2007 dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato sulla G.U. n. 86 del 13.04.2007.


In particolare, il suddetto provvedimento ha regolato le modalità e i contenuti della comunicazione da effettuare all’Agenzia delle Entrate dei dati e delle notizie relative alle minusvalenze e alle differenze negative indicate all’art. 109, comma 3-bis, D.P.R. n. 917/1986, come previsto dall’art. 5-quinquies, comma 3, D.L. n. 203/2005 (convertito dalla Legge n. 248/2005).


Viene disposto, infatti, che la comunicazione (riguardante le minusvalenze e le differenze negative realizzate a decorrere dal 1.1.2006, di ammontare superiore a 50.000 euro, derivanti da operazioni su azioni o altri titoli negoziati, anche a seguito di più operazioni, in mercati regolamentati italiani o esteri) deve contenere:


– I dati identificativi, il domicilio fiscale, la sede dell’amministrazione e il codice fiscale del contribuente e del suo legale rappresentante;


– l’elenco, in ordine cronologico, degli atti di disposizione, raggruppati per tipo di azione o titolo (con indicazione, per ciascuno degli atti stessi, di: data dell’atto di disposizione; azione o titolo quotato oggetto di disposizione; classificazione dell’azione o titolo quotato tra le immobilizzazioni o l’attivo circolante e data di sua prima iscrizione in bilancio, intendendosi per tale la data della operazione di acquisizione; numero delle azioni o dei titoli quotati oggetto di disposizione; tipologia dell’atto realizzativo; corrispettivo complessivo percepito per effetto dell’atto di disposizione; ammontare della minusvalenza o della differenza realizzata; dati identificativi della controparte), o l’anzianità dei titoli ceduti nonché l’importo dei dividendi percepiti in relazione a questi ultimi nei trentasei mesi precedenti il realizzo qualora il metodo ordinariamente adottato in bilancio per la movimentazione e la valutazione del proprio magazzino titoli non preveda la memorizzazione delle date di acquisto dei titoli in portafoglio;


– l’indicazione del domicilio del contribuente o dell’eventuale domiciliatario presso il quale devono essere effettuate eventuali comunicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate;


– la sottoscrizione del contribuente o del suo legale rappresentante.


I suddetti dati e le notizie devono essere comunicati alla Direzione regionale competente in relazione al domicilio fiscale del contribuente, mediante consegna o spedizione a mezzo del servizio postale in plico raccomandato e con avviso di ricevimento, entro 45 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale le minusvalenze e le differenze negative state realizzate (o, in caso di avvenuta presentazione della dichiarazione dei redditi prima della pubblicazione in G.U. del provvedimento, entro 60 giorni dalla data della pubblicazione).


La comunicazione si intende effettuata all’atto della consegna o della spedizione del plico raccomandato.


Infine, la comunicazione tardiva si considera omessa: In caso di comunicazione omessa, incompleta o infedele, le minusvalenze e la differenze negative realizzate sono fiscalmente indeducibili.


(Provvedimento Agenzia delle Entrate 29/03/2007, G.U. 13/04/2007, n. 86)



2) RITENUTA CONDOMINIALE: IMPRESE IN REGIME FISCALE AGEVOLATO SENZA IL 4%


La circolare 7/E del 7.2.2007 dell`Agenzia Entrate ha precisato le principali esclusioni nell’applicazione della ritenuta condominiale del 4%.


Tale circolare ha evidenziato che, peraltro, non si applica la ritenuta del 4% per imprese che si trovano nel regime fiscale agevolato.


Pertanto, tutte le persone fìsiche che intraprendono un`attività artistica o professionale o d’impresa, ai sensi, rispettivamente, degli articoli 49 e 51 del TUIR delle imposte sui redditi, possono avvalersi del regime fiscale agevolato nel quale non vi è obbligo di applicare la ritenuta condominiale del 4%.


La circolare n. 7/2006, chiarisce anche che la ritenuta del 4% non deve essere applicata sui corrispettivi delle prestazioni rese dalle persone fisiche che si avvalgono del regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali, o del regime fiscale agevolato delle attività marginali disciplinati, rispettivamente, dagli artt. 13 e 14 della L. n. 388/2000.


A tale proposito le imprese devono rilasciare un’apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il reddito é soggetto ad imposta sostitutiva.


Ai fini dell’esonero dall’applicazione di detta ritenuta, quindi l’amministratore di condominio deve acquisire la suddetta dichiarazione.


3) AUTO UE, IMMATRICOLAZIONE SEMPLIFICATA


La Commissione europea ha emanato una comunicazione completa ed aggiornata sui principi del diritto CE, che disciplinano l’immatricolazione dei veicoli a motore in uno Stato membro diverso da quello d’acquisto ed il trasferimento dell’immatricolazione da uno Stato membro ad un altro.


In tale documento si evidenzia come, negli ultimi anni con le nuove normative, sia divenuto più semplice per i cittadini europei acquistare o trasferire un autoveicolo in un altro Paese comunitario.


Tra i principi affermati in tale comunicazione della Commissione emerge quello secondo cui tutte le autovetture di serie omologate dal 1996, i motocicli omologati dal maggio 2003 ed i trattori omologati dal 2005 sono soggetti all’omologazione CE per tipo, la quale certifica che un certo tipo di veicolo risponde a tutti i pertinenti requisiti di sicurezza e di protezione dell’ambiente, decisi a livello europeo.


L’omologazione CE per tipo, data in uno Stato membro, è valida in tutti gli altri Stati europei.


Inoltre, secondo le norme europee di concorrenza, i costruttori sono obbligati a rilasciare tempestivamente i certificati di conformità CE, indipendentemente dalla destinazione e/o dall’origine del veicolo, quindi prescindendo dal fatto che il veicolo sia venduto a un consumatore in un altro Stato membro od acquistato da un commerciante presso un distributore di un altro Stato membro.


La legislazione comunitaria non prevede che questo certificato di conformità rimanga con il veicolo dopo l’immatricolazione, perciò a seguito di quest’ultima, nella maggior parte degli Stati membri, viene trattenuto dalle autorità.


La Commissione ha, inoltre, precisato che non occorre che i veicoli nuovi omologati CE per tipo, accompagnati da un certificato di conformità valido, subiscano un’altra omologazione, se importati in un altro Stato membro, purché non siano stati modificati dopo avere lasciato la fabbrica del costruttore.


In tal senso sono “vietate normative nazionali, secondo cui autoveicoli, muniti di un certificato di omologazione CE valido, non possono essere immatricolati se privi di un certificato nazionale attestante la loro conformità a requisiti nazionali, come ad esempio le emissioni dei gas di scarico”.


Riguardo i veicoli usati, il documento ha precisato che vanno effettuati controlli tecnici per verificare l’effettivo buono stato di manutenzione al momento dell’immatricolazione.


Ai fini dell’IVA, la Commissione ritiene “nuovo” un autoveicolo ceduto entro i 6 mesi successivi alla data della prima ammissione alla circolazione, oppure se ha percorso non più di 6 000 km.


In tal caso l’IVA va pagata solo allo Stato membro in cui il veicolo viene trasferito.


Sono ritenuti “non nuovi” i veicoli acquistati da un privato in un altro Stato membro e trasportati altrove in ambito comunitario.


In tal caso si paga l’imposta all’origine.


Se un commerciante ha acquistato il veicolo da un acquirente che non ha dedotto l’IVA inclusa nel prezzo d’acquisto del veicolo, si applica il regime particolare previsto per i beni usati.


(Comunicazione Commissione 2007/C 68/04)


4) PER GLI STUDI DI SETTORE RINCARI DAL 12 AL 50% CON I NUOVI INDICI


Le prime simulazioni, mediante il confronto dei risultati di Gerico con i valori rimasti immutati tra 2005 e 2006, hanno dato luogo a rincari dal 12%, al 30% fino al 50% rispetto a quanto dichiarato.


Il nuovo Gerico


L’Agenzia delle Entrate intende evitare che i contribuenti raggiungano la congruità evidenziando dati contabili e strutturali non in linea con quelli reali. A tal fine verranno inviati appositi avvisi bonari ai contribuenti per “metterli in guardia”.


In determinate situazioni il nuovo software “pretende” maggiori ricavi o compensi.


Una delle cause è legata al valore dei beni strumentali


5) ALIQUOTE IRAP, LE REGIONI ANTICIPANO IL FEDERALISMO FISCALE


La mappa dei correttivi introdotti dalle autonomie all’aliquota generale del 4,25% ha mostrato una realtà sempre più variegata, fatta di esenzioni, agevolazioni o maggiorazioni.
Lo testimonia la maxi Irap (introdotta dal D.L. 206/2006) che grava sulle imprese e gli enti delle Regioni che hanno sforato nei conti della sanità.


Per Abruzzo, Campania, Lazio, Molise e Sicilia (la Liguria, è rimasta fuori perché ha concordato il rientro dal disavanzo) le aliquote, anche quelle agevolate, sono salite di un punto percentuale.


Restano ferme le esenzioni e, comunque, gli aumenti non possono fare lievitare l’imposta oltre il 5,25%.


 6) MARCHE DA BOLLO TELEMATICHE: COME EVITARE LE CONTRAFFAZIONI


L’Agenzia  delle  Entrate  ha  realizzato  una nuova applicazione che permette di  acquisire una  visione  completa  dei dati delle marche da bollo già emesse con modalità telematiche.                                       


In tal modo si consente, agli utenti e agli uffici pubblici, di verificare il  valore  delle  marche da bollo al fine di contrastare eventuali fenomeni di contraffazione.                                                  


In particolare, dal 16.04.2007 é disponibile sul sito dell’Agenzia   delle   Entrate –   www.agenziaentrate.gov.it    la  banca  dati  dei contrassegni emessi che permette di riconoscere:                                                                 


– il  valore  reale  di emissione che, in caso di contraffazione, generalmente é differente rispetto a quello riportato sulla marca;


– se  la  marca  é stata annullata dal tabaccaio subito dopo l’emissione, nel qual caso la stessa non può essere venduta;                                 


– se  la  marca  é  stata  stampata  utilizzando  un’etichetta adesiva per la quale era  stata  presentata una denuncia di furto o di smarrimento.


Pertanto,  l’Agenzia delle Entrate ha invitato ad  acquistare  le marche da bollo soltanto dai rivenditori autorizzati e a verificare che i contrassegni siano stampati al momento della richiesta. 


(Comunicato stampa del 16 aprile 2007 agenzia delle entrate)


7) SOCIETA’ “MADRI-FIGLIE” CON RIMBORSO


Decorrono dal 28.04.2007 le nuove disposizioni sull’esenzione da ritenuta per i dividendi erogati a società ‘figlie’ comunitarie.


E’ stato infatti pubblicato sulla GU n. 86 del 13.04.2007 il D.Lgs. n. 49 del 6 febbraio 2007


che recepisce le modifiche alla disciplina madri-figlie introdotte dalla direttiva 2003/123/Ce.


Il Decreto Legislativo, che tra le diverse disposizioni prevede l’esenzione da ritenuta per i dividendi erogati alle società figlie comunitarie e fissa a 15 la percentuale minima di partecipazione per beneficiare dal 2007 della predetta agevolazione, entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello di pubblicazione, e pertanto il 28 aprile 2007.


Regole europee per le madri-figlie


Quindi, per gli utili posti in distribuzione dal 1° gennaio 2007, la percentuale minima di partecipazione è scesa al 15%. Il decreto ha fatto scendere la quota minima di partecipazione della società residente nella Ue figlia in quella italiana madre, necessaria per conquistare l’esenzione da ritenuta sui dividendi.


Per i dividendi distribuiti dal 2005 la soglia passa dal 25 al 20%, scende al 15% dal 2007 e al 10% dal 2009. Le società che hanno subito le ritenute sui dividendi nel 2005 e nel 2006 possono chiedere il rimborso, presentando al Fisco l’attestazione dell’autorità estera che conferma la presenza dei requisiti e la dichiarazione del percettore sul possesso temporale della partecipazione.


8) VERSAMENTI SOSPESI A CAUSA DEL SISMA 2002 A CATANIA: CIRCOLARE DELLE ENTRATE


Con la circolare n. 20 del 12 aprile 2007, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sui pagamenti dei tributi e contributi da parte dei contribuenti della provincia di Catania colpiti dal sisma del 2002, per i quali la Finanziaria 2007 ha previsto uno sconto del 50%.


La Legge Finanziaria 2007 ha disposto che i contribuenti che hanno beneficiato della sospensione dei versamenti stabilita dal D.P.C.M. 22 dicembre 2005, possono regolarizzare la propria posizione versando entro il 30 giugno 2007 il 50% dell’ammontare dovuto per ciascun tributo a titolo di capitale, al netto di quanto già versato a titolo di capitale e interessi.


I chiarimenti interessano soprattutto quei contribuenti che si sono avvalsi della rateizzazione dei versamenti e che, beneficiando dei provvedimenti di proroga, allo scadere dei medesimi non hanno provveduto al pagamento della prima o delle rate successiva, a causa della situazione di incertezza creata dal susseguirsi dei diversi provvedimenti sia di sospensione che di ripresa degli adempimenti e dei versamenti.


Vincenzo D’Andò


Aprile 2007


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