Novità per la liquidazione e l’accertamento e delle violazioni ai fini I.C.I.


Per l’imposta comunale sugli immobili (I.C.I.) è scomparso l’avviso di liquidazione, il legislatore ha modificato la disciplina in tema di accertamento e riscossione dei tributi locali al fine di realizzare un sistema unitario, con termini e modalità identiche. Tutta la procedura di recupero dell’ICI si svolgerà entro 5 anni e non più entro 3 anni. Pertanto, si sono allungati i termini di decadenza del pagamento di tale imposta, ora (in  particolare, dal 1.1.2007, e con effetti retroattivi) meno favorevoli ai contribuenti.


E’ quanto ha reso noto il notiziario telematico dell’Agenzia delle Entrate del 15.02.2007.


E’ stato prima evidenziato come la Legge n. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007)  abbia modificato la disciplina dei tributi locali, e particolarmente la disciplina relativa all’attività di accertamento e riscossione. Su tale versante (avviso di accertamento), il comma 161 dell’art. 1 della citata Legge Finanziaria 2007, prevede che, relativamente ai tributi di loro competenza, gli enti locali possono procedere:


– alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli, o dei parziali o ritardati versamenti
– all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti.


 


Eliminata l’attività di liquidazione dell’I.C.I. (i cui termini di decadenza erano entro 3 anni)


Così facendo, ha evidenziato il notiziario telematico, per l’I.C.I. è, quindi, venuta meno la fase della liquidazione, in base alla quale, qualora fossero emerse incongruenze tra i dati dichiarati o i versamenti eseguiti e quelli effettivamente dovuti, veniva inviato un apposito avviso di liquidazione dell’imposta, da notificare entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui la dichiarazione era stata presentata o, nel caso in cui questa non doveva essere presentata, a quello del versamento dell’imposta.


Adesso, con l’eliminazione di tale procedura, ha sottolineato il notiziario, sono state superate le problematiche che erano emerse nella gestione del tributo, sia per i tempi di notifica stringenti cui era sottoposto l’avviso di liquidazione (problematiche che, però erano sorvolate dai continui provvedimenti di proroga dell’attività accertatrice), sia per i notevoli contenziosi scaturiti sulla differenza tra avviso di liquidazione e avviso di accertamento.


Tempi per l’ufficio locale per contestare anche i mancati pagamenti dell’I.C.I.


A seguito delle novità, gli unici termini (più favorevoli ai comuni) sono i seguenti:


– Sia l’accertamento in rettifica sia l’accertamento d’ufficio devono essere notificati al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, a pena di decadenza entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.
Inoltre, il notiziario ha precisato che gli avvisi notificati devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto e alle ragioni giuridiche che li hanno determinati. Se l’atto a cui l’avviso di accertamento fa riferimento non è conosciuto, né è stato ricevuto dal contribuente, non sarà possibile la motivazione per relationem a quell’atto, a meno che l’avviso non ne riproduca gli elementi essenziali.


Ulteriori chiarimento è quello che gli avvisi, sottoscritti dal funzionario designato dall’ente locale per la gestione del tributo, devono contenere, in base al comma 162  del citato art. 1, l’indicazione dell’ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all’atto notificato (anche per avviare una eventuale azione di autotutela, qualora l’atto del comune sia errato), nonché il termine di 60 giorni entro cui effettuare il relativo pagamento.


Si tratta della norma che è contenuta nell’art. 7 della legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente).


 


Termini entro cui devono essere applicate le sanzioni ai fini dell’I.C.I.


Sempre a seguito delle recenti novità, ha evidenziato il notiziario dell’Agenzia delle Entrate, entro lo stesso termine previsto per la notifica degli avvisi di accertamento (5 anni), vanno contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, ai sensi degli artt. 16 e 17 del D.Lgs. n. 472/1997.


 


Riscossione coattiva dell’I.C.I.


Il notiziario dell’Agenzia delle Entrate ha pure trattato il caso della riscossione coattiva, evidenziando che il comma 163, dell’art. 1 della Legge Finanziaria 2007, dispone che il relativo titolo esecutivo deve, a pena di decadenza, essere notificato al contribuente entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo. Si tratta di una misura che ha uniformato il termine per i tributi interessati, colmando il vuoto sulla riscossione della Tosap.


 


Notifica degli atti di accertamento


Riguardo la notifica degli atti di accertamento e quelli riguardanti gli atti esecutivi, ha, inoltre, spiegato il notiziario dell’Agenzia delle Entrate, i commi da 158 a 160 consentono di potenziare il numero di messi notificatori attraverso formale provvedimento del dirigente l’ufficio competente. Tra i soggetti che possono essere nominati messi notificatori vi sono i dipendenti dell’ente locale o dei soggetti ai quali l’ente locale ha affidato, anche disgiuntamente, la liquidazione, l’accertamento e la riscossione dei tributi e delle altre entrate.


Diritto alla restituzione di somme non dovute


Il termine per la richiesta di rimborso da parte del contribuente è stato determinato in cinque anni, decorrenti dal versamento delle somme non dovute o dal giorno in cui sia stato accertato il diritto alla restituzione. L’ente locale deve poi effettuare il rimborso entro 180 giorni dalla data di presentazione dell’istanza.


Spetta all’ente locale anche la determinazione della misura annua degli interessi, nei limiti di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale.


 


Decorrenza delle novità


Infine, il notiziario dell’Agenzia ha precisato che le nuove disposizioni si applicano (come prevede il comma 171), anche ai rapporti di imposta pendenti alla data di entrata in vigore della Legge Finanziaria 2007, quindi  per le annualità non ancora andate in prescrizione si applicheranno i termini più lunghi (5 anni, anziché 3 anni).


 


Vincenzo D’Andò


 


Marzo 2007


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