Le novità fiscali del 30 marzo 2007: black list, associazione in partecipazione, relazione amministratori e sindaci, IVA di gruppo, società estere, cartella di pagamento e avviso bonario…

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 31 marzo 2007

IMPRESE ESTERE CONTROLLATE: LOCALIZZAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI IN PAESI BLACK LIST E DISAPPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA CFC

 

Paradisi fiscali 

La localizzazione delle partecipazioni in un Paese a fiscalità privilegiata non comporta il conseguimento di effetti elusivi se il regime complessivamente applicabile a tali redditi non è inferiore in termini sostanziali a quello applicabile in Italia, né sussiste in concreto il pericolo (che l'imputazione alla controllante del reddito della CFC intende contrastare) di una scarsa trasparenza degli elementi conoscitivi utili ai fini della determinazione del reddito e, in specie, di un ingiustificato differimento della tassazione.

La ratio della disposizione dell'art. 167, comma 1, lettera b) TUIR é quella di garantire che i redditi prodotti all'estero siano tassati almeno una volta in misura congrua.
Si tende, quindi, ad escludere dall'ambito applicativo del provvedimento anche i gruppi che dimostrino di subire, comunque, una tassazione congrua all'estero o per i quali la localizzazione di imprese in "paradisi fiscali" costituisce una modalità legata al loro assetto operativo.

(Risoluzione Agenzia delle Entrate 28.03.2007, n. 63/E).

 

CONTRATTO DI ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE CON APPORTO DI SOLO LAVORO

 

Le prestazioni rese nell'ambito del contratto di associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro sono soggette ad IVA a condizione che l'associato eserciti per professione abituale anche altra attività di lavoro autonomo.

Tale condizione, introdotta dalla legge n. 27/2003, doveva ritenersi operante anche in relazione ai rapporti instaurati prima della novella, in quanto l'associato che non esplicasse anche altra attività non poteva considerarsi lavoratore autonomo, essendo la sua indipendenza comunque limitata, sia pure in misura diversa a seconda di come in concreto si atteggiasse il rapporto di associazione in partecipazione.

Né vale osservare in contrario che ai fini dell'imposizione diretta il reddito dell'associato fosse dall'art. 49 comma 2 T.U. 917/86 assimilato a quello di lavoro autonomo, sia perché l'assimilazione del reddito non comporta l'assimilabilità delle attività da cui esso viene ritratto, sia perché l'assimilazione implica la diversità ontologica delle due figure.
(Comm.Trib. II grado di Bolzano Sezione II, Sentenza del 22/03/2007, n. 6).

  

PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE DEL D.LGS. DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA N. 51/2003

 

È stato pubblicato in G. U. 28 marzo 2007, n. 73, il Decreto Legislativo 2 febbraio 2007, n. 32, con il quale è stata data attuazione alla parte obbligatoria della direttiva 2003/51/CE che modifica le direttive 78/660, 83/349, 86/635 e 91/674/CEE relative ai conti annuali e ai conti consolidati di taluni tipi di società, delle banche e altri istituti finanziari nonché delle imprese di assicurazione.

Il Decreto entrerà in vigore il 12 aprile 2007, ma troverà applicazione solo per i bilanci relativi agli esercizi che inizieranno dopo tale data. Ne consegue che nel caso di impresa con esercizio coincidente con l’anno solare, il Decreto Legislativo verrà applicato a decorrere dall’1 gennaio 2008.

Le principali novità introdotte dal Decreto Legislativo riguardano:

- il contenuto della relazione sulla gestione;

- la relazione del revisore contabile.

 

LIQUIDAZIONE DELL’IVA DI GRUPPO E SOCIETÀ ESTERE: NORMA DI COMPORTAMENTO DELL’AIDC

 

Con la Norma di comportamento n. 167, l’Associazione italiana Dottori Commercialisti (AIDC) ha esaminato l’applicabilità della disciplina della liquidiazione dell’IVA di gruppo, di cui all’art. 73, D.P.R. n. 633/1972 nei confronti delle società estere.

Secondo la Norma, tale disciplina può essere estesa alle società estere, residenti in altri Stati membri della UE, alle seguenti condizioni:

- La loro forma giuridica sia equipollente alle società per azioni o alle società a responsabilità limitata del diritto civile italiano;

- abbiano provveduto ad identificarsi ai fini IVA nel territorio nazionale, direttamente o attraverso il proprio rappresentante fiscale oppure tramite una stabile organizzazione, anche se l’identificazione è avvenuta solo per poter partecipare al meccanismo dell’IVA di gruppo.

Restano quindi esclusi dall’ambito della disciplina i soggetti comunitari non identificati, i soggetti comunitari identificati ma la cui veste societaria sia diversa da quella delle società riconosciute dal diritto comunitario, i soggetti non comunitari anche se dotati di stabile organizzazione nel territorio della UE.

 

CARTELLA DI PAGAMENTO NULLA SENZA AVVISO BONARIO

 

La CTR Puglia, con Sentenza n. 16/15/07, ha statuito la nullità della cartella di pagamento, qualora l’iscrizione a ruolo non sia preceduta dall’invito, rivolto al contribuente, di fornire chiarimenti e di produrre all’Amministrazione finanziaria la documentazione mancante entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta, come disposto dall’art. 6, comma 5, Legge n. 212/2000 (Statuto del Contribuente).

Nel caso di specie al contribuente era stata notificata solamente la cartella di pagamento per un insufficiente versamento delle imposte, come risultante dal controllo automatizzato della dichiarazione. L’Amministrazione finanziaria aveva eccepito che, secondo la disposizione sopra citata, l’invio di tale invito è subordinato alla sussistenza di “incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione” e che, comunque la Legge n. 212/2000 non è applicabile per i periodi d’imposta precedenti la sua entrata in vigore.

Secondo la Commissione, le incertezze richiamate dalla disposizione, possono sussistere anche in merito all’effettuazione o meno del pagamento delle imposte; inoltre, lo Statuto del contribuente riguarda l’attività dell’Amministrazione finanziaria e quindi si applica agli atti amministrativi successivi alla sua entrata in vigore, ma indipendentemente dal periodo d’imposta cui gli stessi si riferiscono.

 

TRATTAMENTO IVA DELLE CESSIONI DI CRUSCHELLO: RISOLUZIONE DELLE ENTRATE

 

Infine, con la Risoluzione 23 marzo 2007, n. 61, l’Agenzia delle Entrate si è espressa in ordine alla tassazione IVA da applicare alle cessioni di cruschello che in polvere o pellet è utilizzato come combustibile o mangime.

In particolare, richiamando il parere emesso dal laboratorio delle dogane, per il quale il cruschello in polvere o pellet può essere assimilato alla crusca, l’Amministrazione finanziaria ha concluso che alla citata cessione si rende applicabile la previsione di cui all’articolo 17, Tabella A, parte II, allegata al D.P.R. n. 633/1972, e quindi l’aliquota IVA agevolata al 4%.

 

Vincenzo D'Andò

 

Marzo 2007