ICI: obbligato al pagamento per la sua quota anche il coniuge separato

di Angelo Buscema

Pubblicato il 23 marzo 2007

 

La recente sentenza n 6192 del 16 marzo 2007 della suprema Corte di Cassazione sez. V va segnalata all’attenzione dell’operatore tributario poiché  ha statuito che il coniuge separato, costretto a lasciare la casa di famiglia posseduta in regime di comproprietà con la moglie, è obbligato a pagare la sua quota di ici.

In particolare, l’iter logico giuridico adottato da tale pronuncia si è così sviluppato:

v    Il decreto legislativo 504/92 considera soggetti passivi dell’ici sempre e solo il proprietario ovvero il titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile gravato.

v    L’ assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario dei figli è finalizzato all’esclusiva tutela della prole e dell’interesse di questa a permanere nell’ambiente domestico in cui è cresciuto, tanto che il giudice della separazione non può disporre l’assegnazione della casa familiare in assenza di figli.

v    L’assegnazione ha natura di atipico diritto personale di godimento e non già di diritto reale.

v    Manca nel coniuge assegnatario dell’alloggio la titolarità di uno dei diritti specificatamente previsti dalle norme sull’ici, che costituiscono l’unico presupposto per identificare il soggetto tenuto a pagare l’imposta.

v    La soggettività passiva di qualsiasi imposta deve essere determinata in base alle specifiche disposizioni che la regolano e quindi l’uso delle comuni disposizioni civilistiche (es. art. 218 del c.c.) è corretto soltanto nei limiti del rinvio a quelle da parte delle norme fiscali.

In definitiva, il coniuge affidatario dei figli al quale sia stata assegnata la casa di abitazione  posta nell’immobile di proprietà (anche in parte) dell’altro coniuge non è soggetto passivo dell’ici per la quota del medesimo immobile sulla quale lo stesso non vanti il diritto di proprietà ovvero un qualche diritto reale di godimento; il coniuge separato o divorziato non deve  pagare l’Ici per la casa che gli è stata assegnata dal giudice, a meno che non ne sia proprietario.

 

RIFLESSIONE

 

E’ noto che sussiste un vivace contrasto della giurisprudenza tributaria  sulla  natura giuridica dell’assegnazione della casa coniugale e sulle conseguenti implicazioni ai fini ici del provvedimento giudiziale.

Un preciso orientamento dei giudici tributari di merito, pur qualificando l’assegnazione della casa coniugale come atto di attribuzione di un diritto personale di godimento non assimilabile al diritto reale riconosciuto al coniuge superstite ex articolo 540 del c.c., sostiene che, in applicazione del disposto di cui all’art. 218 codice civile, il coniuge, che gode dei beni dell’altro coniuge, è soggetto a tutte le obbligazioni dell’usufruttuario(cd. equiparazione dell’assegnazione all’usufrutto) e come tale, ai sensi dell’art. 1008, codice civile, è obbligato a pagare le imposte ici che gravano sull’immobile (Commissione tributaria provinciale di Bari sez. XIII sentenza 1 giugno 2005 n. 170; Commissione tributaria provinciale di Avellino sentenza n. 319 del 8 /07/2003). In definitiva, anche l’onere tributario del pagamento dell’ici come abitazione principale è posto a carico  del coniuge separato o divorziato cui viene assegnato l’alloggio di famiglia, indipendentemente da chi ne sia il proprietario o dalle quote di possesso (Commissione tributaria provinciale di Bari sez. XIII sentenza 1 giugno 2005 n. 170).  

Altra parte della giurisprudenza di merito configura il diritto sul bene assegnato come diritto reale di abitazione e, pertanto, afferma  che, il coniuge assegnatario è obbligato ai sensi dell’art. 3, D.lg. 504/92, al pagamento dell’ICI (Commissione tributaria regionale della Toscana sez. 26 sentenza n. 29 del 10 maggio 2005; Comm.trib.reg.Toscana, sez.XXIX sentenza n.59 del 01.03.04; Comm. trib. prov. L’Aquila, Sez. II, sentenza n. 110 del 16.12.03; Comm. trib. prov. di Avellino sentenza n. 139 del 08.07.03; Commissione tributaria provinciale di Genova sentenza n. 1001 del 17/03/2004).

Diverso orientamento giurisprudenziale (sentenza della Commissione tributaria regionale dell’Abruzzo, sez. V, n.35 del 06.07.04; Comm. trib. reg. Abruzzo, Sez. V, n. 35 del. 06.07.04; Comm. trib. reg. Toscana, sez. XI n. 45 del. 26.09.03 e n.34 del 28.05.03; Comm. trib. reg. Emilia Romagna, sez. XXIII, n.25 del 07.03.01; Comm. trib. prov. Bari, n. 75 del 28.04.04; Comm. trib. prov. Aquila, Sez. V n. 21, del 26.04.04 e sez. n. 237 del 20.11.02;   Comm. trib. prov. Firenze n. 11, del 10.02.03 e n. 162 del 21.01.03; Comm. trib. prov. Napoli, Sez. XIX, n. 574 del 13.10.03; Comm. trib. prov. Lecco, Sez. II, n. 4 del 19.02.03) disattende tale inquadramento o impostazione giuridica, sulla base delle seguenti articolate argomentazioni:

a)     I modi di costituzione dei diritti reali sono tassativamente previsti dalla legge e non può costituirsi per provvedimento del giudice un diritto reale di abitazione, non consentendolo il combinato disposto degli artt. 1026 e 978 c.c.;

b)    l’ici non è un’imposta sul reddito ma un’imposta diretta, reale sul patrimonio, che prescinde da chi percepisce effettivamente il reddito e che fa carico al soggetto titolare di un ben preciso diritto reale sulla cosa;

c)     l’assegnazione dell’abitazione al coniuge separato o divorziato, rappresenta un diritto personale di godimento e non un diritto reale (come il diritto di proprietà, di usufrutto, uso e abitazione) e non è assimilabile al diritto di abitazione ma rappresenta solo una tutela della prole ad abitare nella casa familiare assieme al coniuge per tale motivo assegnatario; è come se il coniuge assegnatario fosse il locatario di un appartamento mentre l’ici spetta al (coniuge) proprietario locatore. L´assegnazione della casa familiare al coniuge divorziato o separato non rappresenta un diritto reale di abitazione, ma solo un diritto di godimento assimilabile al comodato; conseguentemente, il coniuge assegnatario non deve pagare l´Ici. Il provvedimento giudiziale di assegnazione dell'abitazione non dà vita ad un diritto "reale" di godimento, ma a un diritto "personale" assimilabile al comodato;

d)    la casa familiare oggetto di assegnazione “non è identificata dal legislatore in una figura giuridica formale.

Secondo quest’ultimo orientamento, quindi, l’assegnazione della casa familiare con sentenza giudiziale comporta la sola “attribuzione di un diritto personale di abitazione”, non essendo idonea a costituire un diritto reale di uso o di abitazione a favore del coniuge assegnatario, mirando solamente “a soddisfare il bisogno di conservare la precedente localizzazione della comunità domestica”; d’altra parte, l’assegnazione della casa può essere sempre modificata e ciò è incompatibile con la configurazione di un diritto reale costituito.

Giova osservare che  nelle istruzioni ministeriali (decreto del 15 aprile 2005; decreto del 30 marzo 2006) per la compilazione della dichiarazione ICI per il 2004 e per il 2005  non è più annoverato, a differenza di quanto previsto per le annualità precedenti, il coniuge assegnatario quale soggetto passivo dell’imposta. Il ministero dell’Economia e delle Finanze  ha accolto, nelle citate istruzioni, l’orientamento giurisprudenziale sopra citato secondo cui l’assegnatario della casa coniugale, non è soggetto passivo ICI e quindi non è tenuto alla presentazione della dichiarazione. In passato l’amministrazione finanziaria ha ritenuto soggetti passivi dell’ici (cioè tenuti al pagamento per legge) il proprietario o, in sua vece, il titolare di un diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi immobili ai quali si aggiungevano il coniuge superstite sulla casa adibita a residenza familiare ed il coniuge divorziato, separando o separato consensualmente o giudizialmente sulla casa ex residenza coniugale, assegnata con provvedimento del Tribunale (circolare 118/E/2000). Quindi obbligato al pagamento doveva essere il coniuge assegnatario della casa familiare in quanto soggetto che percepiva il (e godeva del) reddito dell’immobile. Il Ministero delle Finanze, intervenuto sull’argomento con le circolari n. 136/E del 28/05/98, n. 120/E del 27/05/99 e n. 118/E del 7/06/2000 ha sostenuto che il coniuge assegnatario, in quanto titolare di un diritto assimilato ad un diritto reale sull’immobile, è tenuto a corrispondere l’ICI oltre che sulla quota di sua proprietà anche sulla parte di proprietà dell’altro coniuge. In particolare, secondo la circolare n. ministeriale n. 118/e del 7 giugno 2000 è sufficiente la sussistenza della sentenza di attribuzione della casa coniugale per individuare il relativo soggetto passivo.

Giova precisare che la Corte di Cassazione civile(Sentenza del 19/09/2005, n. 18476), pronunciando nell’ambito di una controversia civilistica, ha statuito che, in tema di separazione personale, l'assegnazione della casa coniugale esonera l'assegnatario dal pagamento del canone cui sarebbe tenuto nei confronti del proprietario esclusivo o del comproprietario dell'immobile assegnato, dal che consegue che qualora il giudice attribuisca ad uno dei coniugi l'abitazione di proprietà dell'altro la gratuità di tale assegnazione non si estende alle spese correlate al suo uso; grava, invece sul proprietario dell'immobile il pagamento dell'ICI, in quanto l'assegnatario che non sia titolare di diritti reali sull'abitazione familiare, non può essere considerato soggetto passivo d'imposta. Il pronunciamento della Cassazione specifica che la soggettività passiva dell'Ici è imputabile al proprietario, titolare dei diritti reali (fra i quali diritti non figura l'assegnazione dell’immobile in caso di separazione). Quanto alle spese condominiali, l'assegnazione esonera il coniuge assegnatario soltanto dal pagamento del canone per l'uso dell'abitazione, ma non si estende alle spese ad esso legate, che perciò, sono a suo carico.

Nel prendere atto della mutata prassi e del recentissimo intervento del giudice di legittimità occorre osservare che la vexata quaestio  trova, quindi, attualmente una precisa e  definitiva soluzione; è, pertanto, risolta la diatriba concernente la possibilità di comprendere tra i soggetti passivi dell’ici il coniuge separato o divorziato, assegnatario dell’alloggio.

Angelo Buscema

Marzo 2007