La responsabilità solidale del committente con l’appaltatore

Il committente di un appalto di opere o di servizi è obbligato in solido con l’appaltatore e con gli eventuali subappaltatori a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e previdenziali dovuti.


Il comma 911 dell’art. 1 della legge finanziaria 2007, modificando nuovamente il comma 2 dell’art. 29 del d.lgs. n. 276/2003 (il decreto attuativo della “legge Biagi”), determina specifiche garanzie per i dipendenti di imprese operanti nell’ambito di appalti, configurando in capo al committente una specifica responsabilità in solido con i soggetti esecutori dell’opera o dei servizi, sia in primo che in secondo livello, per l’assolvimento degli obblighi inerenti la corresponsione delle retribuzioni ed il versamento dei contributi previdenziali.


La disposizione (già introdotta dalla legge n. 248/2006 ed ora rimodulata nella sua portata temporale, da uno a due anni) riferisce la responsabilità ai committenti imprenditori (pertanto soggetti esercenti attività commerciale secondo quanto prefigurato dall’art. 2082 del Codice civile) o comunque datori di lavoro: resterebbero pertanto escluse le amministrazioni pubbliche (amministrazioni statali, enti locali, ecc.), in quanto soggetti non connotabili come imprenditori (in tal senso si è espressa anche l’ANCE, nella circolare n. 6 del 22 gennaio 2007), mentre la previsione risulta applicabile alle Società partecipate (data la loro natura imprenditoriale), nonché ai concessionari di lavori o di servizi.


La norma esplica la sua efficacia su un piano temporale ampio, individuato in due anni dalla cessazione dell’appalto e connota l’interazione obbligatoria per la responsabilità solidale tra il committente e l’intero novero dei soggetti impegnati nella realizzazione dell’appalto, siano essi appaltatori o subappaltatori.


Alberto Barbiero


Febbraio 2007

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