Dal lato fiscale, come verificare se gli autoveicoli immatricolati da autocarro siano divenuti autovetture o meno: esemplificazioni


In attuazione del D.L. n. 223/2006 (Decreto Bersani, art. 35, comma 11), convertito in Legge n. 248/2006, il 06.12.2006 è stato emanato il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate (provvedimento Agenzia delle Entrate 06.12.2006, pubblicato sulla G.U. del 13.12.2006 n. 289) che ha determinato i criteri per potere verificare se, fiscalmente, un veicolo immatricolato come autocarro possa essere considerato tale o, invece, debba essere classificato tra le autovetture.


L’individuazione ha comportato che l’auto è considerata a uso promiscuo e, pertanto, non è, fiscalmente, immatricolabile come autocarro, con conseguente limitazione nella detrazione dell’Iva e della deducibilità dei costi e delle spese.


Nella generalità dei casi la stretta fiscale scatt nel caso in cui il rapporto tra la potenza del motore in Kw e la portata del veicolo, ottenuta quale differenza tra la massa a pieno carico e la tara, espressa in tonnellate, sia pari o superiore a 180.


Per procedere a tale controllo occorre avere sottomano il libretto di circolazione del veicolo, che contiene tutti i dati necessari per effettuare il controllo. In particolare, occorre estrapolare tre elementi consistenti nella tipologia di immatricolazione, nel codice carrozzeria, e nel numero dei posti.


La eventuale assimilazione dell’autocarro all’autovettura si ha, in base a quanto disposto dal provvedimento, se dall’esame del libretto di circolazione del veicolo risultano i seguenti tre elementi:


– Immatricolazione o reimmatricolazione come N1   (1)


– codice carrozzeria F0 (effe zero)


– quattro o più posti


L’assenza di uno solo di questi tre elementi (giacché ad esempio il veicolo consente il trasporto di tre persone oppure presenta un codice carrozzeria diverso da F0) non fa scattare l’applicazione della disposizione che assimila tale veicolo ad un’autovettura;


Ove siano presenti tutti e tre gli elementi suddetti allora l’assimilazione è possibile, ma è necessario effettuare un ulteriore conteggio utilizzando la formula indicata nel provvedimento. Solo se il risultato della formula è pari o superiore a 180 l’autocarro deve essere considerato fiscalmente come un’autovettura e, quindi, soggetto alle notevoli restrizioni sui limiti di deducibilità.







 


l  =    Pt (in kw)
         P


Pt (in kw) = potenza motore in kilowatt
P = portata del veicolo
Mc = massa complessiva
T  = tara (espressa in tonnellate)
P = Mc – T


Si riportano di seguito esempi di calcolo per la verifica dell’assimilazione autovettura-autocarro.






1) Autocarro non assimilato ad una autovettura


Veicolo immatricolato come “autocarro per trasporto di cose – uso proprio”.


Dalla carta di circolazione emerge:


Categoria del veicolo      (lett.J)         N1


Codice carrozzeria         (lett.J.2)       F0


Numero di posti             (lett.S.1)       5


Potenza motore             (lett.P.2)       110 Kw


Massa complessiva        (lett.F.2)        2.555 kg


Tara                                                   1.850 kg


Portata del veicolo in kg (2.555-1.850)   705 kg


Portata del veicolo in Tonnellate  (705/1000) =    0,705 T


Pertanto il rapporto potenza/portata è pari a 110 / 0,705 = 156,02


Essendo 156,02 < 180 il veicolo non è considerato fiscalmente come un’autovettura.


 






2) Autocarro non assimilato ad una autovettura


Veicolo immatricolato come “autocarro per trasporto di cose – uso proprio”.


Dalla carta di circolazione emerge:


Categoria del veicolo          (lett.J)     N1


Codice carrozzeria             (lett.J.2)  F0


Numero di posti                 (lett.S.1)  6


Potenza motore                 (lett.P.2)  90 Kw


Massa complessiva            (lett.F.2)  2.200 kg


Indicando direttamente la Portata pari a kg. 555 (0,555 T) il rapporto potenza/portata è pari  90 / 0,555 = 162,16


Essendo 162,16 < 180 il veicolo non è considerato fiscalmente come un’autovettura.


 






3) Autocarro assimilato ad una autovettura


Veicolo immatricolato come “autocarro per trasporto di cose – uso proprio”.


Dalla carta di circolazione emerge:


Categoria del veicolo         (lett.J)     N1


Codice carrozzeria             (lett.J.2) F0


Numero di posti  (lett.S.1) 4


Potenza motore   (lett.P.2) 75 Kw


Massa complessiva (lett.F.2) 1.995 kg = 1,995 T


Indicando direttamente la Portata pari a kg. 405 (0,405 T) il rapporto potenza/portata è pari a 75 / 0,405 = 185,18


Essendo 185,18 > 180 il veicolo è considerato fiscalmente come un’autovettura.


Rinvio ad altri provvedimenti


Da segnalare che il Provvedimento del 06.12.2006, anche se ha fissato i criteri per stabilire l’assimilazione autocarro-autovettura, contiene il rinvio a successivi provvedimenti atti ad individuare i veicoli:


– Per i quali non si applica, comunque, tale provvedimento (poiché non consentono il trasporto di persone);


– per i quali verrà estesa l’applicazione di tale provvedimento giacché, pur rispettando i parametri indicati (assenza di uno dei tre elementi o risultato inferiore a 180) consentono comunque il trasporto di persone.


Stretta sulla deducibilità dal 2006


A partire dal periodo d”imposta in corso alla data di entrata in vigore del D.L. 262/2006 (collegato alla Legge Finanziaria 2007), quindi, per la generalità dei casi, dall’anno 2006, è prevista una limitazione della deducibilità dei costi delle autovetture.


Per le imprese, in luogo della vecchia deducibilità de 50% dei costi, è stata del tutto negata la deduzione di qualsiasi costo, mentre per i professionisti la deducibilità delle spese è stata ridotta al 25%, in luogo del 50% prima previsto.


 


Nota


(1) Il decreto del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti 20.06.2002, con la categoria “N1” definisce i veicoli progettati e costruiti per il trasporto di merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 tonnellate.


Febbraio 2007


Vincenzo D’Andò


 


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