Comunicazione dati iva: scadenza del 28 febbraio 2007


Scadenza del  28 febbraio 2007: COMUNICAZIONE ANNUALE DATI IVA (ART. 8-BIS DEL D.P.R. N. 322/1998)


1) LA COMUNICAZIONE IVA 2007


Premessa


L’art. 8-bis del D.P.R. n. 322/1998 ha istituito, dal 2003, l’obbligo di presentare, entro il mese di febbraio di ciascun anno, una comunicazione dei dati relativi all’IVA sull’anno precedente. Poiché sono rimaste immutate per l’anno dichiarativo 2006 le norme che disciplinano il contenuto della comunicazione dati, nonché quelle attinenti la reperibilità dello stesso modello, occorre ancora fare riferimento al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22.11.2004, con il quale è stato approvato il modello da utilizzare per la comunicazione annuale dati IVA per l’anno 2004, adesso valido anche per l’anno 2006.


A tal fine ecco di seguito il riepilogo delle modalità di compilazione della comunicazione annuale dati IVA, il cui termine ultimo di presentazione, per il periodo d’imposta 2006, è fissato al 28 febbraio 2007.


Obbligo di presentazione


Devono presentare la comunicazione annuale dati IVA tutti i contribuenti titolari di partita IVA che esercitano attività d’impresa o arti e professioni anche se nell’anno non hanno effettuato operazioni imponibili o non siano tenuti ad effettuare le liquidazioni periodiche.


Soggetti esclusi dall’obbligo


Mentre ne sono esclusi:


– Contribuenti che per l’anno d’imposta abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti;


– produttori agricoli esonerati ai sensi dell’art. 34, comma 6 del D.P.R. n. 633/1972;


– esercenti attività di organizzazione di giochi, di intrattenimenti ed altre attività esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’art. 74, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972, che non hanno optato per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari;


– imprese individuali che hanno concesso in affitto l’unica azienda;


– soggetti passivi d’imposta, residenti in altri Stati membri della Unione Europea e senza stabile organizzazione in Italia;


– associazioni sportive dilettantistiche, nonché le associazioni senza fini di lucro e le associazioni pro-loco che avendo esercitato l’opzione per l’applicazione delle disposizioni recate dalla citata Legge n. 398/1991, sono esonerate dagli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali.


– organi ed amministrazioni dello Stato compresi quelli ad ordinamento autonomo anche se dotati di personalità giuridica;


– comuni, consorzi tra enti locali, associazioni ed enti gestori di demani collettivi, comunità montane, province e regioni;


– enti pubblici che svolgono funzioni statali, previdenziali, assistenziali e sanitarie, comprese le aziende sanitarie locali;


– soggetti sottoposti a procedure concorsuali;


– persone fisiche che nell’anno d’imposta cui si riferisce la comunicazione hanno realizzato un volume d’affari inferiore od uguale a euro 25.822,84;


Modalità e termini di presentazione della comunicazione annuale


La comunicazione annuale dati IVA va presentata esclusivamente in via telematica.


La trasmissione telematica può essere effettuata direttamente, avvalendosi della procedura Entratel o Internet, o per il tramite di un intermediario abilitato all’invio telematico.


Il modello deve essere presentato entro il mese di febbraio di ciascun anno.


Il contenuto della comunicazione


La comunicazione annuale, oltre ai dati identificativi del contribuente, deve contenere:


– L’ammontare delle operazioni attive e passive, al netto dell’IVA;


– l’ammontare delle operazioni intracomunitarie;


– l’ammontare delle operazioni esenti e non imponibili;


– l’imponibile e l’imposta relativa alla effettuazione di importazioni di oro industriale ed argento puro effettuate senza pagamento dell’IVA in dogana;


– l’imposta esigibile e l’imposta detratta risultanti dalle liquidazioni periodiche, senza tenere conto delle operazioni di rettifica e di conguaglio che, invece, vanno effettuate in sede di dichiarazione annuale.


Si devono indicare separatamente nel modello l’imponibile e l’imposta relativa alle importazioni di rottami e altri materiali di recupero effettuate senza pagamento dell’IVA in dogana.


Inoltre, non vanno indicate nella comunicazione annuale:


– Le compensazioni effettuate nell’anno d’imposta;


– il riporto del credito IVA relativo all’anno precedente;


– i rimborsi infrannuali richiesti;


– la parte del credito IVA concernente l’anno d’imposta che il contribuente richiede a rimborso.


Modalità di compilazione della comunicazione – Sezione I – Dati generali.


In sede di compilazione della comunicazione dati IVA relativa all’anno 2006, nel campo “Codice attività” deve essere indicato il codice relativo all’attività svolta in via prevalente dal contribuente, desunto dalla tabella di classificazione delle attività che è consultabile anche sul sito www.agenziaentrate.it.


La sezione comprende distinte caselle da barrare:


– Se il contribuente ha esercitato, nell’anno d’imposta cui si riferisce la comunicazione, più attività per le quali ha tenuto contabilità separate ai sensi dell’art. 36;


– se la comunicazione è presentata da parte di un ente o società che si avvale della particolare procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo di cui all’ultimo comma dell’art. 73 del D.P.R. n. 633/1972;


– se il termine di presentazione della comunicazione cade durante il periodo di sospensione dagli adempimenti previsto in dipendenza del verificarsi di un evento eccezionale.


Inoltre, la sezione contiene i dati del dichiarante, da compilare soltanto nel caso in cui colui che sottoscrive la comunicazione sia un soggetto diverso dal contribuente cui la stessa si riferisce. In tale circostanza occorre indicare, oltre al codice fiscale della persona fisica o della società che presenta la comunicazione annuale per conto di altro contribuente, anche il codice carica corrispondente al rapporto intercorrente tra il dichiarante ed il contribuente, desunto dalla seguente tabella.



























TABELLA CODICE CARICA


1


Rappresentante legale, negoziale, di fatto, o socio amministratore


2


Rappresentante di minore, inabilitato o interdetto, ovvero curatore dell’eredità giacente, amministratore di eredità devoluta sotto condizione sospensiva o in favore di nascituro non ancora concepito


5


Commissario giudiziale (amministrazione controllata) o custode giudiziario (custodia giudiziaria), ovvero amministratore giudiziario in qualità di rappresentante dei beni sequestrati


6


Rappresentante fiscale di soggetto non residente


7


Erede del contribuente


8


Liquidatore (liquidazione volontaria)


9


Soggetti risultanti da operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive (cessionario di azienda, società beneficiaria, incorporante, conferitaria, ecc.)


Dati relativi alle operazioni (Sezione II, righi da CD1 a CD3)


Tutti gli importi riportati nella comunicazione devono essere indicati in unità di euro, con conseguente arrotondamento per eccesso o per difetto a seconda che la frazione di euro sia, rispettivamente, uguale, superiore ovvero inferiore a 50 centesimi di euro.


Gli importi vanno indicati al netto delle variazioni in aumento ed in diminuzione dell’imponibile eseguite ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972.


Operazioni attive (rigo CD1)


Nel rigo CD1, campo 1 (totale operazioni attive), devono essere indicate, al netto dell’IVA, tutte le operazioni attive effettuate nel periodo di riferimento rilevanti agli effetti dell’IVA (imponibili, non imponibili, esenti, ecc.) ed annotate (o comunque soggette a registrazione) nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi, al netto delle variazioni in diminuzione, con la sola esclusione delle operazioni esenti poste in essere dai soggetti che, in applicazione dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 633/1972, hanno optato per la dispensa dagli adempimenti. I contribuenti per i quali ha avuto effetto tale dispensa devono comunque indicare l’ammontare delle operazioni esenti di cui all’art. 10, n. 11 (cessioni di oro da investimento), n. 18 (prestazioni sanitarie) e n. 19 (prestazioni di ricovero e cura) del D.P.R. n. 633/1972, per le quali resta in ogni caso fermo l’obbligo di fatturazione e registrazione.


Nel predetto rigo CD1, campo 1, deve essere considerato anche l’ammontare imponibile delle operazioni attive effettuate nel periodo di riferimento con esigibilità differita dell’IVA (ad esempio, operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici), ancorché la relativa imposta vada nel rigo CD4 solo al momento della avvenuta esigibilità dell’IVA.


Nello stesso rigo CD1, campo 1, vanno indicati sia l’ammontare delle cessioni intracomunitarie di beni annotate nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi, sia i corrispettivi delle prestazioni di servizi intracomunitari di cui all’art. 40, commi 4-bis, 5, 6 e 8 del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, rese da prestatore nazionale a committente comunitario (ad esempio, prestazioni di intermediazione comunitaria, trasporti intracomunitari, ecc.).


Naturalmente, nel rigo CD1, campo 1, non va incluso l’ammontare complessivo degli acquisti intracomunitari ancorché annotati nel registro delle fatture emesse o dei corrispettivi ai sensi dell’art. 47 del D.L. n. 331/1993.


Così come non va incluso l’ammontare complessivo delle autofatture emesse ai sensi:


– Dell’art. 17, terzo comma, del D.P.R. n. 633/1972 per operazioni effettuate nel territorio dello Stato da operatori non residenti nei confronti di soggetti passivi residenti;


– dell’art. 17, quinto comma, del D.P.R n. 633/1972. Si tratta degli acquisti d’oro e prodotti semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi (cosiddetto oro industriale) e argento in lingotti o grani di purezza pari o superiore a 900 millesimi per i quali il cessionario diventa debitore dell’imposta in luogo del cedente.


Tuttavia, poiché le citate operazioni devono essere annotate sia nel registro delle fatture emesse (per determinare l’IVA a debito) sia nel registro degli acquisti (per determinare l’IVA detraibile), le istruzioni alla compilazione della comunicazione annuale dati precisano che l’imposta a debito relativa agli acquisti intracomunitari ed alle autofatture di cui sopra deve essere compresa nel rigo CD4 (“IVA esigibile”), così come l’imposta a credito deve essere inserita nel rigo CD5 (“IVA detratta”).


Secondo autorevole dottrina non vanno inserite nel rigo CD1 le operazioni attive non rilevanti agli effetti IVA, quali, ad esempio, quelle prive del requisito della territorialità (art. 7 del D.P.R. n. 633/1972), quelle che non costituiscono né cessioni di beni né prestazioni di servizi e così via.


Operazioni non imponibili (rigo CD1, campo 2)


Al rigo CD1, campo 2 (“operazioni non imponibili”) va indicato l’ammontare complessivo delle operazioni non imponibili già comprese nel campo 1 del medesimo rigo, si tratta di:


– Esportazioni e altre operazioni non imponibili, che possono concorrere alla formazione del plafond, comprese le cessioni di beni effettuate ai sensi dell’art. 71 del D.P.R. n. 633/1972 nei confronti di operatori residenti nella Repubblica di San Marino e nella Città del Vaticano.


Non devono essere invece comprese nel predetto campo le operazioni intracomunitarie, di cui le sole cessioni di beni devono essere indicate nel successivo campo 4;


– operazioni non imponibili effettuate nei confronti di esportatori che abbiano presentato la dichiarazione di intento;


– altre operazioni qualificate non imponibili che non concorrono alla formazione del plafond, tra le quali, ad esempio, rientra la parte non imponibile dei corrispettivi relativi ad operazioni rientranti nel regime del margine di cui al D.L. n. 41/1995 (beni usati, ecc.).


Operazioni esenti (rigo CD1, campo 3)


Nel rigo CD1, campo 3 (“operazioni esenti”), si indicano le operazioni esenti di cui all’art. 10 del D.P.R. n. 633/1972 e le operazioni dichiarate esenti da altre disposizioni di legge (come ad esempio le esenzioni per i gruppi bancari previste dall’art. 6 della Legge 13 maggio 1999, n. 133), il cui ammontare risulta già compreso nel campo 1 del medesimo rigo.


I contribuenti per i quali ha avuto effetto, per l’anno cui si riferisce la comunicazione, la dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione relativamente alle operazioni esenti di cui all’art. 36-bis del D.P.R. n. 633/1972, devono indicare in questo campo esclusivamente l’ammontare delle operazioni di cui ai numeri 11, 18 e 19 dell’art. 10 del D.P.R. n. 633/1972, per le quali resta in ogni caso fermo l’obbligo di fatturazione e registrazione.


Cessioni intracomunitarie di beni (rigo CD1, campo 4)


Nel rigo CD1, campo 4 (“cessioni intracomunitarie di beni”), deve essere indicato l’ammontare complessivo (al netto delle variazioni in diminuzione) delle cessioni intracomunitarie di beni non imponibili annotate separatamente nel registro delle fatture emesse o dei corrispettivi.


Operazioni passive (rigo CD2)


Il rigo CD2, campo 1 (totale operazioni passive), comprende l’ammontare complessivo, al netto dell’IVA, di tutti gli acquisti rilevanti agli effetti dell’IVA (acquisti all’interno dello Stato, acquisti intracomunitari ed importazioni di beni), compresi quelli ad esigibilità differita registrati per il periodo di riferimento.


In tale campo vanno inclusi gli acquisti con IVA indetraibile (ad esempio, spese relative ad autovetture, spese di rappresentanza, spese alberghiere ecc.) che siano stati annotati nel registro degli acquisti.


Vanno anche inclusi nel campo 1 del rigo CD2 anche le prestazioni di servizi e gli acquisti di beni per i quali la fattura deve essere emessa dal cessionario residente a norma dell’art. 17, commi 3 e 5, del D.P.R. n. 633/1972.


Si tratta, rispettivamente, delle operazioni effettuate nel territorio dello Stato da operatori non residenti nei confronti di soggetti passivi residenti e degli acquisti d’oro e prodotti semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi (cosiddetto oro industriale) e argento in lingotti o grani di purezza pari o superiore a 900 millesimi per i quali il cessionario diventa debitore dell’imposta in luogo del cedente.


Inoltre, vanno inclusi nel campo 1 del rigo CD2 gli acquisti di servizi intracomunitari che non si indicano nel successivo campo 4. Si tratta delle prestazioni di servizi rese in ambito comunitario da un prestatore estero per le quali il committente nazionale è tenuto ad assolvere l’IVA a norma degli artt. 40 e 44 del D.L. n. 331/1993 (delle prestazioni relative a beni mobili, comprese le perizie, eseguite nel territorio di altro Stato membro, dei trasporti intracomunitari e delle relative intermediazioni, dei servizi accessori a trasporti intracomunitari e relative intermediazioni nonché delle altre intermediazioni relative a beni mobili).


Acquisti non imponibili (rigo CD2, campo 2)


Nel rigo CD2, campo 2 (acquisti non imponibili), si indica l’ammontare complessivo degli acquisti non imponibili già compresi nel campo 1 del medesimo rigo:


– Acquisti all’interno e importazioni effettuati senza pagamento dell’imposta, con utilizzo del plafond;


– acquisti all’interno oggettivamente non imponibili, effettuati senza utilizzo del plafond.


Nel rigo non devono essere comprese le operazioni intracomunitarie non imponibili, di cui solo gli acquisti di beni devono invece essere indicati nel successivo campo 4.


Acquisti esenti (rigo CD2, campo 3)


Al rigo CD2, campo 3 (acquisti esenti), va indicato l’ammontare, già compreso nel campo 1 del medesimo rigo, di:


– Acquisti all’interno esenti;


– importazioni non soggette all’imposta (art. 68, esclusa lett. a. del D.P.R. n. 633/1972);


– importazioni di oro da investimento.


Acquisti intracomunitari di beni (rigo CD2, campo 4)


Nel rigo CD2, campo 4 (acquisti intracomunitari di beni), va indicato l’ammontare complessivo (al netto delle variazioni in diminuzione) degli acquisti intracomunitari di beni già compresi nel precedente rigo CD2, campo 1, indipendentemente dal fatto che si tratti di operazioni imponibili, non imponibili, esenti o non soggette e che in capo all’acquirente sorga o meno il diritto alla detrazione.


Vanno comprese nel rigo CD2, campo 4, anche le seguenti operazioni:


– Acquisti intracomunitari non imponibili (art. 42, comma 1 del D.L. n. 331/1993) compresi quelli di cui all’art. 40, comma 2 (triangolare comunitaria con intervento dell’operatore nazionale in qualità di cessionario-cedente);


– acquisti intracomunitari di oro industriale e argento puro, nonché gli acquisti intracomunitari di oro da investimento (esenti da IVA).


Infine, come per il rigo CD1, non vanno annotati nel rigo CD2 i corrispettivi delle operazioni non rilevanti agli effetti dell’IVA (operazioni escluse, non soggette e così via).


Importazioni senza pagamento dell’IVA in dogana (rigo CD3)


Il rigo CD3 (importazioni senza pagamento dell’IVA in dogana) è suddiviso in quattro campi di cui:


– I primi due (campi 1 e 2) sono riservati all’indicazione dell’imponibile e dell’imposta relativa alle importazioni di materiale d’oro e di prodotti semilavorati in oro, nonché alle importazioni d’argento puro;


– i rimanenti campi (campi 3 e 4) sono destinati a riportare l’imponibile e l’imposta relativi alle importazioni di rottami e altri materiali di recupero di cui all’art. 74, commi 7 e 8 del D.P.R. n. 633/1972.


Avvertono le istruzioni ministeriali che l’imponibile e l’imposta relativi alle importazioni di materiale d’oro, di prodotti semilavorati in oro ed alle importazioni d’argento puro vanno evidenziati, rispettivamente nei campi 1 e 2.


L’imponibile e l’imposta relativi alle importazioni di rottami e altri materiali di recupero (di cui all’art. 74, commi 7 e 8) vanno evidenziati rispettivamente nei campi 3 e 4.


Inoltre, l’imposta relativa alle medesime operazioni va inclusa nel rigo CD4 come IVA esigibile (risultante dal registro delle fatture emesse o dei corrispettivi), e nel rigo CD5, come imposta detratta (risultante dal registro degli acquisti).


Determinazione dell’IVA dovuta o a credito (Sezione III, righi da CD4 a CD6)


La sezione terza, riguardante i dati relativi alla liquidazione IVA, prevede, al rigo CD4 (IVA esigibile), l’indicazione dell’ammontare complessivo dell’IVA a debito per il periodo.


Si tratta, in particolare:


– Dell’imposta relativa alle operazioni effettuate nel periodo di imposta, per le quali si è verificata l’esigibilità nel medesimo periodo;


– dell’imposta relativa ad operazioni effettuate in periodi di imposta precedenti, per le quali l’imposta è divenuta esigibile nel periodo di imposta (ad esempio, cessioni di beni effettuate nei confronti di enti pubblici di cui all’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972);


– dell’imposta relativa alle fatture per acquisti intracomunitari e delle altre operazioni intracomunitarie di cui al rigo CD2, campo 4, nonché alle autofatture emesse ai sensi dell’art. 17, terzo comma, del D.P.R. n. 633/1972, registrate nel periodo di riferimento;


– dell’imposta relativa alle importazioni di oro industriale ed argento puro di rottami ed altri materiali di recupero senza pagamento dell’imposta in dogana di cui al rigo CD3, colonne 2 e 4;


– dell’imposta relativa agli acquisti interni e agli acquisti intracomunitari


Nel successivo rigo CD5 (IVA detratta) deve essere inserito l’ammontare dell’imposta relativa agli acquisti per i quali viene esercitato il diritto alla detrazione, comprensivo quindi anche di quella relativa alle operazioni intracomunitarie e delle autofatture indicate nel precedente rigo CD2, campo 4, nonché dell’imposta relativa alle importazioni di oro industriale ed argento puro e delle importazioni di rottami e altri materiali di recupero di cui all’art. 74, commi 7 e 8 del D.P.R. n. 633/1972, effettuati senza pagamento dell’imposta in dogana di cui al rigo CD3, campi 2 e 4, previa annotazione dei documenti relativi a tali operazioni (fatture o bollette doganali) nel registro di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972.


Inoltre, nel rigo CD5 deve essere indicato l’ammontare dell’imposta relativa agli acquisti interni, agli acquisti intracomunitari ed alle importazioni di rottami ed altri materiali di recupero per i quali viene esercitato il diritto alla detrazione.


Nel rigo CD5 deve essere indicata anche l’imposta relativa agli acquisti con IVA ad esigibilità differita per i quali nel periodo si è verificata l’esigibilità.


Gli importi dell’IVA esigibile e dell’IVA detratta vanno indicati tenendo conto delle variazioni in aumento ed in diminuzione eseguite ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972.


Per determinare l’IVA dovuta di cui al rigo CD4 o a credito di cui al rigo CD5 non si deve tenere conto di eventuali:


– operazioni di rettifica (come ad esempio la rettifica della detrazione IVA relative a beni strumentali ed a servizi, operate ai sensi dell’art. 19-bis2, primo comma, del D.P.R. n. 633/1972, relative a detrazioni effettuate in periodi precedenti dello stesso anno che diano luogo a debiti d’imposta o la rettifica di cui al comma 1 dell’art. 19-bis2 relativa a detrazioni effettuate in anni precedenti);


– operazioni di conguaglio (come ad esempio il calcolo definitivo del pro rata).


Ciò poiché tali operazioni vanno effettuate esclusivamente nella dichiarazione IVA annuale.


Nel rigo CD6, campo 1 (IVA dovuta), deve essere riportato l’importo risultante dalla differenza tra il rigo CD4 ed il rigo CD5. In caso di saldo a credito, l’ammontare dell’IVA a credito dovrà essere indicata al campo 2 (IVA a credito).


Contribuenti con liquidazioni trimestrali


I contribuenti che eseguono liquidazioni trimestrali ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. n. 542/1999, dell’art. 73, comma 1, lett. e), del D.P.R. n. 633/1972, dell’art. 74, commi 4 e 5, del D.P.R. n. 633/1972 o in base ad altre particolari disposizioni di legge, devono presentare la comunicazione annuale dati IVA con riferimento a tutte le operazioni effettuate nell’anno d’imposta compreso anche i dati concernenti il periodo ottobre-dicembre.


Contribuenti con contabilità presso terzi


I contribuenti che hanno affidato a terzi la tenuta della contabilità ed abbiano optato, ai sensi dell’art. 1, comma 3, del D.P.R. n. 100/1998, per la particolare modalità di calcolo delle liquidazioni periodiche basata sull’IVA divenuta esigibile nel secondo mese precedente, devono presentare la comunicazione annuale dati IVA facendo comunque riferimento a tutte le operazioni effettuate nell’anno d’imposta.


Contribuenti che adottano particolari regimi di determinazione dell’imposta


I contribuenti che adottano nell’anno d’imposta, per obbligo di legge o per opzione, speciali criteri di determinazione dell’imposta dovuta ovvero detraibile (ad esempio regime speciale agricolo, agriturismo) devono indicare nel rigo CD4 (IVA esigibile) e nel rigo CD5 (IVA detratta) l’imposta risultante dall’applicazione dello speciale regime di appartenenza.


Naturalmente, qualora il particolare regime adottato non preveda la detrazione dell’imposta (ad esempio, regime dei beni usati, regime speciale per le agenzie di viaggio e turismo, regime speciale per le attività spettacolistiche), il rigo CD5 non deve essere compilato per le operazioni alle quali detto regime si applica.


 


2) CASI PARTICOLARI DI PRESENTAZIONE DELLA COMUNICAZIONE ANNUALE DATI IVA:


Società ed enti aderenti alla liquidazione IVA di gruppo


L’obbligo della comunicazione annuale va assolto mediante presentazione di un autonomo modello da parte di ogni singola società del gruppo con riferimento ai propri dati IVA.


Pertanto, la società controllante deve presentare la comunicazione annuale con riferimento esclusivo alla propria attività e non anche a quella relativa all’intero gruppo.


A tal fine, nella sezione I, relativa ai dati di carattere generale, va barrata l’apposita casella per evidenziare che la comunicazione annuale è presentata da parte di un ente o società che si avvale della particolare procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo di cui all’art. 73 del D.P.R. n. 633/1972.


Contribuenti con contabilità separate


I contribuenti che hanno esercitato più attività per le quali hanno tenuto, per obbligo di legge o per opzione, la contabilità separata ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 633/1972, devono  presentare un unico modello di comunicazione riepilogativo di tutte le attività gestite con contabilità separate.


 


3) CONTRIBUENTI CON OPERAZIONI STRAORDINARIE O ALTRE TRASFORMAZIONI SOSTANZIALI SOGGETTIVE (FUSIONI, SCISSIONI, CESSIONI DI AZIENDA, CONFERIMENTI, ECC.)


Operazione straordinaria o trasformazione avvenuta durante l’anno d’imposta oggetto della comunicazione dati (2006)


Nel caso in un dato soggetto (società incorporata o scissa, soggetto conferente, cedente o donante) si sia estinto per effetto dell’operazione straordinaria o della trasformazione, il soggetto che “subentra” (società incorporante o beneficiaria, soggetto conferitario, cessionario o donatario) deve presentare due distinte comunicazioni dati:


– La prima contenente i dati delle operazioni effettuate dal soggetto stesso nell’anno d’imposta cui si riferisce la comunicazione;


– la seconda contenente i dati delle operazioni effettuate dal soggetto dante causa nella frazione d’anno cui si riferisce la comunicazione e fino all’ultima liquidazione eseguita prima dell’operazione straordinaria o della trasformazione.


In tale comunicazione devono essere indicati, nella parte riservata al contribuente, i dati relativi al soggetto incorporato, scisso, conferente, ecc., mentre nel riquadro riservato al dichiarante i dati del soggetto risultante dalla trasformazione, riportando il valore 9 nella casella relativa al codice di carica.


Viceversa, qualora il soggetto non si sia estinto per effetto dell’operazione straordinaria o della trasformazione, la comunicazione annuale dati IVA deve essere presentata:


– Dal soggetto subentrante, se l’operazione straordinaria o la trasformazione ha comportato la cessione del debito o del credito IVA.


Tale soggetto presenta due distinte comunicazioni annuali come sopra indicato;


– da ciascuno dei soggetti coinvolti nell’operazione, se l’operazione straordinaria o la trasformazione non ha comportato la cessione del debito o credito IVA in relazione alle operazioni da ciascuno di essi effettuate nell’anno d’imposta cui si riferisce la comunicazione.


Operazione straordinaria o trasformazione avvenuta nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e la data di presentazione della comunicazione dati


In presenza di operazioni avvenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e la data di presentazione della comunicazione annuale dati IVA, la comunicazione annuale relativa alle operazioni poste in essere dal soggetto dante causa nel corso dell’intero anno precedente deve essere sempre presentata dal soggetto che subentra se l’altro soggetto si è estinto per effetto dell’operazione straordinaria, in base alle predette modalità e purché l’adempimento non sia stato assolto direttamente da tale ultimo soggetto prima della operazione straordinaria o della trasformazione.


Nell’ipotesi in cui, invece, a seguito dell’operazione straordinaria non si sia verificata l’estinzione del soggetto, ciascun partecipante all’operazione effettua in maniera autonoma l’adempimento dichiarativo per le operazioni effettuate nell’intero anno d’imposta cui si riferisce la comunicazione.


Infine, nel caso di successione ereditaria, la comunicazione è presentata in ogni caso dagli eredi per l’intero anno d’imposta riportando il valore 7 nella casella codice di carica.


 


4) SOGGETTI NON RESIDENTI


Rappresentante fiscale


I rappresentanti fiscali di soggetti non residenti, nominati ai sensi dell’art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972, sono tenuti a presentare la comunicazione annuale dati IVA con l’indicazione dei dati delle operazioni effettuate nell’anno cui la stessa si riferisce ed indicando nel riquadro dichiarante il codice di carica 6.


Soggetti non residenti identificati direttamente


I soggetti non residenti identificati direttamente in Italia ai sensi dell’art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972 devono presentare la comunicazione annuale dati IVA riguardo le operazioni da loro effettuate nel periodo d’imposta.


Soggetti che nell’anno d’imposta hanno operato mediante rappresentante fiscale nonché identificandosi direttamente


In tutti i casi in cui un soggetto non residente abbia effettuato, nel medesimo anno d’imposta, ma ovviamente in periodi diversi di detto anno, operazioni rilevanti agli effetti dell’IVA in Italia sia mediante rappresentante fiscale sia identificandosi direttamente, l’obbligo di presentazione della comunicazione annuale dati IVA deve essere assolto mediante la presentazione di un’unica comunicazione da parte del soggetto (rappresentante fiscale ovvero soggetto non residente identificato direttamente) operante alla data di presentazione della comunicazione.


Stabile organizzazione


In presenza di una stabile organizzazione in Italia di soggetto non residente deve essere presentata una comunicazione annuale dati IVA con riferimento esclusivo ai dati delle operazioni ad essa imputabili effettuate nell’anno d’imposta. In tale ipotesi, nel riquadro dichiarante deve essere indicato il codice di carica 1. Pertanto, qualora un soggetto non residente abbia operato in Italia durante l’anno d’imposta mediante stabile organizzazione nonché mediante rappresentante fiscale ovvero identificandosi direttamente, devono essere presentate autonome comunicazioni per le operazioni a ciascuno di essi imputabili.


5) SANZIONI AMMINISTRATIVE


La comunicazione annuale dati IVA ha natura di comunicazione di dati e notizie, non è, quindi, equiparata, riguardo la natura e gli effetti, alla vera e propria dichiarazione IVA annuale.


Pertanto, la natura non dichiarativa della comunicazione comporta, ai fini sanzionatori, la non applicabilità delle:


– sanzioni previste in caso di omessa o infedele dichiarazione;


– disposizioni di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997 (ravvedimento in caso di violazione degli obblighi di dichiarazione).


Non essendo, quindi, possibile utilizzare la procedura del ravvedimento operoso, gli eventuali errori commessi nella compilazione vanno corretti in sede di dichiarazione annuale.


Infine, si applicano  le sanzioni previste dall’art. 11 del D.Lgs. n. 471/1997 (da euro 258 a euro 2.065) per l’ipotesi della omessa o inesatta comunicazione di dati.


Vincenzo D’Andò


Febbraio 2007


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