Torna il credito di imposta per le imprese che investono nelle aree del sud del nostro Paese


La Finanziaria 2007 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (Legge 296/2006), dal comma 271 al 279, si è interessata a dettare nuove statuizioni in materia di agevolazioni di natura fiscale a sostegno di investimenti realizzati nelle regioni economicamente più svantaggiate.


Ma analizziamo con più attenzione i punti salienti della nuova Finanziaria.


Il credito di imposta, attribuito secondo le modalità che qui di seguito verranno esposte, è riconosciuto alle imprese che effettuano l’ acquisizione di beni strumentali nuovi indicati nel comma 273 [tali beni sono raggruppati in tre categorie: a) beni materiali, quali macchinari e attrezzature, b) programmi informatici c) brevetti concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi], a condizione che gli stessi siano utilizzati all’ interno di strutture produttive ubicate nelle aree delle regioni Puglia, Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise.


L’ agevolazione garantita a tali regioni rientra nella previsione dell’ art. 87, paragrafo 3, lettera a) e c) del Trattato istitutivo della Comunità europea, in quanto tale aiuto è destinato a favorire lo sviluppo economico di aree in cui il tenore di vita è particolarmente basso. Alla luce di quanto appena detto, l’ intervento, dunque, risulta compatibile con i principi della libera concorrenza del mercato unico.


Specificamente, ai fini dell’ agevolazione, il periodo di imposta interessato decorre da quello successivo a quello in corso al 31/12/2006 e fino alla chiusura del periodo di imposta in corso alla data del 31/12/2013 (comma 271); è inoltre importante ricordare che, comunque, il credito di imposta è riconosciuto nella misura massima consentita in applicazione delle intensità di aiuto previste dalla Carta italiana degli aiuti a finalità ragionale per il periodo 2007-2013 e non è cumulabile con il sostegno de minimis né con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammissibili.


L’ ammontare del credito di imposta è pari alla differenza tra la quota del costo complessivo e gli ammortamenti relativi alle medesime categorie dei beni di investimento della stessa struttura produttiva che sono stati dedotti nello stesso periodo di imposta; in tale calcolo non vengono ricompresi gli ammortamenti relativi ai beni oggetto dell’ investimento agevolato effettuati nel periodo di imposta della loro entrata in funzione (comma 274). Il credito di imposta è determinato con riguardo ai nuovi investimenti eseguiti in ciascun periodo di imposta e deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi (comma 276); il credito stesso è utilizzabile ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi ( il comma 276 non prevede alcun termine ab inizio).


Per quanto riguarda, invece, l’ eccedenza, la stessa è utilizzabile in compensazione a decorrere dal sesto mese successivo al termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui il credito è concesso (da coordinare con le modifiche apportate dal decreto Bersani).


Ma cose accade se i beni strumentali non sono utilizzati nelle strutture produttive cui, in realtà, erano destinati? A tal proposito, il comma 277 prevede una rideterminazione del credito di imposta. Il comma 277, infatti, stabilisce che il credito di imposta deve essere calcolato nuovamente sia nel caso in cui i beni non entrino in funzione entro il secondo periodo di imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione e sia nel caso in cui i beni stessi, pur essendo entrati in funzione, vengono ceduti a terzi o destinati ad attività estranee all’ esercizio dell’ impresa entro il quinto periodo di imposta successivo alla loro acquisizione.


E’ appena il caso di ricordare che, se nel periodo di imposta in cui viene effettuata la rideterminazione, vengono acquisiti altri beni della stessa categoria di quelli agevolati, il credito di imposta dovrà essere determinato un’ altra volta escludendo il costo non ammortizzato degli investimenti agevolati per la parte che eccede i costi delle nuove acquisizioni.


Le verifiche per la corretta applicazione della fruizione del credito di imposta saranno stabilite, secondo quanto disposto dal comma 278 della legge 296/2006, con uno o più decreti del Ministro dell’ Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico. Le stesse potranno effettuarsi solo a partire dal dodicesimo mese successivo a quello dell’ attribuzione del credito di imposta.


In chiusura, è necessario sottolineare che l’ efficacia dei commi sopra commentati è subordinata all’ autorizzazione della Commissione Europea secondo quanto previsto ai sensi dell’ art. 88 paragrafo 3 del Trattato istitutivo della Comunità Europea.


Il predetto articolo stabilisce che alla Commissione devono essere comunicati i progetti diretti ad istituire o modificare aiuti. Qualora tali progetti siano giudicati non compatibili con il mercato comune deve essere istituita la procedura prevista dal paragrafo 2 dello stesso articolo. Lo stato membro interessato non può dare esecuzione alle misure progettate prima che tale iter procedurale si sia concluso.


Lecce,gennaio2007                                        Avv. Maria Leo


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