Regime fiscale agricolo: rilevanti novità IVA dal 2007


L’Agenzia delle Entrate ha finalmente diffuso la circolare n. 1 del 19.01.2007, sul collegato alla finanziaria 2007 (D.L 262/2006 convertito in Legge 286/2006).


Uno dei tanti chiarimenti attesi era quello relativo al nuovo regime agricolo nel campo fiscale.


Pertanto, con il presente intervento esaminiamo tale nuova disciplina a seguito della modifica del settore I.V.A..


 


Regime di esonero nel settore dell’agricoltura


L’Agenzia delle Entrate, preliminarmente, ha rammentato che l’art. 2, co. 31, del citato D.L. ha modificato la disciplina agevolativa del settore agricolo di cui al precedente comma 6 dell’art. 34 del DPR n. 633/1972, prevedendo un unico limite di volume di affari entro il quale opera il regime di esonero dei produttori agricoli, indipendentemente dall’ubicazione dell’attività agricola svolta dallo stesso contribuente.


Rilevando anche che, contemporaneamente, è stato abrogato il regime semplificato agricolo previsto dal 3° periodo del suddetto comma 6.


In particolare, adesso (dal 2007), il nuovo comma 6 dell’art. 34 del D.P.R. 633/72 prevede un regime di esonero dagli adempimenti IVA per i produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato (o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare) un volume d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli e ittici compresi nella parte I della tabella A allegata al DPR 633/1972.


Il nuovo unico regime di esonero, a cui accedono tutti i produttori agricoli con un volume di affari non superiore a 7.000 euro, ha ora un limite che é più elevato di quello precedentemente in vigore (fino al 2006) pari a 2.582,28 euro.


Sostanzialmente il nuovo regime agricolo ha soltanto eliminato:


– lo specifico limite di 7.746,85 euro fissato, in tema di regime di esonero, per i produttori agricoli che esercitano la loro attività esclusivamente nei comuni montani con meno di mille abitanti, e nelle zone con meno di cinquecento abitanti ricompresi negli altri comuni montani, individuati dalle rispettive Regioni come previsto dall’articolo 16 della L.  n. 97/1994;






il regime semplificato previsto per gli imprenditori agricoli che hanno realizzato nell’anno solare precedente un volume di affari superiore a 2.582,28 euro o a 7.746,85 euro e inferiore a 20.658,28 euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli e ittici, compresi nella prima parte della tabella A), allegata al DPR n. 633/1972.


Come si ricorderà tali contribuenti erano esonerati dall’obbligo di effettuare le liquidazioni periodiche e dai relativi versamenti dell’imposta, pur rimanendo l’obbligo di fatturazione, di numerazione delle fatture ricevute, di conservazione dei documenti ai sensi dell’art. 39 del DPR n. 633/1972 e di versamento annuale dell’IVA.


 


Agevolazione spettante ai produttori agricoli minimi


– Esonero dal versamento dell’imposta e da tutti gli obblighi documentali e contabili di fatturazione, registrazione, liquidazione periodica e presentazione della dichiarazione annuale Iva e della comunicazione annuale dei dati Iva.


Rimane l’obbligo di numerazione e conservazione delle fatture e delle bollette doganali relative agli acquisti e alle importazioni, nonché delle fatture di vendita emesse per loro conto dai cessionari o dai committenti;


– applicazione delle aliquote corrispondenti alle percentuali di compensazione stabilite con decreto del Ministro delle Finanze (per l’espressa deroga alla generale applicazione delle aliquote proprie dei beni ceduti).


Inoltre, tale regime fiscale comporta per i cessionari e i committenti che, nell’esercizio d’impresa, acquistano beni o utilizzano servizi dai produttori agricoli “esonerati”, l’obbligo di emettere un’autofattura con le modalità e nei termini dell’art. 21 del DPR n. 633/1972, indicandovi, unitamente al prezzo di vendita dei beni o dei servizi acquistati, l’imposta calcolata secondo l’aliquota corrispondente alle percentuali di compensazione dei prodotti agricoli.


Il cessionario o il committente devono pagare l’imposta, così determinata, direttamente al produttore agricolo, procedendo a registrare la fattura a norma dell’art. 25 del DPR n. 633/1972, ed a consegnarne copia al produttore agricolo.


L’agricoltore esonerato dall’obbligo di versamento dell’imposta, trattiene l’imposta incassata a titolo di compensazione dell’imposta assolta sugli acquisti.


In coerenza di tale impostazione è stato pure modificato il D.Lgs. n. 446/1997, pertanto sono ora esclusi dal novero dei soggetti passivi IRAP, i produttori agricoli titolari di reddito agrario che realizzano un volume d’affari annuo non superiore a 7.000 euro e che non hanno rinunciato all’esonero.


 


Da quando decorre il nuovo regime agricolo IVA


Secondo l’Agenzia delle Entrate le modifiche si applicano a partire dal 1.1.2007, poiché la norma riguarda una disciplina specifica che collega determinati comportamenti del produttore agricolo al volume d’affari realizzato nell’anno precedente; pertanto, ha rilevato l’Agenzia delle Entrate, la sua applicazione non può che decorrere dall’anno successivo a quello della sua emanazione.


Infine, in sede di conversione del D.L. 262/2006, é stato eliminato dall’art. 34, comma 6, ogni riferimento alle disposizioni dell’articolo 32-bis del D.P.R. n. 633/1972.


Con tale intervento il legislatore ha voluto escludere che i produttori agricoli con volume d’affari non superiore a 7.000 euro potessero rientrare fra quelli interessati dal regime della franchigia, previsto dall’art. 32-bis, istituito con l’art. 37 del D.L. n. 223/2006.


Peraltro, come per i soggetti in franchigia, anche i produttori agricoli possono esercitare l’opzione per “l’applicazione dell’imposta nei modi ordinari”, ai sensi dell’art. 34, comma 11, dello stesso decreto n. 633/1972.


Per conseguenza un produttore agricolo che nell’anno solare 2006, abbia realizzato un volume di affari non superiore al nuovo limite può optare per applicare l’IVA nei modi ordinari, esercitando una facoltà analoga a quella spettante ai soggetti esercenti attività attratte nel regime di franchigia.


Tuttavia, si ritiene che a differenza dei soggetti in normale franchigia (artigiani, commercianti, ecc.), gli agricoltori che optano per il regime IVA ordinario non devono rettificare l’IVA sugli acquisti detratta nei periodi precedenti.


Infine, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che anche gli imprenditori agricoli che svolgono un’attività  di agriturismo sono esclusi dall’ambito di applicazione del regime di franchigia, poiché si tratta di un’attività per la quale opera un regime speciale di determinazione dell’imposta, disciplinato dall’art. 5 della L. n. 413/1991.


 


 


RIEPILOGO DEI REGIMI IVA PER I PRODUTTORI AGRICOLI VALIDI DAL 2007


La disciplina Iva applicabile agli imprenditori agricoli, contenuta nell’art. 34 del D.P.R. n. 633/1972, prevede i seguenti regimi:


• regime speciale;


• regime semplificato (valido fino al 31.12.2006 ed abolito dal 2007);


• regime di esonero;


• regime ordinario.


 


1) REGIME SPECIALE


Il regime speciale è un regime speciale di detrazione dell’Iva.


In particolare, la detrazione dell’Iva (sia in sede di liquidazione periodica, che in sede di dichiarazione annuale) viene calcolata in via forfetaria mediante l’applicazione delle percentuali di compensazione sull’ammontare delle cessioni di prodotti agricoli.


 


Il regime speciale si applica ai seguenti soggetti:


• produttori agricoli che esercitano individualmente o in forma associata le attività di cui all’articolo 2135 del codice civile, a prescindere dal volume d’affari realizzato nell’anno solare precedente;


vi rientra anche la commercializzazione di prodotti agricoli acquistati, da parte di imprese agricole, presso terzi, purché non sia prevalente rispetto alla commercializzazione di prodotti


propri;


• organismi di intervento in agricoltura (ad esempio l’A.G.E.A.) a prescindere dal volume d’affari;


• cooperative di produttori agricoli e loro consorzi che effettuano cessioni di beni prodotti prevalentemente dai soci, associati o partecipanti, nello stato originario o previa manipolazione o trasformazione, sull’intera produzione effettuata.


Il regime speciale si applica anche:


• alla manipolazione, conservazione, trasformazione e commercializzazione diretta dei propri


prodotti;


• alla manipolazione, conservazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti acquisiti da terzi, a condizione che sia rispettato il principio della prevalenza, e cioè che l’ammontare di questi ultimi prodotti non sia superiore a quelli provenienti dal proprio fondo.


 


2) REGIME SEMPLIFICATO (ABOLITO DAL 2007)


Il regime Iva semplificato si applicava agli imprenditori agricoli che possedevano determinati requisiti (si veda sopra).


 


3) REGIME DI ESONERO


Dal 2007, il nuovo comma 6 dell’art. 34 del D.P.R. 633/72 prevede un regime di esonero dagli adempimenti IVA per i produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato (o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare) un volume d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli e ittici compresi nella parte I della tabella A allegata al DPR 633/1972.


 


4) REGIME ORDINARIO


Il regime ordinario di determinazione dell’imposta consente agli imprenditori agricoli di comportarsi come tutti gli altri contribuenti Iva.


Infatti, in tale ipotesi, la determinazione dell’imposta avviene applicando le normali regole valide per tutti i soggetti Iva.


Mentre il regime speciale è quello “naturale”, l’imprenditore agricolo, qualora lo ritenga opportuno può scegliere di applicare le regole Iva valide per la generalità dei contribuenti.


Pertanto, se il contribuente intende detrarre l’Iva secondo le regole ordinarie può optare per il regime normale.


 


Vincenzo D’Andò


 


Gennaio 2007


 


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