Nuove forme di collaborazione tra l’agenzia e enti locali


L’articolo 1, comma 53 della Finanziaria, prevede che entro il 31 gennaio di ciascun anno l’Agenzia delle entrate comunichi alle regioni, alle province autonome e ai comuni, i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi presentate nell’anno precedente dai contribuenti residenti.


L’invio dei dati dovrà avvenire esclusivamente per via telematica secondo modalità concordate nell’ambito della Conferenza Stato-città ed autonomie locali e secondo i principi e le regole del Codice dell’amministrazione digitale – decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005.


Questa legge, al fine di consentire un dialogo tra le amministrazioni dello stato e migliorare l’efficienza dell’apparato pubblico, disciplina l’accessibilità, la gestione, la trasmissione e la fruibilità delle informazioni secondo le più appropriate modalità telematiche. Le disposizioni si applicano a tutte le pubbliche amministrazioni, intendendo per tali, non solo quelle statali, regionali, provinciali e comunali, ma anche le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le Università, le scuole pubbliche, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’ARAN, eccetera.


La stessa legge stabilisce le regole tecniche e fissa le definizioni della terminologia da usare.


L’utilizzo del sistema, tranne nei casi espressamente previsti, avviene nel rispetto dell’autonomia organizzativa e, comunque, entro la sfera di competenza di ciascun ente. Ovviamente, nello svolgimento di tale attività, sono salvaguardati i diritti degli interessati in materia di trattamento e protezione dei dati personali, secondo le disposizioni del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.


 


Inoltre, le regioni, entro lo stesso termine del 31 gennaio di ciascun anno, riceveranno dall’Agenzia delle dogane, i dati relativi all’import / export  del sistema doganale.


Anche questi dati saranno comunicati, esclusivamente in via telematica, con modalità da stabilire con provvedimento del Direttore delle dogane.


 


Con l’innovazione di cui sopra, alle regioni, ai comuni e alle province autonome, sarà consentito di conoscere, entro l’anno successivo, i dati relativi alla situazione fiscale nel proprio territorio, con la possibilità di elaborare operazioni di monitoraggio e di statistica, fondamentali per una corretta amministrazione del territorio, non solo da un punto di vista fiscale.


 


Quanto sopra esposto, assume maggiore importanza anche alla luce di quanto riportato nella Relazione previsionale e programmatica per l’anno 2007, presentata dal ministro per l’Economia e delle finanze Tommaso Padoa-Schioppa.


In tale documento si accenna ad un “patto di stabilità per gli enti locali, per il triennio 2007 – 2009”, e “alla definizione di un quadro di riferimento stabile in grado di dare certezze agli amministratori locali, permettendo di ottimizzare la programmazione e l’esecuzione di bilancio anche nel medio periodo”.


 


Pertanto, il documento di programmazione economica dispone che gli enti locali territoriali sono chiamati a partecipare al contenimento delle spese dello Stato e, quindi, ad una sana politica di bilancio, anche attraverso una restituita autonomia impositiva.


Si rileva, a tal proposito, che la legge finanziaria ha istituito la Tassa di scopo, con cui gli enti   possono far fronte alla realizzazione di determinate opere pubbliche di interesse locale, e forme di compartecipazione ai tributi erariali. Da non sottovalutare, in tale ambito, anche il trasferimento del catasto ai Comuni.


E’ evidente come tutta questa attività comporti necessariamente un collegamento istituzionale permanente tra stato, regioni, province autonome e comuni. Per questo motivo il comma 56 della Finanziaria ha previsto, a decorrere dall’entrata in vigore della legge, la istituzione di un sistema integrato delle banche dati in materia tributaria e finanziaria con lo scopo di condividere e gestire in maniera coordinata le informazioni di tutto il settore pubblico.


A tal proposito, il successivo comma 57, dispone che con uno o più decreti del Presidente del Consiglio, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, previo parere della Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, sono individuate le basi dati di interesse nazionale che compongono il sistema integrato e sono definite le regole tecniche di accesso e consultazione da parte delle pubbliche amministrazioni abilitate. Inoltre vengono definiti i servizi di natura amministrativa e tecnica che l’Amministrazione finanziaria dovrà prestare alle amministrazioni interessate.


 


Il successivo comma 58, prevede che la Commissione parlamentare sopra indicata, effettui indagini e ricerche, al fine di valutare le conseguenze delle soluzioni tecniche adottate sulle attività svolte dagli intermediari incaricati di svolgere servizi fiscali tra contribuenti e pubbliche amministrazioni. La stessa Commissione, inoltre, esprime annualmente un parere sull’attività svolta dall’Anagrafe tributaria e sui risultati conseguiti.


 


Infine, il comma 59 dello stesso articolo, consente al Ministero dell’economia e delle finanze di rendere pubblici dati statistici, senza riferimenti nominativi, al solo fine di studio e ricerca.


 


Ercole Bellante


 


Gennaio 2007


 


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