Modello Unico: errori di compilazione – Presentazione di dichiarazione rettificativa/integrativa

di Redazione

Pubblicato il 19 gennaio 2007

1.         Il quesito

Successivamente alla presentazione della dichiarazione modello UNICO 2006 (redditi 2005), avvenuta nei termini e nei modi ordinari, una società si è accorta di aver erroneamente compilato alcuni quadri. Più precisamente il quadro VL della dichiarazione IVA, ed il quadro RU relativamente all’indicazione dell’utilizzo del credito d’imposta. Nel primo caso la società ha indicato al rigo VL29 versamenti maggiori di quelli effettivamente versati, di fatto indicando un credito d’imposta anziché un debito. Nel secondo caso la società ha indicato un utilizzo del credito di imposta in misura inferiore a quello effettivamente utilizzato con la conseguenza di un residuo da utilizzare maggiore rispetto al reale.

Sulla base di quanto sopra indicato ci si è chiesto di verificare:

a)      il regime sanzionatorio previsto per l’errata indicazione dei versamenti effettuati e quindi se a tale violazione consegua l’applicazione della sanzione del 100% della maggiore imposta indicata;

b)      L’esistenza di un istituto che consenta alla società di “integrare” o “ravvedere” la dichiarazione correggendo e rimuovendo l’errore commesso con il minor costo possibile in termini di sanzioni.

 

2.         La normativa di riferimento

I termini di presentazione della dichiarazione (ai fini delle imposte sui redditi, dell’Irap e dell’IVA), nonché i termini e le condizioni di presentazione di dichiarazioni “integrative”, sono contenuti negli articoli 2 e 8 del D.P.R. 1998, n. 322.

La normativa prevede tre fattispecie di rettifica delle dichiarazioni.

In particolare, l’articolo 2 comma 7 - 8 e 8 bis  individuano le seguenti ipotesi:

a.  Presentazione della dichiarazione entro il termine di 90 giorni dalla scadenza dell’ordinario termine (previsto dai precedenti comma 1 - 2 e 3) (comma 7). Tale dichiarazione è valida a tutti gli effetti, alla stregua di quella presentata entro i “normali” termini salvo la irrogazione della sanzione per il solo “ritardo”.

b. Presentazione di dichiarazione integrativa (comma 8), a favore dell’Amministrazione Finanziaria comporta l’emersione di maggior materia imponibile o maggiori imposte o comunque una situazione più favorevole all’Amministrazione Finanziaria, rispetto a quella desumibile dalla dichiarazione “originaria”. Il termine per la presentazione di tale dichiarazione integrativa è assai ampio, coincidendo con quelli di decadenza dall’azione di accertamento (art. 43 D.P.R. 1973, n. 600). Il comma 8 di che trattasi fa “salva l’applicazione delle sanzioni nei modi stabiliti dalla legge.

c.  Presentazione di dichiarazione integrativa a favode del contribuenteper correggere errori od omissioni che abbiano determinato le indicazioni di un maggior reddito, o, comunque, di un maggior debito d’imposta o di un minor credito”.

 

3.         La prassi e la dottrina in materia

Sebbene la dichiarazione modello Unico 2006 sia stata trasmessa telematicamente nei termini ordinari l’Amministrazione Finanziaria con prassi costante ritiene che la rettifica di tale dichiarazione sia a favore dell’Amministrazione sia a favore del contribuente rientri in ogni caso nell’ipotesi sub a).

Ciò si evince in primo luogo dalle istruzioni ministeriali per la compilazione del modello Unico (Nell’ipotesi in cui si rilevi che una dichiarazione, per la quale l’Agenzia delle Entrate ha dato comunicazione dell’avvenuto ricevimento, è stata presentata in maniera incompleta o con dati inesatti, si deve presentare una dichiarazione correttiva, se nei termini, ovvero una dichiarazione integrativa, se fuori termine, barrando la relativa casella apposta sul frontespizio).” Inoltre, con circolare 55/2001 l’Amministrazione Finanziaria afferma che “… si chiarisce che la dichiarazione rettificativa presentata entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione originaria sostituisce la precedente e consente al contribuente di esercitare tutte le facoltà previste in sede di dichiarazione. In tale ipotesi non si applica alcuna sanzione amministrativa. Per effetto delle disposizioni portate dall'articolo 2, comma 7, del citato D.P.R. n. 322 del 1998, sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza dei termini; di conseguenza anche la dichiarazione rettificativa presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine previsto per la presentazione della dichiarazione originaria sostituisce la precedente. Tuttavia in tal caso, pur essendo la dichiarazione valida a tutti gli effetti, poichè viene presentata tardivamente, torna applicabile la sanzione amministrativa prevista per la tardiva presentazione del modello UNICO”.

Successivamente il Ministero è intervenuto nuovamente sull’argomento con la Risoluzione Ministeriale 14 ottobre 2002, n. 325 la quale riconduce nell’ambito applicativo del comma 7 dell’articolo 2, del D.P.R. 1998, n. 322 anche le dichiarazioni integrative “sostitutive” della dichiarazione originaria. Infatti, in tema di dichiarazioni correttive il Ministero ha precisato che “… la dichiarazione rettificativa, presentata entro il termine per la presentazione della dichiarazione originaria, consente al contribuente di esercitare tutte le facoltà previste in sede di dichiarazione e non dà luogo ad alcuna sanzione amministrativa. Inoltre, per effetto delle disposizioni contenute nel comma 7, dell’articolo 2 più volte richiamato (DPR 322 del 22 luglio 1998), si considerano valide le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine legale, con la conseguenza che anche le dichiarazioni rettificative di precise scelte negoziali nel senso sopra illustrato, se presentate entro detto termine, possono efficacemente sostituire la dichiarazione originaria.” .

Pertanto, nonostante la lettera delle norme sopra citate sia oggettivamente di difficile interpretazione, l’Amministrazione Finanziaria ha abbracciato la tesi più favorevole al contribuente secondo cui:

·        la dichiarazione rettificativa presentata dopo il termine ordinario, ma entro 90 giorni dal medesimo termine, sostituisce la precedente;

·        non si applicano sanzioni sull’originaria dichiarazione salvo la sanzione amministrativa per la tardiva presentazione prevista dall’articolo 1, comma 1 del D.Lgs 471/1997 (€ 258,00 ridotta ad 1/5 per ravvedimento operoso);

·        Quanto suindicato è applicabile sia alle dichiarazioni che comportano modifiche “a favore del contribuente”, sia a quelle che contengono rettifiche “a favore del Fisco”.

 

 

4.         Conclusioni

In conclusione nel caso concreto si può valutare di procedere alla presentazione della dichiarazione correttiva nei termini, come effettuata, ai sensi del comma 7 dell’art. 2 D.P.R. 1998, n. 322, che (come ricordato) espressamente prevede la irrogazione della sola sanzione per “tardività” della dichiarazione.

Goffredo Giordano

 

Gennaio 2007