Le nuove regole per la comunicazione degli esiti della liquidazione


La Finanziaria 2007 – comma 62, dell’art. 1, della legge n.296/2006 – modifica radicalmente l’art. 2-bis del Dl n. 203/2005,convertito, con modificazioni in legge n.248/2005, prevedendo che, a partire dalle dichiarazioni presentate dal 1° gennaio 2006, gli avvisi di irregolarità vengano inviati, comunque, con mezzi telematici, agli intermediari abilitati e individuati dall’art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 322 del 1998, e dai successivi decreti ministeriali, che abbiano disposto l’invio della dichiarazione.


Gli intermediari sono tenuti a portare a conoscenza dei contribuenti interessati, entro i termini previsti dall’art. 2, comma 2, del D.Lgs. n. 462/1997, gli esiti presenti nella comunicazione di irregolarità ricevuta. Tale ultima norma dispone che l’iscrizione a ruolo non venga eseguita, in tutto o in parte, se il contribuente o il sostituto d’imposta provvede a pagare le somme dovute entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, termine che decorre dal sessantesimo giorno successivo a quello della trasmissione telematica della comunicazione stessa all’intermediario.


Facciamo il punto della problematica.


 


La liquidazione dell’imposta



Il controllo formale, per effetto delle modifiche introdotte dal D. Lgs. n. 241 del 9 luglio 1997, che ha riformulato gli artt. 36 bis e 36 ter del D.P.R. n. 600/1973, introducendo pure l’art. 54 bis del D.P.R. n. 633/72, risulta profondamente innovato e sdoppiato in due.


·        da una parte il nuovo art. 36 bis, del D.P.R. n. 600/73, semplice procedura automatizzata di liquidazione  sulla base dei dati e degli elementi che sono direttamente ricavabili dalle stesse dichiarazioni e di quelli in possesso dell’Anagrafe Tributaria ;


·         e dall’altra l’art. 36 ter, del citato D.P.R. n. 600/1973, che disciplina il controllo formale vero e proprio ( riscontro dei dati con i documenti ) limitatamente a quelle dichiarazioni individuate sulla base di criteri selettivi annualmente fissati.


 


L’art. 36 bis del D.P.R. n. 600/73 prevede che gli uffici, sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni, possano procedere entro l’inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all’anno successivo a :


·        correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nella determinazione degli imponibili, delle imposte, dei contributi e dei premi;


·        correggere gli errori materiali commessi dai contribuenti nel riporto delle eccedenze delle imposte, contributi, e dei premi risultanti dalle precedenti dichiarazioni;


·        ridurre le detrazioni d’imposta indicate in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni;


·        ridurre le deduzioni dal reddito esposte in misura superiore a quella prevista dalla legge ;


·        ridurre i crediti d’imposta esposti in misura superiore a quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni;


·        controllare la rispondenza con la dichiarazione e la tempestività dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta.


 


Per effetto dei commi 3 e 4, del medesimo art. 36 bis, del D.P.R. n. 600/73, l’esito della liquidazione deve essere notificato al contribuente, il quale potrà fornire i necessari chiarimenti entro i trenta giorni successivi.


In sede di controllo, gli operatori verificheranno la correttezza dell’esito determinato dal controllo automatizzato, tenendo conto delle somme trattenute per conto dei contribuenti da parte del sostituto d’imposta, dei versamenti effettuati dal contribuente in sede di autotassazione, e dei rimborsi erogati da parte del sostituto d’imposta. Tali dati saranno desunti dal prospetto di liquidazione del Modello 730 nonché dagli eventuali versamenti eseguiti mediante il modello F24.


Nel caso di controllo ex art.36 bis, trascorsi trenta giorni dalla ricezione della comunicazione degli esiti del controllo, in assenza del  versamento di quanto richiesto ovvero dei chiarimenti in relazione agli esiti comunicati, si procede all’iscrizione a ruolo delle imposte, delle ritenute, dei relativi interessi e dell’intera sanzione.


 


La liquidazione anticipata


L’art. 2, comma 1 della legge di conversione n. 248/2005, del D.L.n.203/2005, all’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1973, ai fini Iva, ha inserito, dopo il comma 2, il comma 2 -bis : “ se vi è  pericolo per  la  riscossione,  l’ufficio  può   provvedere,   anche   prima   della presentazione della dichiarazione  annuale,  a  controllare  la  tempestiva effettuazione  dei  versamenti  dell’imposta, da eseguirisi ai sensi dell’articolo 1, comma 4, del D.P.R. 23 marzo 1998 n. 100, degli articoli 6 e 7 del D.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542, nonché dell’articolo 6 della legge 29 dicembre 1990 n. 405”, comunicando l’esito della liquidazione al contribuente.


Analogamente, ai fini delle imposte dirette si è previsto – art. 2, comma 10, della legge n. 248/2005 – , nell’ipotesi di pericolo per la riscossione, la possibilità per l’ufficio  di provvedere,  anche   prima   della presentazione della dichiarazione  annuale,  a  controllare  la  tempestiva effettuazione dei versamenti delle imposte,  dei  contributi  e  dei  premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla  fonte  operate in qualità di sostituto d’imposta. Anche in questo caso l’esito della liquidazione – diverso dal dichiarato – va comunicato al contribuente.


E’ stato pure modificato l’art. 2 del D.Lgs. n. 462/1997 sulla riscossione delle somme dovute a seguito dei controlli automatici, prevedendo che anche le somme dovute a seguito dei controlli eseguiti dagli uffici nei casi sopra visti, prima della presentazione della dichiarazione, vengano iscritti a titolo definitivo, salvo che si provveda al pagamento entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione; ciò consente altresì di beneficiare della riduzione della sanzione ad un terzo.


Condizione essenziale e imprescindibile perché l’Amministrazione finanziaria possa procedere al controllo dei versamenti anticipatamente è che sussista una situazione di pericolo per la riscossione. In assenza di ulteriori precisazioni normative, in ordine al significato da attribuire al pericolo per la riscossione, soccorrono le schede di lettura del provvedimento dei Servizi Studi parlamentari, secondo cui “ potrebbe valutarsi l’opportunità di specificare le circostanze che possono considerarsi sintomatiche del periculum in mora ( ad esempio: comportamenti pregressi del contribuente, esistenze di posizioni debitorie verso l’erario, etc)”.


A queste, a nostro avviso, se ne potrebbero aggiungere altre che riguardano l’attività di controllo sostanziale: società a cui è stato notificato un pvc per operazioni inesistenti, società in odore di criminalità, etc.


Ai fini Iva, i versamenti richiamati dalla disposizione in esame sono quelli da eseguirsi ai sensi :


·        dell’art. 1, comma 4, del D.P.R. n. 100/1998, secondo cui, entro il 16 di ciascun mese, il contribuente è tenuto a versare la differenza tra l’ammontare complessivo dell’Iva esigibile sulle fatture emesse o sui corrispettivi incassati nel mese precedente e l’Iva per la quale viene esercitata la detrazione;


·        degli artt. 6 e 7 del D.P.R. n. 542/1999 ( l’art. 6 stabilisce che la differenza tra l’ammontare dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale e l’ammontare delle somme già versate mensilmente,deve essere versata entro il 16 marzo di ciascun anno, ovvero entro il termine previsto per il pagamento delle somme dovute in base alla dichiarazione unificata annuale, maggiorata degli interessi; l’art. 7 prevede che i contribuenti con volume d’affari inferiori, nell’anno solare precedente, a determinati limiti, possono optare per l’effettuazione di liquidazioni periodiche trimestrali anziché mensili, fermo restando la liquidazione annuale);


·        dell’art. 6 della legge n. 405/1990, che detta disposizioni concernenti l’acconto.  


 


In conseguenza delle novelle introdotte, il successivo comma 12 abroga il quarto comma dell’art. 54 del D.P.R. n. 633/1972, il quale conteneva disposizioni sostanzialmente analoghe a quelle ora introdotte.


Ai fini delle imposte sui redditi, la liquidazione anticipata – rispetto alla presentazione della dichiarazione annuale – è consentita per i versamenti di imposte dirette, contributi e premi dovuti a titolo di acconto e di saldo nonché delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta.


Come si legge nella relazione illustrativa del Governo al Disegno di legge, l’obiettivo della disposizione è quello di accelerare i tempi, in caso di pericolo per la riscossione, mediante una immediata constatazione della violazione e una più rapida emanazione dei successivi provvedimenti, compresa l’iscrizione a ruolo.


Come per l’Iva potrebbe valutarsi l’opportunità di specificare le circostanze che possono considerarsi sintomatiche del pericolo per la riscossione.


 


La comunicazione degli esiti della liquidazione



In sede di conversione, l’art. 2-bis, del D.L. n.203/2005, conv. in legge n.248/2005, ha previsto che, a partire dalle dichiarazioni presentate dal 1° gennaio 2006, l’invito di cui all’art. 6, comma 5, dello Statuto del contribuente ( cd. avviso bonario), è effettuato con mezzi telematici agli intermediari ( ovvero a raccomandata r.r., all’indirizzo del contribuente), se è previsto nell’incarico di trasmissione di portare a conoscenza dei contribuenti interessati, gli esiti delle dichiarazioni contenuti nell’invito.


Il termine per il versamento di cui all’art. 2, comma 2, del D.Lgs. n. 462/1997 decorre dal sessantesimo giorno successivo a quello di trasmissione telematica dell’invito.


Le schede di lettura dei Centri Studi parlamentari osservano che “ la disposizione del comma 2 sembra volta a coordinare il termine previsto per il versamento delle somme dovute ( che l’art. 2, comma 2, del D.Lgs.n. 462 del 1997 stabilisce nel trentesimo giorno dalla data di ricezione della comunicazione) con il termine massimo entro cui il soggetto incaricato è tenuto ad informare il contribuente dell’esito ricevuto ( egualmente il trentesimo giorno, stabilito per relationem alla stessa disposizione). Se tale è la corretta interpretazione, sarebbe opportuno precisare che il diverso computo del termine per il versamento, secondo quanto previsto dal comma 2 ( trenta giorni decorrenti dal sessantesimo giorno successivo alla trasmissione telematica dell’invito), si applica soltanto nei casi in cui l’invito sia stato trasmesso per via telematica”.


Le comunicazioni in argomento riguardano solo i controlli automatici ( verifica sulla liquidazione delle imposte, cioè sui calcoli effettuati e sui versamenti e trattenute eseguiti).


Tale procedura, in buona sostanza, è diretta a consentire al contribuente, prima dell’iscrizione a ruolo, di eliminare dubbi e perplessità derivanti dalle dichiarazioni presentate.


La disposizione chiarisce le ipotesi in cui l’Amministrazione finanziaria debba utilizzare il mezzo telematico e quando, invece, debba servirsi del servizio postale. In particolare, l’invio telematico della comunicazione, deve essere utilizzato nei casi in cui la dichiarazione sia stata inviata tramite uno dei soggetti intermediari di cui all’art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 322/1998. Pertanto, in questi casi, qualora nell’incarico di trasmissione conferito dal contribuente sia inserito ciò, il soggetto incaricato informa il contribuente dell’esito ricevuto entro i termini indicati nell’art. 2, comma 2, del D.Lgs n. 462/1997; tale norma dispone che l’iscrizione a ruolo non avviene se il contribuente provvede al pagamento delle somme entro 30 giorni dalla data di ricezione della comunicazione.


Le schede di lettura dei Centri Studi parlamentari puntualizzano che “ la disposizione prevede che l’intermediario informi dell’avviso ricevuto il contribuente interessato nel solo caso in cui sia previsto nell’incarico di trasmissione. In mancanza di ciò, il contribuente potrebbe non essere informato dell’avviso e non essere quindi in grado di provvedere conseguentemente ad esso”. 


Come abbiamo già anticipato, la Finanziaria 2007 – comma 62, dell’art. 1, della legge n.296/2006 – modifica l’art. 2-bis del Dl n. 203/2005, prevedendo che, a partire dalle dichiarazioni presentate dal 1° gennaio 2006, gli avvisi di irregolarità suddetti vengano inviati comunque, con mezzi telematici, agli intermediari abilitati e individuati dall’art. 3, comma 3, del D.P.R. n. 322 del 1998, e dai successivi decreti ministeriali, che abbiano disposto l’invio della dichiarazione. Gli intermediari sono tenuti a portare a conoscenza dei contribuenti interessati, entro i termini previsti dall’art. 2, comma 2, del D.Lgs. n. 462/1997, gli esiti presenti nella comunicazione di irregolarità ricevuta. Tale ultima norma dispone – come abbiamo già visto – che l’iscrizione a ruolo non venga eseguita, in tutto o in parte, se il contribuente o il sostituto d’imposta provvede a pagare le somme dovute entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, termine che decorre dal sessantesimo giorno successivo a quello della trasmissione telematica della comunicazione stessa all’intermediario.


L’Agenzia delle Entrate può derogare dall’obbligo di comunicazione telematica all’intermediario, su istanza motivata dello stesso, qualora siano riconosciute oggettive difficoltà di informare il contribuente interessato.


Nel caso in cui, invece, la dichiarazione non sia stata trasmessa da un intermediario abilitato (trasmissione telematica diretta, presentazione cartacea a banche o poste, ovvero presentazione attraverso ufficio delle Entrate), l’avviso di irregolarità deve essere inviato al contribuente stesso mediante raccomandata, ma non più con avviso di ricevimento.


In pratica, rispetto alla vecchia formulazione, le novità solo le seguenti:


·        nel caso di invio con mezzi telematici, l’intermediario è comunque tenuto a informare il contribuente interessato, indipendentemente dall’esistenza di espressa convenzione in tal senso contenuta nell’incarico di trasmissione;


·        nei casi di invio mediante raccomandata, non è più richiesto l’avviso di ricevimento;


·        la definizione del contenuto e delle modalità della risposta telematica è rimessa ad un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate;


·        possibilità di deroga all’obbligo di trasmissione telematica.


 

gennaio 2007


Partecipa alla discussione sul forum.