Le imprese che non operano nel settore della grande distribuzione devono ancora certificare i corrispettivi (con scontrino o fattura)


L’obbligo di comunicazione telematica dei corrispettivi (D.L. n. 223/2006) non sostituisce quello di certificazione fiscale dei corrispettivi.


Pertanto è rimasto l’obbligo di emettere gli scontrini e le ricevute fiscali per tutti i contribuenti interessati.


Unica eccezione a ciò è stata prevista per le imprese che operano nel settore della grande distribuzione commerciale (come definite dalla L. n. 311/2004).


Inoltre, a seguito delle novità introdotte con la Legge Finanziaria 2007, l’obbligo della trasmissione telematica non è entrato in vigore dal 1.1.2007, come originariamente previsto dall’art. 37, comma 37, del D.L. 223/2007.


Quindi, i soggetti che svolgono l’attività di commercio al minuto e assimilate in locali aperti al pubblico di cui all’articolo 22 del D.P.R. n. 633/1972 non sono ancora obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi.


Si tratta del chiarimento contenuto nella risoluzione n. 5 del 18.01.2007, emanata a seguito di una istanza di interpello posta da un CAF nell’interesse dei propri assistiti (anziché nell’interesse proprio, infatti, come è noto affinché l’istanza di interpello sia valida deve essere posta per un caso concreto e personale), e per questo motivo non è risultata produttiva degli effetti tipici dell’istanza, ma comunque è stata ugualmente portata avanti e poi diffusa visto l’interesse generale rivestito dalla problematica.


 


L’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi


L’art. 37, commi da 33 a 37, del D.L. n. 223/2006 ha introdotto per i soggetti che svolgono l’attività di commercio al minuto e assimilate in locali aperti al pubblico di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972, l’obbligo di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate l’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle cessioni dei beni e delle prestazioni di servizi effettuate.


Tale norma è stata poi modificata dal comma 30 dell’art. 2 del D.L. 3.10.2006, n. 262, convertito, con modifica, dalla L. n. 286/2006.


Le modifiche hanno riguardato l’ultimo periodo del comma 34 del citato art. 37, che stabilisce che “restano fermi gli obblighi di certificazione fiscale dei corrispettivi previsti dall’art. 12 della L. n. 413/1991, e dal D.P.R. n. 696/1996, nonché di emissione della fattura su richiesta del cliente, fatta eccezione per i soggetti indicati all’art. 1, commi da 429 a 430-bis, della L. n. 311/2004.


Tale disposizione ha chiarito che l’obbligo di comunicazione telematica dei corrispettivi introdotto dal D.L. n. 223/2006 non sostituisce quello di certificazione fiscale dei corrispettivi e che resta fermo, pertanto, l’obbligo di emettere gli scontrini e le ricevute fiscali per tutti i contribuenti interessati, fatta eccezione per le imprese che operano nel settore della grande distribuzione commerciale come definite dal comma 430 della legge n. 311/2004.


Peraltro, il suddetto comma 430 stabilisce che “sono imprese della grande distribuzione commerciale, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettere e) ed f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, le aziende distributive che operano con esercizi commerciali definiti media e grande struttura di vendita aventi, quindi, superficie superiore a 150 metri quadri nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti, o superficie superiore a 250 metri quadri nei comuni con popolazione residente superiore ai 10.000 abitanti”.


 


Tipologia di imprese della grande distribuzione esonerate dall’obbligo di certificare i corrispettivi


A tal fine la circolare n. 8/E del 23.2.2006, ha precisato che il concetto di “grande distribuzione” presuppone un’attività destinata ad una ampia platea di clienti, svolta in più punti vendita di grande dimensione dislocati sul territorio.


A parere dell’Agenzia delle Entrate, sotto il profilo degli effetti della trasmissione telematica dei corrispettivi, per le imprese della grande distribuzione – purché dotate di più punti vendita di adeguate dimensioni – la comunicazione dei corrispettivi sostituisce anche l’obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale di cui all’art. 12 della L. n. 413/1991 e al D.P.R.  n. 696/1996, fermo restando l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente.


 


Obbligo trasmissione telematica dei corrispettivi: Introduzione graduale


Infine, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che tale situazione è stata ulteriormente modificata dalla legge 27.12.2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007) che ha mutato le disposizioni del D.L. n. 223/2006.


In particolare, l’art. 1, comma 327, della legge finanziaria 2007 ha sostituito il comma 37 del citato art. 37, prevedendo che “l’efficacia delle disposizioni di cui ai commi 33, 34 e 35 decorre dalla data progressivamente individuata, per singole categorie di contribuenti, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da adottare entro il 1 giugno 2008”.


Per effetto di tale cambiamento, le novità entrano in vigore a partire dal 1 gennaio 2007, come originariamente previsto dal citato art. 37, comma 37, e quindi, i soggetti che svolgono attività di commercio al minuto e assimilate in locali aperti al pubblico di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972 non sono ancora obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi.


 


 Vincenzo D’Andò


 


Gennaio 2007


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