Franchigia I.V.A.: modalita’ applicative e termini della comunicazione all’agenzia delle Entrate


Le persone fisiche che hanno realizzato nell’anno solare  precedente,  o,  in  caso  di  inizio attività, prevedono di realizzare  un volume di affari, ragguagliato all’anno, non superiore a  € 7.000, devono comunicare all’Agenzia delle Entrate di possedere i requisiti per l’applicazione del  regime in  franchigia di IVA (art. 32-bis del D.P.R.  n.  633/1972,  con  la dichiarazione  di inizio (o variazione) attività ai fini IVA (art. 35 del D.P.R. n. 633/1972).


Peraltro, i contribuenti che esercitano già l’attività devono presentare la dichiarazione  di variazione  dati ai fini IVA dati entro i termini previsti per la trasmissione della prima comunicazione telematica dei corrispettivi.


Tale regime si  applicherà anno per anno fino a quando rimangono i previsti requisiti.


Lo ha disposto provvedimento 20.12.2006 emesso dall’Agenzia delle Entrate, pubblicato sulla G.U. n. 301 del 29.12.2006 che ha meglio disciplinato la fase della comunicazione, opzione e revoca, oltre ad altri aspetti, del nuovo regime di franchigia da IVA che si applica dal 1.1.2007. Vediamone di seguito il contenuto di tale provvedimento.


 


Opzione per il regime ordinario IVA e sua revoca


Coloro che sono in  possesso  dei necessari requisiti (volume di affari sotto € 7.000),  possono  optare  per  l’applicazione  dell’imposta nei modi ordinari che vale per almeno un triennio.


In particolare,  i soggetti già  in  attività,  hanno l’opportunità di potere esercitare l’opzione in base al D.P.R.  n.  442/1997,  o mediante l’adozione di un comportamento concludente con la comunicazione dell’opzione nella prima dichiarazione annuale IVA presentata dopo la scelta operata.


In particolare, il citato provvedimento dispone che le persone fisiche in regime di franchigia vadano a comunicare l’opzione per l’applicazione dell’imposta nei modi ordinari con la suddetta dichiarazione di variazione  dei dati IVA (modello AA9), da presentare, però, entro i termini dell’ultimo invio telematico dei corrispettivi.


Mentre chi intende  revocare  l’opzione  per l’applicazione  dell’imposta  nei modi ordinari, dovrà comunicare la scelta operata  con  la  medesima dichiarazione  di  variazione IVA (modello AA9), entro  i  termini  della prima comunicazione telematica dei corrispettivi.


 


Attribuzione e revoca del numero speciale di partita IVA


L’Agenzia  delle Entrate, ricevute le suddette comunicazioni provvede a revocare, se assegnato, il numero ordinario di partita  IVA  e  attribuisce un numero speciale di partita IVA da utilizzare per il periodo di permanenza nel regime di franchigia, o nel caso contrario (fine del regime di franchigia, anche a seguito del superamento dei limiti imposti) revoca il numero speciale di partita IVA e attribuisce il numero ordinario di partita IVA.


 


Esoneri per i contribuenti minimi in franchigia (i vantaggi di tale regime)


Chi si trova nel regime in franchigia é esonerati dai seguenti obblighi:


– Versamento  dell’IVA e dagli adempimenti connessi;


– pagamento  mediante  F24 On line per le imposte, contributi  e  premi, e delle entrate spettanti agli enti  ed  alle casse previdenziali;


– obblighi  previsti  per  le  operazioni intracomunitarie.


 


Obblighi (e svantaggi) nel regime in franchigia


Il provvedimento rimarca la circostanza che i contribuenti minimi in franchigia, non possono esercitare il   diritto   di   rivalsa dell’IVA  e  non  hanno, quindi, il  diritto  alla  detrazione dell’imposta  pagata  sugli acquisti, anche intracomunitari, e sulle importazioni.


Inoltre, rimangono, comunque, per tali soggetti esonerati i seguenti obblighi:


1) Numerazione e  conservazione delle  fatture di acquisto e delle bollette doganali;


2) certificazione e comunicazione telematica dei corrispettivi;


3) presentazione  agli  uffici  doganali gli elenchi intrastat;


4) indicazione,  anziché dell’importo dell’imposta, ove siano obbligati a dovere emettere la  fattura, dell’annotazione  che  si  tratta  di  operazione  effettuata, in regime di franchigia,  ai  sensi dell’art.   32-bis   del D.P.R. 26.10.1972, n. 633;


5) integrazione della  fattura,  emessa  dal  cedente o dal prestatore senza   addebito   di   imposta,   con   l’indicazione  dell’aliquota applicabile  e dell’imposta relativa e versamento dell’IVA, entro il giorno 16  del  mese  successivo a quello di effettuazione delle operazioni,


quando  in qualità di cessionari o committenti effettuano operazioni passive per le quali sono tenuti al pagamento dell’imposta (ad esempio nel metodo del reverse charge, con l’emissione di autofattura);


6) effettuazione della rettifica della detrazione dell’imposta ai sensi dell’art. 19-bis2 del  D.P.R. n.  633/1982, nella dichiarazione annuale IVA relativa all’anno precedente a  quello  di  transito nel regime in franchigia (ad es., se il transito nel regime in franchigia avviene dal 2007, allora la rettifica si effettua nella dichiarazione IVA relativa all’anno 2006) .


Peraltro, la rettifica  va  eseguita  solo sui  beni e servizi non ancora ceduti  o  non ancora utilizzati e sui beni ammortizzabili per i quali non  sono  ancora trascorsi quattro anni da quello della loro entrata in  funzione, o dieci anni decorrenti da quello di acquisto o di ultimazione  in  caso  di  fabbricati,  porzioni di fabbricati e aree fabbricabili. 


Il provvedimento rammenta, inoltre, che la stessa  rettifica  deve  essere effettuata in caso di passaggio, anche per opzione, al regime ordinario IVA;


7) versamento  dell’IVA  dovuta  per  effetto della rettifica della detrazione  di  cui all’art. 19bis2 del D.P.R. n. 63371972, in un’unica soluzione, o, in tre  rate  di pari importo.


La prima o unica rata VA versata entro il termine  per  il  versamento  a  saldo dell’imposta relativa all’anno precedente  a  quello  di  applicazione  del regime di franchigia, mentre le successive  rate  vanno versate  entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta relativa ai due periodi successivi;


8) versamento  in  un unica soluzione, alla fine del regime di franchigia,  per  legge  o  per  opzione,  delle  residue rate entro   il  termine  stabilito  per  il  primo  versamento periodico,   successivo   all’ultima   comunicazione  telematica  dei corrispettivi.


Infine, il provvedimento del 20.12.2006 rinvia ad un successivo  provvedimento  del  direttore  dell’Agenzia  delle Entrate  la determinazione delle modalità, dei termini e delle procedure da osservare  per  l’invio  telematico dei corrispettivi di cui all’art. 32-bis,   co. 1,   del D.P.R. n. 633/1972.


 


Assistenza fiscale da richiedere all’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio


Il neo provvedimento, inoltre, disciplina pure la circostanza che i  contribuenti  minimi  in regime di franchigia preferiscano avvalersi  dell’assistenza  fiscale  dell’Agenzia  delle  Entrate per l’adempimento  degli  obblighi  tributari. Per usufruire di tale possibilità, tali soggetti devono farne richiesta, in carta  libera,  ad  un  ufficio  locale  dell’Agenzia  delle entrate, indicando  distintamente  gli estremi anagrafici, il codice fiscale o la  partita  IVA.  La  richiesta  potrà  essere  presentata o spedita, mediante  il  servizio postale con raccomandata, ad un ufficio locale dell’Agenzia  delle  Entrate  entro  il  mese  di gennaio dell’anno a decorrere   dal  quale  si  intende  fruire  dell’assistenza  stessa, quindi, entro il 31.01.2007, per l’assistenza del periodo d’imposta 2007.


L’assistenza  fiscale viene data dall’Ufficio locale dell’Agenzia delle  Entrate  competente  in  funzione  del  domicilio  fiscale  del richiedente, mentre la  revoca della richiesta di assistenza fiscale va effettuata con la medesima modalità ed ha effetto a decorrere dal  giorno  di  ricevimento della stessa da parte dell’Ufficio delle entrate competente.


Viene disposto, quindi, che gli  uffici  locali  assistono  direttamente  i  contribuenti  negli adempimenti tributari e provvedono a fornire loro la consulenza tributaria nelle materie connesse all’applicazione  del  regime in franchigia.


 


Cessazione del regime di franchigia per legge.


Viene, altresì, stabilito che il regime di franchigia termina poi la sua efficacia dall’anno  successivo a  quello in cui viene realizzato un volume di affari superiore a € 7.000 o vengono effettuate cessioni all’esportazione.


Il provvedimento dispone anche che il regime di franchigia cessa la sua efficacia dall’anno  nel  corso  del  quale  il  volume d’affari dichiarato dal contribuente  o  rettificato  dall’ufficio supera del 50% il limite  di 7.000 euro. Verificandosi tale caso scatta l’obbligo di istituire i registri IVA e di annotare i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi e l’ammontare   degli  acquisti  effettuati  nell’intero  anno  solare.


Allo stesso tempo, l’IVA é dovuta sulle operazioni effettuate dall’inizio dell’anno al  netto  delle  detrazioni (ai  sensi  dell’art. 1 del D.P.R.  23.3.1998,  n. 100) e va versata entro   il  termine  stabilito  per  il  primo  versamento  periodico successivo  alla  data  di comunicazione telematica dei corrispettivi che hanno determinato il superamento del limite.


Infine, il provvedimento del 20.12.2006 stabilisce che, al superamento dei previsti limiti, l’Agenzia  delle  Entrate,  sulla  base dei dati riguardanti  i  corrispettivi periodici trasmessi per via telematica, deve comunicare  al  contribuente  la  cessazione  del regime di franchigia.


Il provvedimento conclude precisando che l’ufficio  locale competente deve provvedere, entro trenta giorni dalla data di  invio  telematico  dei  corrispettivi  che ne hanno  determinato il superamento ed entro il 31 gennaio dell’anno successivo  a  quello  in  cui  é stato superato il predetto limite, a  revocare  il  numero  speciale  di  partita  IVA e ad attribuire  quello  ordinario, mediante una comunicazione al contribuente tramite lettera raccomandata.


 


Gennaio 2007 


 


Vincenzo D’Andò


Partecipa alla discussione sul forum.