Sono esenti da IVA le prestazioni delle biblioteche


L’agevolazione dell’esenzione alle prestazioni “proprie” delle biblioteche discoteche e simili è di natura oggettiva.


Non rileva la circostanza se le prestazioni vengano rese direttamente o indirettamente, è, quindi, possibile anche l’affidamento delle biblioteche comunali a terzi.


Pertanto, sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 22, del DPR 633/72 le prestazioni proprie, cioé tipiche, delle biblioteche come la raccolta, la catalogazione, la conservazione, l’archiviazione e la consultazione, anche su supporto informatico, di libri o di altro materiale utile per finalità di studio e ricerca. Non sono, invece, esenti le attività che hanno ad oggetto operazioni diverse da quelle sopra indicate.


Lo ha chiarito l’agenzia delle Entrate con la risoluzione odierna n. 135 del 06.12.2006, a seguito di una istanza di interpello.


PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE


L’art. 10, numero 22), del D.P.R. n. 633/1972 prevede l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto per “le prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili e quelle inerenti alla visita di musei, gallerie, pinacoteche, monumenti, ville, palazzi, parchi, giardini botanici e zoologici e simili”, a  prescindere dal soggetto che le effettua.


La stessa natura oggettiva spetta riguardo le prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili, poiché la norma delimita l’ambito di applicazione dell’esenzione alle prestazioni “proprie” delle biblioteche discoteche e simili, senza alcun riferimento ai soggetti che rendono la prestazione e a quelli destinatari delle stesse.


Dalla natura “oggettiva” di tale disposizione ne consegue che non rileva la natura giuridica del soggetto esecutore del servizio, come non risulta determinante il soggetto a cui viene fornita la prestazione.


Pertanto, l’esenzione, di cui al n. 22) dell’articolo 10 del D.P.R. n. 633/1972, come altre analoghe disposizioni contenute nello stesso articolo 10, si applica sia nell’eventualità che le prestazioni vengano rese direttamente che indirettamente attraverso l’affidamento delle stesse a terzi.


Per biblioteca si deve intendere “una struttura permanente che raccoglie e conserva un insieme organizzato di libri, materiali e informazioni, comunque editi o pubblicati su qualunque supporto, e ne assicura la consultazione al fine di promuovere la lettura e lo studio.


Le attività esenti delle biblioteche sono:


– la raccolta;


– la catalogazione;


– la conservazione;


l’archiviazione e la consultazione, anche su supporto informatico,


di libri o di altro materiale utile per finalità di studio e ricerca.


Non rientrano, invece, nell’ambito dell’esenzione le attività che hanno ad oggetto operazioni diverse da quelle sopra elencate.


 


dicembre 2006 


 


Vincenzo D’Andò


 


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