Il calcolo degli acconti ires-irap: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

Versamenti acconti IRES-IRAP in scadenza il 30/11/2006: Per esigenze di semplificazione, legate alla complessità delle valutazioni e considerata l’imminenza della scadenza dei termini per i relativi versamenti, ai fini della rideterminazione dell’acconto, il valore dei terreni (da scorporare dall’immobile strumentale) può essere calcolato mediante l’applicazione delle percentuali forfetarie, senza che occorra il confronto con i valori periziati.


Inoltre, il costo complessivo (area più fabbricato) su cui applicare dette percentuali va assunto al netto dei costi incrementativi capitalizzati nonché delle rivalutazioni effettuate.


Per il calcolo sugli ammortamenti anticipati delle autovetture (infatti, a seguito del D.L. n. 223/2006, a partire dal periodo d’imposta in corso al 4.7.2006, è venuta meno la possibilità di dedurre le quote di ammortamento anticipato per i mezzi di trasporto di cui all’art. 164, comma 1, lett. b, utilizzati nell’esercizio dell’impresa) non si tiene conto anche delle ulteriori restrittive modifiche al regime di deducibilità degli autoveicoli introdotte dall’art. 7, comma 25, del D.L. 3.10.2006, n. 262 (in corso di conversione in Legge), in particolare in base a tale ultimo provvedimento per le imprese la deduzione per tali autovetture è divenuta, purtroppo, pari a zero.


Riguardo l’adeguamento sugli studi di settore avvenuto entro il 31.10.2006, tale novità si riflette anche sul calcolo degli acconti, poiché il versamento integrativo del primo acconto, come rimodulato in funzione del maggiore saldo versato entro il 31.10 può essere effettuato unitamente al secondo acconto entro il 30 novembre 2006, senza applicazione di interessi e sanzioni.


Per la rideterminazione dell’acconto IRES si deve fare riferimento alla data di entrata in vigore del Decreto legge, cioé al 4.7.2006, mentre per l’acconto IRAP si deve fare riferimento alla data di entrata in vigore della Legge di conversione del citato D.L., cioé al 12.8. 2006,


Sono questi alcuni dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 34 del 21/11/2006, con la quale l’Agenzia delle Entrate è intervenuta a dirimere gli ulteriori dubbi dei contribuenti.


Vediamone di seguito i contenuti salienti.


Premessa


Come è noto il D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248 (in seguito, decreto) ha introdotto diverse modifiche sulla disciplina del reddito di impresa che hanno inciso sulla determinazione degli acconti di imposta dovuti per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del D.L. (4 luglio 2006). Ciò  causa dell’art. 36, comma 34 di tale Decreto.


Ambito soggettivo


Riguardo l’ambito soggettivo ha chiarito ai fini del calcolo degli acconti IRES ed IRAP, sono tenuti a rideterminare il reddito ed il valore della produzione i seguenti soggetti:


a) le società per azioni ed in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le società di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato;


b) gli enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;


c) gli enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;


d) le società ed enti di ogni tipo, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato.


Viceversa, denota l’Agenzia sono esclusi da tale rideterminazione degli acconti gli imprenditori individuali, le società di persone e gli altri soggetti di cui all’art. 5 del Tuir, infatti, questi determinano l’acconto dovuto ai fini Irpef ed Irap per il periodo di imposta 2006 nei modi ordinari.


Ambito oggettivo


Per quanto concerne l’ambito oggettivo, l’Agenzia delle Entrate ha rilevato che:


– Il ricalcolo dell’acconto riguarda sia l’IRES sia l’IRAP, in particolare, la norma si applica agli acconti calcolati con il c.d. metodo storico, per il riferimento all’imposta del periodo precedente.


Per conseguenza, ha osservato l’Agenzia delle Entrate, ai fini del calcolo dell’imposta storica, cui l’acconto deve essere commisurato, occorre rideterminare la base imponibile del periodo di imposta precedente applicando le nuove disposizioni.


Naturalmente gli acconti determinati con il c.d. metodo previsionale sono pure interessati dalle norme introdotte dal D.L., peraltro, applicabili anche al suddetto periodo di imposta.


Indi, la circolare n. 34/2006 ha elencato le norme contenute nel suddetto Decreto che rilevano ai fini del calcolo degli acconti.


Società di comodo


L’art. 35, co. 15, ha modificato la disciplina delle c.d. “societa’ di comodo” di cui all’art. 30, della L. n. 724/1994, provvedendo a rideterminare i coefficienti applicabili per la quantificazione dei ricavi e del reddito minimi da dichiarare.


La circolare ha precisato che se dall’applicazione dei nuovi coefficienti di determinazione dei ricavi e del reddito minimi i soggetti interessati dovessero risultare “non operativi” per il periodo di imposta anteriore a quello in corso alla data del decreto (2005, per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare) occorre ricalcolare l’acconto sulla base del maggiore reddito, tenuto conto che non si applica la disposizione che consentiva di fare valere in modo automatico le cause di esclusione collegate all’esistenza di un periodo di non normale svolgimento dell’attività.


Utili provenienti da paradisi fiscali


Ai sensi dell’art. 36, co. 4-bis, del D.L. n. 223/2006, che ha modificato l’art. 89, co. 3 del TUIR, tutti gli utili e i proventi equiparati “provenienti” da società e enti di ogni tipo residenti in Stati o territori a fiscalità privilegiata concorrono integralmente alla formazione del reddito rilevante ai fini IRES.


Ciò al fine di assoggettare interamente a tassazione gli utili provenienti da partecipate residenti in Stati a fiscalità privilegiata, a prescindere dalla circostanza che le partecipazioni siano detenute dalla società residente, direttamente o indirettamente tramite società non residenti in paradisi fiscali.


Tali dividendi soni tassati interamente solo per la parte eccedente il reddito eventualmente già tassato per trasparenza, ai sensi dell’art. 167 del TUIR (“Disposizioni in materia di imprese estere controllate”).


Indi, l’Agenzia delle Entrate ha rammentato che i redditi imputati per trasparenza al soggetto residente in applicazione della disciplina sulle c.d. CFC, vanno assoggettati a tassazione separata con aliquota media applicata sul reddito complessivo del soggetto residente. L’aliquota media comunque non può essere inferiore al 27%. Infine, ha osservato che, in seguito alla soppressione della DIT e fatta salva l’applicazione di norme speciali che prevedano un’aliquota ridotta, la predetta aliquota é normalmente al 33%.


Autoveicoli


L’art. 36, co. 5, ha modificato l’art. 102, co. 3, del Tuir, facendo venire meno, a partire dal periodo d’imposta in corso al 4.7.2006, la possibilità di dedurre quote di ammortamento anticipato per i mezzi di trasporto di cui all’art. 164, comma 1, lett. b), utilizzati nell’esercizio dell’impresa.


Su tale versante, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che ai fini del calcolo degli acconti per il periodo d’imposta 2006, non si tiene conto anche delle ulteriori modifiche al regime di deducibilità degli autoveicoli introdotte dall’art. 7, co. 25, del D.L. n. 262/2006 (collegato alla finanziaria 2007), poiché tale art. 7, al co. 26, prevede espressamente che “ai soli fini dei versamenti in acconto delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive … il contribuente può continuare ad applicare le previgenti disposizioni”.


Ammortamento terreni


Il co. 7 dell’art. 36 del D.L. n. 223/2006 ha previsto l’indeducibilità delle quote di ammortamento relative ai fabbricati strumentali per la parte riferibile al costo delle aree occupate dalla costruzione e di quelle che ne costituiscono pertinenza.


Di tale indeducibiltà, ha rilevato la circolare n. 34/2006, occorre tenerne conto anche ai fini del calcolo dell’acconto assumendo quale imposta del periodo precedente a quello in corso al 4.7.2006 quella che si sarebbe determinata se avesse già operato la predetta indeducibilità.


A tal fine, il valore da attribuire all’area edificabile va essere assunto in misura pari al 20% o 30% (per i fabbricati industriali) del costo complessivo dell’immobile risultante dal bilancio relativo al periodo d’imposta preso a base per la determinazione dell’acconto con il metodo c.d. “storico”.


A parere dell’Agenzia delle Entrate, per facilitare i calcoli, ai fini della determinazione dell’acconto il valore dei terreni può essere determinato mediante applicazione delle predette percentuali forfetarie, senza la necessità di confronto con i valori periziati.


Ha poi precisato che il costo complessivo (area più fabbricato) su cui applicare le suddette percentuali deve essere assunto al netto dei costi incrementativi capitalizzati nonché delle rivalutazioni effettuate. Secondo la circolare tali valori sono riferibili ordinariamente al valore del fabbricato e non anche al valore dell’area.


Inoltre, riguardo gli ammortamenti dedotti in precedenti periodi d’imposta, gli stessi vanno imputati prioritariamente al valore del fabbricato.


Pertanto, il costo fiscalmente riconosciuto del fabbricato ancora da ammortizzare é pari al valore del fabbricato (ottenuto applicando le modalità di calcolo in precedenza descritte) decurtato degli ammortamenti dedotti fino al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 4.7. 2006.


Infine, ha evidenziato la circolare, per la definizione di “fabbricato industriale”, necessaria ai fini dell’applicazione della percentuale del 30%, occorre fare riferimento a quei fabbricati destinati alla produzione o alla trasformazione di beni, tenendo conto della loro effettiva destinazione, prescindendo dalla classificazione catastale o contabile attribuita al medesimo.


L’irrilevanza fiscale della quota di ammortamento riferibile al terreno é applicabile anche alla quota capitale dei canoni di fabbricati strumentali acquisiti in locazione finanziaria. Di tale irrilevanza fiscale non bisogna tenerne conto ai fini del calcolo dell’acconto dei soggetti IRES per il periodo d’imposta in corso al 4.7.2006.


Minusvalenze da assegnazione di beni ai soci


L’art. 36, co. 18, del D.L. n. 223/2006 ha eliminato la lettera c) dell’art. 101, co. 1 del TUIR. Tale modifica ha creato la totale indeducibilità delle minusvalenze derivanti dall’assegnazione ai soci dei beni relativi all’impresa o dalla destinazione degli stessi a finalità estranee all’esercizio dell’impresa.


Dette minusvalenze derivanti dalla differenza tra il valore normale e il costo non ammortizzato dei beni.


Opere, forniture e servizi di durata ultrannuale


L’art. 36, co. 20, del D.L. 223/2006 ha abrogato il co.3 dell’art. 93 del TUIR, eliminando, in tal modo, la facoltà per il contribuente di effettuare, con rilevanza fiscale, la svalutazione delle rimanenze finali di opere, forniture e servizi di durata ultrannuale, operata per tenere conto del rischio contrattuale.


L’Agenzia delle Entrate, ha, quindi, precisato che ai fini del calcolo degli acconti occorre rideterminare l’imposta del periodo antecedente a quello in corso alla data del decreto eliminando solo la svalutazione operata in tale periodo di imposta – per periodi di imposta coincidenti con l’anno solare, il 2005 – e non anche le svalutazioni operate nei periodi precedenti.


Adeguamento agli studi di settore


L’art. 37, co. 3, del DL 223/2006 ha consentito ai contribuenti soggetti all’applicazione degli studi di settore, con riferimento al primo periodo d’imposta per il quale il termine di  presentazione della dichiarazione scade successivamente al 4.7.2006, di effettuare l’adeguamento alle risultanze degli studi di settore entro il termine di presentazione della dichiarazione.


Al contribuente é stata riconosciuta detta possibilità poiché adesso per sottoporre ad accertamento i soggetti interessati é sufficiente che gli stessi non risultino congrui anche per una sola annualità rispetto agli studi di settore.


Pertanto, i contribuenti, ad esempio, con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, qualora non congrui con riferimento al reddito del periodo d’imposta 2005, gli stessi, al fine di evitare l’accertamento nei loro confronti, hanno avuto la possibilità di adeguarsi agli studi di settore, versando il maggior importo dovuto entro il 31.10.2006.


Tale novità, ha rilevato l’Agenzia delle Entrate, si riflette anche sul calcolo degli acconti, nel senso che il versamento integrativo del primo acconto, come rimodulato in funzione del maggior saldo versato entro il 31 ottobre, può essere effettuato unitamente al secondo acconto entro il 30.11.2006, senza applicazione di interessi e sanzioni.


Ammortamento beni immateriali


L’art. 37, comma 45, interviene sull’articolo 103 del Tuir, determinando un mutamento del regime di deducibilità dei brevetti e dei marchi.


In particolare:


– il limite massimo della quota di ammortamento deducibile del costo dei diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno, dei brevetti industriali, dei processi e know how é incrementato da un terzo al 50%. Anche tale modifica, favorevole al contribuente, va presa in considerazione ai fini del calcolo dell’imposta storica su cui calcolare l’acconto;


– il limite massimo della quota di ammortamento deducibile del costo dei marchi di impresa é ridotto da 1/10 a 1/18 del costo medesimo.


Acconti interessati dalle nuove norme


Infine, l’Agenzia delle Entrate, riguardo la individuazione degli acconti, ha ricordato che con la circolare n. 28 del 4.8.2006 é stato chiarito che l’obbligo di calcolare la prima rata di acconto, sulla base delle disposizioni previste dal DL 223/2006, sussiste qualora non siano scaduti, alla data di entrata in vigore delle relative disposizioni, i termini ordinari per effettuare il versamento.


A tal fine ha precisato che per l’acconto IRES si deve fare riferimento alla data di entrata in vigore del decreto legge, ossia al 4.7.2006, mentre per l’acconto IRAP si deve fare riferimento alla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L., cioé il 12.8. 2006, dato che la rideterminazione dello stesso anche ai fini del tributo regionale è stata introdotta in sede di conversione.


Pertanto, i contribuenti per i quali siano trascorsi i termini predetti devono dunque applicare le nuove disposizioni per il versamento della seconda o unica rata di acconto.


Tale soluzione interpretativa si applicabile anche nell’ipotesi in cui i contribuenti, essendo scaduto – alla predetta data – il termine ordinario per il versamento della prima rata di acconto, si siano avvalsi della facoltà di effettuarlo entro il trentesimo giorno successivo al medesimo termine, con la maggiorazione dello 0,40%, ai sensi dell’art. 17, co. 2, del D.P.R. n. 435/2001; in tal caso e’ irrilevante la circostanza che il versamento eseguito nei trenta giorni successivi, sia effettuato dopo il 4.7.2006 (IRES) o il 12.8.2006 (IRAP).


Al contrario si devono adeguare alle nuove disposizioni fin dal primo versamento in acconto i soggetti per i quali il termine ordinario della prima rata scade successivamente all’entrata in vigore (ad esempio: soggetti con esercizio a cavallo e i soggetti che, per legge, possono approvare il bilancio oltre il termine dei quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio e versano il saldo entro il giorno 16 del mese successivo a quello stabilito per l’approvazione del bilancio). Ciò per l’espressa deroga, contenuta nella norma in commento, all’art. 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (statuto del contribuente)..


 


22 novembre 


 


Vincenzo D’Andò

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