I CONTRIBUTI INPS SFUGGONO ALLA RITENUTA IRPEF AI PRESTATORI D'OPERA OCCASIONALI

E’ utile ricordare che per gli occasionali che splafonano rispetto ai 5 mila euro (ovvero quelli che hanno rapporto negoziale di durata maggiore di 30 giorni), la base di computo della ritenuta IRPEF del 20% va calcolata al lordo della quota dell’1/3 dell’INPS a carico del prestatore e non al netto come invece è possibile fare per i contatti a progetto.


Infatti, mentre la ritenuta dei contrattisti a progetto è regolata in base all’art.23 del DPR 600/73 (che consente al sostituto di considerate la base imponibile della ritenuta al netto del carico previdenziale del prestatore), la ritenuta per gli occasionali è “gestita” dall’art.25 dello stesso DPR 600/73 che non prevede tale abbattimento.


Resta inteso che gli interessati possono far valere la deduzione dell’INPS a loro carico in sede di Modello Unico, quale onere deducibile da inserire nel quadro RP.


In tal caso, detti soggetti  – in sostanza – recuperano la ritenuta calcolata sulla quota di compenso corrispondente al loro carico previdenziale.


E’ dunque necessario che, in sede di certificazione dei compensi, il sostituto di imposta inserisca la quota contributiva rimasta a carico degli lavoratori occasionali, quota che non è stata dedotta dal sostituto in sede di effettuazione della ritenuta.


Detta informazione è indispensabile a tali contribuenti per la corretta compilazione del quadro RP degli oneri deducibili.

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