Decreto Bersani e disposizioni di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale: il servizio nazionale di riscossione e i poteri della nuova “riscossione s.p.a.” per l’utilizzo delle banche dati


Il discusso Decreto Bersani, contenente «Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale» introduce rilevanti novità, anche in tema di riscossione, atteso che attribuisce, alla nuova società di Riscossione, ampi poteri di utilizzo di tutti i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, vale a dire di tutti gli elementi conoscitivi che banche, poste e altri intermediari finanziari sono tenuti a rilevare, relativamente a qualsiasi soggetto, che intrattenga con loro rapporti o che compia qualsiasi operazione di natura finanziaria.

È d’uopo, anzitutto, fare un pur breve cenno alla nuova struttura del servizio nazionale della riscossione, atteso che il D.L. n. 203 del 30/09/2005 (intitolato “Misure di contrasto all’evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziari”), all’art. 3 ha programmato, a partire dal 1° ottobre 2006:

         la soppressione del vecchio sistema di affidamento in concessione del servizio nazionale della riscossione;

         l’attribuzione delle funzioni di riscossione nazionale all’Agenzia delle entrate, che, di concerto con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, costituisce, entro 30 giorni dall’entrata in vigore del suindicato decreto, la c.d. Riscossione s.p.a. (con capitale iniziale di 150 milioni di euro, di cui il 51% versato dall’Agenzia delle Entrate e il 49% versato dall’INPS);

         la possibilità per la predetta s.p.a. di svolgere le proprie funzioni, avvalendosi di personale dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS e anche attraverso altre società per azioni partecipate (quelle di cui al comma 7 dell’art. 3 cit., vale a dire le società concessionarie del servizio nazionale di riscossione o i rami d’azienda delle banche che hanno operato la gestione diretta dell’attività di riscossione).

Dopo aver effettuato questa concisa disamina della nuova organizzazione del servizio nazionale di riscossione, si fa ora riferimento a quanto disposto dai commi 25, 26 e 26-bis dell’art. 35 (rubricato “Misure di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale”) del D.L. n. 223 del 04/07/2006, convertito in Legge 4 agosto 2006, n. 248 (in G.U. 11 agosto 2006, n. 186 – S.O. n. 183), i quali espressamente prevedono che:

(comma 25):

i dipendenti della nuova Riscossione s.p.a. (anche con riferimento alle società partecipate dalla medesima ai sensi del comma 7, art. 3 del D.L. 203/2005) potranno, ai soli fini della riscossione mediante ruolo e previa autorizzazione rilasciata dai propri Direttori generali, utilizzare i dati di cui l’Agenzia delle Entrate dispone ai sensi dell’art. 7, comma 6 del D.P.R. n. 605 del 29 settembre 1973.

In particolare, si fa riferimento ai dati che attengono ai rapporti instaurati tra soggetti quali

le banche,

la Società Poste Italiane S.p.a.,

gli intermediari finanziari,

le imprese di investimento,

gli organismi di investimento collettivo del risparmio,

le società di gestione del risparmio,

nonché ogni  altro operatore finanziario,

ed ogni soggetto, che intrattenga con i predetti organi qualsiasi rapporto o effettui, per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura finanziaria, ad esclusione di quelle effettuate mediante bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore a € 1.500,00, ex art. 7, comma 6 del D.P.R. 605/73;

(comma 26):

per il conseguimento delle predette finalità, gli agenti della riscossione potranno accedere altresì a tutti i restanti dati rilevanti, presentando opportuna istanza, anche per via telematica, a soggetti privati o pubblici che ne sono in possesso, riconoscendo ai suindicati agenti la facoltà di prenderne visione e di estrarre copia degli atti che li contengono, nonché di ottenere, in carta libera, le relative certificazioni.

(comma 26-bis):

detto comma, inserito in sede di conversione del predetto decreto, sancisce che, al fine di attuare correttamente quanto disposto dai precedenti commi, l’Agenzia delle Entrate individuerà, in modo dettagliato, i dipendenti della riscossione abilitati all’accesso e all’utilizzo dei predetti dati.

L’Agenzia delle Entrate è poi intervenuta con la Circolare Ministeriale – Direzione Centrale – Normativa e contenzioso n. 28/E del 04-08-2006, fornendo, al punto 16, ulteriori chiarimenti in merito a quanto suesposto.

Lecce, novembre 2006                      

Avv. Maria Leo


Partecipa alla discussione sul forum.