Collaborazioni a progetto e sanzioni per l’inesatta registrazione sui libri obbligatori

di angelo facchini

Pubblicato il 22 novembre 2006

Cosa succede se viene disconosciuto un Contratto di Collaborazione a Progetto?

 

La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, risponde ad un’istanza d’interpello avanzata dall’Ordine Nazionale dei Consulenti del Lavoro, su proposta del Consiglio provinciale di Massa Carrara.

Il quesito trattava dei co.co.pro. e della corretta tenuta dei registri obbligatori (paga matricola e presenze).

In caso di disconoscimento di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto, l’organo accertatore dovrà applicare la sanzione  amministrativa di cui all’art. 195 del DPR n. 1124/ 1965 e succ. modifiche, precisando, che la violazione in questione, essendo sanabile, è ammessa a diffida ai sensi dell’art. 13 del DLGS n. 124/2003. Le motivazioni sono: “inesattezza” delle registrazioni.

 

Il datore di lavoro, all’atto dell’assunzione, è obbligato all’annotazione sui libri obbligatori del nominativo del neo dipendente secondo la sua “categoria professionale” (DPR 30.06.1965, n. 1124). Anche i lavoratori parasubordinati rientrano, per effetto del DLGS n. 38/2000 art. 5, nel medesimo obbligo.  Quindi, nel caso in esame, la registrazione, “esatta” al momento dell’assunzione, diventerebbe “inesatta” all’atto del disconoscimento della qualifica di Collaboratore in seguito ad attività ispettiva. Pertanto, il datore, seppur solo colposamente, violerebbe il dettato dell’art. 20, DPR 1124/65, avendo inquadrato nella categoria sbagliata il lavoratore, e sarà soggetto alla sanzione prevista da €. 25 a €. 154.

 

Secondo la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva, stante il disposto di cui all’art. 116, c. 12, l. 388/2000, la violazione in questione potrà di fatto essere contestata solo nel caso in cui l’irregolare registrazione non risulti connessa all’omesso versamento dei contributi e/o premi dovuti, da rideterminare in funzione del corretto inquadramento del prestatore d’opera. Questo solo nel caso in cui non sia ancora scaduto, all’atto dell’accertamento ispettivo, il termine per effettuare il predetto versamento.

Non è, comunque, applicabile la maxi- sanzione, recentemente riveduta e corretta dal legislatore, in quanto non si sta parlando di un ipotesi di lavoro nero, perchè il prestatore d’opera è stato regolarmente dichiarato.

 

Novembre 2006