LE ESCLUSIONI DALL'IRAP

 

Premessa


Come è ormai noto, la Corte di Giustizia ha concluso l’esame relativo alla legittimità dell’Irap nell’ambito normativo Cee, emettendo uan sentenza con la quale ha stabilito che tale imposta ha caratteristiche diverse dall’Iva e dunque è compatibile con le regole comunitarie.


Occorre tuttavia evidenziare a chiare lettere come tale sentenza non intacchi minimamente i diritti di tutti coloro (professionisti e piccole imprese) i quali hanno presentato una istanza di rimborso (o, addirittura, ricorso in Commissione) basandosi sulla pronunzia della Corte Costituzionale n. 156/2001. In altre parole, quanto detto a suo tempo (irap-rimborso-ricorso.html”>clicca qui per rileggere l’articolo) non è cambiato di una virgola !


Tale questione infatti non si è ancora definitivamente conclusa, nonostante le numerosissime sentenze favorevoli al contribuente (per le quali Il Commercialista Telematico ha già da tempo provveduto a raccoglierne le principali in un massimario a disposizione di chi fosse interessato – irap-giurisprudenza-rimborso.html”>clicca qui per vedere di cosa si tratta), e la sentenza dellaSuprema Corte che ha stabilito la non soggezione dell’imposta per tali soggetti (Cassazione, sent. 21203 del 5.11.2004).


A tale tema, il Commercialista Telematico ha già dedicato due puntate della rassegna giurisprudenziale, ma, poiché nel frattempo si sono aggiunte altre sentenze favorevoli, reputiamo il caso di dedicarvi un’altra puntata (questa), vista l’attualità del tema e le numerose richieste degli utenti del sito.


Tra l’altro, occorre scadenzare nell’agenda dei contribuenti una nuova data, ossia quella di febbraio 2007, nella quale avrà luogo una straordinaria udienza della Corte di Cassazione, nella quale si tenterà di dare una risposta il più possibile definitiva alla materia dell’irap per i piccoli contribuenti. D’altro canto, nelle more del giudizio della Corte di Giustizia Cee, la Corte di Cassazione aveva sospeso la trattazione di tali ricorsi, che ovviamente nel frattempo sono cresciuti di numero; anche a questa esigenza risponde tale speciale udienza.






Assoluta indebenza dell’imposta per tutti i professionisti


L’Irap, a differenza dei tributi tradizionali, che assumono ad indice di capacità contributiva una seriazione di fattori, quali il reddito, il consumo o il possesso di determinati beni, rivelatori di una ricchezza idonea a giustificare il prelievo, colpisce il valore aggiunto, o valore della produzione netta, prodotto mediante l’esercizio di una attività economica autonomamente organizzata. L’elemento organizzativo è connaturato alla nozione d’impresa.; altrettanto non si può affermare per quanto riguarda l’attività di lavoro autonomo, ancorché svolta con carattere di abitualità, nel senso che è possibile ipotizzare un’attività professionale svolta in assenza di organizzazione di capitali o di lavoro altrui. Il legislatore fiscale ha individuato quale indice di capacità contributiva il valore aggiunto prodotto dall’attività autonomamente organizzata. Tale valore è la “nuova ricchezza” creata dalla singola unità produttiva, assoggettata ad imposizione ancora prima che sia distribuita, al fine di remunerare i valori della produzione, trasformandosi in reddito per l’organizzazione dell’attività produttiva, i suoi finanziatori, i suoi collaboratori.


(Commissione Tributaria Provinciale di Vicenza, Sezione III, Sentenza n. 113/2005)




Non dovuta l’Irap dall’odontoiatra


L’odontoiatra non è soggetto al pagamento dell’Irap anche se nell’attività ha investito capitali di valore non modesto. Questi non assumono rilevanza per l’assoggettamento al tributo quando prevale la componente intellettuale sul complesso dei beni strumentali utilizzati.


Secondo la Commissione Tributaria, i beni acquistati per l’esercizio della professione “non legittimano l’esistenza di un’organizzazione aziendale – imprenditoriale. Infatti nell’attività di odontoiatra influiscono in modo rilevante le spese per l’acquisto di materiale sanitario, per la fornitura di protesi dentarie di parte di odontotecnici, per il consumo di energia elettrica, eccetera, così come influiscono in modo rilevante gli ammortamenti dei costosi beni strumentali”.


(Commissione Tributaria Regionale di Bari, Sentenza n. 41/XIV/2006)




Nemmeno i medici di base devono pagare l’Irap


La Commissione tributaria regionale della Puglia ha ritenuto che non siano soggetti al pagamento dell’Irap i medici di base, ed ha giudicato non necessarie le prove per la verifica dell’esistenza di un’organizzazione quando questa è riferita a un’attività particolare come quella del medico di base.


(Commissione Tributaria Regionale della Puglia, Sentenza n. 146/XV/2006)




Esclusi da Irap i subagenti delle assicurazioni


I sub agenti di assicurazione sono lavoratori parasubordinati e non sono soggetti all’Irap.


Per la Commissione Tributaria Regionale, “il sub agente nn impiega alcun capitale proprio o un capitale modestissimo e, date le dimensioni della sua attività, quasi mai ha altri collaboratori alle sue dipendenze”.


(Commissione Tributaria Regionale di Bari, Sentenza n. 45/XV/2006)




Niente Irap in mancanza dell’autonoma organizzazione


In materia di imposta regionale sulle attività produttive, ai fini del riconoscimento della soggettività passiva in capo ai soggetti esercenti arti e professioni, deve ritenersi sussistente il requisito dell’autonoma organizzazione quando gli strumenti materiali e personali utilizzati dal professionista siano in grado di svincolare, almeno potenzialmente, l’attività di organizzazione da quella dell’organizzatore ovvero ogni qual volta la medesima (organizzazione) si svilupperà e potrà esercitare in assenza del lavoratore autonomo.


(Commissione Tributaria Regionale di Firenze, Sentenza n. 55/V/2005)




Professionisti e Irap


È illogico asserire che gli esercenti arti e professioni, per poter svolgere la loro attività in esenzione di Irap, dovrebbero usare solo attrezzature elementari portate al seguito nelle vie e nelle piazze pubbliche. Una simile proposizione, prima che giuridicamente aberrante, è razionalmente infondata.


(Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, Sentenza n. 4591/2004)






Il notaio non paga l’Irap


Il sigillo notarile e il repertorio degli atti, strumenti tipici della professione di notaio, sono elementi ad personam mai trasferibili a terzi; pertanto il notaio non deve mai l’Irap.


(Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna, Sentenza n. 24/XXXIV/2004)




Nessun valore delle spese per compensi a terzi


Ai fini dell’Irap la presenza di spese per prestazioni di terzi non integra una struttura organizzativa di rilievo, capace di creare quel valore aggiunto che costituisce il presupposto del tributo.


(Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna, Sentenza n. 33/XXXIV/2004)




Quando l’avvocato non è soggetto all’Irap


Non è soggetta ad Irap l’attività professionale di un avvocato che abbia come unico cliente uno studio professionale altrui, a carico del quale emetta fatture mensili aventi per oggetto generiche prestazioni professionali per importi fissi, aumentati proporzionalmente in occasione delle ferie estive e delle festività di fine anno.


(Commissione Tributaria Regionale di Milano, Sentenza n. 164/XXXIII/2004)

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