COME CORREGGERE IL 730 ERRATO O INCOMPLETO

Premessa


            Può capitare che il contribuente si accorga di non aver inserito nel proprio 730 tutti i dati in suo possesso; ad esempio, potrebbe aver dimenticato un onere deducibile o detraibile, oppure potrebbe aver omesso di considerare (ovvero di inserire) un reddito derivante da lavoro occasionale di cui ha ricevuto la certificazione in ritardo.


In questo scritto ci si propone di illustrare il comportamento da seguire in fattispecie come queste.


            Nel caso in cui il contribuente si accorga di non aver fornito tutti gli elementi da indicare in dichiarazione, dovrà operare in diversa maniera a seconda del risultato della integrazione della dichiarazione, a seconda cioè che dalla riliquidazione dell’imposta venga fuori una situazione a favore o a sfavore del contribuente.


 


RETTIFICA A FAVORE DEL CONTRIBUENTE


            Il primo caso che vogliamo esaminare è quello in cui il contribuente si accorga di avere indicato dei redditi superiori a quello effettivo, oppure di non aver esposto deduzioni o detrazioni di oneri.


            Se dunque dalla integrazione viene fuori un maggior credito o un minor debito, potrà presentare, entro il 31/10/2006, un nuovo modello 730, completo nella documentazione.


            Se invece il contribuente preferisce presentare un modello Unico, la differenza rispetto all’importo del debito o del credito risultante dal Modello 730 potrà essere indicata a rimborso, o scomputata come credito in diminuzione dell’anno successivo.


            In ogni caso, la presentazione della nuova dichiarazione sostituisce in toto la precedente.


 


RETTIFICA A SFAVORE DEL CONTRIBUENTE


            L’altro caso è quello in cui il contribuente si accorga di non avere indicato dei redditi, oppure di aver indebitamente esposto deduzioni o detrazioni di oneri.


            Se dunque dalla integrazione viene fuori un debito o un minor credito, dovrà obbligatoriamente presentare, entro il 31/10/2006, un modello Unico 06 “correttivo”, ovvero, entro il 29/1/2007, un modello Unico “integrativo”, e pagare direttamente le somme dovute; nel caso di minor credito, dovrà versare anche la differenza rispetto all’importo del credito risultante dal modello 730, in quanto esso verrà comunque rimborsato dal sostituto di imposta; ovviamente, nel caso in cui i termini ordinari siano già scaduti (ipotesi assai probabile), la maggiore imposta dovrà essere accompagnata dalla sanzione ridotta e dagli interessi legali (c.d. ravvedimento operoso).


 


INDICAZIONI NEL MODELLO UNICO 06


            E’ importante premettere che la presentazione della successiva dichiarazione di cui si tratta non esenta il datore di lavoro dall’effettuare i rimborsi o trattenere le somme dovute in base al Modello 730 originariamente presentato.


            Pertanto, i versamenti ed i rimborsi risultanti dal modello 730 non dovranno essere indicati nel modello Unico; in particolare, l’importo del versamento o del rimborso che viene effettuato dal sostituto di imposta va indicato nel rigo RN28.


            Inoltre, il contribuente dovrà indicare che ha proceduto alla rettifica del modello 730 a suo tempo presentato, barrando la casella “Correttiva nei termini” posta nel rigo “Tipo dichiarazione” del frontespizio del modello Unico.


            Se invece la presentazione dell’Unico avviene oltre il termine del 31/10, non si potrà parlare più di dichiarazione “correttiva”, ma di dichiarazione “integrativa”, e sarà proprio tale casella posta nel rigo “Tipo dichiarazione” del frontespizio del modello Unico che il contribuente dovrà spuntare.


            Salve le indicazioni appena esposte, il contribuente dovrà presentare la dichiarazione correttiva o integrativa compilando completamente il modello, ricalcolando integralmente l’imposta dovuta, nonché a rispettare le modalità ed i termini di presentazione previsti per il modello stesso.


            La presentazione della nuova dichiarazione, infatti, sostituisce a tutti gli effetti la precedente.


 


COSA FARE NELL’IPOTESI DI CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO


            E’ utile fare delle precisazioni relative all’ipotesi in cui il rapporto di lavoro cessi (per licenziamento, dimissioni, morte del dipendente o qualsiasi altra causa) e il contribuente non abbia ancora pagato le imposte, o ricevuto il rimborso da 730.


            Se il modello 730 evidenzia un debito, il contribuente non dovrà presentare il modello Unico, ma solamente effettuare il versamento della differenza di imposta non pagata alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Tale importo gli dovrà essere comunicato dal datore di lavoro.


            Se il modello 730 evidenzia un credito che però non è ancora stato rimborsato, il contribuente potrà presentare un Unico correttivo (o, più raramente, integrativo), al fine di ottenere il rimborso dell’imposta a credito; evidentemente, l’Unico correttivo avrà lo stesso contenuto del 730; tuttavia, il rimborso del credito potrà ugualmente essere ottenuto anche se non si presenta una dichiarazione correttiva, purché però nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo tale credito verrà indicato come “eccedenza risultante dalla precedente dichiarazione”(rigo RN25 di Unico 06); tale possibilità vale anche per gli eredi che presentano la dichiarazione dei redditi per conto del de cuius.


 


TERMINE PER LA CORREZIONE DELLA DICHIARAZIONE


            Il contribuente può presentare una dichiarazione “correttiva” del suo 730 entro il 31/10/2006.


            Nel caso in cui invece tale data sia già trascorsa, l’Unico “integrativo” per il 2006 potrà essere presentato entro il 31/12/2010. Tale termine, se è abbastanza tacito per quanto riguarda la dichiarazione integrativa a favore dell’Erario (e quindi a sfavore del contribuente) non è altrettanto chiaro invece per quanto riguarda la dichiarazione integrativa a favore del contribuente, posto che l’Amministrazione Finanziaria ha affermato che per tale fattispecie il termine ultimo debba essere quello della presentazione della dichiarazione dell’anno successivo (ossia, per Unico 06, del 31/7/2007, in base alle modifiche sancite dalla Legge n. 248/06). Al riguardo, si segnala un mio vecchio, ma tuttora valido, intervento critico su questo stesso sito, a cui si fa rinvio (clicca qui per leggere l’articolo). In ogni caso, occorre chiarire che nel caso in cui la presentazione di Unico “integrativo” avvenga oltre il termine per la presentazione della dichiarazione dell’anno successivo, l’eventuale credito non potrebbe essere utilizzato in compensazione, ma solo chiesto a rimborso.


 


Settembre 2006


Danilo Sciuto


dottore commercialista in Catania


danilosciuto@https://www.commercialistatelematico.com

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