Resi noti i codici tributo per l’adeguamento ai risultato di gerico riguardo il periodo d’imposta 2005 (modello unico 2006 da presentare in via telematica entro il 31.10.2006): alcuni punti di riflessione


Sono stati istituiti i codici tributo per l’adeguamento alle risultanze degli studi di settore entro il 31 ottobre 2006. Tutto ciò mediante la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 104 del 19.09.2006.


Come è noto, ai sensi dell’art. 37, comma 3, del Decreto Legge 4.7.2006, n. 223 (convertito nella Legge n. 248/2006), l’adeguamento agli studi di settore per il periodo d’imposta 2005 può essere effettuato entro il 31.10.2006, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.


Infatti, il citato D.L.  n. 223/2006 ha disposto che, relativamente al primo periodo d’imposta per il quale il termine di presentazione della dichiarazione scade dopo la sua entrata in vigore, l’adeguamento ai risultati di Gerico può essere effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione (e non, quindi, entro il termine di versamento a saldo delle imposte sui redditi).


A tal fine, la risoluzione ministeriale n. 104/2006 ha istituito i seguenti codici tributo:


 






4727“, denominato ” IRPEF – Adeguamento studi di settore“;


2119, denominato “IRES – Adeguamento studi di settore;


” 3811″, denominato “IRAP – Adeguamento studi di settore“.


 


Detti codici sono utilizzabili in seno al modello F24 e possono essere compensati con i crediti d’imposta maturati (con le usuali modalità di cui all’art. 17 del D.Lgs. 9.7.1997, n. 241).


La suddetta risoluzione avverte che nel compilare il modello di versamento “F24i codici relativi agli adeguamenti ai fini IRPEF (codice 4727) e IRES (codice 2119), devono essere indicati nella sezione “Erario” del modello, soltanto nella colonna “importi a debito”.


Mentre, il codice tributo per il versamento a seguito dell’adeguamento ai fini dell’IRAP (codice 3811), deve essere indicato nella sezione “Regioni”, contestualmente al codice regione, reperibile nella tabella denominata “Tabella T0 – Codici delle Regioni e delle Province autonome” disponibile sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it, solo nella colonna “importi a debito”.


Comunque, nel campo “periodo di riferimento” deve essere indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, espresso nella forma “AAAA” (quindi, nelle generalità dei casi si indica l’anno 2005).


Infine, la risoluzione ha precisato che tali codici tributo, dal lato operativo, divengono efficaci a decorrere dal 7° giorno lavorativo successivo al 19.09.2006 (data della risoluzione).


Accertamento sulla base degli studi di settore (art. 37, commi 2 e 3, D.L. n. 223/2006)


Il Decreto Bersani-Visco ha abrogato i commi 2 e 3 dell’art. 10 della L. n. 146/1998, che contiene disposizioni in materia di accertamento sulla base degli studi di settore.


Detta abrogazione opera dal periodo di imposta per il quale il termine di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data di entrata in vigore del decreto, quindi per i contribuenti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare, opera anche riguardo al periodo di imposta 2005.


Inoltre, con tale modifica, il legislatore ha disposto l’applicazione generalizzata dell’accertamento sulla base degli studi di settore nei confronti dei contribuenti titolari di reddito di impresa e di lavoro autonomo, prescindendo dal regime di contabilità adottato.


Prima, l’Amministrazione finanziaria poteva procedere all’accertamento sulla base degli studi di settore nei confronti degli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria (anche per opzione), e degli esercenti arti e professioni, se:


– in almeno due periodi d’imposta su tre consecutivi considerati, compreso quello da accertare, l’ammontare dei compensi o dei ricavi determinabili sulla base degli studi di settore risultava superiore all’ammontare dei compensi o ricavi dichiarati con riferimento agli stessi periodi d’imposta”;


– nel caso di rilevanti situazioni di incoerenza rispetto ad indici di natura economica, finanziaria o patrimoniale (limitatamente ai soggetti esercenti attività di impresa);


– in caso di inattendibilità della contabilità ordinaria, in base ai criteri stabiliti con il regolamento approvato con DPR  n. 570/1996.


Adesso, invece, per sottoporre ad accertamento i contribuenti interessati, é sufficiente che gli stessi non risultino congrui anche per una sola annualità rispetto agli studi di settore.


Per tale motivo, il Legislatore ha voluto concedere ai contribuenti interessati la possibilità per il primo periodo di imposta per il quale il termine di presentazione della dichiarazione scade successivamente alla data di entrata in vigore del D.L. n. 223/2006, di adeguarsi alle risultanze degli studi di settore entro il termine di presentazione della dichiarazione (in atto, per la maggior parte dei contribuenti, previsto in via telematica entro il 31.10.2006).


Ciò comporta, ad esempio, che per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il predetto adeguamento potrà essere eseguito già con riferimento all’anno 2005.


In sede di adeguamento la maggiorazione del 3% commisurata ai ricavi e compensi non annotati si applica qualora la differenza tra ricavi e compensi annotati nelle scritture contabili e quelli risultanti dagli studi di settore sia superiore al 10% dei ricavi e compensi annotati.


Contabilità ordinaria, meno garanzie per i contribuenti ?


E’ stato rilevato da organi di stampa (Dario Deotto in Il Sole 24Ore) che le nuove disposizioni sugli studi di settore, previste dal D.L. 223/2006, potrebbero spingere molti contribuenti ad abbandonare la contabilità ordinaria, per adottare la contabilità semplificata.


Peraltro, per gli studi di settore non è in scadenza a fine ottobre 2006 solo l’eventuale adeguamento a Gerico, ma anche la compilazione dei modelli dei dati rilevanti nonché di quelli relativi all’annotazione separata per i soggetti multipunto e multiattività.


I modelli costituiscono parte integrante di Unico e vanno, quindi, trasmessi con la stessa tempistica della dichiarazione.


Le istruzioni avvertono che la mancata compilazione dei modelli degli studi di settore comporta l’irrogazione della sanzione da € 258 a  € 2.065. La stessa sanzione risulta applicabile in caso di compilazione dei modelli in modo irregolare. Occorre, però verificare se l’irregolare compilazione dei dati degli studi determina o meno l’infedeltà della dichiarazione.


Invero, come è stato osservato, da altra Dottrina, nei casi di possibili accertamenti bancari la contabilità ordinaria tiene al riparo i contribuenti da semplici presunzioni, durante le verifiche di tipo analitico o analitico/induttivo. Si pensi al caso dei prelevamenti bancari non registrati nel libro giornale e nel conto cassa e/o banca (e, cioé, nella contabilità ordinaria), poiché il contribuente è passato alla contabilità semplificata, sia per le minori garanzie che darebbe nei confronti degli studi di settore, sia per risparmiare nella tenuta del tipo do contabilità (principalmente nei confronti del proprio commercialista).


Ebbene, in tale eventualità l’azienda non potrebbe difendersi bene sia durante la verifica (in sede di necessario contraddittorio) sia in sede di contenzioso tributario presso le commissioni tributarie.


Alla luce di ciò, rimane sempre consigliabile tenere la contabilità ordinaria, in luogo di quella semplificata.


Accertamento da studi di settore: Sentenza della C.T.R. del Piemonte pro contribuente


A sostegno delle tesi su esposte, di recente, con la sentenza 19.7.2006, n. 27/26/06, la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte si è espressa in merito alla validità dell’accertamento basato esclusivamente sugli studi di settore.


In particolare, i Giudici hanno disposto che l’accertamento basato solo su tale sistema automatico di accertamento non è valido e può pertanto essere annullato.
La forma così utilizzata per l’accertamento non è considerata attendibile.


Necessita, invece, l’attenta analisi della contabilità o di altre argomentazioni a sostegno dei risultanti derivanti da GE.RI.CO.


Tale assunto vale anche per gli altri strumenti presuntivi, come i parametri.


Accertamento gli studi di settore astratti non sono sufficienti in assenza di contraddittorio


Infine, la Corte di Cassazione, sezione civile, con la Sentenza n. 17229 del 28.07.2006, ha stabilito che gli studi di settore hanno natura di atti amministrativi generali di organizzazione e sono insufficienti a sostenere da soli una pretesa di accertamento dell’ufficio tributario. L’attività istruttoria amministrativa deve essere completata nel rispetto del principio generale del giusto procedimento, consentendo al contribuente di intervenire già in sede procedimentale amministrativa, prima di essere costretto ad adire il giudice tributario.


Agenzia delle Entrate: Risoluzione n. 108 del 28/09/2006


L’Agenzia delle Entrate ai fini dell’adeguamento agli studi di settore, con la R.M.  n. 104/E del 19.9.2006, ha prima istituito i codici tributo per i versamenti dell’Irpef (4727), Ires (2119), ed Irap (3811), in seguito con la R.M. 108 del 28.09.2006 ha istituito i seguenti codici tributi validi, sempre per l’adeguamento agli studi di settore per il medesimo periodo d’imposta, ai fini dei versamenti delle addizionali Irpef regionali e comunali:


” 3824″, denominato ” Irpef – Addizionale regionale – Adeguamento studi di settore;


” 3842″, denominato ” Irpef – Addizionale comunale – Adeguamento studi di settore“;


Nel modello F24 il codice tributo per l’adeguamento agli studi di settore ai fini dell’addizionale comunale  Irpef deve essere indicato nella sezione “ICI ed altri tributi locali”.


Inoltre, si indica il codice del comune.


Mentre nel campo “periodo di riferimento” deve essere indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, espresso nella forma “AAAA”.


Infine, tali codici tributo ai fini delle addizionali sono operativi dal 7° giorno lavorativo successivo al 28.09.2006.


 


SETTEMBRE 2006 


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