Prospettive della nuova tutela del contribuente avverso l’ipoteca del concessionario innanzi alle Commissioni Tributarie


L’ipoteca, di cui all’articolo 77 del Dpr 602/73, è iscritta in forza di un titolo esecutivo (il ruolo), al quale la legge espressamente attribuisce tale effetto; trattasi di una nuova ipotesi di ipoteca, caratterizzata dal fatto che il ruolo assume la funzione di titolo per l’iscrizione.


Essa ha natura diversa dall’ipoteca cautelare fiscale di cui all’articolo 22 del dlgs 472/97, che ha profondamente riformato la disciplina sostanziale e processuale delle misure cautelari, precedentemente contenuta negli artt. 26 e 27 della legge 7/1/1929, n° 4.


Orbene, la vexata quaestio della tutela dei contribuenti, nei confronti dell’attività di esecuzione forzata esercitata dal concessionario per il recupero coattivo dei crediti tributari ed, in particolare, nei confronti dell’iscrizione di ipoteca ex articolo 77 del dpr n. 602/73, è stata risolta dal decreto n. 21 del 4/03/2005 del Presidente della CT Provinciale di Palermo sez. vii, nel senso di non configurare, de iure condito, alcuna “opposizione” del contribuente avverso l’iscrizione di ipoteca ex articolo 77 del dpr n. 602/73 innanzi al GO o innanzi alle CT.


L’iter logico–giuridico adottato dal citato decreto è stato così puntualizzato:


v   L’iscrizione ipotecaria prevista dall’articolo 77 del dpr n. 602/73 non rientra nell’elencazione tassativa degli atti impugnabili innanzi alle CT di cui all’articolo 19 del D.Lgs. 546/92;


v   L’ articoli 77 del Dpr n. 602/1973 disciplina l’ipoteca (garanzia reale) sugli immobili del debitore e dei coobbligati.


Tale norma rientra nell’ambito della disciplina concernente la riscossione coattiva e precisamente dell’espropriazione immobiliare e prevede solo il potere –che in presenza di determinati presupposti è addirittura obbligo- dell’esattore di iscrivere ipoteca prima di procedere all’espropriazione del bene immobile;


v   nessuna norma del dpr n. 602/1973 prevede la possibilità del debitore di proporre opposizione, anche a mezzo di ricorso, avverso il provvedimento amministrativo del concessionario di iscrizione ipotecaria, sia dinanzi alla CT sia dinanzi al GO, fermo restando che eventuali doglianze(si pensi al ritardo dell’ufficio nell’emettere il provvedimento di sgravio della cartella) possono essere fatte valere dall’interessato, prima che inizi la procedura esecutiva, dinanzi all’ente creditore che potrà procedere, ove ne ricorrono i presupposti alla “cancellazione“ in via autonoma.


 


 


E’ noto che, con un emendamento al decreto legge n. 223/2006, sono state inserite dopo la lettera e dell’articolo 19, comma 1 del dlgs 546/92 le seguenti lettere:


e-bis)l’iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all’articolo 77 del dpr 602/73 e successive modificazioni;


e-ter)il fermo di beni mobili registrati di cui all’articolo 86 del dpr n. 602/73 e successiva modificazioni.


Pertanto, per effetto della imminente legge di conversione del decreto n. 233/2006 il contribuente potrà difendersi avverso l’ipoteca del concessionario e il fermo dei beni mobili registrati innanzi al giudice tributario.

L’atto impugnabile, nel termine di cui all’articolo 21 del dlgs 546/92, sarà la comunicazione preventiva alla trascrizione del fermo al PRA che contiene il termine di 20 giorni, spirato il quale il concessionario da corso all’iscrizione del fermo nel PRA; l’atto impugnabile, nel termine di cui all’articolo 21 del dlgs 546/92, sarà l’atto del concessionario di comunicazione al contribuente dell’eseguita iscrizione ipotecaria sull’immobile da parte dell’agenzia del territorio. Contro l’iscrizione ipotecaria il contribuente potrà far valere l’estraneità al rapporto tributario dell’eseguita iscrizione ipotecaria, le omissioni ed inesattezze della nota di iscrizione, l’avvenuto annullamento delle cartelle di pagamento da parte del giudice tributario con sentenza passata in giudicato.

Spetterà alle CT, quindi, la contestazione dei presupposti formali per l’iscrizione d’ipoteca. Spetterà alle CT il controllo sulle modalità di riscossione coattiva demandate al concessionario in tema di iscrizione ipotecaria (si pensi all’ipotesi in cui il concessionario nonostante lo sgravio della cartella da parte dell’ufficio non abbia provveduto alla richiesta di cancellazione dell’ipoteca ; si pensi all’ipotesi in cui il concessionario abbia iscritto l’ipoteca su beni di cui il debitore non era più proprietario, atteso che l’ipoteca in tal caso e’ inesistente ed il creditore ha l’obbligo di
cancellarla a sue spese;
si pensi all’ipotesi in cui il concessionario nonostante la sopravvenuta perdita di titolo esecutivo da parte ruolo per effetto del condono ex legge n. 289/2002 non abbia provveduto alla richiesta di cancellazione dell’ipoteca).

Resta da chiarire se il potere di ridurre l’iscrizione ipotecaria ex articolo 2874 del cc spetterà alle Commissioni Tributarie o al giudice dell’esecuzione(Tribunale ordinario civile).Giova, a tal riguardo , rammentare che secondo un preciso orientamento , nel caso d’iscrizione d’ipoteca su un quantità di beni eccedenti la garanzia da acquisirsi, non è riconosciuto al debitore altro diritto che quello di ottenere, a sue spese, la riduzione dell’iscrizione ad una parte soltanto dei beni (art. 2877 del codice civile), salvo la possibilità di configurare una responsabilità processuale ai sensi dell’art. 96, comma 1, del codice di procedura civile, qualora il creditore, convenuto per la riduzione dell’ipoteca, resista in giudizio con mala fede o colpa grave(Cassazione sentenza n. 10771 del 29/09/1999)


 


Per la cancellazione dell’ipoteca, bisognerà rispettare gli artt. 2882 e ss. c.c.L’articolo 2884 del cc dispone che: “La cancellazione deve essere eseguita dal conservatore, quando è ordinata con sentenza passata in giudicato o con altro provvedimento definitivo emesso dalle autorità competenti”.


La predetta disposizione imporrà al Conservatore di procedere alla cancellazione di un’iscrizione ipotecaria soltanto, quando l’ordine di cancellazione sarà contenuto in un provvedimento giudiziale definitivo.


In piena coerenza con gli effetti definitivi ed irreversibili tipici della formalità di cancellazione ,l’esecuzione della formalità di cancellazione, in sostanza, sarà subordinata alla immutabilità giuridica del contenuto decisorio riferibile al provvedimento giurisdizionale che contiene l’ordine di cancellazione, carattere quest’ultimo non riscontrabile, nei provvedimenti emessi in sede cautelare, ai sensi dell’art. 47 del dlgs 546/92.  


Non si potrà ritenere, il provvedimento emanato ex art. 47 del dlgs 546/92 , titolo idoneo ai sensi degli artt. 2668 e 2884 c.c. per cancellare la trascrizione immobiliare .


Avverso il provvedimento di iscrizione d’ipoteca ex articolo 77 del dpr 602/73 non troverà applicazione, ai fini della cancellazione , la tutela di cui all’art. 47 del dlgs 546/92


La tutela cautelare ex articolo 47 del dpr n. 602/73 avverso la cartella di pagamento consentirà , peraltro , al concessionario pur mantenendo l’ipoteca di astenersi da azioni esecutive fino a quando l’ente non emetterà un provvedimento modificativo del carico .


Il giudizio d’ottemperanza di cui all’articolo 70 del dlgs 546/92 è configurabile per l’adempimento degli obblighi di facere(es. adozione di uno sgravio d’imposta; attribuzione della corretta rendita ad un immobile; cancellazione di un’iscrizione ipotecaria ).L’ottemperanza s’inserisce nello svolgimento funzionale dell’azione amministrativa.  


Sarà ottemperanza l’ordine del giudice dell’ottemperanza al concessionario dei servizi di riscossione tributi di provvedere alla richiesta di cancellazione di ipoteca all’ufficio del territorio. 


Per ottemperanza si intende la piena esecuzione e la completa soddisfazione dell’interessato e non già la mera intenzione dell’amministrazione di adeguarsi alla sentenza; pertanto, tramite il giudizio di ottemperanza il contribuente dovrà ottenere la cancellazione dell’iscrizione ipotecaria riconosciuta “illegittima” dal giudizio di cognizione


 


settembre 2006


 

Dott. Angelo Buscema


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