La registrazione dei beni di scarsa entita’ contabile ai fini della redazione e dell’aggiornamento dell’inventario negli enti locali


1) I riferimenti normativi e le osservazioni più evidenti.


 


Da parecchio tempo  la normativa storica di riferimento per effettuare l’impostazione o l’aggiornamento delle procedure relative all’inventario è stata la Circolare del Ministero dell’Interno n.15200/2 del 20 luglio 1904, infatti questa ha disposto le modalità operative inventariali attraverso  una struttura di classificazione  letterale riguardante gli inventari particolari  degli enti locali che rimane valida tutt’oggi.


Successivamente alcune norme hanno precisato con opportune disposizioni schematiche e responsabilizzanti le procedure ai fini del controllo superiore.


Tutti gli enti locali  hanno utilizzato alcune norme relative agli inventari che sinteticamente evidenziamo:


         il regolamento di esecuzione delle legge comunale e provinciale R.D. N.297 del 12.12.1911;            


         il T.U. n.383 del 03.03.1934;


         l’articolo 55 comma 6 della Legge n.142/1990,


         il regolamento di contabilità predisposto dall’ente con riferimento all’art. n.59 della Legge n.142/90 e succ. modif. ed integrazioni nella parte in cui affronta la gestione del proprio patrimonio;


         gli articoli n.93, 230, 232, 233 del T.U.E.L.;


         tutta la modulistica relativa al Mod. n. 17,18,20,22,24 del D.P.R. n.194 del 31.01.1996;


         le successive modifiche ed integrazioni stabilite dalle recenti manovre finanziarie;


         i riferimenti della circolare n.42 M.E.F. 2004;


         le linee dispositive dei principi contabili dell’Osservatorio.


 


Conosciamo i criteri obbligatori di valutazione  relativi ai beni mobili ed immobili sia demaniali che patrimoniali dettati dall’articolo 230 del T.U.E.L. comma 4, lettere: a, b, c, d, e, f, g, h.; e quelli facoltativi ma molto indicativi del Principio contabile n.3 dell’Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali evidenziati nei punti che vanno dal n. 110 al n.124.


Possiamo inoltre affermare che nulla è stato legiferato o circolarizzato  di recente per gli enti locali ai fini della collocazione di tutti i beni cosiddetti  di scarso valore contabile.


Dobbiamo però rilevare che molto spesso le osservazioni più ricorrenti nei regolamenti comunali  vertono sulle esclusioni dei beni e dei materiali di consumo e pertanto riscontriamo una prima classe di beni mobili che viene esclusa dall’inventario perchè è ritenuta bene di consumo e deteriorabile, ad esempio:


tutti gli oggetti di cancelleria e di pulizia, come matite, gomme, stampati, schede, ma anche supporti meccanografici, posacenere, portapenne, cestini rifiuti, scope e spazzole, tagliacarte e piccole taglierine, accessori di plastica per raccoglitori etc…


Inoltre in alcuni regolamenti di contabilità di grossi comuni del Nord Italia abbiamo osservato che alcune importanti categorie di beni di interesse storico, archeologico ed artistico, tutto il materiale bibliografico, documentario ed iconografico, sono stati indirizzati ed iscritti negli inventari separati e sezionali.


Sempre il regolamento  contabile sancisce che non vengono  iscritti negli inventari obbligatori :  tutto il materiale didattico, documentario e ludico, inoltre anche i libri ed i periodici, i prontuari e tutto il materiale relativo alla stoviglieria, casalinghi, utensileria minuta da lavoro e strumenti di prevenzione degli infortuni sul lavoro, capi di vestiario, tute, tende, tappeti, addobbi, materie prime e semilavorati necessari alla manutenzione ed alla costruzione di opere ed impianti unitamente a tutti i beni che non risultano di importo unitario superiore ad euro 516,00.


Ebbene tutto quanto sopra è stato evidenziato non è logicamente condivisibile in quanto dobbiamo definire con maggior precisione il fatto che la categoria cosiddetta dei beni di consumo facile e deteriorabile è senza dubbio da escludere ai fini della classificazione ed inventariazione.


Inoltre riteniamo utile e condivisibile la decisione organizzativa dell’ente locale tendente ad inserire in categorie specifiche,  ad esempio i libri della biblioteca, i quadri etc…  attraverso la redazione di inventari particolari, ma che fanno parte dell’inventario generale dell’ente, in quanto i giochi educativi, le stoviglie oppure i tendaggi hanno un utilizzo che è diverso dal materiale di facile consumo come gli stampati e la cancelleria.


Non siamo totalmente d’accordo invece per l’esclusione fisica dall’inventario generale di tutti i beni che hanno valore inferiore ad euro 516,00, però possiamo  escludere il relativo valore poiché in questi casi è applicabile il procedimento tecnico-contabile dell’ammortamento immediato.


Molte stampanti, alcune tipologie di computers e gran parte degli accessori dei P.C. non raggiungono attualmente i 516,00 euro sul mercato; ma questo non deve essere motivo di classificazione carente,  deve invece essere adottato il principio della contabilizzazione  presente e senza valore.


In pratica la  stessa procedura  è possibile adottare  per l’inventariazione di tutte le sedie, dei banchi scolastici etc.. presenti in modo notevole nelle scuole elementari e medie di tutti i comuni che sono raggruppati e classificati in inventario con il criterio delle universalità dei beni mobili e senza il rispettivo valore inferiore ai 516,00 euro.


 


2. La rendicontazione contabile obbligatoria dei consegnatari degli inventari.


 


Ai fini della rendicontazione  dobbiamo osservare alcune disposizioni in merito agli agenti contabili che sono stati nominati e qualificati come consegnatari dei beni mobili e dei beni mobili registrati ai sensi dell’articolo n. 93 e n. 233 del T.U.E.L. in quanto queste persone, senza alcuna esclusione, sono obbligate a rendere il conto relativo alla propria  gestione davanti alla Giunta Municipale dell’Ente oppure davanti al Responsabile designato secondo il Regolamento di Contabilità approvato; pertanto i dipendenti dell’ente che hanno ricevuto la qualifica di agenti contabili consegnatari devono presentare entro il 28.02.2006 la copia degli inventari aggiornata al 31.12.2005 relativa a tutti i beni descritti in modo responsabile e prestando  la debita attenzione in quanto questi documenti possono essere richiesti anche in  modo analitico dalla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti.


Inoltre sono importanti tutte le disposizioni relative alla redazione del  modello n.24 D.P.R. N.194/1996, ossia il Conto della gestione dell’agente contabile consegnatario ( o sub-consegnatario) dei beni mobili e beni mobili registrati, in quanto questo modello costituisce un allegato obbligatorio dell’ente locale al proprio conto consuntivo e può essere richiesto analiticamente con tutti i documenti giustificativi dall’Organo di Controllo citato.   


Presentiamo adesso a scopo di verifica finale un esempio di modello n.24 : conto della gestione del consegnatario di beni mobili e mobili registrati.


 


 


 


 

Roberto Simonazzi


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