Il recupero dello sgravio totale indebito da parte dell’INPS (ex Legge 448/98)

L’ INPS provvederà al recupero coattivo dello sgravio contributivo totale triennale ex art. 3, commi 5 e 6, legge n. 448/1998 per le aziende del Mezzogiorno e nelle altre aree svantaggiate per nuove assunzioni in soprannumero nel periodo 1999/2001, indebitamente applicato per le trasformazioni dei contratti a termine e formativi in contratti a tempo indeterminato. […]

L’ INPS provvederà al recupero coattivo dello sgravio contributivo totale triennale ex art. 3, commi 5 e 6, legge n. 448/1998 per le aziende del Mezzogiorno e nelle altre aree svantaggiate per nuove assunzioni in soprannumero nel periodo 1999/2001, indebitamente applicato per le trasformazioni dei contratti a termine e formativi in contratti a tempo indeterminato.


 


L’Istituto, sulla base dell’orientamento dell’Unione europea, chiarisce che le trasformazioni di quei contratti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato si considerano “stabilizzazione della forza occupazionale esistente”, e non “creazione di nuova occupazione”, come invece prevedeva, quale requisito postumo, la citata legge n. 448/1998. Stessa sorte tocca alle trasformazioni dei contratti part-time in contratti a tempo pieno e indeterminato nel citato periodo agevolato.


 


Si riepilogano, per meglio comprendere, le condizioni prescritte all’epoca per le assunzioni agevolate di cui trattiamo:


l’art. 3, comma 5, legge n. 448/1998 prevedeva, per le imprese operanti nelle Regioni Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna e, Abruzzo, Molise, territorio di Venezia Insulare, isole della Laguna e centro storico di Chioggia, per queste ultime solo per le assunzioni entro il 10 agosto 2000, uno sgravio totale dei contributi dovuti all’INPS per le nuove assunzioni effettuate nel periodo 1999/2001 ad incremento delle unità occupate.


Le condizioni necessarie erano le seguenti:


1.     le assunzioni in soprannumero dovevano essere effettuate a tempo pieno e indeterminato;


2.     l’impresa di nuova costituzione doveva esercitare attività che non accorpavano neppure in parte attività di imprese giuridiche preesistenti;


3.     il livello occupazionale raggiunto, a seguito delle nuove assunzioni, non doveva subire riduzioni nel corso del periodo agevolato (tre anni);


4.     l’incremento della base occupazionale doveva essere considerato al netto delle diminuzioni occupazionali in società controllate o facenti capo allo stesso soggetto;


5.     i lavoratori da assumente dovevano essere iscritti nelle liste di collocamento o di mobilità o fruire della CIG nei territori interessati;


6.     dovevano essere osservati i CCNL;


7.     dovevano essere rispettate le norme in materia di sicurezza del lavoro, e  dei parametri ambientali di cui al DM n. 527/1995.


 


Circa, poi, la possibilità di applicare il beneficio anche ai soggetti per i quali fosse stato trasformato, nel corso del triennio interessato, il contratto a termine o il contratto di apprendistato o il contratto di formazione e lavoro in contratto a tempo indeterminato, si era manifestata, già all’epoca, incertezza interpretativa.


L’INPS in un primo momento aveva aperto alla possibilità sopra esposta, successivamente (circolare n. 189/2000) ritrattò, fornendo le istruzioni operative per la restituzione degli sgravi indebitamente applicati, ed ancora dopo (messaggio n. 45 del 2 settembre 2001), prendendo atto delle indicazioni ministeriali, invitò le sedi periferiche ad astenersi dal recupero delle somme in questione, fatta eccezione per gli atti interruttivi della prescrizione.


 


In conclusione, non essendo intervenute indicazioni ministeriali favorevoli all’applicazione del beneficio, l’INPS ha disposto il recupero coattivo degli sgravi utilizzati indebitamente da parte delle imprese operanti nei territori sopra richiamati, che hanno applicato il beneficio anche per le trasformazioni dei contratti a termine e formativi e per i contratti part-time.


Giugno 2006

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