UNICO 2006 – Enti non commerciali ed equiparati. Soggetti obbligati alla compilazione


 


Il Modello “UNICO – Enti non commerciali ed equiparati” 2006 deve essere utilizzato da tutti gli enti pubblici e privati, diversi dalle società, soggetti all’IRES, ad esclusione degli organi e delle amministrazioni dello Stato (compresi quelli ad ordinamento autonomo, anche se dotati di personalità giuridica), dei comuni, dei consorzi tra enti locali, delle associazioni e degli enti gestori di demanio collettivo, delle comunità montane, delle province e delle regioni.


L’art. 73, comma 1, del Tuir individua detti enti come quelli che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.


L’elemento distintivo degli enti non commerciali è costituito dalla circostanza di non avere quale oggetto esclusivo o principale lo svolgimento di un’attività di natura commerciale (reddito d’impresa ai sensi dell’art. 55 del Tuir).


Per gli enti residenti, l’oggetto esclusivo o principale dell’attività è determinato in base alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto, se esistenti in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata.


In mancanza delle predette forme (atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata) l’oggetto principale dell’ente è determinato in base all’attività effettivamente esercitata nel territorio dello Stato; tale disposizione si applica in ogni caso agli enti non residenti.


Per oggetto principale si intende l’attività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari dell’ente indicati dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo statuto.


Pertanto, ai fini della qualificazione dell’ente come commerciale o non commerciale, occorre anzitutto avere riguardo alle previsioni contenute nello statuto, nell’atto costitutivo o nella legge.


Nell’ipotesi in cui i menzionati atti prevedano lo svolgimento di più attività, di cui alcune di natura commerciale ed altre di natura non commerciale, per la qualificazione dell’ente occorre fare riferimento all’attività che per lo stesso risulta essere essenziale, vale a dire quella che gli consente il raggiungimento degli scopi primari e che caratterizza l’ente medesimo.


Ma la qualifica di ente non commerciale, risultante dall’atto costitutivo o dallo statuto, va poi verificata sulla base dell’attività effettivamente svolta ai sensi dell’art. 149 del Tuir.


Il modello UNICO ENC 2006 deve essere utilizzato anche dai curatori di eredità giacenti se il chiamato all’eredità è soggetto all’IRES e se la giacenza dell’eredità si protrae oltre il periodo di imposta nel corso del quale si è aperta la successione.


Reddito complessivo


Il reddito complessivo degli enti non commerciali residenti in Italia è formato dai redditi fondiari (da dichiarare nel quadro RA e/o RB), di capitale e diversi (da dichiarare nel quadro RL), di impresa (da dichiarare nel quadro RF o RC o RG o RD) ovunque prodotti e quale ne sia la destinazione, con esclusione dei redditi esenti e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva. I redditi (o le perdite) da partecipazione in società di persone di cui l’ente sia socio, devono essere dichiarati nel quadro RH.


Per i redditi di fonte estera percepiti direttamente e soggetti ad imposta sostitutiva, deve essere compilato il quadro RM. Per le plusvalenze soggette ad imposta sostitutiva, ai sensi del D.Lgs. n. 461/1997, deve essere compilato il quadro RT.


Esclusione dalla presentazione della dichiarazione  per l’attività commerciale occasionale


Gli enti che hanno esercitato attività commerciali, escluse quelle di carattere meramente occasionale, devono presentare la dichiarazione anche in mancanza di reddito.


Attività non considerare commerciali


Non sono considerate attività commerciali, le prestazioni di servizi non rientranti nell’art. 2195 del codice civile rese in conformità alle finalità istituzionali dell’ente senza specifica organizzazione e verso pagamento di corrispettivi che non eccedono i costi di diretta imputazione (ai sensi dell’art. 143, comma 1, del Tuir).


I fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche occasionali, anche con scambio/offerta di beni di modico valore (es. cessioni di piante o frutti) o di servizi a coloro che fanno le offerte, non concorrono alla formazione del reddito degli enti non commerciali  alle seguenti condizioni (comma 3, lett. a, dell’art. 143 del Tuir):


– si deve trattare di iniziative occasionali;


– la raccolta dei fondi deve avvenire in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;


– i beni ceduti per la raccolta dei fondi devono essere di modico valore.


I contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche per lo svolgimento di attività in regime di convenzione o di accreditamento (D.Lgs. 30.12.1992, n. 502 e D.Lgs. 7.12.1993, n. 517) non concorrono alla formazione del reddito degli enti non commerciali, purché si tratti di attività aventi finalità sociali, svolte in conformità alle finalità istituzionali dell’ente (lettera b del comma 3 dell’art. 143 del Tuir)


L’agevolazione di cui all’art. 143, comma 3, lett. b), del Tuir, per espressa previsione dell’art. 18 della L. 30.3.2001, n. 152, si applica anche ai contributi ricevuti dagli Istituti di patronato e di assistenza sociale, derivanti da convenzioni stipulate con la pubblica amministrazione.


Per gli enti non commerciali di tipo associativo non è considerata commerciale l’attività svolta nei confronti degli associati o partecipanti sempre che la stessa sia esercitata in conformità alle finalità istituzionali e in assenza di una specifica corrispettività. Conseguentemente le somme versate dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non concorrono a formare il reddito complessivo.


Non sono, inoltre, considerate commerciali l’esercizio di funzioni statali da parte di Enti pubblici nonché le attività assistenziali, previdenziali e sanitarie, poste in essere da enti pubblici istituiti esclusivamente a tal fine, comprese le aziende sanitarie locali (ai sensi dell’art. 74, comma 2, lett a, b del Tuir).


Per gli enti di tipo associativo (individuati dall’art. 148, commi 3, 5, 6 e 7, del Tuir) non si considerano attività commerciali quelle svolte nel rispetto di determinati “Vincoli statutari per gli enti di tipo associativo”.


Infine, gli Istituti di patronato possono svolgere attività istituzionali proprie delle associazioni promotrici, a fronte del pagamento di corrispettivi specifici (ai sensi dell’art. 18, comma 2, L. n. 152 del 2001).


Per tali attività trova applicazione il regime fiscale dell’art. 148, comma 3, del Tuir nei confronti


delle associazioni sindacali, a condizione che dette attività siano svolte dagli Istituti di patronato in luogo dell’associazione promotrice.


Contabilità separata e regimi forfetari


Gli enti non commerciali residenti in Italia che hanno esercitato attività commerciali, escluse quelle di carattere occasionale, hanno l’obbligo di tenere la contabilità separata.


Detti enti devono determinare il reddito di impresa prendendo a base l’utile o la perdita risultante dal conto economico redatto a norma del codice civile o di leggi speciali e apportandovi, nell’ambito del quadro RF (redditi di impresa in regime di contabilità ordinaria), le variazioni in aumento e in diminuzione conseguenti all’applicazione dei criteri stabiliti nelle disposizioni del Tuir.


sono esonerati dalla tenuta delle scritture contabili, salvi gli obblighi di tenuta delle scritture previste da disposizioni diverse dal citato decreto, gli enti che nel precedente periodo di imposta hanno conseguito ricavi derivanti da attività commerciali di importo non superiore a euro 309.874,14, se dette attività hanno avuto per oggetto prestazioni di servizi, ovvero a euro 516.456,90, se hanno avuto per oggetto altre attività e non è stata esercitata l’opzione per il regime ordinario. Detti soggetti determinano il reddito di impresa nel quadro RG – redditi di impresa in regime di contabilità semplificata e regimi forfetari- (ai sensi dell’art. 18 del D.P.R. n. 600/1973).


 






TABELLA B


CODICE TABELLA GENERALE DI CLASSIFICAZIONE NATURA GIURIDICA


SOGGETTI RESIDENTI


1 Società in accomandita per azioni


2 Società a responsabilità limitata


3 Società per azioni


4 Società cooperative e loro consorzi iscritti nei registri prefettizi e nello schedario della cooperazione


5 Altre società cooperative


6 Mutue assicuratrici


7 Consorzi con personalità giuridica


8 Associazioni riconosciute


9 Fondazioni


10 Altri enti ed istituti con personalità giuridica


11 Consorzi senza personalità giuridica


12 Associazioni non riconosciute e comitati


13 Altre organizzazioni di persone o di beni senza personalità giuridica (escluse le comunioni)


14 Enti pubblici economici


15 Enti pubblici non economici


16 Casse mutue e fondi di previdenza, assistenza, pensioni o simili con o senza personalità giuridica


17 Opere pie e società di mutuo soccorso


18 Enti ospedalieri


19 Enti ed istituti di previdenza e di assistenza sociale


20 Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo


21 Aziende regionali, provinciali, comunali e loro consorzi


22 Società, organizzazioni ed enti costituiti all’estero non altrimenti classificabili con sede dell’amministrazione od oggetto principale in Italia


23 Società semplici ed equiparate ai sensi dell’art. 5, comma 3, lett. b), del TUIR


24 Società in nome collettivo ed equiparate ai sensi dell’art. 5, comma 3, lett. b), del TUIR


25 Società in accomandita semplice


26 Società di armamento


27 Associazione fra artisti e professionisti


28 Aziende coniugali


29 GEIE (Gruppi europei di interesse economico)


50 Società per azioni, aziende speciali e consorzi di cui agli artt. 31, 113, 114, 115 e 116 del D.Lgs 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali)


51 Condomìni


52 Depositi IVA


53 Società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro


 


 






SOGGETTI NON RESIDENTI


30 Società semplici, irregolari e di fatto


31 Società in nome collettivo


32 Società in accomandita semplice


33 Società di armamento


34 Associazioni fra professionisti


35 Società in accomandita per azioni


36 Società a responsabilità limitata


37 Società per azioni


38 Consorzi


39 Altri enti ed istituti


40 Associazioni riconosciute, non riconosciute e di fatto


41 Fondazioni


42 Opere pie e società di mutuo soccorso


43 Altre organizzazioni di persone e di beni


 


 


 


LE NOVITÀ DELLA DISCIPLINA DEL REDDITO D’IMPRESA E DI LAVORO AUTONOMO


I provvedimenti legislativi intervenuti nel 2005 che hanno interessato la disciplina del reddito d’impresa e di lavoro autonomo e che possono riguardare il modello UNICO ENC 2006 sono i seguenti:


– D.L. 14.3.2005 n. 35 convertito in legge 14.5.2005, n. 80 recante “Disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale.


Deleghe al governo per la modifica del codice di procedura civile in materia di processo di cassazione e di arbitrato nonché per la riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali” (c.d. Decreto competitività);


– D.L. 30.9.2005, n. 203, convertito dalla legge 2.12.2005, n. 248 recante “Misure di contrasto all’evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria”;


– Decreto legislativo 18.11.2005, n. 247, recante “Disposizioni correttive e integrative del D.Lgs. 12.12.2003, n. 344, in materia di imposta sul reddito delle società, nonché altre disposizioni tributarie”;


­- Legge 23.12.2005, n. 266 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (Legge finanziaria 2006);


QUADRO RU – CREDITI D’IMPOSTA


Il quadro RU deve essere compilato da coloro che usufruiscono dei crediti d’imposta derivanti da agevolazioni loro concesse.


Nel quadro sono previste, oltre alle sezioni riservate alle singole agevolazioni, alcune sezioni multimodulo, cosidette “pluricredito”, nelle quali devono essere indicati i crediti di imposta aventi le medesime modalità di esposizione dei dati.


Modalità di compilazione delle sezioni “pluricredito”


I soggetti beneficiari delle agevolazioni comprese nelle sezioni “pluricredito” devono compilare tante sezioni quanti sono i crediti di cui hanno fruito nel periodo d’imposta, riportando in ognuna di esse il codice identificativo del credito fruito e i relativi dati. In tal caso occorre indicare nell’apposito campo “Mod. N.“, posto in alto a destra del quadro, il numero dei moduli compilati.


Questo di seguito i crediti d’imposta di nuova istituzione, da indicare nella sezione XIV:


– premio di concentrazione ex art. 9 D.L. n. 35/ 2005, convertito dalla legge n. 80/2005;


– premio di concentrazione ex art. 2 D.L. n. 106/2005, convertito dalla legge n. 156/2005;


– recupero contributo SSN (art. 1, comma 103, della legge n. 266/2005).


Credito d’imposta per studi e consulenze inerenti operazioni di concentrazione (art. 9, D.L. 35/2005)


L’art. 9 del D.L. 14.3. 2005, n. 35, convertito dalla legge 14.5.2005, n. 80, ha riconosciuto, alle imprese rientranti nella definizione comunitaria di microimprese, piccole imprese e medie imprese, di cui alla Raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione del 6.5.2003, che prendono parte a processi di concentrazione, un contributo nella forma di credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per studi e consulenze inerenti l’operazione di concentrazione. Il contributo è riconosciuto nel rispetto delle condizioni previste nel regolamento CE n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001.


Per la fruizione del contributo, deve essere presentata un’apposita istanza (Mod. “ICC”), in via telematica, al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate.


Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione dopo la comunicazione di avvenuto riconoscimento del contributo da parte del Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate.


La previsione del credito d’imposta in questione è riferita ai soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare, poiché il contributo è stato riconosciuto a partire dal mese di gennaio 2006.






Per la compensazione in F24 è utilizzabile il codice tributo “6786”.


Credito d’imposta per le operazioni di concentrazione (art. 2, D.L. 106/2005)


L’art. 2 del D.L. 17.3.2005, n. 106, convertito dalla legge 31.7.2005, n. 156, ha riconosciuto alle imprese risultanti da processi di concentrazione ovvero di aggregazione, rientranti nella definizione comunitaria di microimprese, piccole e medie imprese, di cui alla Raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6.5.2003, un contributo nella forma di credito d’imposta pari al 10% dell’importo risultante dalla differenza tra:


a) la somma dei valori della produzione netta risultanti dalle dichiarazioni presentate ai fini dell’IRAP di tutte le imprese che partecipano alla concentrazione o alla aggregazione; e


b) il maggiore dei valori della produzione netta dichiarati ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive da ciascuna delle imprese che partecipano alla concentrazione o alla aggregazione.


Il contributo è usufruibile previa presentazione di un’apposita istanza, in via telematica, al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate ed è utilizzabile, esclusivamente in compensazione dopo la comunicazione di avvenuto riconoscimento.


La previsione del credito d’imposta è riferita ai soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare, qualora entro la data di chiusura del periodo d’imposta intervenga l’approvazione del regime di aiuto da parte della Commissione europea.


Credito d’imposta per il recupero del contributo versato al S.S.N. dagli autotrasportatori (art 1, comma 103, L. 266/2005)


La legge 23.12.2005, n. 266, art. 1, comma 103, ha previsto che le somme versate nel periodo d’imposta 2005 a titolo di contributo al Servizio Sanitario Nazionale sui premi di assicurazione per la responsabilità civile per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti al trasporto di merci aventi massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate e omologati ai sensi del decreto del Ministro dell’Ambiente 23.3.1992, possono essere recuperate, fino alla concorrenza di euro 300 per ciascun veicolo, in compensazione sui versamenti effettuati dal 1.1. al 31.12.2006.


La previsione del credito d’imposta in questione è riferita solo ai soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare.






Per la compensazione in F24 è utilizzabile il codice tributo “6789”.


 


maggio 2006 


 


            a cura Vincenzo D’Andò


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