Le nuove norme antiriciclaggio


Introduzione


E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 82/2006 (supplemento ordinario 86/L) il Decreto n. 141 del Ministero dell’Economia e delle Finanze contenente il regolamento in materia di obblighi antiriciclaggio.


Tale provvedimento nasce dagli articoli 3, comma 2, e 8, comma 4, del decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 56, recante attuazione della direttiva 2001/97/CE in materia di prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite.


La nuova normativa si occupa di disciplinare gli obblighi di identificazione, conservazione delle informazioni a fini antiriciclaggio e segnalazione delle operazioni sospette a carico degli avvocati, notai, dottori commercialisti, revisori contabili, società di revisione, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali


Tale obbligo si innesta a conclusione di un iter di origine europea che già dal 2005 coinvolge banche ed intermediari finanziari. Tali soggetti sono infatti obbligati, su richiesta degli uffici finanziari, a fornire dati, informazioni e documenti relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata con i loro clienti


Fra le varie novità della nuova disciplina possiamo notare che tra le operazioni sottoposte a registrazione sono state incluse anche quelle eseguite per cassa allo sportello anche senza interessamento di un conto bancario.


I soggetti obbligati


Il nuovo regolamento è di rettamente applicabile a:


a)     ai soggetti iscritti nell’albo dei dottori commercialisti, nel registro dei revisori contabili, nell’albo dei ragionieri e dei periti commerciali e nell’albo dei consulenti del lavoro;


b)     ai notai e agli avvocati quando, in nome o per conto di propri clienti, compiono qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare e quando assistono i propri clienti nella progettazione o nella realizzazione di operazioni riguardanti:



  • il trasferimento a qualsiasi titolo di beni immobili o attività economiche;

  • la gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni;

  • l’apertura o la gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli;

  • l’organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all’amministrazione di società;

  • la costituzione, la gestione o l’amministrazione di società, enti, trust o strutture analoghe.

Il regolamento si applica, se pur con alcune esclusioni, anche a:


c)      società di revisione iscritte nell’albo speciale previsto dall’articolo 161 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, alle quali si estendono tutte le disposizioni previste di seguito per i liberi professionisti.


Le disposizioni antiriciclaggio colpiscono i citati soggetti nello svolgimento della propria attività professionale esercitata sia in forma individuale che in forma associata o societaria.


Gli obblighi di identificazione


Obbligo generale


I Soggetti destinatari della Legge devono identificare ogni cliente qualora la prestazione professionale fornita abbia ad oggetto mezzi di pagamento oppure beni ed utilità



  • di valore superiore a Euro 12.500

  • anche in presenza di operazioni frazionate.

L’onere della identificazione sussiste tutte le volte che l’operazione è di valore indeterminato o non determinabile.


Ai fini dell’obbligo di identificazione, la costituzione, gestione o amministrazione di società, enti, trust o strutture analoghe costituisce in ogni caso un’operazione di valore non determinabile.


Obbligo di identificazione per i soggetti terzi


Il cliente che si avvale della prestazione professionale del libero professionista per conto di terzi deve indicare per iscritto, sotto la propria personale responsabilità, i dati identificativi dei soggetti per conto dei quli opera.


Qualora il cliente operi in nome o per conto di una società, di un ente, trust o strutture analoghe, il libero professionista verifica l’esistenza del potere di rappresentanza.


Modalità di identificazione


Identificazione in presenza del Cliente


L’identificazione viene effettuata dal libero professionista in presenza del cliente al momento in cui inizia la prestazione professionale a favore del cliente, anche attraverso propri collaboratori, mediante un documento valido per l’identificazione non scaduto.


Sono considerati validi per l’identificazione i documenti d’identità e di riconoscimento di cui agli articoli 1 e 35 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.


La presenza fisica non è necessaria per i clienti i cui dati identificativi e le altre informazioni da acquisire risultino da:



  • precedente identificazione effettuata dal libero professionista in relazione ad altra attività professionale;

  • atti pubblici, scritture private autenticate o documenti recanti la firma digitale ai sensi dell’articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni;

  • dichiarazione dell’autorità consolare italiana, così come indicata nell’articolo 6 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 153;

  • attestazione di un altro professionista residente in uno dei Paesi membri dell’Unione Europea, che, in applicazione della normativa di recepimento della Direttiva 2001/97/CE, ha identificato di persona e registrato i dati del cliente e dei soggetti terzi per conto dei quali opera.

Identificazione indiretta in assenza del Cliente


La presenza del cliente non è altresì necessaria per l’identificazione quando il cliente sia stato identificato di persona da uno dei seguenti soggetti ammessi all’identificazione:



  • intermediari abilitati ai sensi dell’articolo 4 del decreto;

  • enti creditizi o enti finanziari di Stati membri dell’Unione europea, così come definiti nell’articolo 1, lettera A) e lettera B), n. 2), 3) e 4) della direttiva;

  • banche aventi sede legale e amministrativa in paesi non appartenenti all’Unione europea purché aderenti al Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) e succursali in tali paesi di banche italiane e di altri Stati aderenti al GAFI.

In nessun caso l’attestazione può essere rilasciata da soggetti che non hanno insediamenti fisici in alcun paese. Per “insediamento fisico” s’intende un luogo destinato allo svolgimento dell’attività istituzionale, con stabile indirizzo, diverso da un semplice indirizzo elettronico, in un paese nel quale il soggetto è autorizzato a svolgere la propria attività. In tale luogo il soggetto deve impiegare una o più persone a tempo pieno, deve mantenere evidenze relative all’attività svolta, deve essere soggetto ai controlli effettuati dall’autorità che ha rilasciato l’autorizzazione a operare.


L’UIC può indicare ulteriori forme e modalità particolari dell’attestazione, anche tenendo conto dell’evoluzione delle tecniche di comunicazione a distanza, in applicazione di quanto disposto dall’articolo 8, comma 6, del decreto.


Nel caso in cui il libero professionista acquisisca in qualunque momento elementi di incertezza sull’identità del cliente compie una nuova identificazione che dia certezza sull’identità del medesimo.


Obblighi di conservazione della documentazione


Il libero professionista, negli stessi casi in cui è tenuto ad assolvere all’obbligo di identificazione dei clienti, riporta a propria cura nell’archivio dedicato alla raccolta e conservazione di informazioni a fini antiriciclaggio i seguenti dati:



  • le complete generalità (nome, cognome, luogo, data di nascita e indirizzo di residenza o domicilio per le persone fisiche; la denominazione e la sede legale in caso di altri soggetti), il codice fiscale ove disponibile e gli estremi del documento di identificazione per le persone fisiche;

  •  i dati identificativi della persona per conto della quale il cliente opera;

  • l’attività lavorativa svolta dal cliente e dalla persona per conto della quale agisce;

  • la data dell’avvenuta identificazione;

  • la descrizione sintetica della tipologia di prestazione professionale fornita;

  • il valore dell’oggetto della prestazione professionale di cui all’articolo 1 del presente regolamento, se conosciuto.

  • Quando il conferimento dell’incarico è compiuto congiuntamente da più clienti, gli obblighi di identificazione, registrazione e conservazione dei dati devono essere assolti nei confronti di ciascuno di essi.

Nel caso di una nuova operazione o di un conferimento di incarico compiuti da un cliente gia’ identificato è sufficiente annotare nell’archivio le informazioni contenute nei punti b), c), e) ed f) del primo comma.


Il libero professionista, entro trenta giorni dal momento in cui venga a conoscenza di modifiche dei dati identificativi e delle altre informazioni, modifica il contenuto dell’archivio, conservando evidenza dell’informazione precedente.


I dati e le informazioni contenute nell’archivio sono conservati per dieci anni dalla conclusione della prestazione professionale, a cura del libero professionista.


Modalità di tenuta dell’archivio


I dati identificativi e le informazioni sono inseriti nell’archivio



  • tempestivamente

  • non oltre il trentesimo giorno dall’identificazione del cliente.

Per i dati relativi alle generalità complete del cliente, compreso il codice fiscale e gli estremi del documento di identificazione nonché per il valore dell’oggetto della prestazione professionale, il termine decorre dalla data dell’avvenuta esecuzione della prestazione professionale.


Modalità di costituzione dell’archivio


L’archivio è unico per ogni libero professionista ed è tenuto in maniera trasparente e ordinata, in modo tale da facilitare la consultazione, la ricerca e il trattamento dei dati, nonché garantire la storicità delle informazioni e la loro conservazione secondo criteri uniformi.


Le registrazioni sono conservate nell’ordine cronologico d’inserimento nell’archivio in maniera da rendere possibile la ricostruzione storica delle operazioni effettuate.


Archivio elettronico o cartaceo ?


L’archivio é formato e gestito a mezzo di strumenti informatici.


In sostituzione dell’archivio informatico, il libero professionista, ove non disponga di una struttura informatizzata, può tenere un registro cartaceo, numerato progressivamente e siglato in ogni pagina a cura del libero professionista o di un suo collaboratore autorizzato per iscritto, con l’indicazione, alla fine dell’ultimo foglio, del numero delle pagine di cui è composto il registro e l’apposizione della firma delle suddette persone. Il registro cartaceo deve essere tenuto in maniera ordinata, senza spazi bianchi e abrasioni.


L’UIC può indicare criteri e modalità per la registrazione e la conservazione dei dati e delle informazioni, nel predetto archivio.


Archivio esterno alla struttura


E’ possibile avvalersi, per la tenuta e la gestione dell’archivio informatico, di un autonomo centro di servizio che comunque garantisca la distinzione logica e la separazione delle registrazioni relative a ciascun libero professionista. Restano ferme le specifiche responsabilità previste dalla legge a carico del libero professionista e deve essere assicurato a quest’ultimo l’accesso diretto e immediato all’archivio stesso.


I liberi professionisti non sono tenuti a istituire l’archivio qualora non vi siano dati da registrare.


Obblighi di conservazione in forma semplificata


I liberi professionisti obbligati, in forza di altre disposizioni di legge o regolamentari, a tenere un registro della clientela, possono avvalersi dello stesso per assolvere agli obblighi di conservazione purché tale registro contenga o venga completato con tutte le indicazioni richieste dal presente regolamento.


Attività esercitata in forma associata


Nel caso di svolgimento dell’attivita’ professionale in forma associata ovvero societaria è consentito tenere un unico archivio per tutto lo studio professionale. In tal caso, è necessaria l’individuazione nell’archivio, per ogni cliente, del libero professionista responsabile degli adempimenti concernenti gli obblighi di identificazione e conservazione.


E’ fatta salva la facoltà per ogni componente l’associazione o la società di formare un proprio archivio ai sensi dell’articolo precedente.


Privacy ed obblighi di protezione dei dati e delle informazioni


Agli obblighi di identificazione e registrazione previsti nel presente regolamento si applicano le disposizioni contenute nell’articolo 11 del Codice Privacy (Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196).


I liberi professionisti devono rilasciare ai clienti informativa idonea ad assolvere agli obblighi previsti dall’articolo 13 del codice in materia di protezione dei dati personali.


DLgs 196/2003 ed obbligo di adozione delle misure di sicurezza


L’adempimento degli obblighi di identificazione, conservazione e segnalazione costituisce “trattamento dei dati”, come definito nel primo comma, lettera a), dell’articolo 4 del codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196).


Le operazioni di trattamento sono effettuate dagli incaricati del trattamento che operano sotto la diretta autorità del titolare o del responsabile, attenendosi alle istruzioni da questi impartite. L’individuazione degli incaricati del trattamento è effettuata con le modalità di cui all’articolo 30 del codice in materia di protezione dei dati personali.


Nella tenuta dell’archivio previsto all’articolo 5, formato e gestito tramite strumenti elettronici ovvero in forma cartacea, i liberi professionisti sono tenuti al rispetto degli obblighi e delle misure di sicurezza contenuti negli articoli da 31 a 36 del codice in materia di protezione dei dati personali.


Obbligo di segnalazione delle operazioni sospette


Obblighi generali


I liberi professionisti hanno l’obbligo di segnalare all’UIC ogni operazione che per caratteristiche, entità, natura, o per qualsivoglia altra circostanza conosciuta a ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell’attività svolta dal soggetto cui è riferita, induca a ritenere, in base agli elementi a sua disposizione, che il danaro, i beni o le utilità oggetto delle operazioni medesime possano provenire dai delitti previsti dagli articoli 648-bis e 648-ter del codice penale.


Segnalazioni preventive in caso di delitti


Le segnalazioni devono essere effettuate senza ritardo, ove possibile prima del compimento dell’operazione, appena il professionista sia venuto a conoscenza degli elementi che fanno sospettare la provenienza del denaro, beni e utilità da un delitto non colposo.


Segreto profesionale


Le segnalazioni eventualmente effettuate non costituiscono violazione del segreto professionale e, se poste in essere in buona fede e per le finalità ivi previste, non comportano responsabilità di alcun tipo per i liberi professionisti ovvero per i loro dipendenti o collaboratori.


Esenzione dall’obbligo di segnalazione


Gli obblighi di segnalazione di operazioni sospette non si applicano per le informazioni ricevute dal cliente o ottenute riguardo allo stesso nel corso dell’esame della posizione giuridica del cliente o dell’espletamento dei compiti di difesa o di rappresentanza del medesimo in un procedimento giudiziario o in relazione a tale procedimento, compresa la consulenza sull’eventualità di intentare o evitare un procedimento, ove tali informazioni siano ricevute o ottenute prima, durante o dopo il procedimento stesso.


L’esenzione prevista al primo comma si applica anche per i giudizi arbitrali o per la risoluzione di controversie innanzi a organismi di conciliazione previsti dalla legge.


Divieto di comunicare a chiunque gli estremi della segnalazione


Alle segnalazioni di operazioni sospette si applicano il regime di riservatezza; è fatto divieto al libero professionista e a chiunque ne abbia conoscenza di comunicare le segnalazioni al cliente e a qualunque altro soggetto, fuori dai casi di legge.


Criteri generali per l’individuazione delle operazioni sospette


I liberi professionisti che assistono il cliente in forma congiunta possono effettuare congiuntamente la segnalazione dell’operazione all’UIC.


L’UIC può stabilire le modalità di produzione e di trasmissione delle segnalazioni, anche prevedendo l’utilizzo di procedure informatiche e telematiche.


L’UIC, anche su richiesta degli organi investigativi, può sospendere le operazioni segnalate come sospette per un massimo di quarantotto ore, dandone immediata comunicazione agli organi investigativi medesimi, sempre che ciò non determini pregiudizi per le indagini e per l’adempimento dei propri obblighi di legge da parte dei liberi professionisti.


Clienti già acquisiti alla data del 22 aprile 2006


Gli obblighi antiriciclaggio si applicano a tutti i liberi professionisti abilitati ad operare in Italia e sussistono anche per le operazioni realizzate all’estero.


Gli obblighi di identificazione e conservazione non si applicano in relazione all’attività professionale per la quale è stato conferito incarico dal cliente prima dell’entrata in vigore del presente regolamento.


Nel caso di rapporti tra cliente e professionista istituitisi con un incarico conferito prima dell’entrata in vigore del presente regolamento e ancora in essere dopo dodici mesi da tale data, il libero professionista provvederà entro quest’ultimo termine agli obblighi di identificazione e conservazione.


 


maggio 2006  


a cura Dott. Massimo Tonci


 


di seguito le precisazioni circa gli indicatori di anomalia fornite dall’Ufficio Italiano Cambi:


 


 


 


INDICATORI DI ANOMALIA


Al fine di agevolare l’attività di valutazione del professionista in ordine agli eventuali profili di sospetto delle operazioni oggetto dell’incarico professionale si forniscono di seguito alcuni indicatori esemplificativi di anomalia, la cui elencazione non è esaustiva anche in considerazione della continua evoluzione delle modalità di svolgimento delle operazioni finanziarie. Per favorire la lettura e la comprensione degli indicatori, alcuni di essi sono stati specificati in sub-indici che costituiscono un’esemplificazione dell’indicatore a cui si riferiscono.


Il professionista può avvalersi di tali indicatori, che attengono ad aspetti sia soggettivi che oggettivi dell’operazione, in presenza dei quali, sulla base di tutte le altre informazioni disponibili, deve formulare una valutazione sulla natura dell’operazione.


La casistica deve essere intesa come strumento operativo da utilizzare per le verifiche, tenendo presente che l’assenza dei profili di anomalia suggeriti nel presente provvedimento può non essere sufficiente ad escludere che l’operazione sia sospetta. A tale proposito si richiamano le disposizioni di cui alla parte IV, paragrafi 1, 3 e 4 del provvedimento.


Nella segnalazione occorre evidenziare le anomalie avendo riguardo al contesto nel quale l’operazione è compiuta o richiesta e a tutte le informazioni disponibili. Le ragioni del sospetto devono essere illustrate e spiegate con accuratezza nella segnalazione, senza limitarsi al riferimento a uno o più indicatori.


Costituiscono indicatori della natura sospetta dell’operazione:


1. Indicatori di anomalia connessi al comportamento del cliente:


1.1 Il cliente si rifiuta o si mostra ingiustificatamente riluttante a fornire le informazioni occorrenti per l’esecuzione delle prestazioni professionali, a dichiarare l’attività esercitata, a presentare documentazione contabile o di altro genere, a segnalare i rapporti intrattenuti con altri professionisti, a fornire ogni altra informazione che, in circostanze normali, viene acquisita nello svolgimento della prestazione professionale.


                      Il cliente rifiuta di o solleva obiezioni a fornire al professionista il numero del conto sul quale il pagamento è stato o sarà addebitato.


1.2 Il cliente fornisce informazioni palesemente inesatte o incomplete, tali da manifestare l’intento di occultare informazioni essenziali, soprattutto se riguardanti i soggetti beneficiari della prestazione.


                      Il cliente usa documenti identificativi che sembrano essere contraffatti.


                      Il cliente fornisce informazioni palesemente false.


1.3 Il cliente ripetutamente cambia professionisti in un arco breve di tempo senza che i
professionisti siano in grado di trovare una spiegazione adeguata per questo comportamento.


1.4 Il cliente chiede di modificare condizioni e modalità di svolgimento della prestazione quando la configurazione originariamente prospettata implichi forme di identificazione o registrazione oppure supplementi di istruttoria da parte del professionista.


                   Il cliente rifiuta di o solleva obiezioni a pagare il prezzo di vendita con bonifico o assegno bancario anche se la somma è superiore a € 12.500.


1.5 Il cliente ricorre ai servizi di un prestanome senza plausibili giustificazioni.


1.6 Clienti non residenti conferiscono procure a soggetti non residenti ovvero i clienti conferiscono procure a soggetti non legati da rapporti di carattere personale o professionale o imprenditoriale idonei a giustificare tale conferimento.


2.    Indicatori di anomalia connessi al profilo economico-patrimoniale del cliente:


2.1 I clienti, in assenza di plausibili giustificazioni, richiedono lo svolgimento di prestazioni relative ad operazioni palesemente non abituali e/o non giustificate rispetto all’esercizio normale della loro professione o attività.


2.2 I clienti impiegano disponibilità che non appaiono coerenti con l’attività svolta dagli stessi o comunque non sono in alcun modo giustificate.


2.3 I clienti ricorrono a frequenti operazioni di acquisizione e cessione di partecipazioni in imprese, non giustificate dal proprio profilo economico-patrimoniale o dalla propria professione o attività.


2.4 Le imprese clienti, pur detenendo un capitale sociale di importo ridotto, acquisiscono a diverso titolo la disponibilità di beni, anche di lusso, di elevato valore, soprattutto con uso di denaro contante.


3.     Indicatori di anomalia relativi alla dislocazione territoriale delle controparti delle operazioni oggetto delle prestazioni:


3.1 Le prestazioni professionali richieste riguardano operazioni che coinvolgono controparti insediate in paesi esteri noti come centri off-shore o caratterizzati da regimi privilegiati sotto il profilo fiscale o del segreto bancario ovvero indicati dal Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) come non cooperativi, e che non siano giustificate dall’attività economica del cliente o da altre circostanze.


                   Operazioni inerenti la costituzione ed il trasferimento di diritti reali su immobili, effettuati nei predetti paesi.


                   Operazioni di conferimento per la costituzione o l’aumento di capitale – soprattutto se effettuate in contanti e per importi consistenti – di società dislocate nei predetti paesi esteri.


                   Operazioni di costituzione di trust o strutture societarie nei predetti paesi.


                   Utilizzazione come soci di società costituite in regime di trust nei predetti paesi.


                   Operazioni di trasferimento di partecipazioni o di diritti su quote o azioni, o su altri strumenti finanziari che danno diritto di acquisire tali partecipazioni o diritti, qualora venga interposto un soggetto estero con chiare finalità di dissimulazione.


3.2 I clienti richiedono di effettuare sul conto del professionista operazioni di ricezione/trasferimento di fondi da parte/a favore di controparti dislocate in paesi esteri noti come centri off-shore o caratterizzati da regimi privilegiati sotto il profilo fiscale o del segreto bancario ovvero indicati dal GAFI come non cooperativi.


3.3 Ricerca di finanziamenti sulla base di garanzie, anche rappresentate da titoli o certificati, attestanti l’esistenza di cospicui depositi presso banche estere, specie se tali depositi o finanziamenti sono intrattenuti presso o erogati da soggetti insediati in paesi esteri noti come centri off-shore o caratterizzati da regimi privilegiati sotto il profilo fiscale o del segreto bancario ovvero indicati dal GAFI come non cooperativi, in assenza di adeguate ragioni giustificatrici.


4. Indicatori di anomalia relativi a tutte le categorie di operazioni:


4.1 Il cliente intende regolare i pagamenti con una somma notevole di denaro in contanti.


4.2 Il cliente intende effettuare operazioni mediante l’impiego di denaro contante o di mezzi di pagamento non appropriati rispetto alla prassi comune ed in considerazione della natura dell’operazione, non giustificate dall’attività svolta o da altre circostanze.


4.3 Il cliente intende effettuare operazioni a condizioni o valori palesemente diversi da quelli di mercato.


4.4 Il cliente ricorre sistematicamente a tecniche di frazionamento delle operazioni non giustificate dall’attività svolta o da altre circostanze.


4.5 L’operazione appare del tutto incongrua rispetto alle finalità dichiarate dal cliente.


                   Il cliente richiede una consulenza per l’organizzazione di operazioni di finanza strutturata sui mercati internazionali per esigenze legate ad un’attività commerciale con l’estero di dimensioni evidentemente contenute.


5.    Indicatori di anomalia relativi ad operazioni immobiliari:


5.1 Le prestazioni professionali riguardano investimenti in beni immobili effettuati da soggetti del tutto privi di adeguato profilo economico-imprenditoriale o da cittadini stranieri non aventi alcun collegamento con lo Stato.


5.2 I clienti ricorrono ripetutamente alla conclusione di contratti a favore di terzo, di contratti per persona da nominare o ad intestazioni fiduciarie, aventi ad oggetto diritti su beni immobili, senza alcuna plausibile motivazione.


5.3 Il cliente intende comprare un bene immobile con una somma notevole di denaro in contanti.


6.     Indicatori di anomalia relativi alla costituzione e alla amministrazione di imprese, società, trust ed enti analoghi:


6.1 Le prestazioni professionali richieste riguardano operazioni di natura societaria palesemente rivolte a perseguire finalità di dissimulazione o di ostacolo all’identificazione della effettiva titolarità e della provenienza delle disponibilità finanziarie coinvolte.


                   Costituzione e impiego di trust, soprattutto nel caso in cui si applichi una normativa propria di ordinamenti caratterizzati da principi e regole non in linea con le disposizioni antiriciclaggio italiane, in assenza di adeguate ragioni giustificatrici.


                   Costituzione di strutture di gruppo particolarmente complesse e articolate, anche in relazione alla distribuzione delle partecipazioni e alla collocazione all’estero di una o più società.


~ Definizione di sindacati di voto o di blocco, preordinati ad esercitare controllo o influenza significativa sull’attività della società.


6.2 I clienti intendono costituire società con capitale in denaro nelle quali figurano come soci persone non imputabili sul piano penale, senza plausibili giustificazioni, ad eccezione delle imprese familiari.


6.3 I clienti intendono costituire tre o più società nello stesso giorno o più di tre società nel periodo di un mese, quando almeno uno dei soci di tali società sia la stessa persona fisica o giuridica, e concorrano una o più delle seguenti circostanze:


– nessuno dei soci e degli amministratori sia residente nel luogo della sede,


– si tratti di soci o amministratori non conosciuti e residenti in luoghi diversi, – concorrano altri fattori che rendano sospetta l’operazione.


6.4 I clienti intendono effettuare frequenti operazioni di acquisizione e cessione di imprese o di aziende, palesemente non giustificate dalla natura dell’attività svolta o dalle caratteristiche economiche del cliente.


6.5 I clienti intendono costituire ovvero utilizzare una o più società prestanome o comunque interposta, in assenza di plausibili motivazioni.


6.7 I clienti intendono costituire o acquistare una società avente oggetto sociale di difficile identificazione, o senza relazione con quello che sembra essere l’esercizio normale delle attività condotte dal cliente.


6.8 I clienti intendono effettuare conferimenti in società o altri enti con modalità tali da risultare palesemente incoerenti con il loro profilo economico o con le finalità della società o dell’ente conferitario.


6.9 Le prestazioni professionali richieste riguardano il conferimento di incarichi di responsabilità in società o enti a persone sprovviste delle necessarie capacità, palesemente preordinato a disgiungere l’attività decisionale dalla titolarità delle cariche (ad esempio, impiegati senza specifica qualificazione, disoccupati, persone senza particolari titoli di studio o professionali, immigrati di recente entrata, persone prive di domicilio conosciuto o con domicilio meramente formale, residenti in paesi esteri noti come centri off-shore o caratterizzati da regimi privilegiati sotto il profilo fiscale o del segreto bancario ovvero indicati dal GAFI come non cooperativi).


7 Indicatori di anomalia relativi ad operazioni contabili e di sollecitazione del pubblico risparmio:


7.1 Le prestazioni professionali richieste riguardano operazioni contabili aventi l’evidente finalità di occultare disponibilità di diversa natura o provenienza (ad esempio: attraverso la sopravvalutazione o la sottovalutazione di poste o cespiti).


7.2 Le prestazioni professionali richieste riguardano operazioni di appello al pubblico risparmio (sollecitazione all’investimento, mediante offerte pubbliche di vendita di prodotti finanziari; sollecitazione al disinvestimento, mediante offerte pubbliche di acquisto o di scambio di prodotti finanziari) effettuate con modalità che risultino chiaramente volte all’elusione delle disposizioni contenute nel Titolo II del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e nei relativi


provvedimenti di attuazione, ovvero al trasferimento o alla sostituzione di prodotti finanziari o di disponibilità in essi rappresentate di provenienza illecita.


7.3 Le prestazioni professionali richieste riguardano operazioni di emissione di valori mobiliari che, palesemente prive di ragioni giustificatrici, appaiono incoerenti con le caratteristiche dell’emittente e con le esigenze di approvvigionamento di mezzi finanziari, ovvero effettuate con modalità tali da manifestare intenti elusivi delle disposizioni contenute nell’articolo 129 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e nei relativi provvedimenti di attuazione. Tra le circostanze da valutare è compresa la destinazione degli strumenti emessi all’acquisto o alla sottoscrizione da parte di un unico soggetto.


8 Indicatori di anomalia relativi all’utilizzo di conti ovvero di altri rapporti continuativi:


8.1 I professionisti, in ragione delle prestazioni professionali richieste, vengono a conoscenza di modalità di utilizzo di conti o di altri rapporti continuativi da parte del cliente non usuali o non giustificate in ragione della normale attività del cliente o di altre circostanze.


                   Il cliente compie successive operazioni di apertura e chiusura di conti in paesi esteri e di altri rapporti continuativi senza che ciò appaia giustificato alla luce di obiettive esigenze o dall’attività svolta.


                        Il cliente compie operazioni caratterizzate da un ricorso ingiustificato all’impiego di denaro contante o a tecniche di pagamento mediante compensazione o da elementi quali domiciliazione dell’agente presso terzi, presenza di caselle postali o di indirizzi postali diversi dal domicilio fiscale o professionale.


                        Il cliente richiede l’apertura di più conti o rapporti in Paesi esteri senza una giustificazione plausibile.


                        Il cliente utilizza conti di soggetti terzi, in particolare di società o enti, per l’impiego o la dissimulazione di disponibilità personali, ovvero utilizza conti personali per l’impiego o la dissimulazione di disponibilità di terzi, in particolare di società o enti.


                        Il cliente utilizza cassette di sicurezza che, in assenza di obiettive ragioni giustificatrici, appare volto ad assicurare l’occultamento delle disponibilità custodite.


8.2 Il professionista è incaricato di effettuare depositi di denaro, beni o titoli, con istruzione da parte del depositante di impiegarli per fini insoliti o non usuali rispetto alla normale attività del cliente.


 


 


 


 


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