Lavoratori autonomi che si sono avvalsi dei regimi fiscali agevolati di cui agli artt.13 e 14 della legge 388/2000 (“nuove iniziative” e “attività marginali”) – Adempimenti del sostituto di imposta


 


E’ sempre più ricorrente l’utilizzo di prestazioni rese dai contribuenti che hanno optato per il regime considdetto delle “nuove iniziative” (regimi fiscali agevolati di cui agli articoli 13 e 14 della legge 23 dicembre 2000, n.388) ed è pertanto utile ricordare le regole che devono osservare i sostituti di imposta tenuti all’applicazione dell’art.25 del DPR 600/73 (ritenuta di acconto attualmente nella misura del 20%prevista per i compensi erogati ai lavoratori autonomi).


 


In base ai citati artt.13 e 14, sono stati introdotti due regimi fiscali: il primo per le nuove iniziative di lavoro autonomo (ed anche imprenditoriali) e il secondo per le attività marginali.


 


In particolare, il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo previsto dal citato art.13 riguarda le persone fisiche le persone fisiche che iniziano un’attivita’ artistica o professionale ovvero d’impresa ai sensi rispettivamente degli articoli 53 e 55 del DPR 917/86.


 


Il contribuente ammesso al beneficio non deve avere esercitato nei tre anni precedenti, neppure in forma associata o familiare, un’attività artistica, professionale o d’impresa. Il regime agevolativo è infatti destinato ad incentivare esclusivamente la nascita di nuove iniziative.


In pratica, la nuova attività non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attivita’ precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa.


L’ammontare dei compensi non deve superare il limite di 60 milioni di lire (ora Euro 30.987,41) per l’attivita’ professionale o artistica [ovvero l’ammontare dei ricavi non deve superare il limite di 60 milioni di lire per le imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi o di 120 milioni di lire (ora Euro 61.974,83) per le imprese esercenti altre attività di impresa].


 


Il regime fiscale cosiddetto delle “attività marginali”, previsto dall’art.14 della citata legge 388/2000, riguarda esclusivamente le persone fisiche esercenti attivita’ di lavoro autonomo o di impresa per le quali sono stati approvati gli studi di settore e che abbiano conseguito nel periodo di imposta ricavi o compensi non superiori al limite stabilito in appositi decreti ministeriali e comunque non superiori a 50 milioni di lire (ora Euro 25.822,84).


 


Entrambi i cennati regimi fiscali agevolati sono caratterizzati, oltre che dall’applicazione dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF nella misura del 10% (per le nuove attività) e del 15% (per le attività marginali), da una radicale semplificazione degli obblighi contabili.


 


 


Adempimenti del sostituto di imposta.


 


I redditi che formano oggetto dei predetti regimi agevolati non sono assoggettabili a ritenuta d’acconto. Pertanto, i sostituti d’imposta che corrispondono ai soggetti, che si avvalgono di tali regimi, compensi o somme rientranti tra i componenti positivi di reddito d’impresa o di lavoro autonomo non devono operare la ritenuta.


A tal fine, i contribuenti interessati rilasceranno al sostituto d’imposta un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i redditi cui le somme afferiscono, sono soggetti a imposta sostitutiva. Detta dichiarazione può essere resa in calce alla fattura con la dicitura “prestazione resa in regime di cui agli artt.13 e 14 della legge 388/2000). 


In caso di decadenza dai regimi agevolati i contribuenti dovranno fornire tempestiva comunicazione al sostituto (Cfr. la Circolare del Ministero delle finanze n.8/E del 26 gennaio 2001).


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