CHIARIMENTI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE IN MERITO AL 730 E MODELLO UNICO


Sono deducibili i contributi previdenziali “integrativi” versati dai ragionieri commercialisti alla propria Cassa di previdenza, oltre a quelli “soggettivi”


Con la Risoluzione n. 69 del 18.5.2006 l’Agenzia delle Entrate si è espressa in merito alla deducibilità dei contributi previdenziali integrativi che i ragionieri devono versare alla propria Cassa.


Rispondendo ad un interpello, l’Amministrazione Finanziaria ha, in particolare, riconosciuto la deducibilità del contributo integrativo minimo che i ragionieri devono versare nei casi in cui il volume di affari sia nullo o di importo ridotto.


La motivazione, di deducibilità,  data dall’Agenzia delle Entrate è quella che tale costo non può essere recuperato dai clienti (rivalsa), e grava completamente sul ragioniere commercialista. Solo tali circostanze ne giustificano il riconoscimento delle sua deducibilità dal reddito complessivo.


Mentre, nel momento in cui il professionista fattura e recupera il contributo integrativo, questo non è deducibile.


La tesi dell’Agenzia delle Entrate






Stralcio risoluzione n. 69/2006


<<Tale contributo è dovuto nell’ ipotesi in cui il contribuente abbia realizzato un limitato volume d’affari o, addirittura, un volume d’affari pari a zero. In questi casi, infatti, la norma richiede agli iscritti di versare comunque un importo minimo, dato dall’applicazione della maggiorazione percentuale (4% dal 2005) ad un volume d’affari teorico (pari a 15 volte il contributo minimo soggettivo di cui all’articolo 11, comma 2).


Gli iscritti che nell’anno non raggiungono il volume d’affari teorico, sono obbligati, pertanto, a versare alla Cassa il contributo integrativo minimo che necessariamente sarà superiore al contributo integrativo che il professionista può addebitare al committente esercitando la rivalsa.


Ne consegue che la differenza che ne risulta rimane a completo carico dell’iscritto che non può recuperare dai propri clienti l’onere contributivo.


Da una interpretazione sistematica delle norme di riferimento, considerata la natura previdenziale del contributo integrativo minimo e attesa la sua obbligatorietà, si ritiene che qualora questo sia rimasto effettivamente a carico del contribuente (per l’intero, nel caso di volume d’affari uguale a zero, o unicamente per quella quota differenziale che prescinde dal volume d’affari realizzato e che non e’ suscettibile di rivalsa) sia possibile dedurlo dal reddito complessivo ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera e) del Tuir.>>


A questo punto la tesi dovrebbe valere anche per gli altri professionisti (vedi avvocati, architetti, eccetera), le cui casse di previdenza hanno i medesimi meccanismi: previsione di un contributo integrativo minimo da versare, di cui non può essere effettuata la rivalsa al proprio cliente (ad es. per volume d’affari pari a zero).


Altri chiarimenti dalle Entrate su spese detraibili e deducibili


Con la Circolare n. 17 del18.5.2006 l’Agenzia delle Entrate ha diramato molteplici chiarimenti in merito al modello 730 sugli oneri deducibili e detraibili e ai fini della compilazione di tale modello.  


Ma naturalmente valgono anche per il modello Unico.


In particolare, l’Agenzia ha chiarito che:


– rientrano tra le spese mediche detraibili le spese sostenute per prestazioni effettuate da dietisti e per prestazioni chiropratiche, purché prescritte da un medico; le seconde devono essere state eseguite in centri autorizzati e sotto la responsabilità di uno specialista;


– (in rettifica di quanto stabilito nella precedente Circolare n. 15/2005) é ammessa la detrazione dei premi assicurativi versati per assicurazioni a favore di un familiare fiscalmente a carico che risulti anche intestatario del contratto;


– (in caso di mutuo per acquisto di abitazione principale in comproprietà con l’altro coniuge contratto da uno solo dei coniugi) l’intestatario del mutuo ha diritto alla detrazione di tutti gli interessi passivi e non solo del 50%;


– (in caso di abitazione assegnata al coniuge separato o divorziato, non comproprietario o contitolare di diritti reali di godimento sull’immobile) il reddito dell’immobile va imputato al coniuge proprietario dell’immobile o al titolare di altro diritto reale sullo stesso.


– è deducibile il contributo obbligatorio versato dai sanitari iscritti agli ordini professionali dei farmacisti, medici chirurghi, odontoiatri e veterinari all’Opera Nazionale per l’Assistenza degli Orfani di Sanitari Italiani (ONAOSI) (art. 52, comma 23, della Legge 27.12.2002, n. 289)


Veicoli per disabili: la detrazione è ammessa per più veicoli


Con Risoluzione n. 66 del 16.5.2006, l’Agenzia delle Entrate in risposta ad un interpello ha dato una interpretazione ampia riguardo la possibilità di portare in detrazione la spesa per l’acquisto di veicoli per disabili.


Secondo l’Agenzia, la detrazione del 19% (con limite massimo di spesa di 18.075,99 euro) spetta anche in caso di acquisto di più veicoli a condizione che ognuno di essi sia riferito ad un solo disabile. Questo a prescindere dal fatto che la spesa sia direttamente a carico del disabile oppure della persona che lo ha fiscalmente a carico.


In quest’ultimo caso oltre alla certificazione attestante la disabilità dovrà essere presentata copia dell’ultima dichiarazione dei redditi del familiare che risulta essere l’intestatario della spesa.


 


maggio 2006


 

Vincenzo D’Andò


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