RIFLESSI DEL REGIME DELLA TRASPARENZA SUL BILANCIO

Le nuove disposizioni normative, di cui agli articoli 115 e 116 del T.U.I.R. introducono, anche per le società di capitali, il regime opzionale della tassazione per “trasparenza”, già costituente il regime “naturale” per le società di persone, secondo quanto fissato dall’articolo 5 del medesimo T.U.I.R .


Per effetto dell’adozione del citato regime, il reddito (o la perdita) prodotto dalla “società trasparente”, ai fini delle imposte sui redditi, viene direttamente imputato ai soci (eventualmente sommato ad altri redditi posseduti), in proporzione alle quote di partecipazione e indipendentemente dall’avvenuta percezione degli stessi.


Le società di capitali che possono accedere alla trasparenza, sia che si tratti di società partecipata che di società partecipanti, (Cfr. art. 73,comma 1, lettera a) del T.U.I.R) .sono:


 


Ø     società che non abbiano emesso strumenti finanziari di tipo partecipativo;


 


Ø     società che non abbiano esercitato l’opzione per il consolidato nazionale o per il consolidato mondiale in qualità di controllante o controllata;


 


Ø     società che non siano assoggettate a procedure concorsuali (fallimento, provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa, decreto di ammissione al concordato preventivo o decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria per le grandi imprese).


 


Sotto il profilo applicativo, l’esercizio dell’opzione per la trasparenza fiscale comporta ricadute diverse sul bilancio delle società di capitali. In particolare, la società partecipata, perde la qualifica di soggetto passivo dell’imposta sui redditi delle società (IRES), ma nulla rileva ai fini dell’Irap. Pertanto si mantengono inalterati tutti gli obblighi relativi a tale imposta, compresa la rilevazione contabile del debito, e precisamente, nel conto economico alla voce “Imposte sul reddito dell’esercizio correnti” verrà inclusa (con riferimento alla fiscalità corrente), la sola IRAP.


La mancata rappresentazione in bilancio del carico tributario, potrebbe aumentare il grado di patrimonializzazione, se i maggiori utili venissero reinvestiti nell’impresa.


Parallelamente, le imposte correnti iscritte nel bilancio d’esercizio di ciascuna società partecipante saranno inclusive, della quota di reddito imponibile della società partecipata imputatole per trasparenza, ovvero della quota di perdita d’esercizio sempre trasferitale per trasparenza.


Tuttavia, richiamando l’art.115, comma 8 del T.U.I.R., la società partecipata è “solidalmente responsabile con ciascun socio per l’imposta, le sanzioni e gli interessi conseguenti all’obbligo di imputazione del reddito”; pertanto, al fine di fornire una corretta informativa in bilancio, anche a beneficio di soggetti terzi, è opportuno dare evidenza nei conti d’ordine, del rischio di regresso esistente in capo alla società partecipata.


L’adozione della trasparenza fiscale influisce anche sui presupposti per la rilevazione della fiscalità differita attiva e passiva. Nel primo esercizio di validità dell’opzione, la società partecipata, dovrà rilasciare il fondo per imposte differite per un importo pari agli accantonamenti connessi alle variazioni temporanee imponibili che si riverseranno nel triennio di validità dell’opzione, mentre andranno completamente stornate le eventuali attività iscritte in contabilità riferibili alle variazioni temporanee deducibili che si riverseranno negli esercizi di validità dell’opzione e in quelli successivi.


Per quanto riguarda le conseguenze sulla rilevazione della fiscalità differita imputabili alle società partecipanti, nel primo esercizio di validità dell’opzione ciascuna società dovrebbe stanziare, oltre alle imposte differite attive e passive derivanti da variazioni temporanee deducibili o imponibili riferibili ai propri componenti di reddito, anche le imposte differite attive e passive calcolate sulla propria quota delle variazioni deducibili e imponibili della società partecipata che si riverseranno nel triennio di validità dell’opzione; inoltre per ciascun esercizio di validità dell’opzione, la società partecipante potrebbe iscrivere le imposte differite attive calcolate sulla quota di propria competenza dell’utile, ai fini civilistici, realizzato nell’esercizio della società partecipata.


Infine, fattore comune per la società partecipata e per le società partecipanti, le quali hanno optato per il regime della trasparenza fiscale, è il contenuto della nota integrativa al bilancio d’esercizio (al n.14 della nota integrativa delle società partecipanti, verranno incluse anche le variazioni temporanee deducibili e imponibili della società partecipata che si riverseranno nel triennio di validità dell’opzione). I sindaci e/o i revisori si accerteranno che gli amministratori forniscano  un’adeguata informativa in merito all’adozione del regime di trasparenza, nonché dei conseguenti effetti sulla fiscalità corrente e differita.




 


aprile 2006


                                                                Dott. Marcello MAZZA


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