Tutti i tassi applicabili ai ritardati pagamenti nelle transazioni

Come è noto, il D.Lgs. n. 231 del 9 ottobre 2002 (che è già stato oggetto di commento su questo sito all’indomani della sua entrata in vigore) ha previsto l’applicazione automatica degli interessi in caso di ritardi del cliente nel pagamento di un corrispettivo, con l’importante conseguenza che non è più necessario mettere in mora […]

Come è noto, il D.Lgs. n. 231 del 9 ottobre 2002 (che è già stato oggetto di commento su questo sito all’indomani della sua entrata in vigore) ha previsto l’applicazione automatica degli interessi in caso di ritardi del cliente nel pagamento di un corrispettivo, con l’importante conseguenza che non è più necessario mettere in mora il debitore. Cogliamo l’occasione della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del tasso applicabile in questo semestre per riepilogarne gli aspetti essenziali.


Campo di applicazione. Tale normativa si applica ai contratti commerciali diversi da quelli stipulati tra imprenditori e privati, per i cui rapporti occorrerà affidarsi ai contatti personali, nonchè per i debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore e per i pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno, ivi compresi i pagamenti effettuati a tale titolo da un assicuratore. Quando non è applicabile il decreto in esame, resterà valida la disciplina generale degli articoli 1219 (relativo alla fattispecie della costituzione in mora) e 1224 (relativo alla decorrenza degli interessi moratori e agli eventuali ulteriori danni derivanti dalla mancata adempienza alle obbligazioni pecuniarie) del Codice Civile.


Tasso di interesse. In mancanza di diverso accordo scritto tra le parti sul saggio, si applicheranno gli interessi automatici di sette punti superiori a quelli praticati dalla Banca centrale europea per il principale strumento di rifinanziamento, applicato all’operazione principale più recente effettuata il primo giorno lavorativo del semestre; tale tasso viene periodicamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale con decreto ministeriale. Nel caso di cessione di prodotti alimentari deteriorabili l’interesse è maggiorato di nove punti percentuali ed è inderogabile.


Alla data odierna, i tassi definiti dall’entrata in vigore della norma sono i seguenti:


 

















































 


Periodo


 


tasso base


interesse per cessione


di prodotti alimentari deteriorabili


interesse per altri contratti


dal 7/11/2002 al 31/12/2002


3,35


12,35


10,35


dal 1/1/2003 al 30/6/2003


2,85


11,85


9,85


dal 1/7/2003 al 31/12/2003


2,10


11,10


9,10


dal 1/1/2004 al 30/6/2004


2,02


11,02


9,02


dal 1/7/2004 al 31/12/2004


2,01


11,01


9,01


dal 1/1/2005 al 30/6/2005


2,09


11,09


9,09


dal 1/7/2005 al 31/12/2005


2,05


11,05


9,05


dal 1/1/2006 al 30/6/2006


2,25


11,25


9,25




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Decorrenza. Le parti possono determinare contrattualmente la data a partire dalla quale matureranno gli interessi; in mancanza, la mora scatterà dopo trenta giorni dalla data di ricevimento della fattura da parte del debitore o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente (i giorni sono invece sessanta per i contratti aventi a oggetto la cessione di prodotti alimentari deteriorabili). Diviene quindi importante, inviando la fattura, precostituirsi una prova certa; in caso contrario, si farà riferimento alla data di ricevimento delle merci o a quella di prestazioni dei servizi.


Nel caso in cui la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento è però anteriore a quella del ricevimento delle merci o delle prestazioni dei servizi, si farà riferimento alla seconda.


Nel caso in cui sia previsto (per legge o per contratto) un’accettazione o una verifica della conformità della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali, il termine decorrerà invece dalla data dell’accettazione o della verifica, se il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca anteriore a tale data.


Patti contrari. Eventuali diversi accordi scritti tra le parti, che consentiranno di derogare a tale normativa, saranno validi solo se stabiliscono dei termini che non possano essere considerati iniqui per il creditore. Al riguardo, l’articolo 7 del decreto dispone che la valutazione sull’equità delle clausole verrà compiuta prendendo in considerazione alcuni parametri specificatamente indicati, quali la corretta prassi commerciale, la natura della merce e dei servizi, nonché i rapporti commerciali tra i contraenti. Anche le associazioni degli imprenditori potranno a tale scopo agire in giudizio.


 


 Febbraio 2006


Danilo Sciuto


dottore commercialista in Catania

danilosciuto@https://www.commercialistatelematico.com

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