Sanzioni tributarie: responsabilita’ solidale del legale rappresentante di societa’




L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 5 del 27.01.2006, relativa al precedente sistema sanzionatorio tributario di cui all’art. 98, co. 6, D.P.R. n. 602/1973, ha chiarito l’ambito di applicazione delle sanzioni sulla responsabilità solidale del legale rappresentante di soggetto dotato di personalità giuridica.


Premessa


Con la nuova disciplina delle sanzioni tributarie, l’illecito é in ogni caso riferito alla persona fisica che ha commesso o concorso a commettere la violazione (c.d. principio di personalità), prescindendo dalla circostanza che detta persona coincida con il soggetto passivo d’imposta. Difatti, il legislatore, sulla scorta del sistema penale, in luogo di una responsabilità di tipo oggettivo del rappresentante legale, in ragione del suo rapporto con l’ente rappresentato, ha individuato come soggetto responsabile per la sanzione amministrativa l’autore della violazione.


A carico del contribuente, sia esso una persona fisica, un ente o un soggetto collettivo, la legge prevede un’obbligazione solidale per il pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata, a condizione che la violazione sia stata commessa nell’interesse del contribuente medesimo ed i suoi effetti si siano riversati positivamente sul patrimonio dello stesso (o che la violazione abbia inciso sulla determinazione o sul pagamento del tributo).


Ma tale disciplina é stata parzialmente modificata dall’art. 7 del D.L. 30.9.2003, n. 269, conv. dalla L. 24.11.2003, n. 326 (in vigore dal 2.10.2003), che ha tolto il principio di personalità, poiché ha disposto che le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale di società o enti con personalità giuridica siano esclusivamente a carico della persona giuridica. Tutto è rimasto come prima, invece, per i soggetti diversi dalle persone giuridiche.


Ambito temporale di applicazione dell’art. 98 del DPR n. 602/1973 (precedente sistema sanzionatorio)


L’art. 27 del D.Lgs. n. 472/1997 dispone che “le violazioni riferite dalle disposizioni vigenti a società, associazioni od enti, si intendono riferite alle persone fisiche che ne sono autrici se commesse dopo l’entrata in vigore del presente decreto”.


Pertanto, le disposizioni che individuano il responsabile nella persona fisica che ha commesso o concorso a commettere la violazione si applicano solo alle violazioni commesse dopo il 1.4.1998.


Per le violazioni commesse prima di tale data, la C.M. n. 180/1998 ha precisato che, per le violazioni commesse sino al 31.3.1998, non trovano applicazione le nuove disposizioni relative all’imputazione soggettiva e che, in tal caso, le sanzioni in materia di imposte sui redditi continueranno ad essere irrogate direttamente alle società, associazioni od enti.


La Cassazione ha confermato che per le violazioni compiute dopo il 31.3.1998 sono applicabili solo le misure contenute nel D.Lgs. n. 472/1997, ed ha osservato che la novità normativa, secondo cui l’autore materiale della violazione non é più obbligato in solido al pagamento delle sanzioni con il soggetto passivo rappresentato, ma, per la prima volta, é tenuto in prima persona al pagamento delle stesse (con responsabilità solidale del debitore d’imposta rappresentato d’imposta), costituisce una norma peggiorativa rispetto alla precedente (cioé alla norma di cui all’art. 98, sesto comma, del DPR n. 602/1973).


Pertanto, l’art. 98, co. 6, poiché norma più favorevole, continua ad applicarsi alle violazioni commesse antecedentemente al 1.4.1998.


Tuttavia, l’applicazione dell’art. 98, co. 6, del DPR n. 602/1973 alle violazioni commesse fino al 31.3.1998 trova un limite nella disposizione contenuta nell’art. 7 del D.L. n. 269/2003 secondo cui “Le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale proprio di società o enti con personalità giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica”.


Tali disposizioni “si applicano alle violazioni non ancora contestate o per le quali la sanzione non sia stata irrogata alla data di entrata in vigore del presente decreto”.


Secondo l’Agenzia delle Entrate le sanzioni di cui all’art. 98, co. 6, del DPR n. 602/1973, non si applicano nei confronti del legale rappresentante relativamente alle violazioni commesse fino al 31.3.1998 per conto di società o enti con personalità giuridica, se non ancora contestate o per le quali la sanzione non sia stata irrogata alla data del 2.10.2003.


Ambito oggettivo di applicazione dell’art. 98 del DPR n. 602 del 1973 per la responsabilità dei rappresentanti del soggetto iscritto a ruolo


Secondo la Corte di Cassazione, con orientamento consolidato, la responsabilità solidale del legale rappresentante é invocabile solo per le sanzioni connesse a violazioni in materia di riscossione e non per quelle irrogate per violazioni di norme relative all’accertamento delle imposte sui redditi contenute nel DPR n. 600/1973.


Pertanto, alla luce di ciò l’Agenzia delle Entrate ha precisato che l’art. 98, co. 6, del DPR n. 602/1973 si applica solo per le sanzioni connesse a violazioni in materia di riscossione (e non anche per quelle applicate ai sensi del DPR n. 600/1973 in materia di accertamento).


Risultano, in tal modo, superate le precedenti istruzioni ministeriali.


 


 


febbraio 2006  


 


a cura Vincenzo D’Andò


 


 


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