Part-time e sgravi contributivi


Il ministero del lavoro sul tema di assunzioni di lavoratori part-time con utilizzo dello sgravio contributivo ex art. 8, comma 9,  legge 407/90, già con altro rapporto part-time a 20 ore settimanali in essere, ha precisato quanto segue:


il lavoratore che possiede nell’anno un reddito non superiore al limite dell’esenzione fiscale, conserva lo status di disoccupato e quindi dà diritto al datore di lavoro di fruire dello sconto contributivo.


 


L’art. 8, c. 9, legge 407/1990 riconosce al datore che assume con contratto a tempo indeterminato un soggetto disoccupato da almeno 24 mesi o sospeso dal lavoro e beneficiario di trattamento CIGS da un periodo di eguale durata, un’agevolazione contributiva pari al 50% dei contributi previdenziali dovuti per 36 mesi (del 100%  nel caso di assunzioni effettuate da imprese operanti nel Mezzogiorno o da imprese artigiane).


Si definisce disoccupato (art. 1, DLGS 181/2000, modificato dall’art. 1, DLGS 297/ 2002) colui che è immediatamente disponibile allo svolgimento e alla ricerca di un’attività lavorativa. L’art. 4, DLGS 181/2000, nella versione sostituita dall’art. 5, DLGS 297/2002, individua quindi i casi in cui il lavoratore mantiene lo status di disoccupato, tra i quali quello in cui il soggetto, pur svolgendo un’attività lavorativa, percepisce un reddito annuo lordo che non supera il reddito minimo personale esente da imposizione e cioè:


·        € 7.500,00 per i redditi di lavoro dipendente e assimilati (ad es. collaborazioni a progetto);


·        € 4.500 per i redditi di lavoro  autonomo.


Tali limiti di esenzione corrispondono alla no tax area calcolata nell’ipotesi di un rapporto di durata pari ad un intero anno, da riproporzionare in caso di svolgimento di un’attività di durata inferiore. Sarà il lavoratore, nella dichiarazione di disponibilità da rilasciare al centro per l’impiego, necessaria per il rilascio del certificato di disoccupazione storico, a certificare la sussistenza dei limiti sopra esposti, per poter permettere al suo futuro datore di lavoro di poter beneficiare dell’agevolazione.


 


Infine, lo stesso Ministero ha riconosciuto la possibilità di continuare ad usufruire dell’agevolazione, anche nel caso di un lavoratore assunto per alcuni mesi con la legge 407/90, successivamente dimesso e riassunto dallo stesso datore di lavoro. I benefici non possono però superare i 36 mesi dalla data della prima assunzione.


Febbraio 2006


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