Diritto all’indennità di maternità per disoccupate con requisiti ridotti

Il diritto all’indennità di maternità spetta anche alla lavoratrice disoccupata, in godimento della relativa indennità, il cui congedo di maternità inizia dopo sessanta 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (art. 24, comma 4, Dlgs n. 151/2001).   Indennità di disoccupazione con requisiti ridotti: In base alla legge n. 169/1991 per beneficiare dell’indennità di […]

Il diritto all’indennità di maternità spetta anche alla lavoratrice disoccupata, in godimento della relativa indennità, il cui congedo di maternità inizia dopo sessanta 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro (art. 24, comma 4, Dlgs n. 151/2001).


 


Indennità di disoccupazione con requisiti ridotti:


In base alla legge n. 169/1991 per beneficiare dell’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti i lavoratori interessati devono possedere i seguenti requisiti:



  1. almeno due  anni di assicurazione;

  2.  almeno 78 giorni di attività lavorativa nell’anno precedente la richiesta per cui siano stati versati contributi; i predetti 78 giorni sono comprensivi, oltre che delle giornate effettivamente lavorate, anche di quelle comunque retribuite e/o coperte da contribuzione obbligatoria quali festività, ferie, riposi ordinari e compensativi, periodi di maternità e malattia. Tale indennità non spetta in ipotesi di dimissioni volontarie del lavoratore interessato.

La domanda deve essere presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sono verificati periodi di disoccupazione con in allegato l’apposito modello compilato dal datore di lavoro.


 


Novità:


La circolare INPS del 10 gennaio 2005, n. 4, in applicazione di alcune sentenze della Cassazione (n. 12778 del 2 settembre 2003 e  n. 14846 del 4 ottobre 2003), rivede il  criterio in merito alla concessione del beneficio, e stabilisce che la conservazione del diritto all’indennità di maternità, iniziata dopo 60 giorni dalla fine del rapporto di lavoro, spetta anche nel caso in cui la lavoratrice abbia maturato il diritto all’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti. Tuttavia se il congedo di maternità ha inizio nell’anno successivo a quello di riferimento della prestazione di disoccupazione, non sarà riconoscibile l’indennità di maternità, stante l’impossibilità di identificare, in tali ipotesi, il godimento in atto dell’indennità di disoccupazione. Mentre nel caso in cui il congedo di maternità inizi nello stesso anno di riferimento della prestazione di disoccupazione potrà essere riconosciuta, al posto del suddetto trattamento di disoccupazione, l’indennità di maternità.


 


Giornate indennizzabili:


Al fine di stabilire quali siano le giornate per le quali la lavoratrice gode dell’indennità di disoccupazione occorre distinguere due ipotesi:



  1. per la lavoratrice che nell’anno di riferimento ha un solo rapporto di lavoro, le giornate potenzialmente indennizzabili, dal giorno della cessazione del rapporto fino al 31 dicembre dell’anno di riferimento, sono tutte quelle conteggiabili secondo il calendario comune, includendo anche le domeniche e i giorni festivi;

  2. per la lavoratrice che ha avuto nell’anno di riferimento più rapporti di lavoro, le giornate indennizzabili devono essere quantificate nel periodo di inattività tra un rapporto di lavoro e l’altro, e devono essere conteggiate a partire dal primo giorno di in occupazione successivo alla cessazione del rapporto di lavoro che, unitamente agli altri, ha consentito il raggiungimento dei 78 giorni di attività lavorativa.

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