Catasto: l’obbligato al pagamento dei tributi catastali è l’intestatario: non paga, quindi, il professionista. La prescrizione dell’accertamento dei tributi catastali scatta dopo i tre anni dal periodo del mancato pagamento


Nella circolare n. 12 del 6/12/2005 dell’Agenzia del Territorio sono contenute importanti precisazioni in merito alla responsabilità del corretto pagamento dei tributi dovuti per gli atti catastali di aggiornamento cartografico.


Tale soggettività passiva non ricade sul professionista incaricato dell’adempimento ma solo su colui che ha la titolarità dei diritti reali sui beni interessati dalle variazioni. E gli uffici finanziari possono richiedere, a pena di decadenza, i tributi catastali e le tasse ipotecarie entro tre anni dal momento della scadenza dei termini di versamento.


In pratica tale circolare ha chiarito che il responsabile per il pagamento dei tributi catastali dovuti per l’aggiornamento al catasto è il soggetto titolare dei diritti reali sui beni interessati dalle variazioni e non il professionista incaricato della presentazione dell’atto di aggiornamento, ai sensi dell’art. 5, D.P.R. n. 650/72.


Inoltre, per la richiesta dei tributi catastali e delle tasse ipotecarie da parte dell’Ufficio Erariale , in assenza di una disciplina specifica, si applica il termine di decadenza di tre anni, previsto dal Testo Unico dell’imposta di Registro (art. 76, D.P.R. n. 131/86).


L’Agenzia del Territorio avvia i primi processi di revisione del classamento degli immobili


Sempre in materia di Agenzia del territorio, con tre provvedimenti, tutti del 30 novembre 2005, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale 6 dicembre 2005, n. 284, la medesima Agenzia del Territorio, ha dato il via libera ai processi di revisione del classamento e delle rendite di immobili di proprietà privata, per i quali, secondo le indicazioni fornite dai Comuni, lo scarto fra valori catastali e valori di mercato risultava eccessivo, secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 335, Legge 30 dicembre 2004, n. 311.


In particolare, le istanze per l’avvio delle procedure di nuovo classamento erano state presentate dai Comuni di Milano, Ferrara e Casale Monferrato.


La revisione deriva da quanto previsto nella Finanziaria dell’anno scorso.


Infatti, la legge finanziaria 2005, nei commi 335-339 dell’articolo 1, stabilsice la revisione dei classamenti dei fabbricati, mediante due procedimenti diversi volti a conseguire una maggiore equità sul piano fiscale e a contrastare fenomeni di elusione e/o evasione fiscale.


STUDI DI SETTORE: I LAVORI DELLA COMMISSIONE DI ESPERTI SOTTO STRETTA SORVEGLIANZA LE IRREGOLARITÀ ECLATANTI


Il 6/12/2005, la Commissione degli esperti chiamati a decidere su numerose questioni relative agli studi di settore ha fissato i seguenti punti fermi:


– Sono stati definiti i nuovi indici di coerenza applicabili già a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2004 (tra cui cassa negativa, rapporto tra valori dei beni strumentali mobili e quote di ammortamento, ecc.);


– sono stati approvati 26 studi tra quelli revisionati e quello nuovo, che riguarda i laboratori di analisi cliniche e ambulatoriali (SG57U).


È stata inoltre proposta la proroga di almeno un anno del monitoraggio per i professionisti.


I nuovi indicatori per le imprese in contabilità“>contabilità ordinaria saranno contenuti in un provvedimento del Direttore delle Entrate


Non figura più la rotazione di magazzino mentre risultano confermati, per il periodo di imposta 2004 gli altri quattro indici già noti:


– Ammortamenti indicati in misura superiore al costo storico dei relativi beni;


– discordanza tra rimanenze finali e giacenze iniziali, analoga discordanza in caso di opere, forniture e servizi di durata ultrannuale e valore negativo della disponibilità di cassa a fine periodo.


 


gennaio 2006  


 

Vincenzo D’Andò


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