Programmazione fiscale per i titolari di reddito d’impresa ed esercenti arti e professioni cui si applicano gli studi di settore o i parametri per il periodo di imposta in corso al 1′ gennaio 2004 – FINANZIARIA 2006




Come primo impatto non pare tanto conveniente aderire a tale nuova forma di concordato fiscale preventivo, tuttavia nei confronti dei soggetti che per i quali non si applica la programmazione fiscale, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza programmeranno l’impiego di maggiore capacità operativa per l’attività di contrasto all’evasione


 


Dal Testo (della legge finanziaria 2006) reso noto il 15/12/2005 emerge la presenza del provvedimento relativo nei commi dal 507 al 528.


Viene introdotto, a partire dal 1.1.2006, l’istituto della programmazione fiscale alla quale possono accedere i titolari di reddito d’impresa e gli esercenti arti e professioni cui si applicano gli studi di settore o i parametri per il periodo di imposta in corso al 1.1.2004. L’accettazione della programmazione fiscale determina preventivamente, per un triennio (2006/2008), o fino alla chiusura della liquidazione, se di durata inferiore, per le società in liquidazione, la base imponibile caratteristica dell’attività svolta:


a) da assumere ai fini delle imposte sui redditi con una riduzione della imposizione fiscale e contributiva per la base imponibile eccedente quella programmata;


b) da assumere ai fini della IRAP.


Non sono ammessi alla programmazione fiscale i titolari di reddito d’impresa e gli esercenti arti e professioni:


a) per i quali sussistano cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore o dei parametri per il periodo di imposta in corso al 1o gennaio 2004;


b) che svolgono dal 1o gennaio 2005 una attività diversa da quella esercitata nell’anno 2004;
c) che hanno omesso di dichiarare il reddito derivante dall’attività svolta nel periodo d’imposta in corso al 1o gennaio 2004 o che hanno presentato per tale periodo d’imposta una dichiarazione dei redditi o IRAP con dati insufficienti per l’elaborazione della proposta;


d) che hanno omesso di presentare la dichiarazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per il periodo d’imposta 2004 o che hanno presentato per tale annualità una dichiarazione con dati insufficienti per l’elaborazione della proposta;


e) che hanno omesso di comunicare i dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore o dei parametri per il periodo di imposta in corso al 1o gennaio 2004.


La proposta individuale di programmazione fiscale è formulata sulla base di elaborazioni operate dall’anagrafe tributaria, tenendo conto delle risultanze dell’applicazione degli studi di settore e  dei parametri.


La programmazione fiscale si perfeziona, ferma restando la congruità dei ricavi o dei compensi alle risultanze degli studi di settore o dei parametri per ciascun periodo d’imposta, con l’accettazione di importi, proposti al contribuente dall’Agenzia delle entrate, che individuano per un triennio la base imponibile caratteristica dell’attività svolta, esclusi gli eventuali componenti positivi o negativi di reddito di carattere straordinario.


La notifica effettuata entro il 31 dicembre 2005 di processi verbali di constatazione con esito positivo, redatti a seguito di attività istruttorie (effettuate ai sensi degli articoli 33 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633), di avvisi di accertamento o rettifica, nonché di inviti al contraddittorio (di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218), ai fini delle imposte sui redditi, dell’imposta sul valore aggiunto o dell’IRAP, relativi al periodo d’imposta in corso al 1o gennaio 2004, comporta che la proposta sia formulata dall’Ufficio, su iniziativa del contribuente.


L’accettazione della proposta di programmazione fiscale è comunicata dal contribuente entro il 16 ottobre 2006; nel medesimo termine la proposta può essere altresì definita in contraddittorio con il competente ufficio dell’Agenzia delle entrate, anche con l’assistenza degli intermediari (di cui all’articolo 3, commi 2-bis e 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322), esclusivamente nel caso in cui il contribuente sia in grado di documentare la non correttezza dei dati contabili e strutturali presi a base per la formulazione della proposta.


 


Vantaggi (teorici, poiché possono essere poi contestati) per il contribuente


Per i periodi d’imposta oggetto di programmazione, relativamente alla base imponibile caratteristica d’impresa o di arti o professioni:


a) sono inibiti i poteri di accertamento analitico e induttivo (spettanti all’amministrazione finanziaria sulla base delle disposizioni di cui all’articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni);


b) per la parte dichiarata eccedente quella programmata, ferma restando l’aliquota del 23%, quelle marginali applicabili al reddito complessivo ai fini dell’IRPEF, nonché quella applicabile ai fini dell’IRES, sono ridotte di 4 punti percentuali;


c) i contributi previdenziali si applicano esclusivamente per la parte programmata, fatto salvo il minimale reddituale previsto ai fini contributivi; restano salve le prerogative degli enti previdenziali di diritto privato, nonché la facoltà di effettuare i versamenti su base volontaria;
d) l’IRAP si applica esclusivamente per la parte programmata.


Sono inibiti i poteri spettanti all’amministrazione finanziaria (in base alle disposizioni di cui agli articoli 54, secondo comma, secondo periodo, e 55, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni).


Condizioni


Per gli stessi periodi d’imposta, ai fini dell’IVA:


a) il contribuente deve assolvere ordinariamente a tutti gli obblighi formali e sostanziali (previsti dal DPR 26 ottobre 1972, n. 633): Deve cioè sempre fatturare e registrare nei libri contabili le operazioni;


b) all’ammontare degli eventuali maggiori ricavi o compensi da dichiarare rispetto a quelli risultanti dalle scritture contabili si applica, tenendo conto della esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali, l’aliquota media risultante dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume d’affari dichiarato;


In caso di divergenza tra gli importi risultanti dalle dichiarazioni e quelli oggetto di programmazione, da comunicare nella dichiarazione presentata ai fini delle imposte sui redditi, l’Agenzia delle entrate procede ad accertamento parziale in ragione del reddito oggetto della programmazione nonché, per l’imposta sul valore aggiunto, in ragione del volume d’affari corrispondente ai ricavi o compensi caratteristici a base della stessa, salve le ipotesi di documentati accadimenti straordinari e imprevedibili; in tale ultima ipotesi trova applicazione il procedimento di accertamento con adesione (previsto dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218). La disposizione si applica anche nel caso di mancato adeguamento alle risultanze degli studi di settore o dei parametri.


Vantaggi revocati


L’inibizione dei poteri di accertamento non opera qualora il reddito dichiarato differisca da quanto effettivamente conseguito, non siano adempiuti gli obblighi sostanziali ovvero il contribuente non abbia tenuto regolarmente le scritture contabili ai fini delle imposte sui redditi; vi è comunque una tolleranza se il reddito effettivamente conseguito non eccede di oltre il 10% di quello dichiarato.


L’inibizione dei poteri di accertamento non opera qualora siano constatate condotte che integrano reati penali (le fattispecie di cui agli articoli da 2 a 5, 8, 10 e 11 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74).


Le disposizioni restrittive non operano qualora la difformità dei dati ed elementi siano di scarsa entità tale da determinare una variazione degli importi proposti nei limiti del 5% degli stessi, fermo restando la maggiore imposta comunque dovuta nonché i relativi interessi.


Nel caso in cui l’attività effettivamente esercitata vari nel corso del triennio, l’istituto della programmazione fiscale cessa di avere effetto dal periodo d’imposta nel corso del quale si è verificata la variazione.


Rinvio ad appositi regolamenti


Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di natura non regolamentare, verranno individuate singole categorie di contribuenti nei cui riguardi progressivamente, nel corso del triennio, decorre l’applicazione della programmazione fiscale e, conseguentemente, vengono rideterminati i periodi d’imposta, per i contribuenti nei cui confronti la programmazione fiscale opera a decorrere da periodi d’imposta diversi da quelli previsti dal provvedimento.


Inoltre, sempre con decreto, di natura non regolamentare, sono approvate le note metodologiche per la formulazione della proposta.


Verranno pure le modalità di invio delle proposte, anche in via telematica, direttamente al contribuente ovvero per il tramite degli intermediari, nonché le modalità di adesione.
Concordato per gli anni 2003 e 2004


Ai contribuenti destinatari delle proposte di programmazione, l’Agenzia delle entrate formula altresì una proposta di adeguamento dei redditi di impresa e di lavoro autonomo, nonché della base imponibile dell’IRAP, relativi ai periodi di imposta 2003 e 2004, per i quali le dichiarazioni sono state presentate entro il 31 ottobre 2005, sulla base di maggiori ricavi o compensi determinati a seguito di elaborazioni effettuate dall’anagrafe tributaria.


A tali importi, si applica, per le società di capitali che non hanno optato per il regime della trasparenza fiscale, una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’IRAP, del 28% e per le altre tipologie di soggetti del 23%.


L’accettazione delle proposte comporta il pagamento dell’IVA determinata applicando all’ammontare dei maggiori ricavi o compensi, tenuto conto della esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali, l’aliquota media risultante dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume d’affari dichiarato.


L’adeguamento, consentito ai contribuenti che si avvalgono della programmazione fiscale, si perfeziona con il versamento, entro il 16 ottobre del primo anno di applicazione dell’istituto, degli importi suddetti. Per ciascun periodo d’imposta, gli importi calcolati a titolo di maggiore ricavo o compenso non possono essere inferiori a 3.000 euro per le società di capitali e 1.500 euro per gli altri soggetti. Sulle maggiori imposte non si applicano sanzioni ed interessi.


Qualora gli importi da versare complessivamente per l’adeguamento eccedano la somma di 10.000 euro per le società di capitali e 5.000 euro per gli altri soggetti, il 50% dell’importo eccedente può essere versato entro il successivo 16 dicembre, maggiorato degli interessi legali a decorrere dal giorno successivo. L’omesso versamento nei termini indicati nel periodo precedente non determina l’inefficacia della definizione; per il recupero delle somme non corrisposte alle predette scadenze si procede all’iscrizione a ruolo, a titolo definitivo, nonché alla notifica delle relative cartelle entro il 31 dicembre del secondo anno successivo al termine del versamento, ed è dovuta una sanzione pari al 30 per cento delle somme non versate, ridotta alla metà in caso di versamento eseguito entro i 30 giorni successivi alle rispettive scadenze, e gli interessi legali. Non è applicabile l’istituto del ravvedimento operoso.


L’accettazione della proposta di adeguamento esclude la rilevanza a qualsiasi effetto delle eventuali perdite risultanti dalla dichiarazione. È pertanto escluso e, comunque, inefficace il riporto a nuovo delle predette perdite. È altresì escluso il riporto al periodo d’imposta successivo del credito d’imposta sul valore aggiunto risultante dalle dichiarazioni  relative ai periodi d’imposta oggetto di definizione, nonché il rimborso risultante dalle medesime dichiarazioni.


La notifica effettuata entro il 31 dicembre antecedente il primo anno di applicazione dell’istituto, di processi verbali di constatazione con esito positivo, redatti a seguito di attività istruttorie, di avvisi di accertamento o rettifica, nonché di inviti al contraddittorio, ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA ovvero dell’IRAP, relativi ai suddetti periodi d’imposta, comporta l’integrale applicabilità delle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 218/1997.


Sono esclusi dall’istituto i soggetti:


a) per i quali sussistano cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore o dei parametri per i suddetti periodi di imposta;


b) che non erano in attività in uno dei periodi di imposta;


c) che hanno omesso di dichiarare il reddito derivante dall’attività svolta nei periodi d’imposta oggetto di definizione o che hanno presentato per tali periodi d’imposta una dichiarazione dei redditi ed IRAP con dati insufficienti per l’elaborazione della proposta;


d) che hanno omesso di presentare la dichiarazione ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per le annualità d’imposta oggetto di definizione o che hanno presentato per tali annualità una dichiarazione con dati insufficienti per l’elaborazione della proposta;
e) che hanno omesso di comunicare i dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore o dei parametri per i periodi di imposta;


f) nei cui confronti sono state constatate, entro il 31 dicembre antecedente il primo anno di applicazione dell’istituto, per i periodi di imposta di e per le annualità di imposta 2003 e 2004 ai fini IVA, condotte che integrano i reati penali (le fattispecie di cui agli articoli da 2 a 5, 8, 10 e 11 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74).


Sono abrogate le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 387 a 398, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.


I contribuenti che si avvalgono dell’istituto della programmazione fiscale effettuano i versamenti in acconto ai fini delle imposte sui redditi, dell’IVA e dell’IRAP in base alle imposte dovute per il medesimo periodo d’imposta tenendo conto della maggiore base imponibile derivante dalla programmazione medesima.


Infine, l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza programmeranno l’impiego di maggiore capacità operativa per l’attività di contrasto all’evasione nei confronti dei soggetti per i quali non trova applicazione la programmazione fiscale.


 


15 DICEMBRE 2005  


 


 


VINCENZO D’ANDO’


 


 


 


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