Premio per la concentrazione di imprese: e’ possibile presentare la domanda di ammissione al credito di imposta del 50% sulle spese di consulenza (pareri e perizie) a partire dal 14/12/2005


 


Premessa


L’Agenzia delle Entrate ha reso noto la propria circolare n. 53 del 13/12/2005 relativa al premio di concentrazione di imprese che è annoverabile tra gli aiuti di Stato alle imprese.


Vediamone di seguito i chiarimenti salienti:


Il c.d. “decreto competitività” (D.L. n. 35/2005, convertito in L. n. 80/2005) ha concesso un contributo nella forma di credito d’imposta alle imprese rientranti nella definizione comunitaria di microimprese, di piccole e di medie imprese che si concentrano nel periodo compreso tra il 17/03/2005 e il 17/03/2007 nella misura del 50% delle spese sostenute per studi e consulenze inerenti all’operazione di concentrazione ed è subordinato al ricorrere di determinate condizioni.


Ambito soggettivo


Riguardo l’ambito soggettivo, il contributo spetta alle imprese risultanti dai processi di concentrazione o di aggregazione rientranti nella definizione comunitaria di microimprese, di piccole imprese e di medie imprese.


Pertanto, possono fruire della agevolazione i seguenti soggetti:


– persone fisiche esercenti attività commerciale ancorché gestita in forma di impresa familiare, comprese le aziende coniugali;


– società in nome collettivo e in accomandita semplice;


– società di armamento;


– società di fatto che abbiano per oggetto l’esercizio di attività commerciale;


– consorzi tra imprese;


– società a responsabilità limitata, per azioni e in accomandita per azioni;


– società cooperative e di mutua assicurazione;


– enti pubblici e privati, diversi dalle società, aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di un’attività commerciale;


– enti pubblici e privati, diversi dalle società, non aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di un’attività commerciale, con riguardo all’attività commerciale esercitata;


– società, enti e persone fisiche non residenti nel territorio dello Stato, con riguardo alle stabili organizzazioni situate nel territorio stesso.


Individuazione della dimensione aziendale


Secondo le norme UE (Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003), la categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (Pmi), comprende le imprese:


– che occupano meno di 250 persone;


– e il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.


Nell’ambito di tale più ampia categoria delle Pmi, si definisce:


“piccola”, una impresa che:


– occupa meno di 50 persone;


– e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.


“microimpresa”, un’impresa che:


– occupa meno di 10 persone;


– e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro.


Concentrazione o di aggregazione


Costituiscono, peraltro, forme di concentrazione:


– la costituzione di società da parte di due o più imprenditori con conferimento delle rispettive aziende;


– il conferimento di azienda in una società preesistente;


– l’incorporazione in una società beneficiaria preesistente di un ramo d’azienda della società scissa;


– l’acquisto di azienda da parte di imprese preesistenti.


– l’acquisto di partecipazioni di controllo da parte imprese preesistenti.


Il processo di concentrazione si può concludere sia con la nascita di un soggetto giuridico diverso dalle imprese partecipanti, sia con aggregazioni d’imprese che, pur realizzando forme di cooperazione e di controllo tra le stesse, non danno luogo alla costituzione di un nuovo soggetto giuridico.


Condizioni


Queste le condizioni per ottenere il premio di concentrazione:


L’avvio delle operazioni di concentrazione deve risultare da fatti o atti oggettivamente riscontrabili, posti in essere a partire dal 17 marzo 2005, data di entrata in vigore dell’articolo 9 del D.L. n. 35/2005.


La data di ultimazione del processo di concentrazione deve essere individuata con riguardo alla data di produzione degli effetti civili in base alle disposizioni di legge applicabili allo specifico processo di concentrazione posto in essere dalle imprese partecipanti.


Ad esempio, riguardo le ipotesi di fusione il momento di ultimazione coincide con la data in cui viene eseguita l’ultima delle iscrizioni nel registro delle imprese dell’atto di fusione previste dall’articolo 2504 del codice civile. Nella particolare ipotesi di fusione per incorporazione in cui, ai sensi dell’art. 2504-bis del codice civile, viene fissata una data di effetto successiva, è a quest’ultima che occorre fare riferimento per individuare la data di ultimazione del processo di concentrazione.


Qualora la concentrazione abbia luogo nella forma consortile o mediante altre forme contrattuali, la conclusione dell’operazione coincide, in via generale, con la data in cui la costituzione del consorzio o gli altri atti si intendono perfezionate ai fini civilistici.


La data di ultimazione dello specifico processo di concentrazione si deve collocare nel periodo compreso tra il 17 marzo 2005 (data di entrata in vigore del decreto) ed il 17 marzo 2007 (termine dei ventiquattro mesi successivi.


Le imprese che prendono parte al processo di concentrazione o di aggregazione, comunque operato, devono rientrare nella definizione di microimprese e di piccole imprese di cui alla predetta raccomandazione n. 2003/361/CE.


Tutte le imprese (microimprese e piccole imprese) che partecipano al processo di concentrazione o di aggregazione devono avere esercitato attività omogenee nei due periodi d’imposta precedenti alla data in cui è ultimato il predetto processo ed essere residenti in Stati membri dell’Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo.


Sono considerate omogenee:


– le attività contraddistinte dal medesimo codice attività, in base alla codifica Atecofin 2004;


– le attività contraddistinte da codici attività compresi nel medesimo studio di settore;


– le attività riconducibili alla medesima filiera produttiva; si tratta delle attività in cui si articola un medesimo processo produttivo volto alla trasformazione di determinati fattori della produzione in un prodotto finito, come indicato dalla circolare n. 20/E del 10 maggio 2005 in relazione alla cd. “Tecno-Tremonti”;


– le attività complementari ai fini del compimento di un’attività imprenditoriale rilevante.


Per accedere al contributo, tra le imprese (microimprese e piccole imprese) interessate al processo di concentrazione non deve sussistere il rapporto di controllo di cui all’art. 2359 del codice civile ovvero un controllo diretto o indiretto da parte di una stessa persona fisica (o dai familiari).


Ed anche se ricorrono tali condizioni, il contributo all’impresa “risultante” potrà anche essere negato a causa dell’esaurimento dei fondi stanziati in bilancio.


Causa di decadenza


Sulle cause di decadenza, la circolare evidenzia che il premio di concentrazione spetta a condizione che la concentrazione o l’aggregazione abbia durata almeno pari a tre anni. L’eventuale rilascio del contributo, ove la concentrazione o aggregazione abbia avuto una durata inferiore a tale periodo, comporterà il recupero del premio utilizzato.


Spese agevolabili


Le spese che consentono di fruire del credito d’imposta sono quelle effettivamente sostenute per l’acquisizione di prestazioni di studi e consulenze direttamente ed univocamente connesse al solo processo di concentrazione o di aggregazione; non vi rientrano i costi di studi e consulenze che sarebbero stati comunque sostenuti dall’impresa anche in assenza del processo di concentrazione o di aggregazione.


Sono agevolabili, ad esempio, le spese sostenute per studi e consulenze di carattere legale o contabile (quali i pareri e le perizie) richieste ai fini della valutazione della fattibilità e/o della convenienza dell’operazione di concentrazione.


Non sono agevolabili le spese sostenute per prestazioni diverse da quelle rese a titolo di studi e consulenze, come nel caso della gestione amministrativa delle pratiche relative all’operazione di concentrazione.


Altresì, le prestazioni devono essere fornite da “consulenti esterni” alle imprese partecipanti al processo di concentrazione. Non è consentito, quindi, fruire dell’agevolazione per le spese sostenute per studi o consulenze effettuati da altre società partecipanti al medesimo processo di concentrazione.


Le spese possono usufruire di agevolazione solo se inerenti all’attività e deducibili dal reddito d’impresa dei soggetti partecipanti. A titolo di esempio, si considerano non agevolabili le spese rientranti nell’ambito di applicazione dell’articolo 60 del TUIR riguardante i compensi per l’opera prestata dall’imprenditore e da taluni familiari.


L’articolo 9 del D.L. n. 35/2005 non circoscrive l’ambito temporale entro cui dette spese per studi e consulenze devono essere sostenute. A tal fine, sono ritenute agevolabili le sole spese sostenute dalle imprese partecipanti entro la data di ultimazione del processo stesso, avuto riguardo agli effetti civili.


La data di sostenimento delle spese per studi e consulenze è individuata applicando le disposizioni dell’articolo 109, comma 2 del TUIR.


Importo massimo dell’aiuto


L’importo del premio di concentrazione, fruibile come credito di imposta, è pari al 50% delle spese sostenute riguardanti gli studi e le consulenze.


Il totale dei costi ammissibili dell’intero progetto non deve superare i 25 milioni di euro oppure  l’importo totale lordo dell’aiuto non deve superare i 15 milioni di euro.


Cumulo di aiuti


i beneficiari della suddetta agevolazione non possono fruire di ulteriori aiuti di Stato o di altre misure di sostegno comunitario in relazione alle medesime spese per studi e consulenze previste dall’articolo 9 del d.l. n. 35/2005.


Presentazione istanza


Per godere del contributo, l’impresa concentrataria (quella risultante dalla concentrazione o dall’aggregazione) deve inoltrare un’apposita istanza in via telematica al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle entrate, che ne rilascia, in via telematica e con procedura automatizzata, certificazione della data di avvenuta presentazione.


L’istanza può essere presentata dopo che le imprese interessate siano in possesso di tutti i requisiti prescritti dalla legge ai fini della fruizione del beneficio in argomento, ivi compresa l’iscrizione della concentrazione nel registro delle imprese.


L’istanza per l’attribuzione del credito di imposta deve essere prodotta su modello ICC approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 11 novembre 2005 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie generale n. 265 del 14 novembre 2005 (disponibile gratuitamente in formato elettronico sul sito Internet dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it).


Indi, la trasmissione in via telematica dell’istanza si effettua con le stesse modalità previste per la presentazione delle dichiarazioni (art. 3 del D.P.R. n. 322 del 1998).


L’istanza può essere presentata, relativamente all’anno 2005, a partire dal 14 dicembre 2005 (trentesimo giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del provvedimento di approvazione); per gli anni successivi, a partire dal 10 gennaio di ciascun anno.


Dopodichè l’Agenzia delle entrate esaminerà le istanze secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino ad esaurimento dei fondi stanziati e comunicherà, in via telematica, entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, l’eventuale  diniego del contributo per carenza dei presupposti desumibili dall’istanza, o per l’esaurimento dei fondi stanziati.


Utilizzo e revoca del credito d’imposta


Il credito d’imposta può essere utilizzato solo dopo che sia stato comunicato il riconoscimento del medesimo da parte del Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate.


Il credito d’imposta non può essere chiesto a rimborso, e va utilizzato esclusivamente in compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.


Inoltre, il credito d’imposta non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, né deve essere computato ai fini del rapporto di cui all’articolo 96 del TUIR per la determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal reddito d’impresa.


In sede di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria, le imprese che, eventualmente, avessero indebitamente beneficiato del credito dovranno versare le maggiori imposte dovute, nonché gli interessi e le sanzioni.


Il diritto al credito d’imposta non cessa per effetto di successive variazioni dimensionali delle imprese interessate, dovute ad eventi fisiologici, come l’aumento o diminuzione del fatturato e del numero degli occupati, derivanti dall’attività imprenditoriale svolta in forma concentrata o aggregata.


Norma antielusiva


Infine, è possibile applicare la norma di cui all’articolo 37-bis del D.P.R. n. 60071973 per disconoscere i vantaggi tributari derivanti da operazioni di concentrazione compiute in assenza di valide ragioni economiche e con il solo fine di beneficiare del credito d’imposta in esame.


 


DICEMBRE 2005   


 


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