Come gestire i fondi tassati inseriti nel perimetro di rami di aziende oggetto di cessione



E’ prassi in talune cessioni di rami di aziende (o di aziende intere) il verificarsi della particolare condizione dell’inserimento nel perimetro del ramo di fondi tassati.


In tale evienza, va segnalato l’orientamento espresso dall’Associazione Dottori Commercialisti di Milano (Cfr. la norma di comportamento 148) che si ritiene condivisibile nonostante il contrastante parere dell’Amministrazione finanziaria (Cfr. C.M. 18 settembre 2000, n. 142/E).


L’ADC Milano, esaminando la fattispecie del conferimento di azienda – operazione societaria a titolo derivativo tributariamente analoga alla cessione di azienda (Cfr. l’art.9 comma 5 del DPR 917/86) – ha precisato che, in presenza di fondi per rischi ed oneri fiscalmente non dedotti, la cedente dovrà operare una variazione in diminuzione in dichiarazione dei redditi, che andrà a ridurre la plusvalenza imponibile derivante dalla cessione.


Ciò in quanto, per effetto della cessione a titolo oneroso, i rischi e gli oneri previsti in sede di svalutazione delle attività o accantonamento dei fondi rischi assumono carattere di “passività certe”, in quanto “realizzate”, appunto, al momento della cessione.


Per la cessionaria, i medesimi fondi sono fiscalmente “riconosciuti” (come se fossero fondi dedotti) essendo essi una specifica componente del corrispettivo dell’azienda acquisita. Ne consegue che, quando i predetti fondi verranno utilizzati per coprire passività subite o annullati per esuberanza, non comporteranno alcuna variazione in diminuzione da operare nella dichiarazione dei redditi della cessionaria.


Va da sé, dunque, che l’eventuale credito per imposte anticipate eventualmente stanziato in riferimento al fondo tassato inserito nel perimetro dell’azienda ceduta deve rimanere nella sfera patrimoniale del cedente e non deve essere trasferito al cessionario, perché sarà il primo soggetto e non il secondo ad avere diritto alla variazione in diminuzione del reddito.


Ove, invece, detto fondo venga trasferito al cessionario, si realizzerebbe per quest’ultimo l’anomala condizione di avere un tax asset per il quale non si realizzerebbe mai il presupposto del suo assorbimento (perché – come visto – l’utilizzo o l’assorbimento del fondo tassato non determinerebbe per il cessionario una variazione in diminuzione del reddito imponibile), con la conseguenza che si renderebbe necessario il suo addebito al Conto Economico.


 


 


novembre 2005

a cura Dott. Giovanni Mocci


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