ARBITRATO: una possibile alternativa per evitare un processo di giustizia ordinaria

a cura del Dott. Fabrizio Fava   info@favaconsulting.net   Una alternativa al processo è l’arbitrato, ed il legislatore consapevole della efficacia delle soluzioni alternative, ha valorizzato arbitrato e conciliazione. Abbiamo già parlato in precedenza della conciliazione come mezzo efficace per la risoluzione di conflitti tralasciando l’arbitrato che a differenza del primo, rende efficace una decisione. I tipi di […]

cura del Dott. Fabrizio Fava  


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Una alternativa al processo è l’arbitrato, ed il legislatore consapevole della efficacia delle soluzioni alternative, ha valorizzato arbitrato e conciliazione.


Abbiamo già parlato in precedenza della conciliazione come mezzo efficace per la risoluzione di conflitti tralasciando l’arbitrato che a differenza del primo, rende efficace una decisione.


I tipi di arbitrato sono essenzialmente due :


 


1) arbitrato rituale;


2) arbitrato irrituale.


 


Il primo è rivolto alla soluzione di controversie con poteri ed obblighi della giurisdizione ordinaria ai sensi degli articoli da 806/831 del codice di procedura civile per l’arbitrato nazionale e degli articoli 832/840 per quello internazionale, mentre il secondo è diretto all’assunzione di decisioni aventi efficacia negoziale fra le parti.


 


L’arbitrato internazionale avviene nel caso in cui alla sottoscrizione della clausola compromissoria almeno una delle parti risieda all’estero ed in assenza di diverso accordo la lingua adottata sarà quella determinata dagli arbitri; in genere viene escluso il ricorso all’arbitrato irrituale.


 


Secondo il regolamento di procedura dell’arbitrato nazionale:


       Si procede ad arbitrato rituale nel caso in cui le parti lo abbiano previsto espressamente  nella convenzione arbitrale ovvero nel caso in cui le parti abbiano fatto riferimento alla Camera Arbitrale prescelta senza specifiche indicazioni; in questi casi il procedimento si conclude con la pronunzia di un lodo che sia idoneo ad avere efficacia esecutiva ai sensi dell’art. 825, commi 2 e 3 del codice di procedura civile.


 


       Si procede ad arbitrato irrituale (ovvero libero),


soltanto se la volontà delle parti viene espressa in tal senso.


 


 


E’ bene precisare che nel caso in cui non si riesca a pervenire ad un’univoca e certa interpretazione della volontà delle parti, è da ritenersi che la convenzione contenga una previsione di arbitrato libero(irrituale) e qualora nell’accordo compromissorio sia incompleto o addirittura manchi il riferimento alla Camera Arbitrale la domanda può essere ugualmente presentata e ad essa si da seguito soltanto se ambedue le parti(entro il termine fissato dal Segretario) sottoscrivono una convenzione integrativa arbitrale.


 


LE FASI INIZIALI PER LE PARTI:


 


a)      La parte che intende promuovere un procedimento di arbitrato(sia esso rituale che irrituale) deve notificare alla controparte una domanda contenente gli elementi essenziali (nome e cognome ovvero della denominazione o ragione sociale delle parti, i dati dell’eventuale difensore, l’esposizione dei fatti, l’indicazione del tipo di arbitrato e del tipo di pronuncia, la nomina dell’arbitro o le indicazioni necessarie per sceglierlo, l’indicazione delle prove richieste); la notifica deve essere fatta nelle forme degli atti processuali civili.


Si consiglia di utilizzare i moduli e le spiegazioni rinvenibili presso le Camere di Commercio.


 


b)      Entro 10 giorni dalla notifica si deposita la domanda


presso la Segreteria della Camera Arbitrale allegando la copia della domanda completa della relazione di notifica, l’atto contenente la clausola compromissoria ed ogni altro documento ritenuto utile per la decisione della controversia; con il deposito della domanda la parte versa i diritti di registrazione.


 


c)      Il convenuto entro 20 giorni dal ricevimento della


Domanda deve notificare alla controparte una memoria di risposta contenente i propri dati e dell’eventuale difensore, l’esposizione delle difese e le eventuali domande riconvenzionali, l’indicazione anche sommaria del valore economico della controversia,la nomina dell’arbitro o le indicazioni necessarie per sceglierlo, l’indicazione del tipo di arbitrato che si richiede(rituale o irrituale) e del tipo di pronuncia (secondo equità o diritto), l’indicazione delle prove richieste.


 


d)      Entro 10 giorni dalla notifica la memoria va deposita-


ta presso la Segreteria della Camera Arbitrale con la relativa documentazione.


 


Al momento del deposito della risposta, la parte deve saldare i diritti di registrazione e se la parte convenuta non presenta la memoria di risposta per avendone ricevuto la notifica della domanda, il procedimento prosegue ugualmente anche in sua assenza; nel caso in cui la memoria di risposta contenga una domanda riconvenzionale, entro 15 giorni dal ricevimento, la parte attrice ha facoltà di depositare in Segreteria una replica.


 


 


LE FASI SUCCESSIVE :


 


Nominato l’arbitro unico o il collegio arbitrale( e sempre che l’incarico sia stato accettato), la Segreteria trasmette copia degli atti e dei documenti prodotti dalle parti; entro 5 giorni dal ricevimento, l’arbitro fissa  la prima udienza disponendo la comparizione delle parti ed un tentativo di conciliazione, prevedendo tuttavia nel caso di mancata conciliazione i termini per la presentazione di documenti e memorie per l’eventuale replica.


 


L’arbitro ha facoltà di nominare consulenti tecnici e può procedere all’assunzione di mezzi di prova su richiesta di parte ed anche d’ufficio nel caso di arbitrato irrituale, e le prove testimoniali possono essere rese sia oralmente che in forma scritta.


 


Le udienze vengono fissate comunicandone le date con un congruo preavviso e ad ogni udienza partecipa il Segretario della Camera Arbitrale o funzionario delegato, con funzione di verbalizzante ed il verbale redatto viene sottoscritto dai presenti e depositato in Segreteria anche al fine di fornirne le copie su richiesta delle parti.


 


Una volta chiusa l’istruttoria, l’arbitro può invitare le parti a presentare ulteriori memorie scritte oppure fissa l’udienza per la discussione orale e nel caso in cui le parti giungano ad una transazione l’arbitro redige un verbale sottoscritto anche dalle parti, ove viene esonerato dall’obbligo di pronunciare il lodo.


 


LA FASE FINALE:


 


Entro 180 giorni dall’accettazione dell’ultimo arbitro(nel caso di collegio arbitrale) deve essere depositato presso la Segreteria il lodo e questa provvede a darne immediata comunicazione alle parti che verseranno quindi a saldo i diritti amministrativi e le spese del procedimento.


 


Il lodo che rappresenta la decisione finale, può anche essere parziale, nel caso in cui per motivi ben specificati l’arbitro ritenga di poter decidere soltanto su alcuni punti della controversia.


 


 


I tempi necessari per la risoluzione della controversia di gran lunga inferiori a quelli della giustizia ordinaria, ed il costo complessivo della procedura che è soggetto a specifiche tariffe decisamente contenute, rendono l’arbitrato la soluzione ai problemi legati ai procedimenti ordinari.


 


 


novembre 2005

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