MISURE DI CONTRASTO ALL’EVASIONE FISCALE E DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA TRIBUTARIA E FINANZIARIE (D.L. 30/09/2005 n. 203 pubblicato in G.U. n. 230 DEL 03/10/2005: il testo è già in vigore dal 4/10/2005)



Queste di seguito sono le novità salienti, per un provvedimento (D.L. n. 203 del 30/09/2005) che è già in vigore dal 4/10/2005. Si tratta delle modifiche che riguardano principalmente le norme tributarie, per poi arrivare a quelle sanitarie e previdenziali.


Partecipazione dei comuni al contrasto all’evasione fiscale (art. 1)


Per potenziare l’azione di contrasto all’evasione fiscale i comuni hanno diritto ad una quota di partecipazione sull’accertamento fiscale in misura del 30% delle somme riscosse a titolo definitivo dei tributi statali.


Entro i prossimi 45 giorni  (dal 4/10/05) il direttore dell’Agenzia delle entrate, con provvedimento, stabilirà  le modalità tecniche di accesso alle banche dati e di trasmissione ai comuni, anche in via telematica, di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti residenti, nonché quelle della partecipazione dei comuni all’accertamento fiscale.


Norme in materia di rafforzamento e di funzionamento dell’Agenzia (art. 2)


L’ufficio può provvedere, anche prima della presentazione della dichiarazione annuale, a controllare la tempestiva effettuazione dei versamenti dell’imposta”, nell’ipotesi in cui si ravvisi un pericolo per la riscossione.


Ciò con le modifiche all’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972


Per potenziare l’azione di contrasto all’evasione fiscale, l’Agenzia delle Dogane, in attesa delle autorizzazioni alle assunzioni a tempo indeterminato, si potrà avvalere di personale assunto con contratto di formazione e lavoro.


Inoltre, per potenziare l’azione di contrasto all’evasione fiscale sono autorizzati stanziamenti di spesa per l’assunzione di personale dell’amministrazione dell’economia e delle finanze e del personale della Guardia di Finanza.


In particolare, la G.D.F. dovrà sviluppare, nel triennio 2005-2007, “appositi piani di intervento” finalizzati al contrasto dell’economia sommersa e delle frodi fiscali, oltre all’ordinaria attività ispettiva, con un controllo economico mirato e costante sul territorio nazionale.


Con la modifica all’art. 36-bis del D.P.R. 600/1973 e all’art. 2 del D.Lgs. n. 462/1997, si stabilisce che se vi è “pericolo per la riscossione”, l’Ufficio può eseguire controlli, anche prima della presentazione della dichiarazione annuale, sull’effettuazione dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta”.


Disposizioni in materia di servizio nazionale della riscossione (art. 3)


Viene prevista la cessazione, a partire dal 1° ottobre 2006, del sistema di affidamento in concessione del Servizio nazionale della riscossione. Tale funzione verrà attribuita all’Agenzia delle entrate che la eserciterà per il tramite della Riscossione S.p.A.”. La nuova società per azioni prevede la creazione di un consiglio di amministrazione, la cui maggioranza è composta da dirigenti di vertice dell’Agenzia delle entrate e dell’INPS, mentre il presidente del collegio sindacale viene scelto tra i membri della Corte dei conti. Tra le funzioni ad essa assegnate, la Riscossione S.p.A. svolgerà non solo l’attività di riscossione mediante ruolo ma potrà anche occuparsi di riscossione spontanea, liquidazione e accertamento delle entrate degli enti pubblici, anche territoriali, nonché le attività strumentali a quelle dell’Agenzia delle entrate. Per l’esercizio di dette attività sono previste, tra l’altro, forme di collaborazione con la Guardia di finanza, secondo modalità da definirsi con decreto del ministero dell’economia e delle finanze. Sull’attività di riscossione esercitata, secondo la nuova disciplina, il Governo riferirà annualmente al Parlamento.


Infine, l’articolo contiene delle modifiche al D.P.R. 602/1973, tra cui l’introduzione del pignoramento del quinto dello stipendio, che il datore del lavoro pagherà direttamente al concessionario della riscossione, nonché la misura fissa di 10 euro per l’imposta di registro sui trasferimenti coattivi di beni immobili.


Plusvalenze finanziarie delle società (art. 5)


Viene limitata la disciplina della participation exemption (pex) contenuta nel testo unico sull’imposta sui redditi (DPR n. 917/1986). In particolare, l’esenzione totale delle plusvalenze viene ridotta al 95% (e non più al 100% come previsto dall’attuale normativa). Per conseguenza la plusvalenza concorre al reddito per il 5%. Adesso si pagherà in più un’imposizione dell’1,65% (33% del 5%) che è simile a quella prevista sui dividenti.


Inoltre, si stabilisce, ai fini dell’utilizzo della pex, che la partecipazione deve essere detenuta ininterrottamente per 18 mesi (e non più 12 mesi). L’allungamento a 18 mesi del periodo minimo di possesso riguarda solo le plusvalenze.


Viene predisposto l’allungamento del periodo transitorio che passa da due a quattro anni. L’attuale art. 4, comma 1, lett. c), del D.Lgs. 344/03 prevede che non rientrano nell’esenzione (di cui agli artt. 58 e 87 del T.U.I.R.), le plusvalenze relative ad azioni o quote realizzate entro il periodo di tutela (due esercizi solari a partire dal 2003), fino a concorrenza delle svalutazioni dedotte in precedenza. Adesso, il Decreto eleva a quattro i periodi di imposta (partendo dal 2003).


Banche ed assicurazioni (Art. 6)


Riguardo l’Irap, per le imprese d’assicurazione, viene stabilito che, ai fini della determinazione del valore della produzione netta, non si tiene conto delle svalutazioni, delle riprese di valore e degli accantonamenti effettuati in base all’art. 16 comma 9 del D.Lgs. 173/1997.


Riguardo la determinazione del reddito delle imprese di assicurazione viene modificato il comma 3 dell’art. 111 del T.U.I.R., disponendo che la variazione della riserva relativa ai contratti di assicurazione del ramo danni, per la parte riferibile alla componente di lungo periodo, è deducibile nell’esercizio nella misura pari al 60%, e non più del 90%, dell’importo iscritto in bilancio. Inoltre, con la modifica all’articolo 106, comma 3 del T.U.I.R., il limite di deducibilità delle svalutazioni per enti creditizi e finanziari scende allo 0,40% dei crediti (in precedenza era dello 0,60%).


Spese di manutenzione degli immobili di proprietà delle imprese (Art. 7)


Al fine di riformare le modalità di determinazione del reddito imponibile per i fabbricati abitativi di proprietà delle imprese concessi in locazione, viene modificato il T.U.I.R., mediante l’aggiunta di un nuovo periodo all’articolo 90, comma 1.


Così facendo, adesso si dispone che qualora il canone risultante dal contratto di locazione,  ridotto, fino al 15% del canone medesimo, dell’importo di determinate spese (quali spese di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia), risulti maggiore al reddito medio ordinario dell’unità immobiliare, il reddito viene determinato in misura pari a quella del canone di locazione al netto della suddetta riduzione. Inoltre, il comma 1, lettera b), dell’articolo 7 del D.L. 203/2005, introduce una neo norma per gli enti non commerciali.


A tal fine, si prevede che le suddette disposizioni (contenute nell’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 90 del T.U.I.R.), si applicano anche agli immobili locati non relativi all’impresa posseduti da enti non commerciali. In pratica, la regola maggiormente restrittiva che prevede l’abbattimento dei canoni di locazione degli immobili locati in misura pari alle spese per interventi ordinari, nei limiti comunque del 15 per cento dei canoni stessi, si applica sugli immobili non relativi all’impresa, cioè sui beni immobili locati facenti parte dell’attività istituzionale dell’ente non commerciale. Come è noto per attività istituzionale si intende quella non commerciale, esercitata senza fine di lucro, nell’adempimento dei fini statutari dell’ente stesso.


La presente disposizione viene applicata anche al reddito relativo ai fabbricati locati non relativi all’impresa.


La situazione diviene, quindi, penalizzante per i contribuenti, tranne nel caso in cui le rendite catastali siano superiori al canone di locazione ridotto. In pratica, se le spese di manutenzione effettivamente sostenute sono superiori al 15% del canone annuo la deducibilità massima rimane quella prevista attualmente (deduzione entro il limite massimo del 15%). Se, viceversa, le spese di manutenzione effettivamente sostenute sono inferiori al 15% del canone annuo, viene ora consentito dedurre soltanto  l’importo delle spese effettivamente sostenute (che quindi risultano minime) e non più la più ampia, in tale seconda ipotesi, misura prevista dalla percentuale a forfait.


Compensazioni alle imprese che conferiscono il T.F.R. a forme pensionistiche complementari (Art. 8)


Si prevede l’istituzione di un “Fondo di garanzia” per agevolare l’accesso al credito delle aziende che conferiscono il TFR a forme pensionistiche complementari. Il Fondo è alimentato da un contributo dello Stato stabilito in:


– 154 milioni di euro per il 2006;


– 347 milioni di euro per il 2007;


– 424 milioni per ciascuno degli anni tra il 2008 e il 2010;


– 243 milioni per il 2011.


Viene riconosciuto ai datori di lavoro “l’esonero dal versamento dei contributi sociali”, in via compensativa, a ciascun lavoratore che conferisce il TFR maturando alle forme pensionistiche complementari.


L’esonero contributivo si applica, prioritariamente considerando, nell’ordine, i contributi dovuti per assegni familiari, per maternità e per disoccupazione e in ogni caso escludendo il contributo al fondo di garanzia.


Potenziamento di strumenti di programmazione finanziaria nel settore sanitario (Art. 9)
Per garantire una corretta e ordinata gestione delle risorse programmate nell’ambito del finanziamento integrativo a carico dello Stato, le Regioni devono costituire accantonamenti in bilancio per le somme a copertura degli oneri derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali per i dipendenti del SSN, nonché della dirigenza medico-veterinaria.


Trasferimento all’Inps di competenze in materia di invalidità civile e certificazione di regolarità contributiva ai fini dei finanziamenti comunitari (Art. 10)


Infine, sono trasferite all’Inps tutte le competenze in materia di invalidità civile. Per la piena operatività del passaggio di funzioni sarà necessario attendere i decreti attuativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attesi nei 6 mesi successivi all’entrata in vigore del decreto convertito. Nel periodo transitorio tutti i contenziosi che si instaureranno verranno gestiti dai funzionari e dagli avvocati dipendenti dell’INPS.


Dal periodo in cui vi sarà l’effettivo esercizio da parte dell’I.N.P.S. delle funzioni trasferite gli atti introduttivi dei procedimenti giurisdizionali in materia di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e disabilità, nonché le sentenze e altri provvedimenti reso in tali giudizi andranno notificati anche all’I.N.P.S. La notifica sarà effettuata sia presso gli Uffici dell’Avvocatura dello Stato sia presso le sedi provinciali dell’I.N.P.S.


 


OTTOBRE 2005  

A CURA VINCENZO D’ANDO’


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