LE NOVITA’ FISCALI DALLA BOZZA DELLA LEGGE FINANZIARIA PER IL 2006 approvata dal Consiglio dei ministri il 29 settembre 2005


ENNESIMA PROROGA DI TALUNE AGEVOLAZIONI FISCALI


L’art. 20 della bozza della Legge Finanziaria per il 2006 dispone anche per tale annualità tutte le seguenti proroghe:


Proroga agevolazioni per il patrimonio boschivo


Si dispone, altresì, l’ennesima proroga fino al 31/12/2006 anche per il beneficio fiscale previsto per la salvaguardia dei boschi fino all’importo complessivo di 100.000 euro di spese, per le esigenze di tutela ambientale e di difesa del territorio e del suolo dai rischi di dissesto idrogeologico (art. 19, c 3. L. n. 289/2002).


Proroga aliquote Irap nel settore agricolo e della pesca


Per coloro che operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro consorzi, viene ulteriormente stabilito (e, quindi, viene di anno in anno prorogata) che l’aliquota IRAP sia fissata nella misura dell’1,9 % per i sette periodi d’imposta successivi al 1° gennaio 1998 (cioè fino al 2005) e nella misura del 3,75 % per il 2006 (art. 45, c. 1, D.Lgs. n. 446/1997).


Disposizioni a favore di agricoltura, pesca e prodotti energetici


Sono, inoltre, prorogate al 31/12/2006 la agevolazioni fiscali per la formazione e l’arrotondamento delle proprietà contadine e per tutto l’anno 2006 le agevolazioni fiscali e previdenziali a favore di imprese che esercitano la pesca costiera (art. 11, L. n. 388/2000).


Proroga della detrazione fiscale spettante per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio


Sono prorogate anche per l’anno 2006 le agevolazioni tributarie in materia di recupero del patrimonio edilizio per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, previste in misura del 36% per le spese che verranno sostenute in tutto l’anno 2006 (art. 2, c. 5, L. n. 289/2002). Pertanto, per le spese sostenute nel corso del 2006 si avrà diritto all’agevolazione fino al limite complessivo di euro 48.000.


Spese sostenute per l’acquisto, o l’assegnazione, di immobili facenti parte di edifici ristrutturati


Viene prorogata pure per l’anno 2006 la detrazione prevista per il caso di acquisto o assegnazione di unità immobiliari facenti parte di un edificio interamente sottoposto ad interventi di restauro e risanamento conservativo eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare o da cooperative edilizie (si tratta degli interventi di cui all’art. 9, c. 2, della L. 448/2001, eseguiti entro il 31/12/2006 dai suddetti soggetti che provvedano


alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile entro il 30/06/2007). L’acquirente o l’assegnatario dell’immobile può usufruire della detrazione del 36% da calcolare su un ammontare forfetario pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’immobile, risultante dall’atto di acquisto o di assegnazione.


Riduzione dell’IRPEF per i redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera


Anche nel 2006 si applica la disposizione secondo la quale i redditi che derivano dal lavoro dipendente prestato all’estero, (in via esclusiva e prevalentemente) in zone di frontiera e in altri paesi limitrofi da coloro che risiedono in Italia, concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente per l’importo che eccede 8.000 euro, per cui vi è l’esclusione da imposizione fino a tale soglia per gli anni che vanno dal 2003 al 2006, per effetto della proroga contenuta nell’art. 20, c. 6, della finanziaria 2006 (art. 2, c. 11, L. n. 289/2002).


 


 


Esclusione dalla determinazione del reddito di lavoro dipendente


L’art. 51, c. 2, lettera a) del T.U.I.R., prevede, tra l’altro, che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse assistenziali in base a contratto o accordo o regolamento aziendale per un importo non superiore complessivamente a un determinato limite.


Ora, il c. 7 dell’art. 20 della finanziaria per il 2006 dispone che per l’anno 2006 tale limite di non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente, è fissato in euro 3.615,20.


Applicazione anche per l’anno 2006 della clausola di salvaguardia con applicazione delle aliquote IRPEF dell’anno 2002 o di quelle in vigore nel 2004 ove più favorevoli


Il c. 8 del suddetto art. 20 consente ai contribuenti l’applicazione della clausola di salvaguardia anche per il periodo d’imposta 2006. Infatti, prevede, che i contribuenti, nel momento in cui compileranno la dichiarazione dei redditi per l’anno 2006 (modello unico 2007), potranno calcolare l’I.R.P.E.F., dovuta per tale periodo, avvalendosi, in alternativa, delle disposizioni di calcolo (contenute nel testo unico delle imposte sui redditi) in vigore al 31/12/2002 o quelle in vigore al 31/12/2004, se più favorevoli.


Proroga dell’aliquota I.V.A. ridotta (10%) applicabile sugli interventi di recupero su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata


Vengono prorogate per l’anno 2006 le agevolazioni tributarie in materia di recupero del patrimonio edilizio relative alle prestazioni di cui all’art. 7, c. 1, lettera b), della L. n. 488/1999, fatturate dal 1° gennaio 2006.


Pertanto, con tale proroga, anche fino al 31/12/2006 resta fissata al 10% l’aliquota Iva applicabile alle prestazioni relative alla realizzazione, su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata, degli interventi di recupero elencati nelle disposizioni in materia edilizia.


Si tratta degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia.


La proroga, sarà comunque subordinata all’approvazione da parte del consiglio UE.


L’applicazione dell’aliquota agevolata è riferita alla prestazione di servizi intesa nel suo complesso e si estende, quindi, anche alle forniture delle materie prime e semilavorate e degli altri beni necessari per i lavori, a condizione:


– Che non siano forniti da un soggetto diverso da quello che esegue la prestazione o che non siano acquistati direttamente dal committente dei lavori;


– che tali beni non costituiscano una parte significativa del valore delle cessioni effettuate nel quadro dell’intervento. Per i beni che invece costituiscono una parte significativa di detto valore l’aliquota ridotta si applica solo fino a concorrenza della differenza tra il valore complessivo dell’intervento di recupero e quello dei beni stessi.


Il decreto ministeriale del 29/12/1999 ha individuato a titolo tassativo i seguenti beni per i quali ricorre la definizione di “valore significativo”:


– ascensori e montacarichi;


– infissi esterni ed interni


– caldaie;


– videocitofoni;


– apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;


– sanitari e rubinetterie da bagno;


– impianti di sicurezza.


Quando la fornitura comprende beni cosiddetti di “valore significativo”, all’atto della fatturazione occorre indicare distintamente la parte del valore dei beni stessi cui è applicabile l’aliquota ridotta e l’eventuale parte soggetta invece all’aliquota del 20%.


L’aliquota del 10% si applica alle operazioni fatturate fino al 31 dicembre 2006, a prescindere dalla data di inizio dei lavori o della loro conclusione.


La fattura emessa dal prestatore d’opera deve indicare anche gli eventuali beni di valore significativo forniti nell’ambito dell’intervento, in quanto gli stessi, possono essere assoggettati a due diverse aliquote.


L’Iva agevolata al 10% cento non si può applicare:


– alle prestazioni professionali, anche se inerenti agli interventi di recupero edilizio, giacché esse non hanno ad oggetto la realizzazione materiale dell’intervento ma vi risultano connesse in maniera indiretta;


– alle prestazioni di servizi rese in esecuzione di subappalti (cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti dell’appaltatore o del prestatore d’opera).


I beni e servizi sono assoggettati all’aliquota del 10% nella successiva fase di riaddebito al committente.


Un esempio:


un contribuente si avvale di un’impresa per la ristrutturazione dei bagni nel proprio appartamento.


Il preventivo proposto ed approvato prevede una spesa complessiva (al netto di Iva) di 18.000 euro costituita da: fornitura di sanitari e rubinetterie per 10.000 euro; altri materiali per 3.000 euro e mano d’opera per 5.000 euro:


– per la fornitura del bene di “valore significativo” (sanitari e rubinetterie per 10.000 euro), l’aliquota ridotta si applica per la parte pari alla differenza tra il valore complessivo dell’intervento (euro 18.000) e quello del bene stesso (euro 10.000), quindi su euro 8.000;


– l’aliquota del 10% si applicherà pertanto sugli 8.000 euro della fornitura “significativa” e sui residui 8.000 euro (altro materiale e mano d’opera). Sugli 2.000 euro restanti graverà invece l’aliquota ordinaria del 20%.



Proroga iva indetraibile per motocicli e autovetture



L’indetraibilità dell’IVA sulle operazioni aventi ad oggetto ciclomotori, motocicli, autovetture e autoveicoli (non costituenti beni strumentali), attualmente prevista fino al 31/12/2004, viene prorogata ulteriormente al 31/12/2006 dal comma 10 dell’art. 21 dello schema della legge finanziaria per il 2006 (il quale modifica l’art. 30, c. 4, della L n. 388/2000).
Indi, il provvedimento arreca all’art. 30 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, le seguenti modifiche: Le parole “90 per cento” sono sostituite dalle seguenti “85 per cento”;
b) al comma 5, le parole “10 per cento” sono sostituite dalle seguenti “15 per cento”.
Pertanto, alla luce di ciò resta possibile per tali mezzi (non strumentali per l’impresa) soltanto una detrazione IVA in misura parziale anche se adesso è di poco aumentata. In particolare, l’indetraibilità è ora prevista in misura del 85%, fino al 31/12/2005 rimane in misura del 90%. Mentre, in caso di successiva cessione del mezzo cui è stata detratta in tale misura parziale l’IVA, la base imponibile su cui applicare l’aliquota IVA andrà assunta nella misura del 15% (e non più del 10%). Rimane l’indetraibilità al 50% per i veicoli con propulsore non a combustione interna, quali i motori elettrici. Sull’argomento della impossibilità di detrarre l’IVA sulle autovetture, alcune commissioni tributarie, avendo ricevuto ricorsi da parte dei contribuenti che hanno contestato le continue proroghe disposte dal nostro Legislatore, con ordinanza hanno rimesso alla corte di giustizia UE la valutazione della compatibilità di tali misure restrittive per i contribuenti che si stanno prolungando oltre ogni limite previsto (25 anni) dalla norma originaria. Altre commissioni hanno, invece, direttamente accolto i ricorsi presentati dai contribuenti.


Proroga agevolazioni per i comuni della valle del belice


Infine, sono prorogate al 31/12/2006 le esenzioni e le agevolazioni fiscali relative ad atti, contratti, documenti e formalità occorrenti per la ricostruzione di immobili distrutti o danneggiati nella valle del Belice, difatti, il c. 11 dell’art. 20 della finanziaria 2006 prevede che il termine previsto dall’art. 43, c. 3, della L. n. 166/2002, già prorogato al 31/12/2005 dall’art. 1, c. 507, della L. n. 311/2004 (legge finanziaria per il 2005), è ulteriormente prorogato al 31/12/2006.


Proroghe accise


Sono state ulteriormente prorogate le agevolazioni fiscali dalla Legge finanziaria per il 2006.


In particolare, vengono prorogate a tutto il 2006, mediante il citato art. 20 della bozza della Legge finanziaria per il 2006 le disposizioni in materia di:


– riduzione di aliquote di accisa sulle emulsioni stabilizzate (di cui all’art. 24, comma 1, lettera d, della L. 388/2000), mentre la relativa aliquota per il medesimo periodo, è disposta in euro 256,70 per mille litri;


– aliquota di accisa sul gas metano per combustione per uso industriale (art. 4 D.L. n. 356/2001);


– di accisa concernenti le agevolazioni sul gasolio e sul GPL impiegati nelle zone montane e in altri specifici tenitori nazionali (art. 5 D.L. n. 356/2001);


– agevolazione per le reti di teleriscaldamento alimentate con biomassa o con energia geotermica (art. 6  D.L. n. 356/2001);


– aliquote di accisa sul gas metano per combustione per usi civili (art. 27, c.4, L. n. 388/2000);


– accisa concernenti le agevolazioni sul gasolio e sul GPL impiegati nelle frazioni parzialmente non metanizzate di comuni ricadenti nella zona climatica E (c. 2, art. 13, L. n. 448/2001);


– accisa concernenti il regime agevolato per il gasolio per autotrazione destinato al fabbisogno della provincia di Trieste e dei comuni della provincia di Udine (c. 6, art. 21, n. 289/2002);


– accisa concernenti le agevolazioni sul gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto sena (art. 2, c. 4, L. n. 350/2003).


Compartecipazione locale all’ IRPEF e trasferimenti per gli enti locali (Art. 22 bozza Legge finanziaria 2006)


Le disposizioni in materia di compartecipazione provinciale e comunale al gettito dell’IRPEF, già confermate, per l’anno 2004 e, per l’anno 2005, sono prorogate per l’anno 2006.


Indeducibilità di minusvalenze inerenti a dividendi non tassati (art. 39 bozza Legge finanziaria 2006)


Nell’art. 109 del TUIR (Norme generali sui componenti del reddito d’impresa) vengono aggiunti dei commi (3-bis, 3-ter, 3-quater), vediamone di seguito di cosa si tratta:


Le minusvalenze realizzate (ai sensi dell’articolo 101 del TUIR) sulle azioni, quote e strumenti finanziari similari alle azioni (che non possiedono i requisiti di cui all’articolo 87 del TUIR: Plusvalenze esenti) non rilevano fino a concorrenza dell’importo non imponibile dei dividendi percepiti nel periodo d’imposta di realizzo e in quello precedente. Tale indeducibilità sulle minusvalenze si applica anche sulle differenze negative tra i ricavi (delle cessioni di obbligazioni e delle cessioni di strumenti finanziari similari alle azioni) e i relativi costi. Riguardo le azioni, quote e strumenti finanziari similari alle azioni che sono esenti (in base alle lettere e/d dell’articolo 87 del TUIR), le disposizioni riguardanti l’indeducibilità si applicano limitatamente a quelli acquisiti nei ventiquattro mesi precedenti il realizzo.


Restano ferme le disposizioni antielusive (art. 37-bis del DPR n. 600/1973), anche riguardo i differenziali negativi di natura finanziaria derivanti da operazioni iniziate nel periodo d’imposta o in quello precedente sulle azioni, quote e strumenti finanziari similari alle azioni di cui sopra. Le disposizioni hanno effetto dal 1° gennaio 2006.


Aggiornamento sanzioni (art. 41 bozza Legge finanziaria 2006)


Entro il 28 febbraio 2006 sarà adottato un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da adottare che aggiornerà gli importi fìssi delle sanzioni civili, amministrative e penali pecuniarie.


Saranno interamente deducibili le liberalità effettuate dalle società alle università e agli enti di ricerca. Lo prevede l’art. art. 47 (investimenti in ricerca) della bozza alla legge finanziaria per il 2006.


Nella dichiarazione dei redditi verrà inserito un nuovo concreto aiuto (5 per mille) per il settore volontariato e ricerca (neo art. 44 Legge finanziaria 2006).


I crediti d’imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate per i quali i contribuenti non ne potranno beneficiare (per rinuncia o altro) saranno destinati ad altri soggetti che erano rimasti esclusi per insufficienza di fondi. Ciò emerge dalla lettura del neo art. 54 di tale bozza.


Infine, il datore di lavoro, se presenta l’istanza per ottenere il credito d’imposta per le nuove assunzioni, senza avere ancora assunto i dipendenti, potrà comunque regolarizzare ciò assumendoli entro 30 giorni dalla comunicazione con la quale l’agenzia delle entrate ha accolto l’istanza. E’ quanto previsto nel medesimo art. 55 della bozza della finanziaria 2006.


Esenzione da tasse per i beni trasferiti a istituti di ricerca


Viene disposto che le erogazioni liberali (denaro, altri beni, ecc.) effettuate dalle società e dagli altri soggetti passivi all’IRES a favore di università, di enti di ricerca pubblici e di istituzioni universitarie sono integralmente deducibili dal reddito imponibile del soggetto erogante.


Gli atti che scaturiscono dai trasferimenti a titolo gratuito a favore di università, di enti di ricerca pubblici e di istituzioni universitarie saranno soggetti ad I.V.A., ma in compenso saranno esentati da altre tasse e altre imposte indirette (bollo, registro, catastali, ec.). Inoltre, gli onorari notarili sugli atti di donazione fatti a tali soggetti saranno ridotti del 90%.


Si stabilisce, altresì, che i proventi conseguiti dalle università, da enti di ricerca pubblici e da istituzioni universitarie nell’esercizio di attività commerciali, anche occasionali, svolte in conformità agli scopi istituzionali, o di attività accessorie, saranno esclusi dalle imposte sui redditi.


Le attività commerciali si considerano svolte in conformità agli scopi istituzionali per il contenuto oggettivo delle stesse che deve realizza direttamente uno o più degli scopi previsti dallo statuto dell’ente.


Mentre sono considerate accessorie le attività esercitate in diretta connessione con le attività istituzionali o quale loro strumento di finanziamento.


Poiché inserite in tale neo provvedimento le misure analoghe già contenute in decreti già in vigore vengono soppresse tra cui scomparirà il comma 8 dell’art. 14 del D.L. n. 35/2005 che parimenti prevede l’esenzione da tasse, tranne l’IVA, per tali atti di trasferimento, nonché quelle contenute nel comma 2 dell’art. 100 del TUIR.


5 per mille per volontariato e ricerca


Sempre nel campo della solidarietà l’art. 44 della bozza della legge finanziaria per il 2006 inserisce un concreto aiuto per settore volontariato e ricerca.


Tale articolo, stabilisce che l’anno finanziario 2006 una quota pari al 5 per mille dell’IRPEF sarà destinata a scopi di sostegno del volontariato e della ricerca, anche universitaria e sanitaria, a diretta gestione statale, nonché ad attività sociali del comune di residenza, in base alle scelte che esprimerà il contribuente presumibilmente nella dichiarazione dei redditi.


Mentre, per gli enti religiosi rimane la disciplina prevista dalla L. n. 222/1985.


Seguirà un decreto, (di natura non regolamentare) del Presidente del Consiglio dei Ministri  proposto dal Ministro dell’economia e delle finanze, con il quale saranno stabiliti i criteri e le modalità di utilizzo di tali somme.


Le somme del 5 per mille saranno determinate sulla base degli incassi in conto competenza relativi all’imposta risultante dal rendiconto generale dello Stato.


Incentivi agli investimenti e alle assunzioni


Inoltre, il neo art. 54 della prima bozza della Legge Finanziaria 2006, per rendere più efficiente l’utilizzo degli incentivi per gli investimenti e le assunzioni, reca delle modifiche agli artt. 62 e 63 della Legge n. 289/2002.


In particolare, il citato art. 62 è relativo alle agevolazioni (credito d’imposta) per gli investimenti nelle aree svantaggiate di cui all’art. 8 della L. n. 388/2000 e disciplina sia la corretta applicazione delle norme agevolative a tale fine, sia la prevenzione di possibili comportamento elusivi, nonché si occupa di monitorare e pianificare i flussi di spese.


In tale contesto, il suddetto art. 54 inserisce nel menzionato art. 62, il comma 1-bis, con il quale prevede che le risorse derivanti da rinunce o da revoche di contributi di cui al credito d’imposta per gli investimenti da effettuare nelle aree ammissibili alle deroghe previste dall’art. 87 del trattato Cee (e nelle altre regioni previste dalla norma) saranno utilizzate dall’Agenzia delle Entrate per accogliere le richieste di ammissione all’agevolazione secondo l’ordine cronologico di presentazione, non accolte per insufficienza di disponibilità.


Infine, riguardo le agevolazioni fiscali (credito d’imposta) previste per l’assunzione dei dipendenti nell’articolo 63, del comma 3, della citata Legge n. 289/2002, viene introdotta una ulteriore disposizione in base alla quale se il datore di lavoro presenta l’istanza di accesso alle agevolazioni prima di avere disposto le relative assunzioni, deve poi regolarizzare ciò entro 30 giorni successivi alla comunicazione dell’accoglimento dell’istanza da parte dell’Agenzia delle Entrate. In tale caso, l’istanza si considera completata, a pena di decadenza, nel momento in cui il datore di lavoro comunica l’identificativo del lavoratore, entro i successivi trenta giorni.


VERRANNO ISTITUITI I DISTRETTI DI IMPRESE SU CUI SI APPLICHERANNO LEGGI SPECIALI IN MATERIA FISCALE E FINANZIARIA


Sarà pure costituita l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione e per l’accrescimento della capacità competitiva delle piccole e medie imprese e delle piattaforme industriali. Sono previste l’applicazione di leggi agevolative di natura fiscale e finanziaria.


L’art. 49 della bozza della Legge finanziaria per il 2006 ha istituito i distretti. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze saranno meglio definite le loro caratteristiche e le modalità di individuazione di tali piattaforme produttive.


I Distretti consisteranno in libere aggregazioni di imprese articolate sul piano territoriale in distretti produttivi e sul piano funzionale, aventi lo scopo di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori di riferimento, di migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione, secondo principi di sussidiarietà verticale e orizzontale.


Tutte le imprese industriali, dei servizi, turistiche ed agricole saranno libere di aderire a tali piattaforme produttive, la quali si vedranno applicare le seguenti disposizioni speciali in materia fiscale e finanziaria.


Le imprese appartenenti a tali Distretti potranno congiuntamente esercitare l’opzione per la tassazione di Distretto ai fini dell’applicazione dell’IRES.


Si applicheranno le disposizioni relative alla tassazione di gruppo delle imprese residenti (contenute negli articoli 117 e seguenti del TUIR).


Nel TUIR, tra i soggetti passivi dell’IRES (art. 73, lettera b, del TUIR), confluiranno i Distretti se esercitano l’opzione per la tassazione unitaria.


Il reddito imponibile del Distretto è comprensivo di quello di tutte le imprese che vi appartengono, che hanno contestualmente optato per la tassazione unitaria.


La determinazione del reddito unitario imponibile, nonché dei tributi, contributi ed altre somme dovute agli enti locali, sarà operata su base concordataria per almeno un triennio.


Prescindendo dall’esercizio dell’opzione per la tassazione distrettuale o unitaria, comunque i Distretti potranno concordare in via preventiva e vincolante con l’Agenzia delle Entrate per la durata di almeno un triennio il volume delle imposte dirette di competenza delle imprese appartenenti da versare in ciascun esercizio, avuto riguardo alla natura, tipologia ed entità delle imprese stesse, alla loro attitudine alla contribuzione e ad altri parametri oggettivi, determinati anche su base presuntiva.


Si prevede che la ripartizione del carico tributario tra le imprese interessate sia rimessa al Distretto, che dovrà provvedere in base a criteri di trasparenza e parità di trattamento, sulla base di principi di mutualità.


Saranno escluse da tassazione le somme versate tra le imprese appartenenti al Distretto in contropartita dei vantaggi fiscali ricevuti o attribuiti.


Gli elementi per determinare le imposte dirette derivanti dal concordato preventivo triennale saranno determinati dalla Agenzia delle Entrate, previa consultazione delle categorie interessate e degli organismi rappresentativi dei distretti.


Sulle imprese appartenenti al Distretto vige comunque l’obbligo di rispettare  i normali adempimenti fiscali e le disposizione penali tributarie.


Nel concordato, saranno eseguiti controlli unicamente a scopo di monitoraggio, prevenzione ed elaborazione dei dati necessari per la determinazione e l’aggiornamento degli elementi.


I Distretti possono, inoltre, concordare in via preventiva e vincolante con gli enti locali competenti per la durata di almeno un triennio il volume dei tributi, contributi ed altre somme da versare dalle imprese appartenenti in ciascun anno.


La determinazione del dovuto sarà operata tenuto conto della attitudine alla contribuzione delle imprese. In caso di opzione per la tassazione distrettuale unitaria, l’ammontare dovuto sarà determinato in cifra unica annuale per il Distretto nel suo complesso.


La ripartizione del carico tributario (derivante dall’attuazione del concordato triennale per gli altri tributi) tra le imprese interessate sarà rimessa al Distretto, che provvederà sulla base di criteri di trasparenza e parità di trattamento, nonché sulla base di principi di mutualità.


I Distretti, per finanziare le proprie iniziative e delle imprese che ne fanno parte, emetteranno strumenti finanziari (che saranno equiparati ai titoli di stato) che possono essere collocati sui mercati finanziari attraverso società veicolo appositamente costituite da intermediari finanziari.


Un Decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze individuerà le modalità di emissione, i controlli a tutela del mercato e dei risparmiatori, i soggetti responsabili della vigilanza e le garanzie da prestarsi da parte di soggetti qualificati pubblici e privati.


Gli accantonamenti che effettueranno le banche e gli altri intermediari finanziari che non procedono al collocamento sul mercato potranno essere fiscalmente deducibili. Si tratta di un accantonamento, in quote costanti negli esercizi di durata degli strumenti
emessi, per un ammontare pari a quello del credito erogato e dei relativi interessi.


I Distretti, inoltre, promuoveranno la costituzione, con apporti di soggetti pubblici e privati, di fondi di investimento in capitale di rischio per il sostegno alle imprese ad esse appartenenti ed ai relativi progetti di sviluppo ed innovazione. Altresì, potranno verificare e attestare nei rapporti con le pubbliche amministrazioni il possesso nelle imprese associate dei requisiti richiesti per l’accesso a contributi pubblici, e si potranno avvalere delle prestazioni di garanzia collettiva dei confidi.


L’articolo che disciplina i Distretti sarà attuato con un  decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con vari ministeri.


Per favorire il finanziamento dei Distretti e delle relative imprese, con regolamento del Ministro dell’economia, sentito il Ministro delle attività produttive e la Consob, verranno individuate le semplificazioni applicabili alle operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti concessi da una pluralità di banche o intermediari finanziari ai Distretti e alle imprese facenti parte del Distretto e ceduti ad un’unica società cessionaria.


Sempre con decreto saranno individuate le condizioni e le garanzie a favore dei soggetti cedenti i crediti cartolarizzati in presenza delle quali tutto o parte del ricavato dell’emissione dei titoli possa essere destinato al finanziamento delle iniziative dei Distretti e delle imprese dei Distretti.


Per favorire l’accesso al credito e il finanziamento dei Distretti e delle imprese che ne fanno parte, particolare riguardo ai progetti di sviluppo e innovazione, il Ministro dell’economia adotterà o proporrà le misure occorrenti per:


 assicurare il riconoscimento della garanzia prestata dai Confidi quale strumento di attenuazione del rischio di credito ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali degli enti creditizi, in vista del recepimento del nuovo accordo di Basilea;


– favorire il rafforzamento patrimoniale dei Confidi e la loro operatività;


– agevolare la costituzione di idonee agenzie esterne di valutazione del merito di credito dei Distretti e delle imprese che ne fanno parte, ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali delle banche nell’ambito del metodo standardizzato di calcolo dei requisiti patrimoniali degli enti creditizi, in vista del recepimento del nuovo accordo di Basilea;


– favorire la costituzione, da parte delle Piattaforme, con apporti di soggetti pubblici e privati, di fondi di investimento in capitale di rischio delle imprese che fanno parte del Distretto.


Si prevede, inoltre, che, a fini semplificativi, le imprese aderenti potranno intrattenere rapporti con le pubbliche amministrazioni e con gli enti pubblici, anche economici, o dare avvio presso gli stessi a procedimenti amministrativi per il tramite dei Distretti di cui esse fanno parte. Altresì, i Distretti potranno comunicare anche in modalità telematica con le pubbliche amministrazioni che accettano ciò.


Verrà pure costituita l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione per accrescere la capacità competitiva delle piccole e medie imprese e delle piattaforme industriali, attraverso la diffusione di nuove tecnologie e delle relative applicazioni industriali. Tale Agenzia promuoverà l’integrazione tra il sistema della ricerca ed il sistema produttivo attraverso la individuazione, valorizzazione e diffusione di nuove conoscenze, tecnologie, brevetti ed applicazioni industriali prodotti su scala nazionale
ed internazionale. La medesima Agenzia potrà anche stipulare convenzioni e contratti con soggetti pubblici e privati che ne condividono le finalità e sarà soggetta alla vigilanza del Ministero dell’istruzione (ne dovrà approvare lo statuto) che, con propri decreti di natura non regolamentare, definirà i criteri e le modalità per lo svolgimento delle attività istituzionali.


Comunque le disposizioni concernenti i Distretti si applicheranno in via sperimentale nei riguardi di uno o più distretti individuati con decreto.


Ma ultimata la fase sperimentale, l’applicazione sarà poi realizzata progressivamente.


Infine, le norme sui Distretti si applicheranno ai settori rurali ed agroalimentari, ai sistemi produttivi, ai sistemi produttivi locali, distretti industriali e consorzi di sviluppo industriale, nonché ai consorzi per il commercio estero.


 





























                                       I    D I S T R E T T I    D I    I M P R E S E


Aspetti fiscali


Aspetti finanziari


Le imprese facenti parte di tali Distretti potranno congiuntamente esercitare l’opzione per la tassazione di Distretto ai fini dell’applicazione dell’IRES.


 


I Distretti, finanzieranno le proprie iniziative e quelle delle proprie imprese, mediante l’emissione di strumenti finanziari (che saranno equiparati ai titoli di stato) che possono essere collocati sui mercati finanziari attraverso società veicolo appositamente costituite da intermediari finanziari.


 


Si applicheranno le disposizioni relative alla tassazione di gruppo delle imprese residenti (contenute negli articoli 117 e seguenti del TUIR).


 


Un Decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze individuerà le modalità di emissione, i controlli a tutela del mercato e dei risparmiatori, i soggetti responsabili della vigilanza e le garanzie che devono dare i soggetti qualificati pubblici e privati.


 


I Distretti confluiranno nel TUIR, tra i soggetti passivi dell’IRES (art. 73, lettera b, del TUIR), se esercitano l’opzione per la tassazione unitaria.


 


Le banche e gli altri intermediari finanziari, che non procedono al collocamento sul mercato, potranno accantonare in quote costanti negli esercizi di durata degli strumenti emessi un ammontare pari a quello del credito erogato e dei relativi interessi.


L’accantonamento è fiscalmente deducibile


Il reddito imponibile del Distretto sarà comprensivo di quello di tutte le imprese che vi appartengono, che hanno contestualmente optato per la tassazione unitaria.


 


I Distretti promuoveranno la costituzione, con apporti di soggetti pubblici e privati, di fondi di investimento in capitale di rischio per il sostegno delle proprie imprese e dei relativi progetti di sviluppo ed innovazione.


 


La determinazione del reddito unitario imponibile, nonché dei tributi, contributi ed altre somme dovute agli enti locali, sarà operata su base concordataria per almeno un triennio.


 


I Distretti potranno verificare e attestare nei rapporti con le pubbliche amministrazioni il possesso nelle imprese associate dei requisiti richiesti per l’accesso a contributi pubblici, e si potranno avvalere delle prestazioni di garanzia collettiva dei confidi.


Prescindendo dall’esercizio dell’opzione per la tassazione distrettuale o unitaria, comunque i Distretti potranno concordare in via preventiva e vincolante con l’Agenzia delle Entrate per la durata di almeno un triennio il volume delle imposte dirette di competenza delle imprese appartenenti da versare in ciascun esercizio, con riguardo a taluni parametri oggettivi, determinati anche su base presuntiva.


 


Per favorire il finanziamento dei Distretti e delle relative imprese, con regolamento del Ministro dell’economia, sentito il Ministro delle attività produttive e la Consob, verranno individuate le semplificazioni applicabili alle operazioni di cartolarizzazione verso una pluralità di banche e intermediari finanziari


La ripartizione del carico tributario tra le imprese interessate sarà rimessa al Distrett


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