Commercialista: istruzioni per l’uso!


Questi giorni “caldi” per la trasmissione del modello Unico 2005 e per la gestione di tante altre scadenze (da qui al 31 dicembre se ne contano almeno 8 e tutte importanti) fanno inevitabilmente emergere una verità che tanti miei colleghi portano in segreto dentro di sé ma che a guardarli bene in faccia si può scoprire; come?

osservando quella rughetta a forma di “V” tra i due occhi (che in gennaio non c’era) e nel pieno centro della fronte oppure quella leggera pendenza in avanti che hanno le spalle, come se stessero portando un peso o, ancora, quell’aria rassegnata e un po’ triste che li accompagna in queste settimane e che non è dovuta al cambio di stagione.

Quella è l’aria di chi conosce la fatica di rimediare alle leggerezze commesse dai clienti, che inevitabilmente finiscono sulla nostra scrivania.

Quali?

Le storture presenti nei bilanci e che vanno rimediate, le spese che si sarebbe dovuto documentare per poterle detrarre dalla dichiarazione e che invece sono state pagate “così”, la mancanza di una programmazione finanziaria che porta ad indebitarsi in conto corrente per pagare le imposte, i dati degli studi di settore trasmessi il 26 ottobre a pochi giorni dalla scadenza e che magari fanno scoprire che non si è congrui e coerenti, oppure la quietanza della polizza vita che emerge improvvisamente da un cassetto che per anni è stato sepolto nel sottosuolo del cervello, per non parlare che delle minori.

Queste sono tutte manifestazioni di una malattia che va curata: la commercialistosi, ossia una disfunzione psico/motoria che partendo dal cervello del cliente si propaga fino ai suoi arti inferiori impedendogli di recarsi dal commercialista “prima” di compiere i misfatti che ha in animo di mettere in pratica.

Come si cura?

Semplice, spostando all’indietro quell’orologio biologico-mentale (detto anche “battito animale”) che ognuno si porta dentro, per fare in modo che il cervello si abitui a pensare secondo questo schema, semplicissimo:
“idea – consiglio del commercialista- azione oppure omissione”.

Invece molti hanno un orologio difettoso, che fa si che lo schema sia:
“idea – azione oppure omissione – riferisco al commercialista”.

Per arrivare al risultato ottimale ed avere finalmente un orologio “tarato” sull’ora giusta, basta seguire questo breve decalogo:

1° mai fare una cosa senza prima parlarne con il commercialista, specialmente se l’idea vi sembra ottima; spesso, potrebbe essere il contrario.

2° il commercialista è un’assicurazione sulla vita dell’azienda e sul bilancio della famiglia: non ci si assicura dopo l’evento ma prima, per prevenirlo.

3° non ascoltate i consigli amichevoli di parenti e conoscenti se prima non li avete fatti “testare” al vs commercialista: vi accorgerete spesso che di amichevole quei consigli non hanno niente, tranne per chi ve li ha dati.

Seguendo queste tre regolette, si possono ottenere ottimi risultati: la commercialistosi sparisce, l’impedimento motorio anche ed il giro vita si assottiglia, mentre il tono psicofisico generale migliora sensibilmente.

Datemi retta: usare bene il commercialista vi farà “guadagnare” e non solo anni di vita!

26 ottobre 2005

Roberto Mazzanti


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