Come vincere il contenzioso contro il Comune per i versamenti Ici degli stabilimenti balneari, effettuati dal 1993 al 2000


Qualche volta capita di aver ragione, anche sostenendo tesi un po’ contro corrente o, quanto meno, “ardite”.


 


In questi casi, inutile negarlo, il professionista raggiunge il massimo stato di gratificazione e sente che il proprio lavoro intellettuale ha creato un “qualcosa in più” di utilità: il bene del cliente da un lato, una tesi che può essere utile ai Colleghi dall’altro. Cosa volere di più ?


 


E’ con questo stato d’animo, un po’ orgoglioso e un po’ timoroso di scivolare nella retorica, che scendo nel concreto.


 


La questione riguarda in particolare gli stabilimenti balneari situati su superficie demaniale, i quali pagano una concessione per restarvi.


 


Vi ricorderete certamente che dal 2001 intervenne una legge a dire che in questo caso era il concessionario (e non il concedente) a dover sostenere il carico fiscale dell’Ici, da versare al Comune competente.


 


In quel periodo si vennero a creare due correnti di pensiero:


quella di chi sosteneva che la legge 23/12/2000 n.388, art.18, andasse interpretata in senso innovativo e quindi che nulla era dovuto per il passato, e chi invece, sosteneva che la norma aveva una portata interpretativa, e perciò, al contrario della tesi precedente, aveva un impatto anche sul passato perché chiariva “come la pensava” il legislatore.


 


La norma modificata sarebbe la seguente:


Articolo 3 – Soggetti passivi (D.Lgs. 30 dicembre 1992, n.504)


Soggetti passivi dell’imposta sono il proprietario di immobili di cui al comma 2 dell’articolo 1, ovvero il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, sugli stessi, anche se non residenti nel territorio dello Stato o se non hanno ivi la sede legale o amministrativa o non vi esercitano l’attività.


Per gli immobili concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario. In caso di fabbricati di cui all’articolo 5, comma 3, il locatario assume la qualità di soggetto passivo a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello nel corso del quale è stato stipulato il contratto di locazione finanziaria. Nel caso di concessione su aree demaniali soggetto passivo è il concessionario.


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Visto anche l’art.158 della legge 388/2000 la seconda tesi fu chiaramente fin dall’inizio perdente.


 


Ma si apriva allora comunque il problema di come ottenere il rimborso dell’Ici versata dal 1993 al 2000, nel caso in cui lo stabilimento balneare –ligio alle interpretazioni allora imperanti- avesse pagato comunque il tributo.


 


Anche in questo campo si scontravano due opposte fazioni:


la prima comprendeva quelli che sostenevano che i 3 anni per richiedere il rimborso decorressero dalla data dei vari versamenti effettuati. Così, nel mio caso, avrei perso tutti quelli effettuati dal 1993 al 1997 incluso.


 


La seconda vedeva militare tra le proprie fila chi, come me, sosteneva che i 3 anni decorressero da quando il cittadino si rende conto che in passato ha versato tributi non dovuti.


 


Questa seconda fazione, in realtà, era in netta minoranza rispetto alla prima.


 


Tuttavia io non mi sono perso d’animo ed ho fatto la prima mossa:


richiesta di rimborso al Comune datata 20 dicembre 2002, richiedendo tutta l’Ici versata dal 1993 al 31/12/2000, sostenendo la mia tesi, ossia che il termine iniziale per la richiesta di rimborso era il 1°gennaio 2001.


 


Aggiunsi, tra l’altro, che i versamenti che era possibile richiedere erano tutti quelli non prescritti alla data del 1/1/2001 nell’ordinario termine decennale. Anche questa non era proprio “merce di scambio” in quel periodo e francamente, nemmeno ora.


 


Ovviamente, il Comune è rimasto sordo al “mio grido di dolore” e quindi ho fatto la seconda mossa:


ricorso in Commissione Tributaria Provinciale a Ferrara, basato sulla tesi già detta, in data 19/05/2003 (entro 6 mesi dall’istanza di rimborso).


 


La sentenza, del 2/2/2004, mi ha dato ragione in pieno ed ho vinto in primo grado.


 


Vittoria che – stranamente – è divenuta definitiva 1 anno e 46 giorni dopo, quando mi accorsi che il Comune non aveva proposto appello.


 


Quindi, con gioia del mio cliente, il Comune deve rimborsare tutta l’Ici pagata dal 1993 al 2000, oltre agli interessi maturati e maturandi fino al rimborso effettivo. L’unico neo della sentenza è che ha dichiarato compensate le spese.


 


Per cui vi descrivo di seguito il passaggio del mio ricorso, sperando possa essere utile a chi di voi l’ha pensata come me e non ha avuto la fortuna di vedersi già riconosciuta la vittoria, perché magari la controversia non è ancora stata messa in discussione.


 


Eccolo qua:


Oggetto: ricorso avverso silenzio-rifiuto su istanza rimborso I.C.I. anni 1993-2000.


Il sottoscritto Rag. Roberto Mazzanti, xxxxxxxxxxxxxxxxx


PREMESSO


A)       che in data 20.12.02 la mia cliente presentava al Comune di xxxxxx istanza di rimborso per I.C.I. versata e non dovuta per gli anni dal 1993 al 2000;


B)      che il Comune nulla ha disposto finora.


TUTTO QUANTO CIO’ PREMESSO


il sottoscritto impugna il silenzio-rifiuto in oggetto, per i seguenti


MOTIVI


UNICO = la legge 23-12-2000 n.388, all’art.18, ha modificato l’elenco dei soggetti


passivi I.C.I. includendovi anche i concessionari demaniali per gli immobili siti su tali aree; è fuori di dubbio che la norma ha portata innovativa, come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n.3 del 07-03-2001 e che pertanto in precedenza l’imposta non era dovuta dalla mia cliente, concessionaria dell’area demaniale occupata dallo stabilimento balneare all’insegna “xxxx”, gestito dalla stessa. Quanto al termine per chiedere il rimborso dell’imposta in favore del contribuente, vero è che è di tre anni a decorrere dal giorno in cui è stato accertato il suo diritto alla restituzione e che il dies a quo è quello in cui è entrata in vigore la legge ossia il 01.01.2001; pertanto l’istanza di rimborso inviata al Comune è abbondantemente tempestiva.


Quanto alle annualità di tributi che possono formare oggetto di detta richiesta, nel caso concreto, contrariamente a quanto appare dalla normativa e dalle interpretazioni fin qui emanate in tema di rimborso I.C.I., esse sono quelle comprese nel termine di prescrizione decennale generale, dato che la mia cliente non avrebbe potuto chiedere il rimborso prima dell’entrata in vigore della norma innovativa, essendosi considerata soggetto passivo come tantissimi altri stabilimenti balneari nella zona, per un’interpretazione analogica con i soggetti superficiari o locatari in leasing, mai smentita dal Comune di xxxxxxxx, il quale infatti non ha mai restituito spontaneamente i tributi indebitamente riscossi o emanato interpretazioni di contrario avviso sulla soggettività passiva dei concessionari di aree demaniali. L’ipotesi in questione è perciò diversa da quella regolata dall’art.13 del d.lgs 504/92, perché non determinata da errore di calcolo o altro errore materiale bensì dall’errata concezione di essere soggetto passivo, per il contribuente, e d’altro canto, da parte del Comune, dall’indebito arricchimento senza titolo, causato dall’errata concezione d’essere soggetto attivo.


CONCLUSIONI E RICHIESTE


considerato quanto sopra esposto, chiedo a questa Spett.le Commissione –previa discussione in pubblica udienza per la quale si formula espressa richiesta- di voler disporre il rimborso dei tributi richiesti in restituzione, oltre a relativi interessi nel frattempo maturati e maturandi, nonché di voler condannare il Comune al pagamento delle spese processuali ivi comprese le competenze professionali del sottoscritto, come da nota spese depositata.


In fede


(Rag.ROBERTO MAZZANTI)


 


 


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