Tassazione degli atti di conferimento di aziende agricole, con successiva cessione di quota a terzi da parte del conferente: l’Ufficio Entrate di Comacchio avanguardia di un nuovo movimento ?


Il Consiglio Notarile di Ferrara segnala la nuova posizione assunta dall’Ufficio Entrate di Comacchio, in materia di tassazione delle operazioni di conferimento di aziende (agricole, nel caso) in società, con successiva cessione di quota, da parte dei conferenti le aziende, a nuovi soci.


L’inversione di rotta dell’Ufficio ha come conseguenza un innalzamento del costo fiscale dell’operazione, dato che sull’atto si pretende il pagamento delle imposte ordinarie di registro (15%) e ipo-catastali (2%+1%), come se invece di conferimento di azienda agricola si trattasse di normale cessione di terreno agricolo (nel caso specifico, a soggetti non imprenditori agricoli).


Lo so, ciascuno di voi potrebbe dirmi: io opero in un’altra realtà, dove le cose funzionano bene e gli uffici fiscali non sono così capricciosetti e mi chiedono solo l’imposta fissa di registro, per i conferimenti di aziende in società, anche se nell’azienda sono presenti alcuni immobili, per cui perché devo preoccuparmi?


Attenzione signori, non vi ho ancora detto che i Notai sono preoccupati perché hanno l’impressione di essere di fronte ad un disegno di vasta portata che coinvolgerà anche altri uffici !


E se avessero ragione loro a preoccuparsi ?


E se fossimo di fronte ad una presunzione di “elusione fiscale” di carattere generale, magari nazionale, al di là di quanto l’ordinamento prevede per le imposte sui redditi ?


Oppure – ipotesi che io reputo più probabile – se l’Agenzia delle Entrate avesse deciso di considerare “simulati” questi atti, fino a prova contraria ?


Lo so, ciascuno di voi potrebbe dirmi: io gli atti degli agricoltori non li curo, per cui cosa mi importa ?


Signori: anche nelle normali attività commerciali capita di assistere ad operazioni analoghe, magari con seguite da vicino da “fuoriuscite incontrollate” di soci che, guarda caso, sono proprio quelli che due mesi prima avevano conferito l’azienda!


Io sono dell’idea che occorra preoccuparsi “in modo sano”, ossia che non si vengano a invertire gli oneri probatori in capo al contribuente quando si sono messe in piedi “sane” operazioni aziendali.

Perché si sa che per l’ingordigia di pochi furbini, a volte a rimetterci sono i molti onesti!!!


Roberto Mazzanti


26 settembre 2005


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