ONLUS: il trattamento fiscale delle donazioni


 


 


Riferimenti:


Articolo 14 del D.L. 14 marzo 2005, n. 35 convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80;


Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 39 del 19 agosto 2005.


Introduzione


L’articolo 14 del D.L. 14 marzo 2005, n. 35 convertito dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, ha introdotto una nuova deducibilità  per le erogazioni liberali effettuate a favore degli organismi facenti parte del terzo settore (enti non commerciali).


Soggetti beneficiari delle deduzioni


Si tratta di:


– Persone fisiche soggette all’IRPEF


– Soggetti IRES di cui all’articolo 73 del TUIR: Società ed enti commerciali e non commerciali.


Soggetti beneficiari delle donazioni


Coloro che possono ricevere le erogazioni deducibili sono:


– Le ONLUS di cui all’articolo 10 del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460;


– gli organismi di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266;


– le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49;


– le cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381;


– i consorzi di cui all’articolo 8 della predetta l. n. 381 del 1991 che abbiano la base sociale formata per il 100% da cooperative sociali;


– gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese;


– le associazioni di promozione sociale, le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal


Ministero dell’Interno ai sensi della legge 25 agosto 1991, n. 287, limitatamente all’esercizio delle attività elencate per le ONLUS (nel comma 1 dell’articolo 10 del D.Lgs. n. 460 del 1997);


– Associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale previsto dall’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 7 dicembre 2000 n. 383 (Associazioni nazionali e i relativi livelli di organizzazione territoriale e circoli affiliati aventi diritto ad automatica iscrizione nel medesimo registro nazionale). Per associazioni di promozione sociale a carattere nazionale si intendono quelle costituite e operanti da almeno un anno, che svolgono attività di utilità sociale ai sensi dell’articolo 2 della l. n. 383 del 2000 in almeno 5 regioni e 20 province, iscritte nel registro nazionale ai sensi del regolamento approvato con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del 14 novembre 2001, n. 471;


– Fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Si tratta di fondazioni e associazioni riconosciute, per cui occorre che abbiano acquisito la personalità giuridica e operino per la tutela e valorizzazione dei beni individuati agli articoli 10, 11 e 134 del D.Lgs. n. 42/2004.


Limiti delle erogazioni liberali


Le erogazioni liberali (donazioni) che danno diritto alla deducibilità possono essere effettuate in denaro e in natura, nel limite del 10% del reddito complessivamente dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000,00 euro annui.


l’erogazione liberale è deducibile fino al minore dei due limiti.


L’importo massimo di 70.000,00 euro vale, quindi, solo nel caso in cui tale cifra corrisponda o sia inferiore al 10% del reddito complessivo del soggetto erogante (quindi per redditi uguali o superiori a 700.000,00 euro). Nel caso in cui il reddito dell’erogante sia inferiore a 700.000,00 euro il limite che si deve prendere in considerazione è comunque il 10% del reddito medesimo.


La norma prevede la facoltà per il soggetto che eroga le donazioni, nella qualità di titolare di reddito d’impresa, di avvalersi, anziché della disposizione prevista dal suddetto articolo 14, di quella contenuta nell’articolo 100, comma 2, del TUIR.


Ove in tale art. 100 è tra l’altro contenuta la seguente possibilità di deduzione dal reddito d’impresa:


Le erogazioni liberali in denaro a favore delle ONLUS sono deducibili per un importo non superiore a 2.065,83 euro o non superiore al 2% del reddito d’impresa dichiarato.


Modalità di erogazione delle donazioni


Così come previsto per la generalità delle erogazioni liberali in favore delle ONLUS, anche tali nuove erogazioni liberali, per ottenerne la deducibilità, vanno effettuate avvalendosi, obbligatoriamente (pena la perdita della deducibilità), di uno dei seguenti sistemi di pagamento:


Banca, ufficio postale e sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, si tratta di carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.


Possono essere erogati anche i beni in natura. In tal caso si prende in considerazione il valore normale del bene, inteso, in via generale e ai sensi dell’articolo 9, comma 3 del TUIR, come il prezzo o il corrispettivo mediamente praticato per i beni della stessa specie o similari in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni vengono erogati e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi.


In sostanza per l’identificazione del valore normale del bene si fa riferimento al valore desumibile in modo oggettivo da listini, tariffari, mercuriali o simili.


Per la particolare natura di determinati beni (es. opere d’arte, gioielli, ecc), ove non sia possibile desumerne il valore sulla base di altri criteri oggettivi, gli eroganti possono ricorrere alla stima di un perito.


In ogni caso il donante deve acquisire, al fine di provare l’avvenuta effettività donazione e la congruità del valore attribuito al bene oggetto della donazione in natura, in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale come sopra determinato (listini, tariffari o mercuriali, perizia, etc…), anche una ricevuta da parte del donatario che contenga la descrizione analitica e dettagliata dei beni donati con l’indicazione dei relativi valori.


Obblighi contabili


Necessitano altri due presupposti per la deducibilità delle erogazioni liberali stavolta a carico del soggetto beneficiario delle erogazioni (ONLUS), anche se poi, ove non siano rispettati, le conseguenze negative ricadono sul soggetto erogatore (cittadino, impresa, ecc.) delle liberalità giacché perde il beneficio della deduzione fiscale.


Tali presupposti per le ONLUS sono:


Devono tenere le scritture contabili, complete e analitiche, rappresentative dei fatti di gestione;


– devono redigere, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, un apposito documento rappresentativo della situazione patrimoniale, economica e finanziaria.


La completezza delle scritture contabili implica che ogni fatto gestionale dell’ente debba essere individuato con precisione, tramite l’indicazione delle necessarie informazioni quali numero d’ordine, data, natura dell’operazione, valore, modalità di versamento, soggetti coinvolti.


L’analiticità delle scritture contabili, inoltre, impone di eseguire le registrazioni singolarmente, senza effettuare alcun raggruppamento. La completezza e l’analiticità delle scritture contabili sono in ogni caso garantite dalla corretta tenuta della contabilità ordinaria ai sensi degli articoli 14 e seguenti del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.


 


Il documento richiesto dalla norma, rappresentativo della situazione patrimoniale, economica e finanziaria, può essere rappresentato da stato patrimoniale e rendiconto gestionale.


Lo stato patrimoniale fornisce una rappresentazione statica del patrimonio dell’ente, distinguendo l’attività istituzionale, accessoria, di raccolta fondi e la gestione del patrimonio finanziario.


Il rendiconto gestionale, che ha, invece, contenuti e connotati tipici diversi da quelli del conto economico, evidenzia i risultati finanziari e le informazioni economiche indicando tipologia e qualità delle risorse, sia in entrata che in uscita.


L’ente deve (secondo l’Agenzia delle Entrate) anche predisporre una relazione sulla gestione che, in mancanza della nota integrativa prevista per i bilanci delle società, adempie ad una funzione esplicativa delle voci di bilancio e fornire ai terzi che hanno a vario titolo rapporti con l’ente (tra i quali utilizzatori dei servizi, sovventori, organi di controllo) informazioni utili relativamente ai risultati, in termini non monetari, e ai riflessi sociali generati dall’attività istituzionale.


Pertanto, ai fini della deducibilità è disposto l’obbligo di tenere una complessa contabilità, nel senso anzidetto, a tutti i soggetti beneficiari di erogazioni liberali sopra specificati, prescindendo dalla loro natura giuridica e dalle loro dimensioni reddituali.


Restano fermi gli ulteriori obblighi contabili previsti da altre disposizioni fiscali a carico delle ONLUS e degli altri soggetti beneficiari delle erogazioni agevolate.


L’obbligo di tenuta delle scritture contabili non vale per la altre disposizioni di analoga natura come ad esempio quella recata dall’articolo 15, comma 1, lettera i-bis) del TUIR che prevede una detrazione dall’imposta lorda di un importo pari al 19%, tra l’altro, delle erogazioni liberali in denaro effettuate a favore delle ONLUS per importo non superiore a 2.065,83 euro.


Sanzioni


I presupposti di deducibilità sono di due tipi:


– soggettivo, consistente nell’appartenenza dei soggetti beneficiari delle erogazioni alle categorie di enti appartenenti al terzo settore espressamente indicate e, quindi, nell’osservanza da parte dei predetti beneficiari delle rispettive norme che disciplinano i requisiti qualificanti della categoria di appartenenza;


– oggettivo, derivante dal rispetto dei limiti quantitativi alla deducibilità dal reddito delle liberalità erogate.


La sanzione amministrativa di cui all’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 471/1997 può variare dal 100% al 200% della maggiore imposta liquidata in base all’accertamento.


Qualora il soggetto erogatore esponga nella propria dichiarazione dei redditi deduzioni operate in violazione dei presupposti di deducibilità suddetti, la predetta sanzione amministrativa è maggiorata del 200%.


Detta maggiorazione del 200% non è applicabile in caso di mancato rispetto degli obblighi contabili da parte delle ONLUS.


Responsabilità solidale


E’ poi disposta dalla norma una responsabilità solidale tra il soggetto erogatore e l’ente beneficiario e i suoi amministratori per le maggiori imposte accertate e per le sanzioni applicate nell’eventualità che si riscontri l’insussistenza dei caratteri solidaristici e sociali che devono caratterizzare l’ente beneficiario dell’erogazione.


Ai fini della responsabilità solidale del soggetto beneficiario dell’erogazione (ONLUS) e dei suoi amministratori è necessario che i predetti caratteri solidaristici e sociali siano dichiarati in comunicazioni rivolte al pubblico o rappresentati ai soggetti erogatori.


Tale responsabilità solidale si aggiunge ad ogni altra sanzione prevista dalle leggi tributarie.


Divieto di cumulo


Se il soggetto erogatore usufruisce delle suddette deduzioni previste non può usufruire, per analoghe erogazioni effettuate a beneficio dei suddetti soggetti, di deduzioni o detrazioni fiscali previste da altre norme agevolative.


La non cumulabilità prescinde dall’importo delle liberalità erogate.


Ove, ad esempio, il contribuente eroghi (anche a più beneficiari) liberalità per un valore superiore al limite massimo consentito di 70.000,00 euro, non si potrà avvalere, in relazione alla parte eccedente tale limite, del beneficio dell adeduzione o detrazione, neppure ai sensi di altre disposizioni di legge.


Se il titolare di reddito d’impresa effettua liberalità a favore delle Onlus, deve scegliere (la scelta effettuata deve rimanere ferma per tutto il periodo d’imposta) se applicare, in alternativa, la deduzione della donazione ai sensi del comma 1 dell’articolo 14 del D.L. n. 35/ 2005, ovvero ai sensi dell’articolo 100, comma 2, del TUIR, non potendo applicare ambedue le disposizioni.


Liberalità in favore di enti universitari e di ricerca


Il comma 7 dell’articolo 14 del suddetto D.L., per incentivare le liberalità a favore di università ed enti di ricerca ha inciso sulle disposizioni contenute nel TUIR e precisamente sull’articolo 10, comma 1 e sull’articolo 100, comma 2.


Rispetto alla precedente disciplina:


– è stato ampliato l’ambito soggettivo dei beneficiari delle erogazioni liberali (non si tratta più delle sole università e degli istituti di istruzione universitaria);


– è stato eliminato il limite massimo di deducibilità, pari al 2% del reddito d’impresa dichiarato.


Pertanto sono deducibili senza limiti di importo le liberalità erogate a favore dei seguenti soggetti:


a) università;


b) fondazioni universitarie ex articolo 59, comma 3 legge 23 dicembre 2000, n. 388, regolamentate con il D.P.R. del 24 maggio 2001, n. 254;


c) istituzioni universitarie pubbliche;


d) enti di ricerca pubblici;


e) fondazioni e associazioni regolarmente riconosciute a norma del D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361, aventi per oggetto statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica. Questi enti dovranno essere individuati, però, con apposito D.P.C.M., adottato su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca;


f) enti di ricerca privati, sottoposti a vigilanza da parte del Ministero dell’istruzione e dell’università e della ricerca;


g) Istituto superiore di sanità (ISS);


h) Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL);


i) enti parco regionali e nazionali.


Per quanto riguarda le modalità con cui è possibile effettuare le erogazioni liberali si veda sopra (versamenti con carte di credito, assegno circolare, ecc.).


Trasferimenti agevolati


Per agevolare i trasferimenti a titolo gratuito è previsto che gli atti relativi ai trasferimenti a titolo gratuito a favore di università, fondazioni universitarie di cui all’articolo 59, comma 3,


della L. n. 388/2000 e di istituzioni universitarie pubbliche, degli enti di ricerca pubblici, ovvero degli enti di ricerca vigilati dal ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, compresi l’Istituto superiore di sanità e l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, nonché degli enti parco regionali e nazionali, “… sono esenti da tasse ed imposte indirette diverse da quella sul valore aggiunto e dai diritti dovuti a qualunque titolo”.


Infine, è prevista una riduzione, pari al 90%, degli onorari notarili relativi agli atti di donazione.


Entrata in vigore


Le citate erogazioni liberali possono essere dedotte ai sensi dell’articolo 14 del D.L. n. 35/2005 se effettuate a partire dal 17 marzo 2005, data di entrata in vigore di tale D.L..


Mentre per le erogazioni liberali effettuate a favore di fondazioni e associazioni regolarmente riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al D.Lgs. n. 42/2004, poiché introdotte con la legge di conversione n. 80/2005, le erogazioni medesime


possono essere dedotte se effettuate a decorrere dal 15 maggio 2005, data di entrata in vigore della stessa legge di conversione.


Infine, le erogazioni a favore di associazioni e fondazioni riconosciute che svolgono o promuovono attività di ricerca scientifica, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non potranno essere dedotte fino a quando non entrerà in vigore il citato Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.


Deduzioni, per le erogazioni liberali alle ONLUS, già esistenti:


In atto, già per il periodo d’imposta appena trascorso (2004), in seno al modello Unico persone fisiche é prevista la detrazione d’imposta del 19% sugli oneri derivanti dalla erogazione liberale fatta alla ONLUS.


Le erogazioni liberali (cioè le somme date spontaneamente) in denaro per un importo non superiore a euro 2.065,83 a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nei paesi non appartenenti all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).


Sono comprese anche le erogazioni liberali in denaro a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari, anche se avvenuti in altri Stati, effettuate esclusivamente tramite:


• ONLUS;


• organizzazioni internazionali di cui l’Italia è membro;


• altre fondazioni, associazioni, comitati ed enti il cui atto costitutivo o statuto sia redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, che prevedono tra le proprie finalità interventi umanitari in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari;


• amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici;


• associazioni sindacali di categoria.



settembre 2005


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