Leggendo qua e là: LA TRASPARENZA E L'ACCERTAMENTO – lo strano rapporto tra le due entita'

Luigi Lovecchio attacca la tesi dell’Agenzia delle Entrate sul rapporto tra opzione per la trasparenza e successiva eventuale rettifica della dichiarazione.
Qual e’ il problema?
Secondo il decreto 23/04/2004 l’opzione per la trasparenza perde efficacia a partire dall’esercizio successivo a quello in cui vengono indicati in dichiarazione ricavi superiori al massimo previsto per l’applicazione degli studi settore.
Secondo la circolare 10/2005 in caso di accertamento e rettifica in aumento di una dichiarazione, che porti i ricavi ad un punto tale da superare quella soglia, la societa’ trasparente ritorna “opaca” a partire dall’esercizio successivo a quello accertato.
In altri termini, contano i ricavi indicati ma anche quelli “scoperti” dal Fisco.
L’autore dell’articolo di oggi, sostiene che in caso di accertamento operato sul 2004 non sarebbe giusto che anche il 2005 ed il 2006 subiscano il ritorno al regime non trasparente, in quanto se cosi’ fosse la retroattivita’ non sarebbe legittima in base alla lettera della norma.
In altri termini l’autore distingue tra ricavi indicati in dichiarazione e ricavi accertati, per concludere che sono solo i primi a stabilire l’efficacia dell’opzione e non i secondi.
A mio parere non si puo’ concordare con Luigi Lovecchio perche’ evidentemente il termine “ricavi indicati” sott’intende comunque i ricavi effettivi (quelli legalmente da dichiarare, per intenderci).
Altrimenti si ricadrebbe nell’arbitrio del contribuente, con tutte le conseguenze immaginabili.
Mi sembra abbastanza ovvio che se l’obbligo del contribuente e’ quello di dichiarare i ricavi effettivi e’ altrettanto ovvio che quando si parla di “ricavi dichiarati” non si possano che intendere quelli “che si sarebbero dovuti dichiarare”. Ed e’ altrettanto evidente che se una societa’ supera effettivamente le soglie consentite dovra’ uscire spontaneamente dalla trasparenza a partire dall’esercizio successivo al supero.
Se non lo fa e si comporta scorrettamente il Fisco non puo’ che fare il proprio mestiere, con tutte le conseguenze evidenziate dalla circolare, tra cui anche il non poter attribuire alla societa’ altri esercizi trasparenti (nell’esempio, il 2006) in mancanza di un comportamento corretto della società “a monte” e di un’opzione per la trasparenza “a valle”.

Roberto Mazzanti.

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