Regolarizzazione errori nel modello UNICO: la presentazione della dichiarazione correttiva nei termini o la presentazione della dichiarazione integrativa dopo la scadenza dei termini


 


 


Se dopo avere presentato o trasmesso telematicamente il modello Unico (o una qualsiasi dichiarazione fiscale) ci si accorge di avere commesso errori, e prima che l’ufficio abbia effettuato i relativi controlli, è possibile rimediarvi evitando, in tal modo, l’applicazione delle pesanti sanzioni.


Nel presente articolo saranno analizzati tali aspetti e saranno esaminate anche altre casistiche.


CORREZIONI DI ERRORI ENTRO I TERMINI DI PRESENTAZIONE


Dichiarazione correttiva


Se il contribuente o il professionista si accorge di avere commesso errori e non sono ancora scaduti i termini di presentazione del modello Unico, può presentare una seconda dichiarazione dei redditi “rettificativa”, che corregge quella già consegnata.


In particolare, può esporre redditi non dichiarati o indicare oneri deducibili o detraibili non indicati, in tutto o in parte, in quella precedente.


In tale evenienza occorre barrare l’apposita casella posta nel frontespizio “Correttiva nei termini”.


Minore credito o maggiore imposta


Se dai nuovi calcoli della dichiarazione rettificativa emerge una maggiore imposta o un minore credito, il contribuente (o chi per lui) deve versare le somme dovute entro i termini previsti.


Maggiore credito o minore imposta


Se, invece, ne deriva un maggiore credito o una minore imposta, il contribuente può scegliere di chiederlo a rimborso, riportarlo a credito per l’anno successivo, o utilizzarlo in diminuzione di eventuali importi a debito.


 






Scadenza di presentazione del modello Unico PF 2004 relativo all’anno 2003


Si ricorda che, in base al D.P.R n. 322/ 1998, il Modello UNICO 2004 Persone Fisiche andava presentato entro i seguenti termini:


dal 3 maggio (il 1° ed il 2 maggio erano festivi) al 2 agosto (il 31 luglio era sabato ed il 1° agosto era festivo) se la presentazione veniva effettuata per il tramite di una banca o di un ufficio postale;


entro il 2 novembre 2004 (poiché il 31 ottobre ed il 1° novembre erano festivi), se la presentazione veniva effettuata in via telematica, direttamente dal contribuente o se veniva trasmessa da un intermediario abilitato alla trasmissione dei dati o da un Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.


 






Scadenza di presentazione del modello Unico PF 2005 relativo all’anno 2004


In virtù del medesimo D.P.R il Modello UNICO 2005 Persone Fisiche segue la seguente scadenza:


dal 2 maggio 2005 (il 1° maggio era festivo) al 1° agosto 2005 (il 31 luglio 2005 era festivo) se la presentazione avviene per il tramite di una banca o di un ufficio postale;


entro il 31 ottobre 2005 se la presentazione avviene in via telematica, direttamente dal contribuente o se viene trasmessa da un intermediario abilitato alla trasmissione dei dati o da un Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.


 


 


 


 


 


CORREZIONI DI ERRORI DOPO LA SCADENZA DEI TERMINI DI PRESENTAZIONE


Dichiarazione rettificativa o integrativa


Scaduti i termini di presentazione della dichiarazione (si veda sopra), il contribuente può rettificare o integrare la stessa presentando, in via telematica (anche tramite intermediario) o tramite un ufficio postale, una nuova dichiarazione completa di tutte le sue parti, utilizzando il modello conforme a quello approvato per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione (reperibile presso il sito <<agenziaentrate.it>>).


Affinché possa essere presentata la dichiarazione integrativa (in aumento o in diminuzione) necessita che la dichiarazione originaria  sia stata presentatata in tempo e, quindi, che sia considerata valida.


In particolare, possono essere integrate le dichiarazioni originarie presentate entro 90 giorni dal termine di scadenza.


Se la dichiarazione è presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni, la violazione può essere regolarizzata eseguendo spontaneamente, entro lo stesso termine, il pagamento di una sanzione di e 32,00 (1/8 di e 258,00).


È fatta salva l’applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento delle imposte.


A questo punto occorre, quindi, trattare del ravvedimento operoso.


 


RAVVEDIMENTO OPEROSO PER LA DICHIARAZIONE INTEGRATIVA


Grazie all’istituto del ravvedimento operoso si possono correggere errori od omissioni, contenuti nella dichiarazione originaria, che hanno generato un minore reddito.


E’ sufficiente, a tal fine, presentare una dichiarazione integrativa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo.


Entro il medesimo termine va effettuato il pagamento:


– dell’imposta dovuta o della maggiore imposta dovuta;


– dei relativi interessi (calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno, in atto previsto in misura del 2,5%);


– della sanzione ridotta ad 1/5 (cioè il 20%) rispetto a quella applicabile ordinariamente.


Cause ostative al ravvedimento operoso


L’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 consente di regolarizzare, con riduzioni, le violazioni commesse in sede di presentazione della dichiarazione e di pagamento delle somme dovute a condizione che le violazioni oggetto della regolarizzazione non siano state già constatate e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento (inviti di comparizione, questionari, richiesta di documenti, ecc.) delle quali l’autore delle violazioni ed i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza.


Inoltre, in virtù dell’articolo 6, comma 5-bis, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, introdotto dall’articolo 7, lett. a), del D.Lgs. 26 gennaio 2001, n. 32 non sono punibili le violazioni che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo e non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo.


L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 54/E/2002, ha affermato che per regolarizzare, mediante il ravvedimento operoso, la presentazione in ritardo del modello Unico occorre versare tante sanzioni (ridotte) quanti sono i tributi ai quali la dichiarazione si riferisce.


Errori che non influiscono sulle azioni di controllo dell’Ufficio finanziario


I contribuenti che si accorgono di avere commesso errori ed omissioni che non influiscono sull’azione di controllo (errori meramente formali) possono comunque regolarizzare la propria posizione, mediante dichiarazione integrativa o comunicazione da trasmettere all’ufficio.


Dichiarazione integrativa a proprio favore


È possibile integrare anche a proprio favore le dichiarazioni per correggere errori od omissioni che abbiano determinato un maggiore reddito o, comunque, un maggiore debito o un minore credito d’imposta, mediante una successiva dichiarazione da produrre entro il termine di presentazione di quella relativa al periodo d’imposta successivo.


Le correzioni operate, se effettuate nei termini non sono soggette a sanzioni e l’eventuale maggiore credito d’imposta risultante dalla dichiarazione integrativa può essere utilizzato in compensazione.


DICHIARAZIONE INTEGRATIVA IN AUMENTO OLTRE I TERMINI PREVISTI DAL RAVVEDIMENTO OPEROSO


Se, invece, è scaduto anche il termine per ricorrere al ravvedimento operoso, è comunque possibile correggere gli errori che comportano un maggiore reddito, mediante la presentazione di una successiva dichiarazione, entro il 31 dicembre del 4° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione originaria (che costituisce il termine a disposizione degli Uffici per notificare un accertamento qualora la dichiarazione originaria sia stata comunque presentata). Tuttavia, in tale evenienza, non é purtroppo prevista la riduzione delle sanzioni, ma la eventuale dichiarazione integrativa può essere prodotta anche se sono iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento.


 


REGOLARIZZAZIONE MODELLO F24


Secondo l’Agenzia delle Entrate per la omessa o ritardata presentazione del modello F24 a saldo zero è applicabile la sanzione amministrativa di € 154 (lire 300.000), ridotta a € 51 (a lire 100.000) se il ritardo non è superiore a cinque giorni lavorativi, non applicandosi, al caso specifico,  la causa di non punibilità prevista dall’art. 6, comma 5 bis, del D.LGS. n. 472/97.


 


TABELLA SANZIONI E RELATIVO RAVVEDIMENTO OPEROSO


Si riepiloga di seguito, in formato tabella, la misura delle sanzioni intere, e quelle ridotte nell’ipotesi di ravvedimento operoso,  per le violazioni inerenti le dichiarazioni (ove non diversamente specificato si intende con il termine “dichiarazione” il modello Unico).




















VIOLAZIONE


SANZIONE AMMINISTRATIVA DLGS N. 471/97


RAVVEDIMENTO OPEROSO ART. 13 DLGS N. 472/97


Omessa presentazione dichiarazione oltre i 90 giorni


Dal 120% al 240% dell’ammontare delle imposte dovute


N.B. se l’imposta dovuta risulta comunque versata è applicabile la sanzione fissa da € 258 a € 2.065 (Agenzia delle Entrate Circolare 54/2002)


Dichiarazione non conforme ai modelli approvati; dichiarazione non sottoscritta e non regolarizzata entro 30 giorni da invito dell’ufficio


Dal 120% al 240% dell’ammontare delle imposte dovute


N.B. se l’imposta dovuta risulta comunque versata è applicabile la sanzione fissa da € 258 a € 2.065 (Agenzia delle Entrate Circolare 54/2002)


Modello 770 non conforme al modello dell’Agenzia delle Entrate


– Sanzione da € 258 a € 2.065


+ sanzione di € 51 per ogni percipiente non indicato nella dichiarazione


– Sanzione da € 516 a € 4.130 se l’omissione o l’incompletezza riguardano gli elementi previsti dall’art. 7 del D.PR. n. 600/73


Se le ritenute sono state versate sanzione di € 51 (1/5 del minimo) + sanzione di € 51 per ogni percipiente non indicato


 


 


 


 


 
























VIOLAZIONE


SANZIONE AMMINISTRATIVA DLGS N. 471/97


RAVVEDIMENTO OPEROSO ART. 13 DLGS N. 472/97


Presentazione di dichiarazione infedele (reddito inferiore a quello accertato, indebite detrazioni d’imposta)


Dal 100% al 200% della maggiore imposta dovuta 


 


Se la regolarizzazione avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale successiva la sanzione è solo del 20% (1/5 del minimo) della maggiore imposta dovuta


Presentazione della dichiarazione dei Sostituti d’imposta infedele


Dal 100 al 200% dell’importo delle maggiori ritenute non versate.


Sanzione minima di € 258


Se la regolarizzazione avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale successiva la sanzione è solo del 20% (1/5 del minimo) delle maggiori ritenute non versate


Mancato o carente versamento delle imposte dichiarate


Sanzione del 30% delle somme non versate o versate oltre le previste scadenze (1)


Violazione regolarizzabile:


– entro 30 giorni dalla prevista scadenza con la sanzione del 3,75% (1/8 del 30%);


         entro il termine per la presentazione della dichiarazione annuale successiva con la sanzione del 6% (1/5 del 30%)


In entrambi in casi sono, altresì, dovuti gli interessi legali calcolati in giorni. Nel 2000 il tasso era del 2,5%, nel 2001 era del 3,5%, dal 1/1/2002 il tasso è del 3%. In atto (dall’01/01/2004), il tasso di interesse è fissato nella misura del 2,5%. Tali interessi si cumulano con il tributo da pagare e quindi si indicano nel medesimo codice tributo.


Omessa o tardiva presentazione del modello F24


L’omessa o ritardata presentazione del modello F24 a saldo zero, determina l’applicazione della sanzione amministrativa di € 154, ridotta a € 51 euro se il ritardo non è superiore a cinque giorni lavorativi, IN CASO DI RAVVEDIMENTO SI PAGA EURO 31,00


Non si applica la causa di non punibilità di cui all’articolo 6, comma 5-bis, del n. 472/97, giacché non si è in presenza di violazione meramente formale ma di violazione che arreca “pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo”


Infine la Circolare n. 54/E del 19/06/02, modificando l’orientamento interpretativo, ha precisato che la dichiarazione resa secondo modalità diversa da quella prescritta per la categoria di appartenenza del contribuente (ad esempio, la dichiarazione presentata tramite banca o posta in luogo di quella da presentare obbligatoriamente in via telematica) è ora ritenuta sanzionabile da 258 euro a 2065 euro, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, del D.LGS. n. 471/97, poiché la dichiarazione non è redatta in conformità al modello approvato, per cui non è nulla come sostenuto dall’Agenzia nella precedente circolare (n. 6 del 25/01/02).


 


(1) La sanzione del 30% è ridotta:


– ad un terzo (10%) nel caso in cui le somme dovute siano pagate entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione dell’esito della liquidazione automatica effettuata ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. n. 600 del 1973;


– ai due terzi (20%) nei casi in cui le somme dovute siano pagate entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione dell’esito del controllo formale effettuato ai sensi dell’art. 36-ter del D.P.R. n. 600 del 1973.


 


OMESSO O INSUFFICIENTE VERSAMENTO


L’omesso o l’insufficiente pagamento dell’Irpef dovuta a titolo di acconto o di saldo, in base alla dichiarazione, può essere regolarizzato eseguendo spontaneamente il pagamento:


– dell’imposta dovuta;


– degli interessi moratori (calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui è eseguito);


– della sanzione del 30% ridotta:


• ad 1/8, ossia al 3,75% se il pagamento è eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta;


• ad 1/5, ossia al 6% se il pagamento è effettuato con ritardo superiore a 30 giorni, ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui la violazione è stata commessa.


Impossibilità di identificare il contribuente o di imputare la somma versata


Qualora sia stato erroneamente compilato il modello di pagamento (Mod. F24), omettendo dati o commettendo errori tali da non consentire l’esatta identificazione di chi esegue il versamento o la giusta imputazione della somma versata, il contribuente può comunicarlo ad un qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate, presentando un’istanza nella quale spiegare la correzione che si intende effettuare.


Con tale procedura è possibile regolarizzare, ad esempio, i dati che devono essere riportati nella Sezione “Contribuente”, “Erario”, “Regioni” e “Ici ed altri tributi locali” che riguardano:


– il codice fiscale;


 il codice tributo;


– il periodo cui si riferisce il versamento;


– l’esatta suddivisione degli importi versati in più tributi.


Le correzioni “gratuite” che, comunque, gli uffici possono apportare su richiesta dei contribuenti sono quelle relative ad errori che non incidono sul pagamento del debito tributario complessivo. Ciò in base allo Statuto del Contribuente (L. 27/07/2000, n. 212).


In particolare, non sono sanzionate le violazioni:


– che non ostacolano le azioni di controllo;


– che non incidono sulla determinazione:


• della base imponibile;


• dell’imposta;


• del versamento.


Esempio calcolo interesse ritardato pagamento


Interesse legale (2,50%) moltiplicato per l’imposta a debito e per i giorni trascorsi dalla data di scadenza) diviso 36500.


Esempio: Pagamento imposta a debito pari a 1000, risultante da dichiarazione.


Ritardo del pagamento: 15 giorni


interessi: 1000 X 2,5 X 15 / 36500 =  1,03


sanzione: 3,75 *1000 = 37,50


Totale: (1,03 + 1000 + 37,50) = €. 1038,53


 



























Codici tributo utilizzati per il ravvedimento – Modello F24


 


 


 


TRIBUTO


CREDITO COMPENSABILE (1)


TIPO TRIBUTO


RIFERIMENTO TRIBUTO


CODICE UFFICIO (4)


CODICE ATTO (5)


DESCRIZIONE


 


RATEAZIONE/ REGIONE/ PROV. (2)


ANNO DI RIFERIMENTO (3)


 


8901


 


Erario


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