Patto di stabilità 2005: programmazione dei flussi finanziari, monitoraggio, controlli dei revisori, azioni di miglioramento dei conti, suggerimenti pratici per il monitoraggio di cassa(seconda parte)


 


 


5. LA PROGRAMMAZIONE DEI FLUSSI FINANZIARI, MONITORAGGIO E CONTROLLI DEL COLLEGIO DEI REVISORI


La legge finanziaria 2005 conferma, anche per il 2005, l’utilizzo della programmazione infrannuale per il monitoraggio dell’andamento gestionale ai fini del rispetto delle regole del patto di stabilità.


La programmazione è trimestrale per le Province ed i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, è semestrale per le comunità montane con popolazione superiore a 50.000 abitanti (come ricordato in precedenza, il nuovo comma 22-bis prevede che le disposizioni sul patto non si applicano, solo per il 2005, ai comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, alle unioni di comuni, alle comunità montane e alle comunità isolane con popolazione fino a 50.000 abitanti).


Le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti sono stati tenuti a predisporre, entro il mese di marzo, una previsione solo in termini di cassa, coerente con l’obiettivo annuale.


La previsione cumulata di cassa deve essere articolata per trimestri e costituisce obiettivo periodico da rispettare.


La previsione di cassa cumulata e articolata per trimestri, redatta su modello allegato alla circolare del ministero economia e finanze, 8 febbraio 2005, n.4, previa valutazione di coerenza dell’organo di revisione, deve essere comunicata dalle province e dai comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti al ministero economia e finanze, dipartimento ragioneria generale dello Stato, I.Ge. P.A. – Ufficio II – utilizzando il sistema web, e dai comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 30.000 abitanti alle ragionerie provinciali dello Stato competenti per territorio.


Nel corso dell’esercizio, l’Ente può rettificare i propri obiettivi infrannuali e/0 rideterminare l’obiettivo annuale (ad esempio, per il verificarsi di modificazioni legislative o interpretazioni in via amministrativa) che, dopo una nuova valutazione da parte dell’organo di revisione economico-finanziaria, devono essere ritrasmessi con le modalità poc’anzi illustrate.


Le comunicazioni devono essere trasmesse anche alle rispettive Associazioni (ANCI, UNCEM, UPI).


Alla verifica del rispetto dell’obiettivo periodico e della sua coerenza con l’obiettivo annuale è obbligato il collegio dei revisori, entro e non oltre il mese successivo al trimestre di riferimento. Se l’obiettivo trimestrale non è rispettato, l’Ente è tenuto a riassorbire lo scostamento intervenendo sui pagamenti al fine di garantire il rientro.


In caso di mancato rispetto dell’obiettivo trimestrale, il collegio dei revisori, oltre che all’ente, deve darne comunicazione al dipartimento ragioneria generale dello Stato, I.Ge.P.A. – ufficio II, utilizzando il sistema web direttamente o d’intesa con l’Ente, per le province e per i comuni con 
popolazione superiore a 30.000 abitanti, o alla ragioneria provinciale dello Stato competente per territorio, per i comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 30.000 abitanti. Della mancata comunicazione rispondono personalmente i componenti dell’organo di revisione.


Per la verifica degli obiettivi del patto di stabilità, non è necessaria l’approvazione formale del rendiconto dell’anno di riferimento, in quanto le risultanze possono essere determinate con riferimento alle scritture 
di bilancio (partitari) definiti dal Servizio finanziario dell’ente, tenuto conto altresì che è lo stesso ente che provvede, con le forme e le modalità che ritiene più opportune, alla certificazione del raggiungimento dei due obiettivi del patto.



6. LE AZIONI UTILI PER IL MIGLIORAMENTO DEI RISULTATI


Le azioni utili che gli enti locali possono intraprendere per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica si rivengono in diverse disposizioni normative.


Innanzitutto va ricordato che, nel miglioramento del risultato annuo, deve essere mantenuta la corrispondenza tra funzioni e risorse, al fine di assicurare l’efficienza e l’efficacia dell’attività amministrativa. (art.28, comma 7, legge 23 dicembre 1998, n.448). La corrispondenza tra funzioni e risorse deve essere verificata attraverso le procedure del controllo di gestione.


Inoltre, pur non essendo state esplicitamente riproposte, vanno ricordate le seguenti indicazioni utili al raggiungimento degli obiettivi:


a) conseguimento di maggiori livelli di efficienza nella gestione delle attività amministrative ed aumento della produttività e riduzione dei costi di gestione;


b) contenimento del tasso di crescita della spesa corrente;


c) dismissioni di immobili di proprietà non funzionali allo svolgimento dell’attività istituzionale;


d) limitazione delle consulenze esterne;


e) soppressione degli organismi collegiali non ritenuti indispensabili;


f) sviluppo di iniziative per la stipula di contratti di sponsorizzazione, di accordi e di convenzioni, allo scopo di realizzare maggiori economie nella gestione;
g) riduzione del ricorso all’affidamento diretto a società controllate o ad aziende speciali nella concessione di servizi pubblici;


h) sviluppo di iniziative per il ricorso, negli acquisti di beni e servizi, alla formula del contratto a risultato;


i) rimozione degli ostacoli per l’accesso di nuovi soggetti privati nel mercato dei servizi pubblici;


l) promozione dello sviluppo dei servizi pubblici locali mediante l’utilizzo di tecniche di finanziamento con ricorso esclusivo a capitali privati;


m) reinvestimento delle somme accantonate per ammortamento.
Fra le azioni utili non sono più, paradossalmente, funzionali al raggiungimento dell’obiettivo:


– accertamenti tributari per aumentare la base imponibile;


– maggiore finanziamento dei servizi pubblici con prezzi e tariffe;


– riduzione della spesa per il personale;


– limitazione del ricorso a contratti a termine al di fuori della dotazione organica.


Come si vede, e non poteva essere altrimenti date le modalità di calcolo degli obiettivi sul patto di stabilità, le azioni sono tutte dirette, per la maggior parte, ad un contenimento della componente spesa, fermo restando la possibilità di superare i limiti programmatici per le spese in conto capitale finanziate dai proventi dell’alienazione di beni immobili e mobili e per le spese in conto capitale cofinanziate dall’UE.


In particolare, la dismissione di beni patrimoniali può permettere agli enti locali non soltanto di recuperare significative risorse finanziare da destinare al finanziamento delle opere pubbliche, ma anche di utilizzare le entrate derivanti dal pluslavore di beni patrimoniali, inclusi i beni immobili, per il rimborso della quota capitale delle rate di ammortamento dei mutui (comma 66 dell’articolo 1, legge 311/2004), riducendo di conseguenza l’esposizione debitoria. Per  favorire ulteriormente l’alienazione del patrimonio, il comma 275, articolo 1, legge finanziaria 2005, disciplina l’esenzione dall’imposta di registro, dall’imposta di bollo, dalle imposte ipotecarie e catastali e da ogni altra imposta indiretta, nonché da ogni altro tributo o diritto, relativamente alle operazioni, agli atti, ai contratti, ai conferimenti e ai trasferimenti di immobili di proprietà dei Comuni, ivi comprese le operazioni di cartolarizzazione di cui alla legge 410/2001, in favore di fondazioni o società.


L’alleggerimento della spesa può passare anche attraverso processi di esternalizzazione di alcuni servizi, da affidare a terzi tramite gare ad evidenza pubblica o da gestire tramite società appositamente gestite. In merito, si sottolinea che le spese per acquisizione di partecipazioni azionarie e i conferimenti di capitali sono da portare in detrazione dal complesso delle spese utili ai fini del patto.


 


7. PATTO DI STABILITA’ E SCELTE GESTIONALI


La nuova logica del Patto di stabilità interno, tutta imperniata sul contenimento della spesa, ha riflessi notevoli sul processo di programmazione e pianificazione degli enti locali e richiede nel corso dell’esercizio una verifica costante e concomitante del suo rispetto, nel quadro di un ampio quadro strategico che coinvolga sinergicamente gli amministratori, per gli indirizzi gestionali, e i responsabili dei centri di spesa per l’attuazione di queste scelte.


Il regolamento di contabilità dovrebbe prevedere il continuo monitoraggio degli impegni assunti ed introdurre una ulteriore causa di inammissibilità o improcedibilità degli atti a contenuto gestionale di cui all’art. 170 del d.lgs. 267/2000.


Il bilancio di previsione e le sue variazioni nel corso dell’esercizio finanziario rappresentano momenti fondamentali nei quali le scelte di programmazione devono rispettare sia gli equilibri di bilancio basati sulle previsioni di competenza e, sia i vincoli derivanti dal patto di stabilità interno.


È in questa prospettiva che gli strumenti organizzativi devono adeguarsi: perciò, il piano esecutivo di gestione, oltre a tener conto degli impegni in sede di previsione, dovrà esprimere i pagamenti in corso d’anno e l’ufficio economico-finanziario dovrà mettersi in condizione di pianificare e controllare i vincoli finanziari di competenza e di cassa assicurando così l’operatività all’ente.


Dunque, attraverso il piano esecutivo di gestione, in quanto strumento che sancisce le attribuzioni di risorse ai responsabili dei servizi congiuntamente all’individuazione degli obiettivi specifici, dovrà avvenire una precisa ripartizione delle responsabilità legate al rispetto del Patto di Stabilità.


Inoltre, per responsabilizzare maggiormente ciascun responsabile si può stabilire che qualora esso concorra con il proprio comportamento (errata previsione, tardive azioni correttive, …), e dunque non legate ad situazioni contingenti, a peggiorare l’andamento dei flussi di cassa potrà valutato negativamente per quanto concerne l’indennità di risultato.


 


8. CONSIGLI PRATICI PER IL MONITORAGGIO DI CASSA


Il patto di stabilità richiede una collaborazione attiva e critica dei responsabili di ciascun ufficio con la ragioneria, sia nella pianificazione delle previsioni, sia nella verifica dei flussi di cassa; proprio per questo motivo si ritiene utile individuare un referente, per ogni servizio, che collabori a livello di staff con la ragioneria.


In particolare, nella predisposizione della previsione cumulativa di cassa e delle sue eventuali modifiche in corso d’anno, si propongono i seguenti steps:


1. Analisi dettagliata di cassa a cura dei responsabili;


2. Elaborazione dei dati da parte della ragioneria;


3. Verifica previsioni di cassa.


 


8.1 Analisi dettagliata di cassa a cura dei responsabili


La previsione di cassa richiede un’attenta analisi sia dei residui sia della competenza. Per quanto riguarda la parte di residui è sufficiente avere una stampa del mastro al 31 dicembre dell’anno precedente. Ciascun responsabile dovrà analizzare in dettaglio ogni singolo impegno aperto, al fine di individuare


il trimestre in cui avverrà la relativa movimentazione del flusso di cassa. Tale analisi si può rilevare difficoltosa: in alcuni casi la spesa può essere prevedibile sia per importo sia per frequenza, mentre in molti altri il flusso può avere un andamento irregolare nel corso nel tempo. In queste situazioni si consiglia di stimare la previsione sulla base della media dei pagamenti degli ultimi anni.


Molto più difficile è la pianificazione dei flussi di cassa generati dalla gestione di competenza. A tal proposito, è importante che l’ente si doti di un piano esecutivo di gestione molto dettagliato, quasi analitico, in modo da evidenziare  una suddivisione per voci. La previsione di cassa andrà effettuata per ogni singola voce di bilancio, in modo da ottenere poi la previsione complessiva relativa al totale della spesa.


 


8.2 Elaborazione dei dati da parte della ragioneria


Le previsioni, elaborate dai vari responsabili dei centri di spesa, vengono trasmesse al servizio finanziario che deve riassumere in un unico prospetto i dati rilevanti ai fini del patto di stabilità e determinare il totale dei pagamenti cumulativi per trimestre, i quali costituiranno un vincolo per la gestione di cassa.


Se questi obiettivi trimestrali non vengono rispettati scatta il blocco dei pagamenti: gli stessi sono sospesi fino a quando lo scostamento non sia riassorbito. Risulta, però, piuttosto difficile in corso d’esercizio limitare o sospendere i pagamenti nell’ipotesi di mancato rispetto degli obiettivi trimestrali: basti ricordare che l’ente deve osservare le norme poste dalla direttiva Ce 235/2000 e che in molti casi la scadenza delle spese non può essere posticipata.


Si consiglia pertanto, di monitorare anche nel corso di ciascun trimestre l’andamento della cassa (ad esempio, mensilmente) per evitare di sforare le previsioni ed incorrere nell’obbligo di sospendere i pagamenti. Inoltre, dal momento che la previsione cumulativa di cassa per trimestre diventa un obiettivo infrannuale, si consiglia di elaborarla con un atteggiamento prudenziale, ad esempio, dato 100 l’obiettivo da raggiungere al 31.12, i flussi di cassa possono essere quantificati come segue:
















€ 50


31 marzo


€ 75


30 giugno


€ 90


30 settembre


€ 100


31 dicembre


 


In questo modo, si evita di ingessare eccessivamente la gestione di cassa,  con la consapevolezza che il vero obiettivo da raggiungere è quello al 31 dicembre.


 


8.3 Verifica previsione di cassa


La partecipazione attiva dei responsabili che gestiscono il Peg non si esaurisce nella fase di pianificazione dei flussi di cassa ma continua anche durante la gestione, dal  momento che, pianificando la cassa, si sono dati degli obiettivi infrannuali. Al riguardo, il servizio finanziario deve fungere da controller.


Tale controllo potrà essere effettuato anche attraverso un software che per ogni responsabile memorizzi gli eventi e ricordi alle scadenze programmate di verificare il realizzarsi o meno della previsione di cassa, in modo da intervenire con azioni correttive appropriate.


 


9. CONSIDERAZIONI


La procedura appena descritta non vuole essere uno strumento applicabile indistintamente a tutti gli enti, dato che occorre verificare la struttura organizzativa e gestionale di ogni ente.


Infatti nulla esclude che altri comuni, per raggiungere lo stesso obiettivo, percorrino strade diverse soltanto perché hanno altri mezzi!


Si ritiene che ogni ente debba adottare un procedimento che porti ad una programmazione di cassa in modo da orientare la gestione al raggiungimento di precisi obiettivi di cassa.


 


 


luglio 2005  


 


Dott. Matteo Esposito


 


 


Partecipa alla discussione sul forum.