Le spese di rappresentanza, di pubblicità e propaganda: schemi negoziali, riflessi contabili, competenza economica civilistica e fiscale

Le spese di rappresentanza, di pubblicità e propaganda

E’ utile esaminare – con argomentazioni di taglio operativo – le principali problematiche civilistiche e fiscali afferenti le operazioni di rappresentanza, di pubblicità e propaganda evidenziandone i riflessi gestionali, anche attraverso un’esauriente panoramica delle fattispecie negoziali maggiormente ricorrenti.
L’esposizione è ricca di riferimenti alle casistiche aziendali più invalse nella prassi e sono al riguardo esposti i risvolti amministrativi dei soggetti coinvolti nel rapporto pubblicitario.
Concetto di rappresentanza: importanza della funzione aziendale ricoperta dal soggetto che materialmente sostiene la spesa.

Dal punto di vista lessicale, si sarebbe portati a ritenere che l’atto di rappresentanza sia quello posto in essere da colui che riveste la legale rappresentanza.
In pratica, le spese di rappresentanza sembrerebbero essere quelle sostenute da chi ha funzioni rappresentative, soprattutto nella vita politica e sociale e che sono imposte dalla posizione stessa che si occupa, dalla carica che si ricopre, dal prestigio e dal decoro nell’esercizio della carica.
Invero, la nozione di rappresentanza accolta dall’art.108, comma 2, del DPR 917/86 è diversa da quella etimologica giacché essa è da intendersi riferita non già alla rappresentanza “legale” o istituzionale, come nel caso del Presidente o del Consigliere delegato di un Ente, bensì a tutte quelle attività, da chiunque svolte, di carattere rappresentativo, che, in pratica, proiettano l’immagine dell’impresa esternamente all’ambito aziendale.

La casistica delle spese di rappresentanza coinvolge dunque direttamente l’impresa in quanto tale, indipendentemente dalla funzione del soggetto titolare della spesa, anche se la funzione ricoperta nell’azienda da colui che sostiene la spesa può costituire un valido parametro discriminante tra spesa di rappresentanza, e non.

Infatti, è indubbia la natura di rappresentanza nel caso dell’Amministratore delegato o del Direttore generale che inviti le autorità politiche ad un incontro annuale.
Sussistono, invece, argomenti di difesa per sostenere, anche in sede contenziosa, che la spesa della ristorazione offerta al cliente o al potenziale cliente dal venditore, senza particolari cariche di rappresentatività, durante una trasferta di lavoro, nel corso o al termine di una trattativa commerciale, è costo aziendale riferito a specifica negoziazione e quindi inerente al conseguimento dei proventi, anche solo potenziali.

L’articolo segue  nel PDF qui sotto==>

Giovanni Mocci

aprile 2007

vedi anche==> Spese di pubblicità ed accertamenti bancari

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